Hawk eye: il tennis a 360 gradi: Spotlight su Marius Copil

19/02/2013 09:28 10 commenti
Marius Copil classe 1990, n.141 del mondo
Marius Copil classe 1990, n.141 del mondo

Le lacrime di commozione con cui Serena Williams festeggia il suo ritorno al vertice del tennis femminile sono l’immagine piú bella della settimana.
Il suo netto dominio tecnico e fisico aveva mascherato i lati umani di questa impresa: dopo aver avuto gravi problemi di salute, Serena ha davvero temuto di non poter piú giocare; per lei era già una vittoria poter tornare a competere e invece come solo i grandissimi sanno fare ha scritto un’altra pagina di storia tornando numero uno a 31 anni, cosa che mai nessuna giocatrice aveva fatto prima.

Termina con il successo di Victoria Azarenka in finale su Serena Williams il ricco torneo di Doha al termine di un bel match, vinto dalla bielorussa con il punteggio di 7-6 (6) 2-6 6-3. Nel primo set Serena è andata subito in difficoltà e Victoria ne ha approfittato, però grazie alla grinta è riuscita a portare la frazione al tie ed a procurarsi il set point sul 6-5 ma è la bielorussa a vincere 8-6 il tiebreak. Nel secondo set la partita gira con il servizio devastante della Williams e dopo un paio di game lottati ad altissimo livello Serena chiude la frazione per 6-2. Il terzo si apre con un doppio fallo della Azarenka, ma Serena non approfitta e dallo 0-30 la partita gira nuovamente e la bielorussa in poco tempo si porta sul 3-0 e senza più concedere nulla al terzo match point chiude per 6-3. L’americana può “consolarsi” con il ritorno al vertice mondiale dopo la vittoria in rimonta contro la Kvitova nei quarti, sotto 4-1 nel terzo set è riuscita a prevalere 7-5 sulla ceca. Non è facile essere numero 1 a 31 anni, anche se lei ha giocato molto poco rispetto ad altre tenniste e quindi a livello fisico ha ancora un paio di anni al top, almeno fino alle Olimpiadi di Rio 2016, però al momento se sta bene sia fisicamente che mentalmente è un gradino sopra rispetto a tutte le altre, eccetto la terra, dove causa la minor mobilità (anche se ha fatto notevoli passi in avanti sotto questo punto di vista) soffre di più le avversarie; anche oggi nel secondo set l ha dimostrato rifilando un 6-2 alla Azarenka. Chi riuscirà a superarla al vertice della classifica Wta?

Serviva una firma di grande prestigio in un torneo, come l’Atp 500 di Rotterdam, vinto in passato da grandi campioni; al termine di una settimana ricca di bel tennis e di grandi sorprese, si è imposto Juan Martin Del Potro, che non ha concesso nemmeno un set nella sua corsa al titolo, riscattando un non brillantissimo inizio di stagione. Del Potro ha messo in mostra un tennis impeccabile, soprattutto nei turni di servizio, senza mai cedere il servizio prima della finale in cui ha sconfitto il francese Julien Benneteau, giustiziere di Federer ai quarti e vera e propria sorpresa del torneo. Come spesso è accaduto nelle precedenti edizioni, il torneo presentava una entry list di alto livello, in cui il giusto mix tra top 20 e giovani emergenti ha permesso di assistere a match molto interessanti sin dal primo turno. Il torneo è iniziato all’insegna delle sorprese,con le premature uscite dal torneo di Gasquet, Tsonga e del promettente polacco Janowicz e ha offerto subito un match molto interessante in prospettiva futura tra Grigor Dimitrov, considerato da molto addetti ai lavori il nuovo Federer e la promessa australiana Bernard Tomic. In un incontro altalenante e ricco di colpi vincenti, i due tennisti si divisi equamente i primi due set, prima che un break sul 4-4 pari del terzo set portasse Dimitrov a servire per chiudere la partita.

Il tennista bulgaro ha continuato a giocare un gran tennis per tutta la settimana, ottenendo prestigiose affermazioni su Davydenko e su Baghdatis prima di arrendersi in semifinale al futuro vincitore del torneo. Ancora troppo discontinuo e incapace di portare a casa i punti più importanti, Dimitrov non è riuscito a scalfire la solidità al servizio di Del Potro e ha concesso un break per set nell’arco di un incontro caratterizzato da scambi da fondocampo a grande intensità,intervallati da estemporanee variazioni; Dimitrov ha spesso utilizzato lo slice di rovescio sul dritto dell’argentino, riuscendo così a variare il ritmo dello scambio e mettendo in difficoltà l’avversario, anche se ha mostrato di non essere ancora padrone di questo colpo. In questo inizio di stagione, i miglioramenti tenici e atletici del bulgaro sono evidenti, dovrà però continuare a lavorare sodo se vuole insidiare i giocatori di vertice. La sorpresa della settimana è senza dubbio stata quella di vedere perdere Federer, campione uscente, ai quarti di finale in una partita in cui il numero due del mondo è apparso falloso e poco ispirato. La sconfitta di Federer è ancora più sorprendente se si pensa che è il giocatore in attività con la più bassa percentuale di sconfitte indoor, superficie sulla quale può esprimere il miglior tennis evitando scambi molto prolungati e verticalizzando il più possibile il gioco.

A Sao Paolo si è disputato il secondo torneo Atp su terra rossa della stagione. Tra i partecipanti più attesi, lo spagnolo Rafael Nadal (ex numero 1) che ha deciso di iniziare la stagione partendo proprio dai tornei sudamericani (la settimana scorsa era a Vina del Mar dove ha perso in finale con Zeballos), dopo un stop di 7 mesi . Lo spagnolo non ha avuto un cammino semplice, salvandosi da campione nel terzo set contro Berlocq e perdendo un set contro l’outsider del torneo, Alund. Quest’ultimo per la prima volta è approdato in semifinale di un torneo Atp, battendo tra gli altri, il francese Chardy e il nostro Filippo Volandri.

Nella parte bassa del tabellone è arrivato in finale l’argentino David Nalbandian, che non senza difficoltà ha battuto al primo turno il qualificato Aguilar e, ai quarti, lo spagnolo favorito per la finale, Nicolas Almagro. Per l’accesso alla finale ha faticato meno rispetto agli altri turni battendo in due set Simone Bolelli, altra lieta sorpresa del torneo. Il bolognese ha saputo sfruttare la parte di tabellone accessibile (considerando le condizioni non eccelse di Monaco) ed è giunto in semifinale lasciando le briciole a giocatori come Robredo e Montanes,avversari di tutto rispetto sul rosso. La finale non è stata all’altezza della fama dei due giocatori, ben lontani dalla loro migliore forma e ha visto Nadal tornare ad imporsi in un torneo del circuito atp. In attesa di assistere a prove più complicate, si può tracciare un bilancio abbastanza positivo dei due tornei disputati da Nadal, notando dei discreti progressi nel corso delle due settimane di gioco.

A San Josè, si è disputato il tipico torneo su cemento in preparazione ai Master 1000 di Indian Wells e di Miami che sono ormai in dirittura d’arrivo. Tra i partecipanti a questo torneo troviamo diversi ottimi giocatori, tra cui, il canadese Raonic, Isner, Querrey. Il primo, come da pronostico, si è imposto battendo in due set il sempreverde tedesco Tommy Haas che ha disputato un ottimo torneo culminato dalla vittoria in semifinale sull’americano Isner. Nella parte alta del tabellone Raonic non ha avuto difficoltà nel suo cammino se non con l’uzbeko Istomin dove è arrivato al tie-break nel primo set. Buono anche il torneo di Querrey che, seppur con difficoltà ha raggiunto la semifinale. Come prospettiva giovanile da segnalare il raggiungimento dei quarti da parte di Steve Johnson, americano, che sicuramente vedremo protagonista in futuro specie se migliorerà nei movimenti.

La fine di gennaio e l’inizio di febbraio deve essere un ottimo momento per Marius Copil (n.173), che da qualche anno in questo periodo riesce a esprimere le sue buone qualità tennistiche. Delle 3 finali raggiunte in carriera nel circuito challenger, di cui soltanto 1 vinta (nel 2011), 2 sono state ottenute nel torneo indoor di Kazan nelle edizioni 2011 (successo) e 2012, la cui programmazione era fissata nei giorni a cavallo dei due mesi. Quest’anno, rimasto orfano del challenger russo, sparito dalla consueta data, il tennista rumeno cercava una nuova sede dove eleggere residenza.

Quimper, con il suo agguerrito main draw, non pareva essere il terreno ideale dove cercare l’impresa. In più, senza avere i benefici della testa di serie, il tabellone riservava al ventiduenne di Arad un primo turno abbordabile, contro un qualificato, ma dagli ottavi in poi incroci fumanti tra tds e outsider di livello. La sorte riservava comunque un ostico Riccardo Ghedin al primo turno, superato in due set senza mai perdere il servizio. Negli ottavi Gilles Muller, tds n.2, sembrava ostacolo insormontabile per il giovane rumeno. Dopo una lotta di tre set, il lussemburghese cedeva, forse affaticato dalla grande battaglia del giorno precedente con il giovanissimo e mobilissimo Bourgue (di cui prestissimo sentiremo parlare). Ai quarti, nella sfida tra bombardieri, Copil aveva la meglio su Ignatik per 7-6 7-5, in quella che è stata senz’altro la partita più complicata del suo torneo, dove cedeva il servizio 2 volte. In semifinale non dava scampo a Dudi Sela, tornando ad essere impeccabile nei turni di battuta.
Da parte sua Marc Gicquel (n.138 e tds n.8), arrivato alla finale nella parte alta del tabellone, aveva dalla sua esperienza e numeri.

Il francese, esempio di longevità e caso unico di esplosione in età avanzata (ingresso nei top 100 a 29 anni), con un best ranking al n. 37, non era il miglior tennista da incontrare in finale, grazie al record invidiabile nei challenger di 8 vittorie e 1 sconfitta in carriera. Inoltre, il quasi 36enne di Saint-Brieuc dimostrava di essere in forma eccellente, giocando con fluidità e con grande sicurezza i turni precedenti. Impressionavano le vittorie facili contro lo svizzero Bossel e il tedesco Gojowczyk, senza aver mai subito la potenza dei loro servizi; ma soprattutto le vittorie contro la tds n.1 Bautista Agut nei quarti, in rimonta, e la altrettanto dura partita di semifinale contro la tds n.3, il belga Darcis (6-7 6-3 7-5) dove era protagonista di una splendida risalita dal 2-5 del terzo set, con match point annullati. Su queste premesse il favore del pronostico era per il beniamino di casa francese.

Copil faceva capire di non voler interpretare il ruolo sparring partner e nel primo set si portava avanti 3-1. L’immediato contro-break e la nuova parità si mantenevano sino al tie-break, che il rumeno portava a casa 11-9, dopo aver subito la rimonta sul 6-2 e dopo aver annullato 2 set-point. Nel secondo set era fatale un break, che consentiva al rumeno di alzare il trofeo e di vincere il suo secondo challenger. Da sottolineare due note statistiche su Marius Copil: 81 ace nel torneo, con una media di 16 a partita e 21 nella sola finale e complessivi 55 turni di servizio tenuti su 60. Che sia la volta buona per l’arrampicata di Marius?

CHALLENGER QUIMPER (hard – indoor) – euro 42.500H – Semifinali e Finale

(8)Gicquel b Darcis(3) 6-7 6-3 7-5
Copil b Sela(4) 6-3 6-4

Copil b Gicquel(8) 7-6 6-4



Hawk eye: Spotlight

Marius Copil è il tennista che più si è messo in mostra nel circuito challenger in questa settimana. Il rumeno si trova alla posizione 173 ma con la vittoria di questa settimana a Quimper (Hard) scala diverse posizioni salendo al numero 141 superando il suo best ranking (151). Il 2013 non era iniziato al meglio per il rumeno con un solo risultato importante ( i quarti di finale nel difficile torneo tedesco di Heilbronn). Quimper rappresenta il suo secondo successo a livello challenger (dopo Kazan, Russia nel 2011). L’anno scorso è stato un anno interlocutorio per il rumeno che ha disputato una sola finale a livello challenger, nella città russa di Kazan (dove aveva vinto l anno prima), nonostante questo può sorridere per la vittoria nel torneo di Beijing (Pechino) al primo turno contro il top 15 croato Marin Cilic.

Per Copil ci sono alcuni spunti nel profilo dell’ATP ranking, poi i punti di forza il servizio e il dritto. Rovescio a una mano discreto, ma tutto il suo gioco si regge sulla continuità del servizio. La ricerca della verticalità e la presa del campo ne fanno un giocatore adatto al gioco di volo, dove però alterna belle soluzioni ad errori banali. Pecca se non assistito dal servizio e quando le percentuali si abbassano troppo. Subisce molto la profondità, dove spesso non riesce a ribaltare l’inerzia dello scambio. Ancora falloso se costretto a muoversi tra i due e tre metri oltre la linea di fondo. Un altro aspetto da migliorare è quello della programmazione, infatti il rumeno dovrebbe cercare di evitare i tornei su terra e concentrarsi sulle superfici più veloci in modo da poter scalare posizioni e entrare nei top 100.


Alessandro Crobu
Gianni Pagano
Daniele Sforza
Andrea Giuseppe Rossi


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messi 20-02-2013 14:08

Scritto da molla
Su Copil non avete scritto del suo paese natale Arad…
Al confine tra Romania, Serbia e Ungheria presenta delle ragazze il cui mix non è per niente male scordatevi le classiche rumene stile Badescu (peraltro tutto fuorché disprezzabile)
A parte tutto il vostro articolo e’ un bel sunto della settimana

l ha scritto alessandro se leggi bene! 😆 Per questo non l ho scritto nello spotlight 😛

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Pato 20-02-2013 11:09

Grandi come al solito ragazzi! Copil è uno dei giocatori più impronosticabili che esista (almeno per me…). Però un bel giocatore capace di buone vittorie su tutte le superfici 😮

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molla 19-02-2013 22:10

Su Copil non avete scritto del suo paese natale Arad…
Al confine tra Romania, Serbia e Ungheria presenta delle ragazze il cui mix non è per niente male 😛 scordatevi le classiche rumene stile Badescu (peraltro tutto fuorché disprezzabile)
A parte tutto il vostro articolo e’ un bel sunto della settimana 😉

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M_NuS-StylE87 19-02-2013 20:29

L’avevo già letto in precedenza ma senza aver controllato gli autori,complimenti a voi x la pazienza e x il contenuto dell’articolo molto dettagliato 😉

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BennyLions 19-02-2013 17:28

Grande articolo!

6
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l Occhio di Sauron 19-02-2013 16:12

@ messi (#793712)

bravo! 😉

Non sono su FB per cui il mi piace non ce l’ho per cui te lo dico nella maniera più tradizionale :mrgreen:

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messi 19-02-2013 14:38

Scritto da sasa83
bravi ragazzi copil entrerà facile nei 100, tra i punti deboli oltre a quelli elencati avete scordato che, essendo della stessa scuola di hanescu e ungur, ogni tanto è avvezzo a…. ci siamo capiti

ahahahahahah 😆 Era troppo scrivere una cosa del genere…tanto poi si sanno certi personaggi come sono.. 😛

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aquarius74 (Guest) 19-02-2013 11:33

avvezzo a….?????

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sasa83 19-02-2013 11:11

bravi ragazzi 🙂 copil entrerà facile nei 100, tra i punti deboli oltre a quelli elencati avete scordato che, essendo della stessa scuola di hanescu e ungur, ogni tanto è avvezzo a…. ci siamo capiti 😆

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francesco.m (Guest) 19-02-2013 09:39

L’Azarenka ha dimostrato ancora una volta di essere l’erede e unica avversaria degna di nota per Serena, mi sarei aspettato di più da Maria dopo la vittoria al Roland Garros ma evidentemente è la numero 3 in questo momento, Na Li permettendo..

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