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Alcaraz prepara Doha, Auger-Aliassime domina indoor e nuovi record da numero uno. Gasquet su Kouamé: “Non è il nuovo Monfils, deve costruire la sua strada”

09/02/2026 14:46 2 commenti
Richard Gasquet nella foto - Foto Getty Images
Richard Gasquet nella foto - Foto Getty Images

Carlos Alcaraz ha messo nel mirino il prossimo obiettivo della sua stagione: l’ATP 500 di Doha 2026. Dopo il trionfo all’Australian Open, lo spagnolo è tornato ad allenarsi a Murcia lo scorso venerdì, avviando un nuovo blocco di preparazione che durerà una settimana. Sabato volerà in Qatar insieme al suo team composto da Samuel López, Alberto Lledó e Albert Molina, con l’obiettivo di aggiungere un altro titolo a un palmarès già ricchissimo. In tabellone potrebbe trovare rivali del calibro di Jannik Sinner, Novak Djokovic e Felix Auger-Aliassime.

Proprio il canadese arriva alla stagione indoor con numeri di assoluto rilievo. Dal 2022 è il giocatore con più titoli su campi coperti nel circuito ATP: otto trofei, uno in più di Sinner e due più di Djokovic. Auger-Aliassime guida anche la classifica delle finali disputate in queste condizioni, con dieci presenze, confermandosi come uno degli specialisti più pericolosi su superfici indoor.

Intanto Alcaraz continua ad accumulare settimane in vetta al ranking mondiale. Lo spagnolo ha raggiunto quota 58 settimane da numero uno, diventando il tredicesimo giocatore nella storia con più tempo trascorso al vertice della classifica ATP. Ha così eguagliato Jim Courier e lo supererà già nel prossimo aggiornamento del ranking. Il prossimo obiettivo statistico sarà Jannik Sinner, fermo a 66 settimane al comando, mentre per entrare nella top-10 all-time gli mancano ancora 22 settimane.

Tra i giovani in ascesa, continua a far parlare di sé anche il francese Moise Kouamé, appena sedicenne e già protagonista nel circuito maggiore. Il suo stile atletico e spettacolare ha portato molti a paragonarlo a Gaël Monfils, ma Richard Gasquet ha voluto spegnere subito i confronti. Secondo l’ex top-10, ogni giocatore ha una storia diversa: “Così come Alcaraz non è Nadal, Moise non è Monfils. Ognuno deve costruire il proprio percorso. Moise è unico e la sua storia è appena cominciata”. Un invito alla calma, mentre la nuova generazione continua a farsi spazio tra i grandi del circuito.



Marco Rossi


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2 commenti

Alex77 (Guest) 09-02-2026 15:32

Diciamo che a Faa piace vincere facile, se non ricordo male, a parte un 500, i tornei indoor vinti sono tutti 250.. insomma, la qualità dei successi dell’altro top indoor, il nostro rosso, é ben altra.. su Kouamé ho l’impressione che avrà le stesse pressioni e attenzioni di Sinner della stampa nazionale, in questo caso francese.. con la fame di grandi successi che hanno i cugini, forse sarà accolto come un messia

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la barbera enzo 09-02-2026 15:06

Ha ragione ha dire che Kuoamè non è Monfils, il sedicenne ha i mezzi per diventare ancora più forte. Però deve dimostrare la stessa serietà e impegno di Gael. enzo

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