Ruud si ritrova dopo la pioggia: Khachanov battuto in tre set a Roma
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È Casper Ruud il primo semifinalista della parte bassa del tabellone maschile degli Internazionali BNL d’Italia. Il norvegese, attuale numero 25 del mondo e testa di serie numero 23, supera in tre set il russo Karen Khachanov, numero 15 ATP e tredicesima testa di serie, con il punteggio di 6-1 1-6 6-2, al termine di una partita spezzata da una lunga interruzione per pioggia di oltre due ore.
Giornata grigia, clima umido, ombrelli aperti e abbigliamento quasi invernale sugli spalti del Foro Italico. Ma, nonostante la meteo, le tribune sono rimaste piene: segno di un pubblico romano che continua a rispondere presente, anche quando il programma viene rallentato dal maltempo. Per Ruud è una vittoria pesante. Il norvegese centra la 43ª semifinale ATP della carriera e torna nel penultimo atto di un torneo per la prima volta dal titolo conquistato a Stoccolma nell’ottobre scorso. A Roma, invece, si tratta della quarta semifinale dopo quelle raggiunte nel 2020, 2022 e 2023. Ora attende il vincitore del match tra Luciano Darderi e Rafael Jodar. Ruud ha ritrovato nella capitale il suo terreno più familiare. La terra battuta resta la superficie sulla quale riesce meglio a costruire il proprio tennis: ritmo, rotazioni, pazienza nello scambio e quel diritto carico che, quando trova profondità, continua a essere una delle armi più efficaci del circuito. Khachanov, al contrario, porta in campo un tennis più diretto: servizio pesante, grande struttura fisica, colpi piatti e la capacità di prendersi il centro del campo appena possibile. Anche i precedenti raccontavano una sfida equilibrata, ma leggermente favorevole a Ruud, avanti 2-1 prima del match. Il norvegese aveva vinto il primo incrocio proprio a Roma nel 2020, 6-3 3-6 6-1, e poi la semifinale dello US Open 2022, una delle partite più importanti della sua carriera. Khachanov aveva invece conquistato l’ultimo confronto, a Toronto, con il punteggio di 6-4 7-5.
La partita comincia con un sostanziale equilibrio fino al 2-1, poi Ruud cambia marcia. Da fondo il norvegese ha più peso, più continuità e soprattutto più ordine tattico rispetto a Khachanov. Arriva così il primo break, che indirizza immediatamente il set. Ruud, che dal 2020 è il giocatore con più vittorie e più titoli sulla terra battuta, mette la quinta e infila quattro giochi consecutivi. Il diritto comanda, il rovescio tiene, il servizio gli consente di aprirsi il campo. Khachanov fatica a trovare ritmo e soprattutto non riesce a uscire dalla pressione costante imposta dal norvegese. Il primo set scivola via rapidamente: 6-1 Ruud in 32 minuti. Una frazione quasi perfetta per il due volte finalista al Roland Garros, che conferma una volta di più la sua naturalezza sulla terra battuta.
Poi arriva la pioggia. L’incontro viene interrotto per oltre due ore e, alla ripresa, il match cambia completamente volto. Si riparte con Khachanov avanti 1-0 nel secondo set e Ruud al servizio. Ma riprendere da freddo, soprattutto alla battuta, non è mai semplice. Il norvegese concede subito due palle break. Khachanov è aggressivo, muove Ruud, scende a rete e forza l’errore del passante. È break: 2-0. Il russo entra finalmente dentro la partita, prende campo e gioca con maggiore decisione. Nel terzo game Ruud prova a reagire, si procura una palla break anche grazie a un errore di Khachanov sulla demi-volée, ma il russo si salva con due prime di servizio e conferma il vantaggio: 3-0. Il norvegese non riesce più a ritrovare la lunghezza dei colpi, perde ancora il servizio e scivola sotto 4-0.
Khachanov domina il dopo-pioggia. Tiene un game a zero per il 5-0 e, nonostante Ruud riesca finalmente a sbloccarsi con un turno di servizio più solido, chiude il set senza tremare: 6-1 in 29 minuti. Dopo un’ora effettiva di gioco, la partita è di nuovo in equilibrio.
Nel set decisivo, però, Ruud ritrova subito il proprio tennis. Parte al servizio e tiene il game a zero, segnale importante dopo un secondo set completamente sfuggito di mano. La profondità torna, il diritto riprende a comandare e Khachanov viene nuovamente spinto lontano dalla riga di fondo.Il break arriva subito: 2-0. Ruud lo conferma con autorità e sale 3-0. Il russo prova a restare agganciato alla partita, ma nel quarto game si complica la vita. Arriva anche un tweener spettacolare di Ruud, poi un doppio fallo di Khachanov apre la strada al doppio break. Il norvegese sale 4-0 e la partita sembra ormai indirizzata. Khachanov, ex numero 8 del mondo, tira fuori l’orgoglio e recupera uno dei due break. Ruud mette due seconde, il russo spinge con precisione da fondo e si porta sull’1-4. Nel game successivo, però, Khachanov è costretto a salvare altre palle break: Ruud ne spreca due con errori di diritto, poi si procura un’altra occasione con un rovescio vincente in corsa, ma il russo si salva con il servizio e resta in scia sul 2-4. È solo un’illusione. Ruud torna a comandare, tiene il servizio per il 5-2 e mette Khachanov con le spalle al muro. Il russo, ormai in difficoltà, perde lucidità anche nei colpi più semplici: emblematici i tre smash consecutivi sbagliati nel game finale, che consegnano a Ruud tre match point. Alla fine è un altro errore di Khachanov a chiudere il match: 6-2 Ruud, che alza le braccia e torna in semifinale al Foro Italico.
Ruud ed il feeling con Roma. Non è stata una partita lineare, ma proprio per questo vale ancora di più per Ruud. Il norvegese ha dominato il primo set, ha subito il cambio di inerzia dopo la pioggia, poi ha avuto la freddezza di resettare tutto nel parziale decisivo. Una qualità che, nei grandi tornei sulla terra, continua a fare la differenza. Roma si conferma un luogo speciale per lui. Qui aveva già raggiunto tre semifinali e qui ritrova ora un risultato importante in una stagione che aveva bisogno di una svolta. Il tennis di Ruud non farà rumore come quello di altri protagonisti del circuito, ma sulla terra continua ad avere una logica precisa, una struttura solida e una resa altissima. Khachanov esce invece con il rammarico di non aver dato continuità al grande secondo set giocato dopo l’interruzione. Il russo ha avuto il merito di riaprire una partita che sembrava quasi compromessa, ma nel terzo ha pagato la maggiore solidità di Ruud e una serie di errori pesanti nei momenti chiave. Per il norvegese ora c’è una semifinale da favorito contro il vincitore della sfida tra Darderi e Jodar. Sulla carta Ruud parte avanti, per esperienza, abitudine a questi palcoscenici e rendimento sulla terra. Ma questo Foro Italico, tra pioggia, sorprese e pubblico sempre presente, ha già dimostrato che nulla può essere dato per scontato.
Dal Foro Italico il nostro inviato Enrico Milani
TAG: Casper Ruud, Karen Khachanov, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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