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Zverev in finale a Wimbledon, Fery saluta tra gli applausi: “Due settimane incredibili, ma la sconfitta fa male (le conferenze stampa dei due giocatori e video partita)

10/07/2026 19:03 1 commento
Alexander Zverev nella foto - Foto Getty Images
Alexander Zverev nella foto - Foto Getty Images

Alexander Zverev è in finale a Wimbledon. Il tedesco ha interrotto la favola di Arthur Fery, imponendosi con il punteggio di 7-6 6-2 6-4 e conquistando per la prima volta in carriera l’ultimo atto dei Championships. Per il britannico resta una sconfitta dolorosa, ma anche la consapevolezza di aver vissuto due settimane capaci di cambiargli la carriera.

In conferenza stampa, Zverev ha espresso tutta la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto.

“Naturalmente sono molto felice di essere in finale a Wimbledon. Spero solo di giocare una buona partita domenica”, ha dichiarato il tedesco.

Analizzando la semifinale, Zverev ha spiegato di aver avuto bisogno di tempo per adattarsi a un avversario diverso rispetto a quelli affrontati nei turni precedenti.

“Oggi è stato un po’ un mix di tutto. Il primo set non è stato particolarmente buono, mentre il secondo e il terzo sono stati davvero buoni. Lui era un tipo di avversario molto diverso rispetto a quelli che avevo avuto agli ottavi e ai quarti, dove avevo affrontato due grandi servitori e grandi colpitori. C’è voluto un po’ di adattamento”.

Una volta trovato il ritmo, però, il tedesco ha preso progressivamente il controllo del match.

“Quando ho trovato il mio ritmo, penso sia stata una buona partita. Sentivo bene la palla. Sono in finale a Wimbledon e sono semplicemente felice per questo. Credo che per arrivare qui bisogna giocare bene”.

Zverev ha poi parlato della sua nuova dimensione mentale dopo il titolo al Roland Garros. A differenza di altri giocatori che dopo il primo Slam hanno faticato a confermarsi, il tedesco ha spiegato di essere rimasto concentrato e affamato.

“Io resto concentrato, resto affamato. Voglio di più. Voglio continuare a giocare al massimo livello e continuare a vincere. Spero di riuscirci, e domenica avrò un’altra grande occasione”.

In vista della finale, che sarà contro Jannik Sinner o Novak Djokovic, Zverev ha chiarito che seguirà il match e poi lascerà al suo team il compito di preparare i dettagli tattici.

“Quando tornerò, guarderò sicuramente la partita, almeno il finale del match. Poi il resto lo farà il mio team e mi darà le informazioni che riterrà necessarie”.

Il tedesco ha avuto parole importanti anche per Fery, autore di una corsa sorprendente fino alla semifinale.

“È a un buon livello. È ancora all’inizio della sua carriera, sicuramente. Il suo gioco è molto, molto buono. Ha tante cose che può ancora migliorare, e questa è una cosa positiva, perché ha appena raggiunto la semifinale di Wimbledon per la prima volta”.

Zverev ha sottolineato proprio questo aspetto come il segnale più incoraggiante per il britannico.

“Questo per me è un grande complimento, perché se sei già completo e quello è il tuo massimo, allora quello è il tuo limite. Se invece sai che sei solo all’inizio e stai già facendo semifinali Slam, è una cosa positiva”.

Il tedesco ha poi spiegato quanto il lavoro sul proprio tennis sia stato decisivo in questa stagione, soprattutto in relazione a un atteggiamento più aggressivo.

“Quest’anno ho parlato molto di questo. Sto cercando di giocare in modo più aggressivo, di prendermi di più il gioco. Sicuramente il diritto è una parte importante. Quando colpisco bene quel colpo, sento di giocare bene. Quando non lo colpisco bene, divento più battibile”.

Secondo Zverev, il miglioramento tecnico ha contato almeno quanto la crescita mentale.

“Una volta che vinci un Major, sai come si fa e senti di poterlo fare di nuovo. Hai questa sensazione dentro di te. Ma sento anche di aver lavorato molto sul mio gioco, sento che il mio gioco è migliorato. A volte nello sport è semplice così: se migliori il diritto, il rovescio, il servizio e la risposta, vinci più partite”.

Dall’altra parte, Arthur Fery ha cercato di guardare il quadro generale dopo una sconfitta comunque difficile da digerire.

“Ovviamente sono state due settimane fantastiche per me. Oggi è stata dura, resta comunque una sconfitta e fa male come una sconfitta. Ma nel complesso sono state due grandi settimane”, ha detto il britannico.

Fery ha ammesso di non essersi sentito libero e a proprio agio come nei turni precedenti, anche per merito del livello espresso da Zverev.

“Mi sentivo bene prima della partita, ma per qualche motivo non mi sono sentito completamente a mio agio come negli altri giorni. In parte per l’avversario e per come stava giocando. Non mi sono sentito così tranquillo e sciolto come nelle altre partite”.

Il primo set, perso al tie-break, ha avuto un peso importante. Fery ha riconosciuto di non aver giocato bene quel momento decisivo e di aver subito costantemente la pressione del tedesco.

“Non ho giocato un buon tie-break. Lui metteva sempre pressione costante. Non ho trovato molto ritmo, non ci sono stati molti scambi. Le palle tornavano un po’ più veloci rispetto agli altri giorni e rispetto a quello a cui sono abituato. Non sono stato così brillante con il gioco di gambe e mentalmente. Contro un giocatore così, tutto si accumula molto in fretta”.

Nonostante il ko, il torneo di Fery cambia radicalmente la sua prospettiva. Il britannico entrerà tra i primi 40 del mondo e potrà giocare con continuità nel circuito maggiore.

“Cambierà le cose, sicuramente. Potrò giocare tornei del circuito maggiore almeno per un anno intero, spero anche di più. Sarà interessante vedere come gestirò questo cambiamento e tutto ciò che porterà in termini di aspettative da parte mia, del pubblico e di tutti”.

Fery sa che il salto sarà enorme, ma ha già chiara la prima sfida.

“Sarà una sfida gestire tutto questo, ma ne sono già consapevole e questo è il primo passo”.

Il britannico ha spiegato di sentirsi ancora stanco, fisicamente e mentalmente, dopo una cavalcata molto lunga.

“È tutto ancora molto fresco. Ci vorrà tempo per abituarsi e digerire completamente. Ora sono stanco mentalmente e fisicamente per il torneo. Mi assicurerò di prendermi abbastanza tempo per ricaricare le batterie, poi ripartirò e darò il massimo in ogni partita”.

Un aspetto fondamentale della sua corsa è stato il sostegno ricevuto dal pubblico britannico, dagli amici, dalla famiglia e anche da tanti tifosi riuniti fuori dal campo.

“È stato tutto nuovo per me in queste due settimane, avere così tanto supporto, così tanti tifosi, tanto sostegno sui social e anche su Henman Hill, Murray Mount, comunque lo si voglia chiamare. È qualcosa a cui dovrò abituarmi se continuerò a giocare bene, come spero. È fantastico, mi spinge a fare meglio e a dare il massimo in campo”.

Ai tifosi, Fery ha voluto mandare un messaggio semplice ma sentito.

“Grazie. Solo grazie. Spero di riuscire a trasmettere emozioni, di restituire loro l’energia che danno a me. Lo sport è questo: le persone amano lo sport perché dà emozioni. È bello per tutti quelli che guardano, ed è quello che spero di restituire”.

Fery ha poi spiegato che ciò di cui va più orgoglioso non è soltanto il tennis espresso, ma il modo in cui ha gestito il torneo e le difficoltà.

“Sono più orgoglioso di come ho gestito la progressione del torneo e di come ho continuato a lottare in ogni partita. Sarebbe stato facile lasciar scappare via Zizou Bergs con due break nel quarto set e andare in vacanza. Invece ho continuato a combattere, sono tornato in campo ogni volta e ho dato il massimo. Sono stato mentalmente dentro la partita”.

Contro Zverev, però, il livello richiesto era ancora più alto.

“Oggi mi è mancato un po’ questo. Forse è stato semplicemente un ostacolo troppo alto. L’avversario era ancora di un livello superiore”.

Il britannico ha riconosciuto il grande livello del tedesco, soprattutto con il diritto e al servizio.

“Oggi è stato sicuramente un salto di livello. Sappiamo quanto bene possa giocare. Ho pensato che colpisse davvero bene il diritto, spingendo molto. Il rovescio è sempre super solido. E poi serve forte, costantemente forte, intorno alle 135 miglia orarie. È difficile da leggere, non ha davvero zone preferite”.

Ora Fery dovrà fermarsi, recuperare e riprogrammare il suo calendario. La semifinale gli ha aperto molte porte, compresa la possibilità di entrare stabilmente nei tornei più importanti.

“Andrò negli Stati Uniti. Ero iscritto al Masters 1000 di Montreal, ma non so ancora se lo giocherò. Poi penso a Cincinnati, Winston-Salem e al mio primo tabellone principale dello US Open”.

Zverev, invece, guarda già alla finale. Il tedesco ha raggiunto un traguardo storico nella sua carriera sull’erba e lo ha fatto confermando una maturità nuova, tecnica e mentale. Fery lascia Wimbledon con il dolore della sconfitta, ma anche con un torneo che può rappresentare l’inizio di una nuova fase. Uno vola verso il titolo, l’altro esce tra gli applausi: la semifinale ha raccontato due storie diverse, entrambe molto importanti.



Francesco Paolo Villarico


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1 commento

NonSoloSinner (Guest) 10-07-2026 19:20

Troppo buonismo… McEnroe lo avrebbe battuto lasciandogli al massimo 2-3 game e senza sprecare il suo tempo per dire quanto fosse sostanzialmente scarso, almeno a quei livelli

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