Il bulgaro si è separato da Vallverdu dopo otto anni ATP, Copertina

Dimitrov parla della nuova la collaborazione con Nalbandian: “Mi piace come vede il gioco, ma ancor più la vita”

25/02/2026 10:52 5 commenti
Dimitrov e Nalbandian avversari in campo in una foto d'archivio
Dimitrov e Nalbandian avversari in campo in una foto d'archivio

C’è curiosità nel mondo del tennis per la nuova collaborazione tra Grigor Dimitrov e David Nalbandian, una “strana coppia”, davvero ben assortita per il talento e la personalità di due soggetti tutt’altro che banali. Stupisce anche per la decisione dell’argentino di rientrare sul tour dopo molti anni passati ai margini, lontanissimo da tornei e agonismo, e di farlo con un tennista così strutturato e avanti con gli anni come il bulgaro piuttosto che con un giocatore più giovane e di prospettiva. L’esordio ad Acapulco del nuovo team non è andato come sperato: il bulgaro è stato estromesso da Atmane in due set (duplice 6-3), ma Grigor è ancora piuttosto lontano come condizione generale dopo il lungo stop iniziato dopo Wimbledon 2025 per il terribile crack ai muscoli pettorali sofferto nel corso del match contro Jannik Sinner. Dimitrov ha provato a rientrare al nuovo Masters 1000 indoor di Parigi, ma dopo aver battuto Mpetshi Perricard ha gettato la spugna prima di affrontare Medvedev, non ancora del tutto a posto. Nelle prime settimane del 2026 un solo successo contro Carreno a Brisbane, prima di cedere a Collignon, quindi a Machac agli Australian Open e Michelsen a Dallas, tutte sconfitte al primo turno insieme a quella rimediata ieri notte ad Acapulco. Una condizione tutta da ricostruire e a 34 anni Grigor ha intenzione di farlo con assoluta calma, prendendosi il tempo necessario a ritrovare fiducia nel proprio corpo, afflitto da una catena incredibile di infortuni negli Slam, dove lo sforzo è più intenso.

È stata una sorpresa la scelta di Dimitrov di affidarsi a Nalbandian dopo la separazione da Vallverdu, dopo ben 8 anni di percorso comune segnato da alti e bassi ma anche buoni risultati. Di Grigor abbiamo scritto fiumi d’inchiostro: un tennis elegante, da molti accostato per stile più che per efficacia a quello di Roger Federer, ma anche la difficoltà nel tenere alto il livello e la intensità di gioco per un carattere non sempre così duro e resistente allo stress, oltre a fisico tutto sommato fragile. Infatti sono passate alla storia più sue dolorose sconfitte dopo grandi prestazioni che le vittorie. Nel 2017, suo anno migliore, un Masters 1000 a Cincinnati e la bellissima cavalcata vincente alle Finals, con chiusura al n.3 del mondo, l’apice della sua carriera. Infatti nel 2018 non ha confermato quei risultati e posizione, anche per colpa di guai fisici, ma in generale gli è sempre mancata la continuità e soprattutto l’acuto assoluto nello Slam, con tre semifinali (Australian Open, Wimbledon e US Open) e nessuna finale raggiunta. Dopo il record terribile di ritiri consecutivi negli Slam, eccolo ripartire con a fianco Nalbandian, uno dei talenti più cristallini della sua epoca ma a sua volta tennista tutt’altro che continuo e “duro”, sostenuto da troppo talento nel colpire la palla per essere solo uno dei tanti, ma protagonista di fiammate assolute in mezzo a troppi scadimenti di forma. Per questo è curioso ora ritrovarli insieme, con il bulgaro nella fase finale della carriera e l’argentino che, improvvisamente, ha trovato la voglia e gli stimoli per ributtarsi nella mischia.

Dimitrov ha parlato ad ESPN di questa nuova collaborazione appena prima di esordire ad Acapulco. “Nalbandian è una persona speciale, ho giocato contro di lui una volta e per me fu un vero incubo!” ricorda Grigor. “Poi mi sono allenato alcune volte con lui finché è stato in attività e mi ha sempre colpito la sua visione del gioco, ma ancor più della vita. Credo che trovandomi in questa fase della mia vita e carriera inizi a pensare a quello che ritieni davvero importante. Col passare degli anni tutto è cambiato, cose che ritenevo importanti ora lo sono di meno, mentre metto il focus su altri aspetti che prima trascuravo. Sono più consapevole su altre cose al di fuori dal tennis che oggi assumono un valore importante”.

“Quello che sto facendo ora è vivere il mio sogno”, continua Dimitrov, “questa non è la realtà. Una cosa che fa molto bene David e che mi incanta e vedere come riesce a godersi la vita al di fuori dal tennis. Credo che lo stia facendo benissimo e lo rispetto molto per questo. Credo che queste cose, quanto arrivi al punto della carriera in cui mi ritrovo, sono importantissime. Chiaramente in campo si lavora, si parla tanto di tennis e come proseguire. Il nostro dialogo è sulla tattica, mi sta dando consigli sul posizionamento sul campo, sulla selezione dei colpi a seconda della situazione di gioco, ed è ottimo per me ascoltare i consigli di una persona come lui che ha vissuto grandi esperienze e ha anche subito tanti infortuni come me, conosce la difficoltà del recupero. Parlare con lui è importante, mi dà tanta fiducia ascoltarlo”.

Un Dimitrov quindi ancora voglioso di riprendere e riprovarci, oggi sceso al n.44 per la poca attività, ma consapevole di essere agli sgoccioli della sua carriera e quindi con la voglia di viverla al meglio, pensando ad una gestione ottimale del campo e della vita extra torneo. Nalbandian è noto per la sua grande passione per i rally, l’adrenalina e la velocità, ma anche per la pesca, attività rilassante e lentissima. Due antipodi che si toccano. Chissà cosa David riuscirà a trasmettere a Grigor in termini di gioco, visione e di attitudine, ma dalle parole di Dimitrov sembra che l’aspetto personale, extra campo, sia pesato molto più di quello tecnico. Una stima che ha portato i due ad avvicinarsi e iniziare una strada insieme. Sarà curioso vedere la mano della “Nalba”, educatissima in accelerazioni favolose, nel gioco altrettanto di classe del bulgaro.

Marco Mazzoni


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5 commenti

Magic21 25-02-2026 13:07

E qualcuno ha pure il coraggio di negare la fortuna di Sinner.
Da quando si è ritirato da Wimbledon mentre lo stava asfaltando non si è più ripreso dall’infortuno dopo che negli ultimi anni è rinato ottenendo grandissimi risultati. E ora vista l’età credo che probabilmente non tornerà nemmeno più a quel livello.

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gisva 25-02-2026 12:56

Non è detto che da un uomo più felice derivi un tennista migliore, ma ad un certo punto… Chissenefrega!

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JannikUberAlles 25-02-2026 12:51

Il proverbio recita: “scopa nuova fa buon struscio”.

Cosa doveva dire?

Forse che il nuovo coach è un incompetente ed incapace?

Nulla di nuovo sotto il sole (per fortuna non piove più).

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Salvo (Guest) 25-02-2026 12:20

La foto si riferisce al loro unico incontro, giocato al Queen’s nel 2012.
In quel torneo Nalbandian arrivò in finale dove impazzì prendendo a calci un giudice di linea, venendo squalificato 🙂

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chase (Guest) 25-02-2026 11:20

eccicredo 🙂

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