Learner ha toccato il suo "best" al n.21 ATP ATP, Copertina

Tien riporterà gli USA a vincere un grande torneo su terra battuta? Learner segue i consigli di Chang: “Ho totale fiducia in tutto ciò che mi dice”

02/04/2026 11:56 2 commenti
Tien in campo con Chang (foto Tennis Channel)
Tien in campo con Chang (foto Tennis Channel)

Terra battuta & tennisti statunitensi, una relazione complicata da moltissimi anni, divenuta quasi un “ossimoro” nei grandi appuntamenti. Il tennis a stelle e strisce al maschile ha vissuto alcuni lustri di vacche magre, addirittura magrissime sul “rosso” in Europa, dove un grande successo manca dalla vittoria di Andre Agassi a Roma nel 2002, e negli Slam dal clamoroso successo del Kid di Las Vegas a Roland Garros nel ’99, vittoria a sorpresa che rilanciò la carriera di Andre verso un secondo capitolo ricco di soddisfazioni. Poi qualche piazzamento qua e là (davvero sorprendente Opelka in semifinale a Roma 2021 o Paul lo scorso anno), mai la sensazione che un giocatore USA potesse davvero competere per vincere un Masters 1000 su terra battuta o addirittura Parigi. Del resto sul “rosso” è sbocciato Rafa Nadal e ha fatto piazza pulita… insieme ad altri super campioni come Djokovic e in parte anche Federer, ma il tennis statunitense non è più riuscito a creare un giocatore davvero competitivo per la terra battuta e con un gioco appropriato ai suoi canoni. 

La situazione potrebbe cambiare grazie a Learner Tien, 20enne dotato di un tennis assai complesso, tattico e diverso dai canoni classici dei connazionali, tutto fisico e diritto killer. Il californiano ha un modo differente di interpretare il suo gioco, ama cambiare ritmi e intensità, rotazioni e angoli, con una selezione dei colpi sapiente. Il punto di domanda resta la potenza: non ne ha granché, e per come si interpreta oggi il “rosso” è un problema non da poco, ma Tien è davvero bravo ad appoggiarsi sulle palle del rivale e portare la partita nei suoi territori di caccia preferiti, tanto che la mancanza di forza potrebbe esser compensata dall’aspetto tattico e cerebrale. Proprio come dimostrò il suo coach Michael Chang, vincitore a Roland Garros ’89 e poi finalista. Di potenza il leggendario “Michelino” ne aveva pochissima, ma con due gambe straordinarie, una capacità tattica superlativa e la “tigna” dei duri, riusciva ad essere un giocatore completo e formidabile anche su terra battuta.

Chang sta lavorando molto bene con Tien, in questi giorni proprio sulla terra battuta di Houston, dove il suo assistito è testa di serie n.3 e giovedì esordirà contro Basavareddy, coetaneo ora assistito da Cervara, ex coach di Medvedev. Tennis.com ha raggiunto Learner e Michael nel corso degli allenamenti prima dell’esordio nel 250 texano, e riporta come il giovane californiano dopo una intensa sessione di scambi con Tommy Paul si sia soffermato sul campo per oltre un’ora provando smorzate, una dietro l’altra, e tantissimi rovesci slice dopo una serie di scambi carichi di top spin. Tien non disdegna affatto il gioco sul “rosso”, anzi lo considera una vera palestra per apprendere nuovi colpi, nuovi schemi per rendere il suo tennis ancor più profondo e consistente. Chang interrompeva spesso il lavoro, avvicinando il suo pupillo e mostrando con ampi gesti movimenti ideali ad aggredire palla, la posizione dei piedi, l’equilibrio del peso del corpo all’impatto. Esattamente quello che rendeva Michael un giocatore formidabile e che oggi cerca di trasmettere a Learner, davvero “nomen omen” per come apprende assai in fretta.

“Ho totale fiducia in tutto ciò che mi dice Michael e in quello che vuole che faccia,” afferma Tien. “Non metto in discussione le sue indicazioni, e i risultati si vedono. Questo rafforza ancora di più il rapporto di fiducia.” Sotto il sole ancora alto, Tien lavorava su solide ripetizioni col diritto mancino e rovescio bimane, governando con ritmi crescenti le diagonali, sempre più strette, fino all’affondo lungo linea. Poi quantità industriali di slice e smorzate, con evidenti necessità di rifinitura, come Chang gli faceva notare con calma. “Comunichiamo in modo molto simile, e riesco ad assimilare benissimo ciò che mi trasmette,” spiega Tien. “La fiducia in me stesso è cresciuta moltissimo da quando lavoriamo insieme. In parte è legata ai risultati, al fatto di giocare meglio. Non è qualcosa con cui ho mai avuto problemi, ma sicuramente è aumentata ancora. Può sembrare banale, ma mi ha aiutato a capire che esiste qualcosa oltre al tennis. È fondamentale, certo, ma mi ha fatto capire che c’è molto di più.”

Il 2025 è stata la prima stagione completa nel circuito di Tien, i risultati sono stati eccellenti: 36 vittorie e 24 sconfitte, con un titolo vinto a Metz e la finale a Pechino, persa da un Sinner fortissimo. Lo slancio è proseguito anche nel 2026, con il primo quarto di finale Slam a Melbourne (dove ha portato Alexander Zverev al tiebreak del quarto set), la semifinale a Delray Beach e quarti a Indian Wells, risultati che hanno issato il giovane americano al n.21 ATP (oggi è un posto indietro al ventidue).

A Houston Tien potrebbe trovarsi di fronte Shelton, contro il quale ha vinto i due precedenti, su erba e cemento. Potrebbe batterlo anche su terra e completare così le superfici?.“Ogni volta che lo affronto è una partita complicata,” sorride Tien. “Sono sicuro che ci incontreremo ancora… quindi preferisco non dire troppo.” Mai svelare la tattica o le strategie, come insegna coach Chang, prodigo di insegnamenti e mai un eccesso. “Vittoria o sconfitta, settimana positiva o negativa, l’atteggiamento di Michael resta sempre lo stesso: incoraggiante, con un’energia costante” racconta Tien parlando del suo coach. “La sua stabilità, guida sicura è un punto di riferimento fondamentale per me”.

Il torneo di Houston è una discreta preparazione agli appuntamenti più importanti della stagione su terra battuta, anche se le condizioni in Europa saranno piuttosto diverse, come il campo dei partecipanti. Tien sarà certamente uno dei giocatori più interessanti da osservare nei maggiori appuntamenti. Nel 2025 i suoi risultati sul “rosso” furono pessimi: solo una vittoria a Roma, all’esordio, contro Opelka, poi tutte sconfitte all’esordio tra Monaco, Madrid, Ginevra e Parigi. Ma era il primo anno vero di tour, con tantissimo da imparare. Da allora Learner ha fatto passi da giganti, guidato dalla sapiente mano di Chang, uno che conosce tutti i segreti della materia. Sarà abbastanza per farlo brillare su terra battuta, nonostante la poca potenza? Non resta che attendere il campo…

Marco Mazzoni 

 

 


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2 commenti

espertodipallacorda 02-04-2026 14:22

Non lo vedo granché bene sul rosso, sinceramente: come dice giustamente Mazzoni, il deficit di potenza, ma anche lo stile di gioco, mi lasciano perplesso; non è il classico americano servizio e bordate, ma ha un gioco d’anticipo e di cambi di ritmo che, per me, lo premia tanto sulle superfici rapide, meno su quelle lente. Al tempo stesso, però, non va dato troppo peso ai risultati dello scorso anno (solitamente gli Americani incominciano a vedere la terra con gli esordi nel professionismo) così come al torneo di Houston, sia per il parterre sia anche per le condizioni (è una terra molto particolare). L’unica certezze è che è in ottime mani.

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zedarioz 02-04-2026 12:29

Basta che non batte da sotto perchè Sinner e Alcaraz non sono Lendl e lo pigliano a pallate.

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