Arnaldi troppo falloso cede a Garin all’esordio al Masters 1000 Monte Carlo
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Quando si scontrano due giocatori in una fase complicata della propria carriera è difficile assistere ad una “bella partita”, con le incertezze e i momenti di “down” che superano le fasi positive. Così è andata tra Matteo Arnaldi e Cristian Garin nel primo turno del Masters 1000 di Monte Carlo, con il cileno che prevale sul ligure per 6-2 6-4 in un’ora e 28 minuti grazie ad una maggiore spinta e tenuta, pur in un match ricco di break e condito da tanti errori e incertezze sul piano tattico. Entrambi i giocatori hanno ricavato assai poco col servizio, ma la chiave alla fine è stata una potenza superiore dell’ex n.17 ATP di Santiago e una gestione più oculata di una manciata di game che hanno fatto la differenza. Infatti Arnaldi dopo la bagarre iniziale e i tre break consecutivi ha iniziato a centrare meglio i colpi e si è procurato anche situazioni interessanti, ma la sua selezione dei colpi non sempre è stata lucida e oculata, soprattutto quando nello scambio si è ritrovato in una situazione di vantaggio e non è riuscito a trovare il colpo preciso per chiudere. Garin ha spinto col diritto con maggior consistenza e questo colpo gli ha portato punti importantissimi, in particolare nei break strappati all’italiano (ben 6).
I numeri di Matteo a fine match non sono affatto positivi: ha servito in campo una prima su due, vincendo solo il 52% dei punti, e il 38% con la seconda, con ben 30 errori a fronte di 14 vincenti. Più dei numeri, è apparso evidente il momento negativo di Arnaldi per la scarsa fiducia mostrata nel corso di tutto il match. Ogni volta che è riuscito a mettere in difficoltà l’avversario e infilare qualche serie di punti positiva, o riconquistare un break, non è mai riuscito a sfruttare il momento per costruire una prestazione solida, incappando in troppi errori in spinta (in particolare col diritto, a tratti davvero falloso) e scelte di gioco rivedibili, per la fretta dell’andare a prendersi il punto. Diversi attacchi con tempi non corretti, insieme a palle interlocutorie facili preda del diritto del sudamericano. I suoi momenti migliori sono arrivati quando è tornare a giocare sui canoni “antichi”, quelli che l’avevano portato tra i migliori trenta al mondo, ossia reggere in difesa e contrattaccare; quando invece si è spinto fin troppo alla ricerca del punto con veemenza, gli errori sono stati davvero tanti. E servendo con così poca qualità, tutto diventa ancor più difficile. Manca la fiducia in Matteo, quella ti consente di spingere con sicurezza e continuità, tanto che diventa davvero complicato vincere match a questo livello con passaggi così negativi e così ripetuti. E purtroppo la tendenza recente e il suo ranking lo confermano.
L’incontro è fin dai primi punti un vero otto volante. Tanti errori e col servizio entrambi non fanno alcuna differenza. Arnaldi affronta ben 4 palle break nel primo turno di battuta, e la quarta gli è fatale, ma Garin a sua volta non parte affatto bene col servizio (anche un doppio fallo) e restituisce il break a 30. Matteo purtroppo è incerto, si ritrova di nuovo sotto 15-40 e subisce un nuovo break al termine di uno scambio lunghissimo, con un back un po’ corto di Garin che l’azzurro non riesce a rigiocare al di là della rete. Dopo tre break consecutivi, il cileno tiene il primo game di battuta a a 15 e il set si incanala sui turni di servizio. Arnaldi un po’ troppo dietro la riga di fondo, con Garin più solido e capace di comandare maggiormente gli scambio dal centro. Sotto 4-2, il sanremese al servizio è sotto assedio della risposta aggressiva del rivale, bravo ad entrare forte, guadagnare campo e chiudere il punto. Con un solido attacco col diritto e smash Cristian vola 0-40, a tre palle break dal doppio allungo. Arnaldi annulla la prima chance con un diritto potente, ma sul 15-40 sbaglia totalmente i tempi dell’attacco con un diritto che resta troppo corto, facile per Garin tirare un passante robusto che il ligure non riesce a gestire. 5-2 Garon, con doppio break, e un discreto controllo del gioco. Arnaldi cerca una reazione d’orgoglio, ci prova dalla risposta con coraggio e si porta 0-30. Cristian ritrova un buon servizio e lavora bene la palla col back di rovescio, per poi accelerare col diritto, una palla più pesante e incisiva rispetto a quella di Arnaldi che subisce i cambi di ritmo di potenza del sudamericano. Il 29enne di Santiago chiude il set per 6-2 al terzo set point, con una risposta in rete dell’azzurro. Solo il 43% di punti con la prima palla in gioco per Arnaldi, con una prima palla in campo su due e scelte di gioco spesso rivedibili sui tempi della spinta da fondo campo (e ben 7 palle break concesse).
Arnaldi riparte alla battuta nel secondo parziale e gioca forse il miglior game dell’incontro, con prime palle consistenti e una spinta ben controllata. 1-0 e sullo slancio Matteo va a prendersi un break di vantaggio, grazie a una buona risposta e poi due doppi falli di Garin, per il 2-0. Il ligure nel terzo game torna a sbagliare troppo e non è nemmeno fortunato con un nastro che porta via un rovescio, per il 15-40. Il cileno si fa trovare pronto: risposta potente al centro e poi un diritto a tutto braccio che l’italiano non riesce a contenere. Contro break e 2-1. La bagarre è completa, tanto che… servire è quasi uno svantaggio. Nel quarto game Arnaldi trova buone risposta, eccellenti due diritti che lo portano 30-40, ma Garin gestisce bene la palla break con una prima palla sicura e una spinta ben costruita col diritto da sinistra, con comoda chiusura sul net a campo aperto. 2 pari, con l’ennesima risposta out di Arnaldi, in netta difficoltà nel trovare continuità nella spinta. Dopo due turni interlocutori, sul 3 pari Garin cambia marcia in risposta, anche grazie ad un tentativo di palla corta non ben giocato da Arnaldi. Il cileno ha due chance per scappare via sul 15-40. Rischia una nuova smorzata Matteo e stavolta gli riesce, 30-40; purtroppo il break per Garin arriva con un errore di rovescio in scambio di Arnaldi, palla spedita in rete con il classico errore gratuito che paga a carissimo prezzo (4-3). Matteo paga mentalmente il game precedente, quasi butta via tre punti in risposta, poi risale ai vantaggi con uno scatto d’orgoglio, sospinto anche dal pubblico in gran parte italiano sugli spalti. Un rovescio in rete, dopo una risposta interessante dell’azzurro, costa a Garin una palla break improvvisa, quando sembrava ormai in controllo del match. E il break arriva, con Arnaldi paziente e Garin non fortunato con un rovescio che sbatte sul nastro e vola largo. 4 pari. L’altalena continua, Matteo da 30-0 cede tre punti, con l’ultimo (un rovescio lungo sotto pressione) che costa all’azzurro una nuova palla break. Garin è freddo e se la gioca alla perfezione: spinge con pazienza, guadagna campo e avanza, fino alla volée stoppata si prende il punto che lo manda avanti 5-4, a servire per il match. Stavolta non c’è il colpo di coda: Cristian gestisce un buon turno di servizio, rischia poco e massimizza tutto, chiudendo l’incontro 6-4 con un turno a zero e servizio vincente sul match point. Arnaldi paga alti e bassi troppo acuti, i buoni momenti sono stati inferiori alle fase negative. C’è molto da ricostruire nella sua prestazione.
Cristian Garin
vs Matteo Arnaldi 
TAG: Cristian Garin, Masters 1000 Monte Carlo 2026, Matteo Arnaldi

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Arnaldi é arrivato al 30, a 23 anni, battendo top ten, anche in palcoscenici di livello, come Fritz o Rublev al Rolando, dove comunque ha fatto una secpnda settimana. Non ha vinto nulla ma é arrovato in semi in un mille battendo Khachanov. Poi quella bella Davis che se Volandri é ancora li gli deve molto, anche per il turno preliminare.
Si, hai ragione, non é migliorato dove doveva migliorare. Aggiungo anche alla tua analisi che quando le cose andavano bene ma non benissimo, sarebbe dovuto essere più umile nella programmazione, che a un certo punto faceva solo mille e slam, anche uscendo ripetutamente al primo turno. Nonostante questo ritengo che senza infortuni i 50 li varrebbe lo stesso e prima o poi un paio di 250 li potrebbe mettere nel palmares
Arnaldi non ha mai vinto nulla nel circuito maggiore , anche quando era tra i 30 alternava grandi risultati e salti nel buio , non ha mai avuto intelligenza tattica e non ci ha mai lavorato, è rimasto quello di ieri.
Il dolore al piede dovrebbe al contrario stimolare i neuroni a giocare più con le sinapsi e meno con le gambe, invece abbiamo visto il contrario.
Invece di aspettare lo spirito santo bisogna analizzare cosa non va e cosa andrebbe fatto, ed è più o meno lo stesso discorso da 3 anni.
Ci vuole tempo, lavoro, pazienza. Arnaldi oltretutto e’ un giocatore costruito. Non ha un piano.b. tira tutto a tutta. Solo che per adesso non trova le misure.
Popyryn (Australia), per il resto condivido.
L’infortunio sotto la base dell’alluce , sesamoide, è molto doloroso, mi meraviglio che riesca perfino a giocare. Il ragazzo quando stava bene ha dimostrato di essere forte arrivando alla n 30 non per grazia ricevuta. La Davis del 2023 la dobbiamo a lui grazie alla vittoria su Pospisil perché se fossimo arrivati al doppio contro la coppia più forte del mondo vincitrice a Wimbledon e per giunta riposata avremmo preso una stessa e la vittoria di Sinner, prevista, contro de Minaur sarebbe stata inutile .
Il coach serve per la tattica , anche e specialmente in allenamento .
E’ difficile fare un commento senza sapere a che punto sia il suo dolore al piede.
E’ guarito del tutto ed e’ solo indietro di condizione oppure sta ancora giocando sul dolore ? Cambia molto.
Clonate Sinner che poi si torna a vincere tra 70anni
Ma basta con questo arnaldi che non ne combina mezza giusta….basta davvero, non se ne può più di queste sconfitte in serie, un altro bluff …
Spero anch’io che sia solo mancanza di fiducia come rimarcato nell’articolo. Quel che temo è che sia proprio mancanza di intelligenza tennistica. Ok, c’è stato l’infortunio, ma che il suo gioco sia da sempre caotico lo si è visto anche negli anni precedenti e anche quando era asceso alla top 30. Si pensava che l’abitudine ai tornei atp e l’accumularsi di partite gli avrebbero dato solidità di gioco e sapienza tattica, ma questo non pare proprio che avvenga. E’ ancora giovane, è molto veloce di piedi e di braccio, ha possibilità di tornare a buoni livelli, purchè maturi tennisticamente. Se continua a proporre questo gioco estemporaneo non solo non risalirà, ma finirà per inabissarsi nelle classifiche. Mi spiace per Arnaldi ma prima o poi si deve diventare adulti: lui gioca quasi fosse un adolescente alle prime uscite nel circuito.
Esce mestamente l’ Arnakdo di Monaco, nonostante la botta di fortuna nell’ essere ripescato e l’ accoppiamento tutt’altro che impossibile.
A breve perderà pure 200 punti se non farà buoni risultati nelle prossime 2 settimane.