Djokovic: “Vorrei tornare ancora una volta a Wimbledon. Sinner oggi è stato semplicemente più forte”
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Dieci finali giocate a Wimbledon, sette trofei sollevati sul Centre Court, 107 vittorie nel torneo più prestigioso del mondo. A quasi 40 anni Novak Djokovic continua a competere ai massimi livelli, raggiungendo un’altra semifinale Slam e dimostrando una longevità senza precedenti nella storia del tennis moderno. Stavolta, però, sulla sua strada ha trovato un Jannik Sinner semplicemente superiore. Il serbo lo riconosce con grande onestà nella conferenza stampa successiva alla sconfitta per 6-4 6-4 6-4, senza cercare alibi. E, quando gli chiedono del futuro, lascia aperta la porta: “Mi piacerebbe tornare almeno un’altra volta“.
Djokovic arriva in sala stampa sereno. La delusione è evidente, ma prevale la lucidità nell’analizzare una partita nella quale sente di non aver avuto strumenti per contrastare il numero uno del mondo.
“No, sinceramente non credo che ci fosse qualcosa di diverso che avrei potuto fare dal punto di vista tattico. È stata una bella batosta, vecchio stile (sorride). C’era davvero poco che potessi fare.”
Alla domanda se lo rivedremo il prossimo anno a Wimbledon, quando avrà ormai compiuto quarant’anni, la risposta è breve ma significativa.
“Mi piacerebbe. Almeno un’altra volta. Vedremo.”
Per gran parte del match è sembrato costretto a rincorrere ogni colpo dell’azzurro.
“Ero praticamente sempre in ritardo di mezzo passo su ogni palla. È tutto qui. Lui oggi era semplicemente uno, forse due livelli sopra di me. Non ero abbastanza rapido, abbastanza reattivo, abbastanza equilibrato per giocare contro di lui. Non c’era molto che potessi fare in campo.”
Rispetto alla semifinale dello scorso anno, persa anch’essa contro Sinner con un punteggio molto simile, Djokovic individua però una differenza sostanziale.
“L’anno scorso ero infortunato. Mi ero fatto male già nei quarti di finale e sinceramente non mi aspettavo molto da quella partita. Stavolta invece stavo bene fisicamente. Forse non ero freschissimo come all’inizio del torneo, ma dal punto di vista fisico ero a posto. Semplicemente lui è stato il giocatore migliore ed è stato il dominatore dell’incontro. Bisogna soltanto stringergli la mano e dirgli: complimenti, ben fatto.”
Inevitabile anche un commento sulla splendida cavalcata di Arthur Fery.
“È stata una bellissima storia da wild card. Credo che il mio ex allenatore Goran Ivanisevic sia stato l’ultimo a spingersi così lontano e addirittura a vincere il torneo partendo da una wild card. Non succede spesso, soprattutto quando si tratta di un giocatore inglese. È stato fantastico per il torneo e per il pubblico britannico. Oggi ho visto una parte della sua partita. Sascha era semplicemente troppo forte. Però Arthur ha fatto qualcosa di straordinario. Credo abbia vinto tre partite al quinto set durante il torneo: è davvero impressionante. Per il futuro è difficile fare previsioni, perché devono incastrarsi tante cose, ma ha sicuramente dimostrato di avere qualità.”
Quando un giornalista gli suggerisce che quest’anno sembri più competitivo rispetto alla scorsa stagione, Djokovic lo interrompe immediatamente.
“Sbagli.”
Poi spiega il suo punto di vista.
“Non sono d’accordo. Io sono sempre competitivo. Do sempre il massimo. A volte dall’esterno può sembrare di più, altre volte di meno. Solo io so quello che vivo dentro e quanto lavoro serve per riuscire ancora oggi a giocare a questo livello. Naturalmente sono deluso. Volevo vincere Wimbledon. È per questo che continuo a spingermi così tanto ogni giorno. Ma oggi ho perso contro un giocatore migliore e devo accettarlo. Subito dopo la partita è difficile digerire una sconfitta del genere, ma questa è la realtà. Non sono arrabbiato con me stesso. Non penso di aver fatto molto di sbagliato. Lui è stato semplicemente uno o due livelli superiore. Ha giocato con una solidità incredibile in ogni zona del campo. Il servizio è diventato un’arma eccezionale da quando ha modificato la tecnica negli ultimi anni. Da fondo è solido quanto chiunque altro nel circuito.”
Anche il tema del servizio di Sinner occupa una parte importante della conferenza. A Djokovic ricordano che per molti resta il miglior ribattitore della storia.
“Lo ero… lo ero (sorride). Questa è la realtà.”
Come si affronta allora il servizio del numero uno del mondo?
“Attaccarlo? Il suo primo servizio non si può attaccare. Si può soltanto cercare di leggerlo, bloccarlo, rimetterlo in campo. Ha un servizio estremamente imprevedibile, con tantissime variazioni, grande equilibrio e tantissima potenza. Sfrutta la sua altezza in maniera eccezionale. Anche la seconda è molto profonda, con tanto spin. Può accelerare quando vuole e commette pochissimi doppi falli. È semplicemente solidissimo. E poi appoggia sempre il servizio con il primo colpo aggressivo. Se rispondi corto ti ritrovi immediatamente in difesa. È davvero difficilissimo affrontarlo quando serve.”
Qualcuno gli ricorda la splendida vittoria ottenuta nei quarti contro Felix Auger-Aliassime e gli chiede se quella partita gli avesse fatto pensare di poter compiere un’altra impresa.
“Sono orgoglioso di quello che ho fatto tre giorni fa. Felix è il numero quattro del mondo. Ho dimostrato a me stesso e agli altri di poter ancora giocare al massimo livello. Ho raggiunto un’altra semifinale a Wimbledon. Perdere in tre set contro il miglior giocatore del mondo… va bene. Questa è la realtà e bisogna accettarla. Il torneo è stato comunque positivo per l’atteggiamento, lo spirito di lotta e la dedizione. Dal punto di vista del gioco, invece, non sono stato completamente soddisfatto. In Australia avevo espresso un livello medio più alto durante tutto il torneo. Qui ho faticato di più a trovare il mio miglior tennis. Ogni tanto emergeva durante le partite precedenti, oggi invece non ne ho avuto il tempo. Lui viaggiava a velocità di crociera e io non riuscivo a stargli dietro.”
A questo punto della carriera, gli viene chiesto se riesca ancora a trovare soddisfazione anche senza vincere il titolo.
“L’anno scorso ho raggiunto quattro semifinali Slam. Quest’anno, nei primi tre Slam, ho giocato una finale e una semifinale. Credo che per il 99% dei giocatori sarebbe un risultato straordinario. Per me è buono, ma non abbastanza. Sono allo stesso tempo fortunato e condannato dall’essermi abituato ai risultati più alti possibili. È una battaglia interiore. Da una parte mi dico che è incredibile poter ancora competere con i ragazzi più giovani per i titoli dello Slam. Ed è vero. Dall’altra continuo ad avere aspettative enormissime nei miei confronti. Sto cercando di trovare un equilibrio, di essere un po’ più umile sotto questo aspetto. Continuo ad amare la competizione. Forse mi piacciono meno le settimane di preparazione, con tutto il dolore fisico che comportano. La cosa che mi rende più felice è che in questo torneo il mio corpo abbia retto bene. Negli ultimi due anni praticamente in ogni grande torneo c’era sempre qualche problema fisico. Quando sto bene credo ancora di poter giocare da top 5 del mondo e competere per i titoli più importanti. Mi piace questa vita. Il tennis mi ha dato tutto e mi ha permesso di diventare la persona che sono. Naturalmente c’è sempre la domanda su quanto ancora vorrò continuare, quanto ancora giocherò e in che modo. È un processo che vivo giorno dopo giorno. Non ho pressioni. Nessuno mi obbliga a giocare. Lo faccio perché lo voglio davvero e perché posso ancora farlo. Posso ancora competere da top 10, da top 5. Vedremo cosa mi riserverà il futuro.”
L’ultima domanda torna proprio sulle condizioni fisiche.
“È uno degli aspetti più positivi che porto via da questo torneo. Sono rimasto sano, senza infortuni, e negli ultimi due anni non era quasi mai successo nei grandi tornei. Significa che il team ha lavorato molto bene e che ci siamo preparati nel modo giusto. Rimane naturalmente un po’ di amarezza per non essere riuscito oggi a esprimere il livello che desideravo. Ma adesso si gira pagina e si guarda avanti.”
Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani
TAG: Novak Djokovic, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Semplicemente il più grande tennista di tutti i tempi.
Piccola differenza, djokovic e murray avevano piu o meno la stessa età, mentre djokovic ha 15 anni in piu di sinner e soprattutto è un djokovic che non si regge piu in piedi, per cui il tuo paragone non c azzecca niente
Djokovic è primo praticamente in tutte le statistiche del tennis. Tranne una, per la quale darebbe un polmone
Una finale e una semifinale SLAM, settimo in classifica e sesto nella race, una vittoria in semifinale SLAM contro il numero uno del tennis attuale.
Se si diverte fa benissimo a continuare, non va ai tornei per fare presenza, non annuncia per mesi rientri che non fa, non gioca solo esibizioni, è ancora chiarissimamente la quarta forza del tennis mondiale
Quando si annoierà o crollerà nei risultati saluterà, per ora ancora si diverte e fa divertire
Bella intervista… Analisi perfetta, del match odierno e della stagione… Più intelligente dei suoi tifosi e dei suoi detrattori…ah, dimenticavo, leggetela tutta, non solo il titolo
Credo sia stata tradotta male..
Nole sei ancora uno dei migliroi al mondo, dopo essere stato per anni il migliore.
Che giocatore.
Ma il presente e il futuro sono di Sinner.
Nole è sempre un piacere da guardare. Anche quando arriva in ritardo sulla palla, come oggi. Anche quando batte il nostro beniamino Sinner, come a Melbourne. Quando Jannik incontra Nole, io ho sempre paura che Nole lo metta nel sacco, e questo emoziona molto la visione del match. Lui È il tennis di questi anni e soprattutto di quelli passati. Quando sta in campo concentrato, senza sceneggiate, come oggi, i suoi incontri sono una goduria. Spero che continui a giocare e chissà di non rivivere un’emozione grande come quella dell’oro olimpico.
Nole era già un vino eccezionale.
Nel tempo si sta trasformando in qualcosa di epocale, onesto, lucido e franco.
Tanto, tanto rispetto per una leggenda che continua a giocare per il gusto di farlo.
@ Taxi Driver (#4651755)
Beh oddio, solo tre giorni fa mandava a casa il numero 4 del mondo.
Tolti i 2 alieni, è ancora superiore a tutti
“Da fondo è solido quanto chiunque altro nel circuito?” Ah, bene, quindi Jannik è solido da fondo quanto, che ne so…. Raul Brancaccio?
Se Jannik non avesse giocato a questo livello eccellente e costante avremmo assistito ad un altro match. Nole ha dato tutto ma contro questo Sinner di più non poteva fare. Se mantiene questo livello, in semifinale ci continua ad arrivare in pantofole per un altro anno almeno. E quando arrivi in semifinale non è detto che trovi ogni volta un alieno che gioca da alieno.
@ Taxi Driver (#4651755)
Infatti ha perso solo in semifinale.
Mi chiedo cosa ci trovi un fenomeno che ha vinto tutto a giocare ancora ed essere randellato, anche se solo dai migliori.
Nole lodevole non si tira indietro ovviamente anche lui sa benissimo che contro Sinner e Alcaraz è quasi impossibile vincere sono come lui stesso dice uno o due livelli al di sopra, però onore al merito a quasi 39 anni arrivare quasi in fondo agli slam è un input per continuare ancora da protagonista.
campione anche nell’obiettività di riconoscere il valore dell’avversario e il suo attuale valore (da n5 del mondo); ma perchè mai dovrebbe smettere? è ancora a un livello che la maggior parte dei giocatori si sogna
Grazie cmq Nole. Ci si ci riprova a NY
L’occasione per il 25esimo slam l’ha avuta a Parigi, ma la sfruttata Zverev. Altre possibilità non credo ne avrà più. Quello che ha detto su come ci si sente a dover rispondere al servizio di Jannik, e cosa si potrebbe,o dovrebbe, fare per contrastarlo è da scolpire nella pietra e tramandare ai posteri.
Se non ci sono fattori esterni o sorprese,Jannik è semplicemente ingiocabile per chiunque.
No ti prego…risparmiaci, sei l’ombra dell’alieno che fu.
Una tristezza vederlo oggi randellato in ogni quarto di campo.
Con quella perenne barbetta incolta da montanaro dopo un giorno nei boschi a tirare giù aceri.
Servizio da challanger, risposta da bradipo, tenuta fisico/mentale da 40enne sotto brufen e tachipirina.
Sei tra i Goat ma il tuo tempo sportivo è FINITO
Speriamo si pronunci a favore di Zverev per la finale!
Ogni volta che vedo Djokovic giocare contro Sinner mi tornano in mente le partite di Nole contro Murray. Andy era un giocatore speculare a Novak ma il fuoriclasse serbo faceva tutto meglio di lui. Oggi è Sinner quello che è in grado di fare tutto meglio. Jannik sta a Djokovic come Djokovic stava a Murray per questo parte sempre favorito negli scontri diretti
Grazie Wilander sei sempre una garanzia!
Fognini invece sta ancora piangendo o si è già tranquillizzato? 🙂
Onore all’onestá di Nole, inoltre le sue parole sul servizio di Sinner sono le più interessanti ed indicative che io abbia mai letto da un avversario per spiegare che livello abbia raggiunto.. grandissimo e dico grandissimo lavoro fatto da quei disgraziati di coach che il rosso si ritrova secondo “buio nel cervello”
Ah… Wilander, sai chi ti saluta tanto?