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Australian Open 2026, un’anomalia storica: nessuna rimonta da due set sotto al primo turno

21/01/2026 09:34 Nessun commento

I tornei del Grande Slam sono da sempre il palcoscenico ideale per le rimonte epiche, quelle partite capaci di entrare nella memoria collettiva del tennis. Recuperare uno svantaggio di due set a zero rappresenta una delle imprese più affascinanti del circuito maschile, simbolo di resilienza, forza mentale e capacità di resistere nei match al meglio dei cinque set.

Eppure, all’Australian Open 2026, qualcosa di insolito è accaduto.
Per la prima volta dopo oltre quarant’anni, nessun giocatore è riuscito a rimontare da due set di svantaggio nel primo turno del torneo.

Un evento rarissimo nella storia degli Slam
Il dato è sorprendente e assume un valore storico preciso:
non accadeva dal 1980 che il primo turno degli Australian Open si concludesse senza nemmeno una vittoria in rimonta da 0-2.
Si tratta inoltre di un evento rarissimo in assoluto nel tennis moderno, verificatosi soltanto quattro volte in tutti i tornei del Grande Slam dal 1980 a oggi:
Australian Open 1980
Roland Garros 1988
Wimbledon 2000
Wimbledon 2017
Ora, a questa breve e curiosa lista, si aggiunge anche Melbourne 2026.

Cosa racconta questo dato
L’assenza di rimonte potrebbe essere letta in diversi modi. Da un lato, evidenzia come i favoriti abbiano gestito con grande solidità i primi turni, evitando cali di concentrazione dopo i primi due set. Dall’altro, riflette probabilmente l’evoluzione del tennis moderno, sempre più orientato verso:
maggiore incisività al servizio
ritmi elevatissimi fin dai primi scambi
difficoltà crescente nel recuperare break e inerzia nei match lunghi
In un tennis dove ogni dettaglio conta, ribaltare un incontro al meglio dei cinque set sta diventando sempre più complicato anche dal punto di vista climatico.

Uno Slam diverso dal solito
Il primo turno dell’Australian Open 2026 passerà dunque agli archivi come uno dei più “lineari” della storia recente, privo di quelle maratone emotive che spesso infiammano le notti di Melbourne.
Le grandi rimonte restano uno dei tratti distintivi dei Major, ma quest’anno — almeno all’esordio — la logica ha prevalso sull’epica.
E forse, proprio per questo, il dato assume ancora più valore: quando persino l’Australian Open rinuncia alle sue rimonte, significa che siamo davvero davanti a un torneo fuori dall’ordinario.



Marco Rossi


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