Indian Wells 2026, Alcaraz si racconta in conferenza: “A volte mi sembra di affrontare Federer a ogni turno” (Video della partita)
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Carlos Alcaraz ha dovuto rimontare Arthur Rinderknech per imporsi 6-7 6-3 6-2 a Indian Wells 2026, ma oltre alla vittoria hanno colpito anche le sue parole in conferenza stampa. Lo spagnolo ha parlato della difficoltà di affrontare avversari capaci di alzare tantissimo il livello contro di lui, della gestione mentale nei momenti complicati e anche del clima speciale che si respira nel torneo californiano.
“A volte mi stanco di giocare contro Federer ogni turno”
Uno dei passaggi più curiosi della conferenza è arrivato quando Alcaraz ha spiegato la sensazione che prova spesso durante i suoi match: quella di trovarsi di fronte avversari capaci di esprimere un livello altissimo proprio contro di lui.
“A dire il vero, a volte mi stanco di giocare contro Roger Federer a ogni turno,” ha detto con il sorriso. “A volte sembra davvero che giochino a un livello pazzesco.”
Lo spagnolo ha poi approfondito il concetto, lasciando intendere di percepire una pressione particolare da parte di chi affronta il numero uno del mondo:
“Non so se la sto vivendo nel modo giusto, ma sento che succede sempre contro di me. Se giocassero così a ogni partita, dovrebbero essere più in alto nel ranking.”
Secondo Alcaraz, molti avversari entrano in campo con la convinzione di dover fare qualcosa di speciale per batterlo:
“Sento di avere un bersaglio sulla schiena e penso che loro sentano che, se non giocano quel tipo di tennis, non possono vincere.”
La chiave della rimonta: accettare e restare lì
Contro Rinderknech, Alcaraz si è trovato in una situazione insolita per lui: sotto di un set e anche di un break. In conferenza ha raccontato cosa sia passato nella sua testa in quel momento e come abbia gestito la frustrazione per le occasioni mancate nel primo parziale.
“All’inizio ero un po’ arrabbiato con me stesso, perché nel primo set avevo avuto tante occasioni, alcune palle break e anche un set point, e non sono riuscito a sfruttarle.”
Da lì, però, il focus è cambiato. Lo spagnolo ha capito di dover prima di tutto accettare il momento negativo e restare lucido:
“A volte è difficile accettarlo, ma all’inizio del secondo set lui stava giocando a un livello altissimo, soprattutto nel game in cui mi ha strappato il servizio. Quindi ho dovuto accettarlo, essere forte mentalmente e restare il più calmo possibile. Ho cercato di continuare.”
La convinzione di Alcaraz è stata quella di non uscire dalla partita, aspettando nuove occasioni:
“Sapevo che avrei avuto altre chance, e se non fossi rimasto lì non avrei potuto sfruttarle. La cosa principale era restare sempre presente, cercare di tenere i miei turni di battuta e mettere pressione sui suoi game di servizio, poi vedere cosa sarebbe successo.”
“Qui si respira pace”
Nel corso della conferenza, Alcaraz ha parlato anche del rapporto speciale che i giocatori hanno con Indian Wells, torneo che da anni viene considerato uno dei più apprezzati del circuito.
Per lo spagnolo, gran parte del fascino del torneo è legato all’atmosfera che si vive fuori dal campo:
“Penso che qui ci sia davvero tanta tranquillità. Si ha la sensazione che tutto sia molto bello.”
Alcaraz ha sottolineato in particolare gli spazi e il comfort a disposizione dei giocatori:
“Abbiamo aree per scaldarci, non abbiamo la sensazione di stare stretti come giocatori. Ci sono tanti spazi per rilassarsi e stare insieme. È fantastico.”
E poi, con una battuta, ha indicato anche uno dei motivi per cui tanti tennisti adorano Indian Wells:
“Ovviamente credo che molti giocatori amino giocare a golf. Qui penso sia il paradiso, e credo che sia anche questo a creare un’atmosfera così bella nel torneo.”
Siparietto sul fratello Alvaro
Non è mancato neppure un momento più leggero. Ad Alcaraz è stato infatti ricordato che il fratello Alvaro aveva vinto in giornata l’ironico “Hottie Coach Bracket” citato in un podcast. La risposta dello spagnolo è stata divertita:
“Certo che lo sapevo. Probabilmente ero più nervoso per quello che per il mio torneo qui.”
Poi ha aggiunto, sempre sorridendo: “È stato divertente, tanti giocatori lo stavano guardando e seguivano i risultati. Sono felice che mio fratello abbia vinto il premio di coach più affascinante dell’anno.”
Un Alcaraz sempre più maturo
Dalle parole in conferenza emerge un Alcaraz molto lucido, capace di ironizzare ma anche di analizzare con chiarezza ciò che gli accade in campo. Da una parte la sensazione di essere ormai il giocatore da battere, quello contro cui tutti alzano il livello. Dall’altra la maturità con cui riesce a gestire i momenti di difficoltà, senza perdere la calma.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del suo tennis in questa fase: anche quando il match si complica, Alcaraz sembra avere sempre più fiducia nella propria capacità di restare dentro la partita e girarla. A Indian Wells, ancora una volta, lo ha dimostrato.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Masters 1000 Indian Wells, Masters 1000 Indian Wells 2026

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E se non si scansano loro,ci pensano arbitri e var a farle scansare
Io non ci vedo niente di particolare in questa frase. Uno nei primi 30 contro di lui non ha niente da perdere, se gioca una partita normale non ha speranze per cui lascia andare il braccio e se gli entra tutto fa una grande figura. Poi di solito perde lo stesso. Al limite è un po’ strano che se ne stupisca ma non darei grande importanza a queste parole.
Caro Alcaraz cosa hai bevuto?
Se fai fatica con un Djokovic quarantenne anche se spesso ci vinci ma non sempre figurati cosa potresti fare con i tre in età non troppo avanzata anche se non al loro 100%.
Ma si potrebbe anche aggiungerci un Murray in forma. Anche con Del Potro al 100% non faresti una passeggiata
Alcaraz e Sinner fanno più notizia quando perdono piuttosto che quando vincono 😉
Tutti giocano al massimo delle loro possibilità ed anche oltre per cercare di battere Carlos e Jannik. È assolutamente normale.
Ha ragione ed è anche logico, quando uno è il numero 1 considerato il più forte del circuito, chiunque cerca di dare il massimo per dire “ehi ce l’ho fatta l’ho battuto”.
E’ l’esatto contrario di quello che succede a quelle che giocano contro l’Inter, si scansano tutte a parte il Milan e i salmonari
Non so Calvin. Penso sia un problema di percezione.
Infatti è come la questione del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Non che c’entri con queste affermazioni ma a seconda del punto di vista si percepiscono due cose differenti, ma l’acqua nel bicchiere è la stessa.
Le sue frasi sono queste.
“A dire il vero, a volte mi stanco di giocare contro Roger Federer a ogni turno”
Questa frase loda le prestazioni. Lo trovo un complimento verso gli avversari essere paragonati a dei Federer. Preciso. Sarebbe stato lo stesso se al posto di Federer ci fosse stato Djokovic o Nadal. Perchè a seconda di chi legge poi non si capisce cosa voglio intendere.
“A volte sembra davvero che giochino a un livello pazzesco.”
Sembra che giochino a un livello pazzesco per me vuol dire che se uno che sa di essere n.1 e gioca ad altissimo livello (perché si conosce) e vede che non riesce a spuntarla se non in 3 set tirati, vuol dire che il livello dell’avversario è vicino al suo. E potrebbe essere un complimento generale a tutti i tennisti che spesso vengono sminuiti perchè si dice:”Dietro Alcaraze e Sinner c’è il vuoto”.
“Non so se la sto vivendo nel modo giusto, ma sento che succede sempre contro di me. Se giocassero così a ogni partita, dovrebbero essere più in alto nel ranking”
Questa frase denota incertezza, pesantezza nello stare li, in vetta. Non sono sicuro che sia giusto pensarlo, non me ne rendo conto ma sembra succeda solo a me. Ha detto “sembra” e ciò “questa è la mia sensazione”. Ma non dice che sia l’unico a provarla.
“Sento di avere un bersaglio sulla schiena e penso che loro sentano che, se non giocano quel tipo di tennis, non possono vincere.”
Questa è la frase che condivido di più. Io penso sia così e lui sinceramente descrive la sua sensazione.
Non so Calvin, forse la tua sensazione è più corretta. Però io in questo caso, in queste dichiarazioni non percepisco niente di negativo.
Tradotto in una semplice frase mi sembra che stia mettendo le mani avanti e stia dicendo “Non so quanto reggerò tutto questo”.
sembra che stiamo litigando, ma in realtà siamo d’accordo (a parte che io Alcaraz non lo sopporto, pur riconoscendone la grandezza).
Comunque hai ragione, la colpa non è loro, ma di chi li obbliga a parlare, sia loro che i calciatori.
@ guido Guest (#4572209)
Chissà perché dai calciatori o dai ciclisti non si pretendono mai prove di grande intelligenza o di profonda cultura, mentre si vorrebbe che un 22enne “condannato” a trascorrere gran parte delle sue giornate sul campo si producesse in citazioni da filosofo o comportamentista…
…almeno in quello resta nettamente dietro al nostro Jannik che ha una capacità di rispondere ai media davvero inarrivabile!
Comunque io ADORO il buon Carlitos e mi piacciono le sue risposte, come mi potrebbero piacere quelle della Kalinskaya, che è bellissima, cosa vuoi di più?
Anche fare finale in un master mille lo è
Mah sì, è simpatico dai.
Tennisticamente è un genio, ma nella vita normale non è una cima e non sa quasi mai cosa dire se non gliel’hanno preparata. Quindi, hai ragione è ingenuo e spontaneo. Un po’ tamarro anche, ma lui è così. Credo non si renda conto di essere già uno dei più grandi tennisti della storia e viene fuori con queste trovate, tipo che non capisce perchè tutti con lui si impegnano a morte.
Per molti è anche l’unico modo per apparire nei titoli dei media in 80 paesi per almeno 1 volta nella vita…
…poi tenere i giornali per farli vedere ai nipotini 😉
Esattamente. Non è quello che pensa ma quello che dice e come lo dice.
Detto per inciso manco sta parlando del nuemro 100 al mondo: Rinderknech è numero 25, viene da una vittoria con Draper settimana scorsa e non è assolutamene uno scarso.
Subito fare causa allo spagnolo per il furto del copyright 😀
Ma voglio precisare che a me Carlos piace tantissimo, ovviamente da giocatore soprattutto quando è in campo, anche fuori dal campo perché mostra ancora una “sana” ingenuità e spesso è davvero spontaneo.
Ha un talento tennistico enorme ma non è mai arrogante o spocchioso come certi personaggi che girano con le etichette degli Slam vinti…
Quando Carlitos non gioca contro gli italiani, io tifo sempre per lui, perché tifare per lui è come tifare per il tennis…
Vamos !!!!
Quando un avversario lo metteva in forte difficoltà sul piano del tennis, e lui riusciva a superarlo solo grazie alla sua forza fisica e mentale, Nadal a volte faceva affermazioni (apparentemente) simili. E lo faceva in modo più generoso, tipo “non capisco che ci faccia uno come Darcis al n. 50, dovrebbe essere almeno top 20…”.
Il concetto era il medesimo, uguale era la circostanza che lo spingeva al commento, ma l’aspetto dell’elogio dell’avversario era prevalente.
Sinner è sulla stessa linea, riconosce sempre e comunque in primis il valore dell’avversario che lo ha fatto sudare e la cui posizione più bassa di classifica potrebbe magari ricondursi a circostanze meno fortunate. E lo stesso può dirsi di altri giocatori, Djokovic, Tsitsipas ecc.
Nella dichiarazione di Carlos, così com’è riportata, traspare invece un po’ di fastidio. Ecco l’ennesimo che si anima a giocare al 120% solo perché gioca con me…
Magari l’avrà detta col suo gran sorriso, oppure avrà voluto prevenire la solita domanda dei giornalisti che volevano fargli rendere conto del perché un bicampione a IW avesse perso un set con un avversario di secondo turno…
Non sappiamo cosa intendesse veramente, ma certo è ancora molto giovane e qualcosa deve migliorare anche nella comunicazione, è normale che sia così.
D’accordo su tutto, Marco, ed aggiungo che all’epoca Musetti aveva 20 anni, oltre che inutile, è sciocco rinfacciargli una cosa detta quando si era così giovane…
LO era sinner nel 2024 e nel 2025 fino a che non lo hanno bloccato….
A me sembra che uno che dice queste cose dopo 15 vittorie di fila stia molto sminuendo il livello medio degli avversari.
Per me non è che i giocatori giochino meglio contro i numeri uno, anzi spessissimo è il contrario, ma che il livello medio è molto alto e anche il numero uno può faticare un pochettino contro il numero 50.
Cioè è il più forte (uno dei due più forti) ma non è che gli altri siano degli scarsi e, quindi, deve faticare pure lui.
A me la dichiaarazione non mi è piaciuta e mi pare che lamentarsi perché uno abbia sovraperformato, soprattutto dopèo che lo hai battuto, sia un poco una scorrettezza verso l’avversario.
@ italo (#4572127)
Qualche? Direi praticamente sempre…
Intanto vince comunque…i fuoriclasse fan così purtroppo…quindi in finale andrà sicuramente…ogni partita migliora di volta in volta…vediamo se sinner fa lo stesso…ho qualche dubbio…
Ci sono due modi per affrontare un Top: uno è entrare in campo nervosi con la consapevolezza che qualsiasi cosa si possa fare sarà inutile.
Ed è la partita che il campione chiude 6-2 6-2 se va male.
L’altro è preparare la partita ed entrare in campo con la serenità di chi non ha niente da perdere e una sola carta da giocare. E quella carta spesso può mettere in difficoltà il Top almeno a inizio match, motivo per cui spesso vediamo primi set combattuti seguiti da sensibili cali nel secondo e se ci si arriva sciolte totali nel terzo.
Perché se arrivassero in fondo con il ritmo del primo set sarebbero a loro volta Top.
Succede, raramente, che si possa beccare il Top in giornata no, in calo atletico o debilitato da fattori ambientali. In quel caso può arrivare la sorpresona, ma accade talmente di rado da essere, appunto, delle sorpresone.
“tutti fenomeni contro di me” è una frase di Musetti nell’incontro con Moro-Canas nelle qualificazioni di Madrid 2022, quando Lorenzo perse il primo set prima di ribaltarla.
Da quel giorno gli è stata rinfacciata ogni volta che ha avuto difficoltà contro giocatori meno quotati.
Nel tempo ha imparato anche lui che se incontri un tennista in grande forma il ranking non ti da la vittoria per diritto di classifica, ma te la devi guadagnare…
Nei nostri interventi c’è spesso una punta di ironia; ormai è il quarto anno che bazzico qui dentro e io quella l’avevo colta anche nella circostanza di specie, ma ho ritenuto di replicare ad un commento che ne riprendeva un altro simile e che tutto sommato nella sua ironia evidenzia non solo un’attuale, ma anche un’antica generale verità … 😉
Quello non è un problema, anche se non siamo suoi sostenitori, perchè è giusto che vinca come è stato ieri e comunque quando merita di vincere.
Semmai, è interessante vedere come affronta e risolve i momenti difficili durante i suoi match …
Poi, ad un certo punto, se gioca contro Jannik e/o un altro tennista italiano è chiaro che, almeno io, non tifo in suo favore … 😆
@ antoniov (#4572156)
Ehm…c’era molta ironia nel mio commento. Mi rammarico fosse difficile da cogliere.
Il vero problema è che, alla fine, il vincitore è sempre e solo lui, almeno in questo periodo.
tranne Sinner…
Beh discorso logico e corretto, lo fanno anche con Sinner, cercano tutti di fare la partita della vita e dare il 110% perché sanno che è l’unico modo di avere qualche chance.
Carlitos, non è che succede solo con te in quanto Alcaraz, ma con tutti i numeri 1 e mettiamoci anche Sinner.. tutti sono spinti a dar il massimo contro di voi perché si rendono conto in partenza che la “ mission l’è dura” e ci provano, probabilmente a braccio più sciolto del solito anche perché, in qualche modo, deresponsabilizzati
Indipendentemente se sia o meno giusto ciò che ha detto Alcaraz, il match ieri l’avete visto? Io l’ho seguito sino alla metà del secondo set, dopo di che ho mollato perchè ho preferito farmi qualche ora di sonno !
Ebbene, Rinderknech dopo aver vinto il primo set e aver subito breakkato Alcaraz all’inizio del secondo set ha iniziato ad accusare un calo decisamente importante e di conseguenza è stato poi regolato dallo spagnolo secondo le modalità che forse quest’ultimo riteneva dovessero sussistere sin dall’inizio del match.
Ma, il tennista francese ha un servizio molto efficace e un gioco aereo di ottimo livello quando avanza a rete; caratteristiche che non sono certo emerse solo ieri contro l’attuale n. 1. Naturalmente, negli scambi da fondo campo tende ad avere la peggio nel confronto coi migliori.
In conclusione, Alcaraz non deve meravigliarsi più di tanto del rendimento del tennista francese, il quale ovviamente era consapevole di avere dall’altra parte della rete il n. 1 e questo lo ha determinato ad elevare i suoi rischi nel match. La stessa situazione Jannik la sta vivendo partita dopo partita da oltre due anni, quindi …
Vero, nonostante non ricordi circostanze in cui Jannik Sinner questo lo abbia posto in particolare evidenza nelle interviste immediatamente dopo i suoi match vittoriosi o meno che siano stati.
Italo, non concordo sulla giornata no di Alcaraz che in molte giocate ieri ha sciorinato il suo tennis spettacolare, ma sicuramente non è stata per lui una passeggiata e lo sarebbe stata ancor meno se ad un certo punto il suo avversario non fosse calato per come è calato.
“Tutti fenomeni contro di me”… è il modus cogitandi dei Campioni!
Immagino i commenti dei soliti (OspiteSgradito, Niki, MarcoN, Luciano e qualcun’altro che non ricordo) se Sinner avesse perso un set contro Rinderknech, tennista spettacolare ma dalla notoria scarsa continuità, che, se non fosse per quell’incredibile finale di Shanghai, sarebbe intorno alla 55esima posizione. Ricordo il match al RG lo scorso anno, quando, dopo aver perso i primi due set contro Sinner, nel terzo arrivò ad essere 52 e battuta e perse 75.
Ha detto in sostanza che tutti giocano alla morte x battere il numero uno, come è normale che sia, evidentemente tu non l’ hai capito.
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Mi ricorda qualcuno: “Tutti fenomeni contro di me” …
Strano, l’anno scorso quando Sinner era numero uno e lui lo stava superando disse proprio che Jannik aveva un bersaglio sulla schiena, testuali parole. Perché adesso si stupisce!
Perchè fuori luogo questa intervista Calvin?
A me sembra che faccia un discorso molto logico. E poi non parla di giocatori scarsi. Nell’articolo perlomeno non dice questo. Ma penso che nella sue intera carriera non si permetterebbe mai di parlare di giocatori “scarsi”.
Ha solo palesato quello che si sa da sempre: per battere i n.1 devi dare tutto. E il numero 1 si trova sempre davanti giocatori che faranno un tennis di livello altissimo perchè giocano a “braccio sciolto” perchè non hanno niente da perdere e sanno che l’unica chiave per batterli è quella. E’ il peso di avere il n.1 addosso.
La prima fase dei campioni è arrivare al n.1 ma la fase successiva è più tosta: dimostrare di riuscire a mantenere la pressione addosso in ogni momento, dentro e fuori dal campo. Quella posizione logora e solo le personalità più forti sanno mantenere a lungo quel numero.
Quel che ha dichiarato mi sembra logico e sincero. Da ragazzo consapevole e maturo.
Poi quanto riuscirà a mantenere certi ritmi non è dato ancora saperlo ma ha la stoffa giusta.
il livello medio di alcaraz è inferiore al livello medio di Sinner, che difficilmente ha queste giornate no.
Poi però anche lo spagnolo sta iniziando a portare a casa questo genere di partite..
alla fine la differenza tra i 2 è ormai risicata e verrà sempre più fuori dai confronti diretti.
A me in linea di masisma Alcaraz sta pure simpatico, ma questa intervista è proprio fuori luogo. Ha vinto tipo la 15° partita di fila e dice non “non è facile il livello medio è altissimo”, ma “gli altri giocano meglio contro di me, pur essendo molto scrsi”. Veramente fuori luogo.
Detto per inciso se giocava ogni turno contro Federer, quello del primo decennio 2000, su quindici se ne vinceva 3-4 aveva fatto una impresa.