Bellucci: “Sono arrabbiato e deluso. Mi sono mancati servizio e lucidità nei momenti importanti”
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Sono mancati pochi punti, qualche situazione gestita meglio e forse un pizzico di lucidità nei momenti decisivi. Mattia Bellucci lascia il Roland Garros con più di un rimpianto dopo la sconfitta al primo turno contro Quentin Halys, un 6-3 7-6(4) 6-3 che, per quanto racconti un netto tre set a zero, non restituisce pienamente l’equilibrio visto in campo.
In conferenza stampa Bellucci non nasconde la delusione e individua subito i motivi principali della sconfitta.
“Sicuramente il servizio non mi ha aiutato particolarmente, specialmente dal secondo set in poi, ma anche la gestione di alcuni momenti importanti. Penso al game del 5-3 del secondo set, in cui servivo per il set: lì la gestione non è stata ottimale. Sono molto deluso ovviamente, arrabbiato, però ci saranno altre occasioni.”
L’impressione era quella di una partita molto più equilibrata rispetto al punteggio finale, e Bellucci conferma di aver avuto la sensazione di essere dentro al match per lunghi tratti.
“Sì, certamente succede. Poi bisogna avere anche un po’ di lucidità nella gestione dei momenti e io non credo di averla avuta oggi.”
L’azzurro riconosce però anche i meriti di Halys, trovato molto diverso rispetto al precedente confronto giocato sull’erba.
“Credo che lui abbia giocato una buona partita. Mi aspettavo uno scenario leggermente diverso in termini di approccio. Ci avevo giocato sull’erba, che era una situazione diversa, però oggi l’ho trovato molto, molto tosto. Sia con il servizio sia con il primo colpo dopo il servizio. È stato molto concreto in uscita dalla battuta, quindi mi sono trovato in difficoltà.”
Il servizio, normalmente uno dei colpi più affidabili del suo tennis, non ha dato le risposte abituali.
“Un mio punto di forza oggi non mi ha aiutato. E poi comunque anche il pubblico ha avuto un ruolo. Mi sono trovato in forte difficoltà e non ho avuto la capacità di uscirne.”
Bellucci però respinge l’idea di una partita giocata male dall’inizio alla fine. Anzi, la sensazione è quella di essere rimasto in corsa quasi sempre.
“No, nella partita c’ero sicuramente. La partenza era stata secondo me anche piuttosto buona. Nel primo game di risposta avevo giocato bene. Poi ci sono quei primi game in cui inizi a definire un po’ il ritmo della partita e ancora non sei entrato totalmente. Quella forse è la cosa sulla quale posso recriminare un po’ meno sul mio tennis e sulla mia gara.”
Poi torna nuovamente sul tema che, secondo lui, ha spostato gli equilibri.
“Le emozioni hanno avuto un ruolo, ma soprattutto questa cosa del mio servizio un po’ deficitario rispetto al solito e invece il suo, veramente importante oggi, hanno fatto la differenza.”
Adesso però arriva la stagione sull’erba, una superficie che Bellucci guarda con fiducia e sulla quale il programma è già delineato.
“Qualora dovessi uscire anche dal doppio giocherò già la settimana prossima un Challenger per provare a mettere qualche match su questa superficie. Poi giocherò tutte le settimane. Come hai detto tu è una superficie che mi piace, quindi cercherò di sfruttare il momento.”
Nel calendario ci sono già Stoccarda, Halle e poi Wimbledon. E forse, per caratteristiche tecniche, l’occasione migliore per archiviare in fretta i rimpianti di Parigi.
dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Mattia Bellucci, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Un bluff, Bellucci è un bluff…solo chiacchere….e sconfitte.
Pirata del mio cuore: ti son mancati battuta e lucidità (e coerenza di gioco, aggiungo io) dal primo all’ultimo punto…
altro che “nei momenti importanti”!
L’età comincia ad essere quella in cui l’esperienza dovrebbe sopperire a queste lacune.
Ma adesso si volta pagina: si deve andare con fiducia e determinazione su erba, una superficie secondo me non ancora adeguatamente sfruttata, date le caratteristiche di gioco.
Forza Olonese!