Il britannico si è ritirato nel terzo set al 500 catalano ATP, Copertina

Roddick consiglia Draper: “Se la situazione non è positiva, non è intelligente pensare di giocare su terra battuta tre set su cinque. Forse sta già pensando all’erba”

15/04/2026 12:21 2 commenti
Andy Roddick
Andy Roddick

“Mi auguro soltanto che riesca a venirne fuori” così Andy Roddick nel suo seguito podcast “Served” parla del lungo degente Jack Draper, in grave difficoltà da maggio 2025 dopo aver vissuto un periodo eccellente che l’aveva portato al n. 4 del mondo lo scorso giugno. Un serio infortunio al braccio l’ha stoppato in un periodo di crescita importante, il suo migliore in carriera, con una sosta infinita e un difficile rientro, fino a un nuovo preoccupante ritiro sofferto a Barcellona contro Etcheverry, stavolta per un fastidio al ginocchio. Il nativo di Sutton ha esternato la sua frustrazione via social, tuttavia ha scritto di esser sicuro di poter tornare ancora più forte di prima. Roddick nel suo programma si è soffermato sulla situazione di Jack, definito “terza forza del tour prima degli infortuni”, analizzando il momento e prospettive. Con un braccio in recupero e ora anche il ginocchio non a posto, conviene a Draper rischiare la fatiche della terra battuta? È meglio provare a difendere i punti dello scorso anno (per esempio i 650 in scadenza a breve di Madrid 2025) o puntare al pieno recupero e rientro sui prati di casa?

“Non sappiamo ancora quale sia la diagnosi. Non sembrava che dicesse: ‘Spero di tornare la prossima settimana o tra un paio di settimane’. Se la situazione non è positiva, sta già pensando alla stagione sull’erba?” riflette Roddick. “Non puoi rientrare e, al primo torneo dopo lo stop, metterti a giocare al meglio dei cinque set sulla terra battuta: non è una scelta intelligente dopo gli infortuni avuti nell’ultimo anno.”

Secondo Roddick, il britannico dovrebbe dimenticarsi completamente di quei punti da difendere e ripartire da zero. “Se fossi il suo allenatore, non parlerei nemmeno dei punti da difendere” continua Andy “Gli direi: non mi interessa quale sia la tua classifica ; togliamo subito quei punti, sei numero 90. Dobbiamo tornare con la mentalità di chi deve guadagnarsi tutto, giorno dopo giorno.”

Draper rischia addirittura di uscire dalla top 100 mondiale se dovesse saltare il resto della stagione sulla terra battuta, un calo in classifica che pochi avrebbero previsto dodici mesi fa. Purtroppo i malanni fisici, che sempre hanno funestato la sua giovane carriera, sono tornati prepotenti a guastare un periodo di forma eccellente e grandi risultati, come la vittoria nel primo Masters 1000 in carriera e un tennis assolutamente competitivo contro ogni avversario. Proprio al livello di gioco dovrebbe puntare Draper, secondo Roddick, e nient’altro.  “Sappiamo qual è il suo livello massimo,” aggiunge Roddick. “Fino a maggio dell’anno scorso era forse il terzo miglior giocatore del mondo. Non è un’esagerazione.”

Roddick è preoccupato anche per l’impatto mentale di questi problemi fisici, paragonando la situazione a quella del danese Holger Rune. “Holger era uno sempre in grande forma finché non ha patito il suo grave infortunio, ed è successo molto rapidamente. È un infortunio serio, lungo, uno di quelli in cui sai che devi staccare completamente. Dal punto di vista mentale è diverso rispetto a dire: ‘mi fa male il gomito, ma provo a tornare per giocare lo US Open’. Non posso giocarlo… provo a tornare… non ce la faccio. Poi riprendi e succede qualcos’altro. Questi continui stop and go sono durissimi mentalmente. Non dico che sia peggio di quello che sta vivendo Holger, perché quello è un infortunio traumatico. Ma a livello mentale, passare dal battere Novak Djokovic a perdere male la partita successiva… sono situazioni difficili da gestire.”

Roddick ha poi spiegato come gli infortuni ricorrenti sono il peggior scenario possibile perché tendono a generarne altri. “Una cosa è certa: quando entri in un ciclo di infortuni, è più probabile che ne arrivino altri. Non necessariamente nel caso di Draper, visto che uno riguarda il gomito e l’altro il ginocchio. Ma quando vedi qualcuno con un problema al ginocchio destro e all’improvviso arriva una distorsione alla caviglia sinistra, tutto è in qualche modo collegato.”

Una situazione davvero complicata per Jack, con scelte importanti da fare a brevissimo. Il suo 2026 è misero, 5 vittorie e 4 sconfitte, il ranking piange e il fisico non va. Davvero un peccato per un ragazzo serio, dotato di un gioco potente e aggressivo, al massimo livello competitivo in ogni torneo e contro ogni avversario. Non resta che augurare a Draper un grosso in bocca al lupo, sperando di ritrovarlo finalmente a posto il prima possibile, è un grande patrimonio per tutto il tour.

Marco Mazzoni


TAG: , ,

2 commenti

NonSoloSinner (Guest) 15-04-2026 15:57

Il problema della tenuta fisica di Draper non è certo di oggi… io me lo ricordo già nel 2022, che batteva top-10 e lo davo sicuro top-10 per tanti anni… la sua è tutta una carriera condizionata da infortuni e problemi fisici, e parliamo di un ragazzo coetaneo di Musetti… sarebbe un peccato perderlo, perché quando sta bene può davvero battere chiunque

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
italo (Guest) 15-04-2026 12:53

Draper ha delle somiglianze con Berrettini.. fisico possente che tende a infortunarsi.
Ma nel caso di Draper è ancora peggio, perchè è ancora più robusto

1
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!