Il Challenger è alla seconda edizione, con servizi top per i giocatori ATP, Challenger, Copertina

A Cap Cana sognano in grande: da Challenger 175 ad ATP 250. E pure la presenza di Alcaraz

12/03/2026 14:28 1 commento
Una vista del complesso
Una vista del complesso

Quando pensi a Cap Cana (o Punta Cana, lì accanto) la mente corre veloce a spiagge da paradiso, mare cristallino e una vacanza super, coccolati nelle bellezze dei Caraibi. Tuttavia questa settimana l’affascinante località della Repubblica Domenica ospita un Challenger 175 di altissimo livello, con un draw che non è così lontano da qualche ATP 250, viste la presenza di giocatori come Kecmanovic, Hurkacz, Garin, Navone, Dzumhur, Royer, Collignon, Goffin, e pure gli azzurri Bellucci e Maestrelli (che si sono scontrati al primo turno, con la vittoria di Mattia). Una settimana ideale per un evento del genere, essendo nella seconda di un Masters 1000 da 96 giocatori, con molti sconfitti nei primi turni che hanno preso la palla al balzo e sono volati a Cap Cana, come succede da anni anche a Phoenix, altro Challenger di grande livello. Un bel torneo quello del Caribe, giunto alla seconda edizione, forte di una location pazzesca e un’organizzazione assai attenta al benessere dei presenti e campi identici a quelli di Miami, dove il torneo scatterà dalla prossima settimana. Ma, come si dice, l’appetito vien mangiando e sotto un sole dolcissimo, circondati da una natura paradisiaca, si sogna in grande: un salto nel tour maggiore con un torneo 250 e addirittura a portare il n.1 del mondo Alcaraz, con un’offerta di quelle impossibili da rifiutare… E non si parla di dollari (probabilmente, anche quelli….) quanto di una sistemazione indimenticabile per il tennista e tutto l’entourage, da usare per tutto l’anno, magari anche la preparazione invernale. Ne ha parlato Laura Fernandez, direttrice della Copa Cap Cana, al collega Varela di Clay. Un’intervista sorprendente, ma che spiega come il concetto di sport al massimo livello sempre più vicino all’entertainment sia ormai una certezza, vedi le ricche esibizioni che stanno proliferando e attirano sempre più campioni.

“Ci siamo consolidati anno dopo anno, alzando progressivamente il livello del Challenger di Santo Domingo” racconta Laura Fernandez, che dirigeva l’evento nella capitale dell’isola. “Finché l’ATP ci ha comunicato che voleva organizzare un Challenger 175 nelle Americhe, proprio tra Indian Wells e il Miami Open, per permettere ai giocatori eliminati al primo o al secondo turno a Indian Wells, e che non avevano impegni fino a Miami, di non perdere ritmo partita e di non restare fermi senza guadagni. La condizione, però, era che si trattasse di una destinazione turistica. Qua ha preso forza l’idea di spostarsi da Santo Domingo a Punta Cana. Questa è una fase della stagione in cui i giocatori viaggiano con la famiglia, affittano grandi case in California e in Florida, si godono il sole, il caldo, la spiaggia; le mogli dei tennisti vanno nei centri commerciali. A quel punto ho pensato a Cap Cana: sapevo che mi avrebbero aperto le porte, sono amica d’infanzia dei proprietari. Insieme a Roberto Rizik, presidente del club La Bocha di Santo Domingo, siamo venuti qui e abbiamo presentato il progetto”.

Una proposta accettata immediatamente, e location preferita rispetto a Cancun in Messico: “Cap Cana sta puntando molto sugli eventi sportivi e l’idea di includere il tennis li ha entusiasmati. Si sono impegnati ad alzare il livello dell’organizzazione: oggi abbiamo campi identici a quelli del Miami Open e il sistema di chiamata elettronica delle linee, che nel circuito Challenger non è obbligatorio. Anche a Cancun avevano un’ottima proposta. Forse ha pesato il fatto che il Messico ha già l’ATP 500 di Acapulco, l’ATP 250 di Los Cabos e diversi Challenger di varie categorie. Fernando Hazoury, proprietario di Cap Cana, non si accontenta di un Challenger 175: sogna un ATP 250 e mi parla spesso anche di un 500. Io gli dico sempre di procedere passo dopo passo”.

La direttrice ha un sogno che non nasconde: “Chi vorrei in campo nella Repubblica Dominicana? Carlos Alcaraz! Quest’anno siamo stati molto vicini a portare Stefanos Tsitsipas, ma alla fine si è iscritto al doppio a Indian Wells con Novak Djokovic. Come portare qua Carlos? Gli offrirei una villa sul mare per lui e tutta la sua famiglia, disponibile in qualsiasi momento dell’anno. Potrebbe venire in vacanza o fare la preparazione invernale. Con gli amici, la fidanzata, chi vuole, per scoprire la Repubblica Dominicana. E naturalmente golf illimitato. Avrebbe a disposizione i campi di Punta Espada, il migliore dei Caraibi, e Las Iguanas, appena inaugurato”.

La direttrice pensa addirittura ad un possibile evento di golf per i tennisti, visto che più campioni della racchetta si cimentano sui Green come passatempo: “È un’idea eccellente per le prossime edizioni. Diversi giocatori si sono già iscritti per fare un giro a Punta Espada. Un’altra idea che mi entusiasma molto è portare i giocatori su un catamarano a navigare nel Mar dei Caraibi. Sarebbe un successo! Giocatori, team e famiglie su un catamarano al tramonto, con DJ, ottimo cibo e cocktail. Dobbiamo pur conservare qualche sorpresa per le prossime edizioni”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Copa Cap Cana (@copacapcana)

L’intervistatore chiede alla direttrice se Tsitsipas avesse chiesto un ingaggio per partecipare al Challenger di quest’anno. “No. Noi gli abbiamo semplicemente detto: Hai perso al primo turno a Indian Wells, perché non vieni qui a mantenere il ritmo? Ti diamo una wild card. Doveva venire anche Jiri Lehecka, Matteo Berrettini è stato a un passo… sono mancati pochi dettagli. Siamo vicini a portare sempre più big. Quest’anno abbiamo Hubert Hurkacz, che è stato numero 6 del mondo, e David Goffin, finalista alle ATP Finals”.

I tennisti che sono sbarcati a Punta Cana sono rimasti molti contenti: “Sono entusiasti, mi dicono che sembra un ATP 250. Io li tratto come se fosse davvero un 250. Per esempio, il regolamento prevede che le palline nuove per gli allenamenti vengano fornite dal sabato; qui invece ho avuto giocatori già mercoledì e ho detto: Prendete pure due tubi. Inoltre, fuori dal campo hanno tantissime attività: Cap Cana offre spiaggia, pesca, vela, natura, golf, gastronomia, musica. Il tennis è il centro, ma vogliamo che vivano un’esperienza completa”.

Una novità interessante e offerta unica nel panorama internazionale, con un concetto di accoglienza e torneo piuttosto simile a quello di Indian Wells ad Acapulco, due eventi nei quali l’aspetto collaterale di location, attrazioni e divertimento arricchisce non poco l’esperienza sportiva. Tuttavia il calendario è già molto affollato, quindi chissà se quello domenicano resterà solo un sogno, guardando un tramonto epico sul cristallino mar dei Caraibi…

Marco Mazzoni

 


TAG: , , ,

1 commento

Ging89 (Guest) 12-03-2026 16:36

Mi sembra dura avere un 250

Calcola che l’ATP non li vuole più fare infatti la federazione italiana ha avuto bisogno di comprare la licenza da un torneo esistente perché creare un torneo nuovo era impossibile

1
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!