Musetti, il Roland Garros è già sfumato: ora anche Wimbledon diventa un punto interrogativo
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La rinuncia al Roland Garros rappresenta già un colpo durissimo per Lorenzo Musetti, ma la vera preoccupazione adesso riguarda il prosieguo della stagione. La lesione al retto femorale, infatti, non è un infortunio da sottovalutare: coinvolge un muscolo fondamentale per gli scatti, gli appoggi, le frenate e le ripartenze, cioè proprio quelle componenti che nel tennis moderno fanno spesso la differenza. Per un giocatore come Musetti, che basa molto del proprio rendimento sulla mobilità, sull’equilibrio e sulla capacità di costruire il punto anche attraverso variazioni continue, tornare in campo senza essere completamente recuperato sarebbe un rischio enorme.
Il forfait a Parigi pesa anche dal punto di vista del ranking, perché Musetti perderà gli 800 punti conquistati lo scorso anno al Roland Garros. Ma, in questo momento, il tema della classifica deve inevitabilmente passare in secondo piano. L’obiettivo principale non può essere difendere posizioni o rincorrere punti, ma evitare che un problema muscolare si trasformi in qualcosa di ancora più complesso. Lo stesso Lorenzo ha lasciato intendere tutta la sua frustrazione, spiegando di non aver mai vissuto prima una fase così segnata dagli infortuni e di non essersi ritirato a Roma anche perché era stanco di fermarsi davanti al pubblico di casa.
Ed è proprio questo l’aspetto più delicato: la gestione. Dopo Amburgo e Roland Garros, anche Wimbledon diventa inevitabilmente un punto interrogativo. La stagione sull’erba è breve, intensa e molto particolare dal punto di vista fisico. I movimenti sono diversi rispetto alla terra battuta, gli appoggi sono più instabili, le partenze più secche e il rischio di sollecitare nuovamente la zona lesionata è concreto. Non a caso, per un infortunio al retto femorale, anche una volta superata la fase del dolore, serve cautela nel recupero della piena esplosività.
Musetti, inoltre, non difende punti a Wimbledon. Questo dettaglio potrebbe incidere molto sulle valutazioni del suo team. Forzare il rientro per giocare i Championships senza garanzie fisiche complete avrebbe poco senso, soprattutto considerando che l’erba può diventare una superficie pericolosa se affrontata senza fiducia nei movimenti. Diverso sarebbe stato il discorso se Lorenzo avesse avuto molti punti da difendere o una situazione di classifica disperata. Invece, proprio l’assenza di punti in scadenza potrebbe suggerire una scelta più prudente.
La soluzione più logica, a questo punto, potrebbe essere quella di prendersi tutto il tempo necessario, saltare eventualmente anche Wimbledon e programmare il rientro sulla tournée nordamericana sul cemento. Sarebbe una decisione dolorosa, perché Wimbledon resta uno dei tornei più affascinanti e importanti del calendario, ma forse anche la più saggia. Dopo una serie di problemi fisici ravvicinati, Musetti ha bisogno di ritrovare non solo la condizione atletica, ma anche serenità e continuità.
Per questo la domanda oggi non è soltanto quando tornerà in campo, ma in quali condizioni. Rivederlo troppo presto, magari ancora limitato nei movimenti, non servirebbe né a lui né al suo percorso. Il talento di Musetti non si discute, ma in questa fase serve soprattutto lucidità. La stagione è ancora lunga, e rientrare davvero guarito può valere molto di più che provare a esserci a tutti i costi a Wimbledon.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Lorenzo Musetti, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Dommage
prego, sei giustificato
io credo che musetti sia un bravo ragazzo, anche se mi piace percularlo.
Purtroppo, non è propriamente uno sportivo bensì un esibizionista. A lui piace esibirsi e ricevere gratificazioni dal suo stile e dalla sua esibizione. Non è focalizzato al 100% sulla vittoria. E infatti vince quando l’altro perde.
è già bravo così!
EKKEKK@ZZZZ
Scusatemi
Questa è la vita per tutti o quasi succede che quando tocchi il cielo con un dito cadi giù come il mito di Icaro. Comunque Musetti appena sentito tirare dietro avrebbe dovuto avere la cautela e la prudenza di ritirarsi o qualcuno del suo staff avrebbe dovuto intervenire. Ora è veramente una dura botta
Dal toccare il cielo con un dito (AO quando stava vincendo nettamente contro Djokovic) ai continui problemi fisici…
Che peccato.