Indian Wells 2026, Alcaraz supera Norrie e conquista la semifinale: ritroverà Medvedev (Video)
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Carlos Alcaraz continua la sua marcia perfetta a Indian Wells 2026 e conquista la semifinale battendo Cameron Norrie con il punteggio di 6-3 6-4. Per lo spagnolo si tratta della 16ª vittoria consecutiva, oltre che della quinta semifinale di fila nel Masters 1000 californiano.
Un successo importante anche perché arriva con il sapore della rivincita: Norrie lo aveva infatti sconfitto lo scorso novembre a Parigi. Stavolta, però, Alcaraz ha gestito meglio i momenti chiave e ha saputo imporre il proprio tennis contro un avversario che continua a creargli problemi.
Dopo il match, il numero 1 del mondo ha spiegato proprio quanto il britannico sia un giocatore scomodo da affrontare: “Faccio molta fatica contro il suo stile. Ogni volta che gioco contro di lui è sempre davvero dura per me. Il suo tennis è un po’ confusionario da leggere: ha questo dritto molto carico di topspin, altissimo, e poi il rovescio è molto piatto e molto basso. A volte è complicato giocarci contro. Sono contento del livello che ho espresso.”
Una partita con continui cambi di inerzia
Il match è stato meno lineare di quanto possa far pensare il punteggio. Nel primo set, ad esempio, i due si sono scambiati break e controbreak nel finale, con tre break negli ultimi quattro game. Nel secondo, invece, Norrie è partito meglio salendo subito 2-0, ma Alcaraz ha reagito immediatamente infilando quattro giochi consecutivi e riprendendo il controllo della sfida.
Alla fine lo spagnolo ha costruito ben 10 palle break, trasformandone 4, e ha chiuso l’incontro al quarto match point dopo un’ora e 33 minuti.
Ancora una volta, Alcaraz ha mescolato con efficacia la sua consueta aggressività da fondo campo con smorzate morbide e ottime soluzioni a rete. Il dato forse più impressionante riguarda il dritto: lo spagnolo ha infatti chiuso con 19 vincenti di dritto.
Parlando delle scelte da compiere durante lo scambio, Alcaraz ha anche lasciato una riflessione molto interessante sul proprio modo di leggere il gioco: “Il tennis è scegliere il colpo giusto in circa mezzo secondo. A volte sbaglio perché non scelgo quello corretto. Nella mia testa ho cinque, sette opzioni, e a volte per me è difficile prendere la decisione giusta.”
Quinto semifinalista di fila: raggiunti Nadal e Djokovic
Con questa vittoria, Alcaraz diventa il terzo uomo a raggiungere almeno cinque semifinali consecutive a Indian Wells, affiancando due giganti come Rafael Nadal e Novak Djokovic.
Lo spagnolo, già campione nel torneo nel 2023 e nel 2024, continua quindi a confermarsi uno dei dominatori assoluti del deserto californiano.
In semifinale c’è ancora Medvedev
Ad attenderlo ci sarà ancora una volta Daniil Medvedev, che ha superato con autorità Jack Draper per 6-1 7-5, centrando la quarta semifinale consecutiva a Indian Wells.
Il russo, testa di serie numero 11, sta vivendo un eccellente momento di forma. È arrivato in California dopo il titolo vinto a Dubai e ora è su una striscia di otto vittorie consecutive. Inoltre, ha vinto 16 set di fila da quando aveva perso contro Stefanos Tsitsipas a Rotterdam.
Contro Draper, Medvedev ha dominato il primo set in appena 24 minuti, approfittando anche della stanchezza accumulata dal britannico dopo la maratona del giorno prima contro Djokovic. Nel secondo parziale, invece, l’inglese ha provato a rientrare, ma Medvedev ha tenuto duro nei momenti importanti, annullando anche una palla break sul 3-2 con un ace, prima di trovare il break decisivo sul 5-5.
Dopo la partita, il russo si è detto molto soddisfatto del proprio livello: “Il primo set è stato irreale, non sbagliavo una palla. È stato un livello incredibile. Nel secondo lui ha provato a dare tutto quello che aveva e ha avuto una chance. Anch’io sul 4 pari avrei potuto fare meglio, ma succede. In generale sono super felice del livello a cui sto giocando e non vedo l’ora di continuare.”
Alcaraz-Medvedev, una semifinale che sa di finale
La semifinale tra Alcaraz e Medvedev ha inevitabilmente il sapore del grande classico recente di Indian Wells. Lo spagnolo guida i precedenti 6-2 e ha vinto gli ultimi quattro confronti diretti, comprese le finali in California del 2023 e del 2024.
Per Medvedev sarà quindi una nuova occasione per provare a interrompere l’egemonia di Alcaraz nel torneo e inseguire il suo primo titolo a Indian Wells. Per lo spagnolo, invece, la sfida rappresenta un altro passaggio decisivo verso il tris consecutivo nel deserto.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Daniil Medvedev, Masters 1000 Indian Wells, Masters 1000 Indian Wells 2026

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5 commenti
Perchè ha battuto Norrie?
Di piper, non di Aquila
@ Aquila. (#4573671)
Potrai avere anche in parte ragione, ma questo continuo riportare e contestare commenti di Aquila in altri articoli, è un po’ stucchevole.
Scusate se riprendo il discorso su Sinner allego una risposta di PIER:
Scusa Aquila ma no,non mi trovi d’accordo sulla considerazione tecnica (meno ancora sul resto).
La frase “se giocava così anche con Fonseca” è un non sense perché il tennis è “scambiare” e l’avversario condiziona sempre,anche se sei Sinner.
Tien (che non era ok stasera) gioca sulla riga sfruttando la velocità di piedi e braccio ma ha aperture ampie,Fonseca è un picchiatore che colpisce da più indietro con gesti più brevi. Non puoi giocare nello stesso modo e loro ti fanno giocare in modo diverso. Tien apre angoli,vince punti straordinari ma ti dà spazi:se sta bene li copre altrimenti fatica soprattutto con un giocatore che spinge come sa fare Jannik.
Con Fonseca Sinner può permettersi di fare a braccio di ferro perché superiore e perché Joao è grezzo ma l’altra sera il brasiliano ha alzato il proprio livello in modo spaventoso e sorprendente,il rovescio era buonissimo (il dritto lo conosciamo) e ha usato slice , dropshot e un servizio costante…insomma ha giocato da top 10 e forse anche di più e c’è voluto un Sinner in grado di alzare l’attenzione nei momenti clou dove,e ci mancherebbe,il meno esperto ha pagato dazio.
Anni fa dopo una finale persa un mio amico 2.1 cui dissi “hai giocato come sempre ma sembrava non ti fossi accorto che questo è mancino ,tenevi il back incrociato e lui ci saliva sopra col dritto ” mi rispose “io faccio il mio gioco, è quello che alleno e so che sono superiore ma lui è stato bravo e se mi fossi adeguato avrei fatto il suo gioco e tranquillo che avrei perso prima”. Significa che non ti metti a fare un gioco diverso se sei superiore ma che cerchi di essere te stesso su situazioni che non ti consentono di farlo al meglio. È una sottile ma importante differenza.
Altro elemento che un pizzico incide: con Fonseca era sera,con Tien giorno ovvero diversa luce,diversa umidità,palle che prendono un giro diverso.
Aquila
Ok dici delle cose giuste, solo che con Fonseca non ha giocato a chi tirava più forte, non ti sei accorto che il dritto di Sinner ieri sera con Tiem era meno lavorato e più piatto, in pratica la pallina viaggiava di più, sapendo che Tiem tiene bene la palla in palleggio per non fare scambi infiniti lo faceva correre e sbagliare, oppure un vincente…con Fonseca ha giocato non sulla potenza ma con un dritto da terraiolo, (lo sta preparando per i campi da terra, quando il tutto sarà automatico diventerà uguale al colpo di Alcaraz cioè piatto se deve fare il vincente, lavorato se deve recuperare campo, oppure per angoli stretti) pensando di trovare un Fonseca più falloso, sono sicuro che se usava il dritto più piatto Fonseca faceva la fine di Tiem….poi perchè Sinner non ha cambiato il modo di colpire la palla, credo perchè si è trovato spiazzato, poi diventa difficile cambiare durante il gioco.
Il più forte tennista che io abbia visto giocare. Completo in tutto. Se non si lascia fuorviare dall’ambiente esterno, è imbattibile