Piatti avverte Alcaraz e Sinner: “Djokovic è tornato ed è il più ossessionato dal suo tennis”
15 commenti
Riccardo Piatti invita a non archiviare troppo in fretta Novak Djokovic. L’ex allenatore del campione serbo e di Jannik Sinner ha analizzato il rendimento di Djokovic all’Australian Open 2026, sottolineando come le due settimane di Melbourne abbiano dimostrato che il serbo è ancora pienamente competitivo ai massimi livelli.
Il percorso di Novak Djokovic è stato segnato da una semifinale di grande spessore vinta contro Jannik Sinner e da una finale combattuta contro Carlos Alcaraz. Pur pagando qualcosa sul piano fisico nell’atto conclusivo, Djokovic ha confermato di poter ancora incidere nei grandi appuntamenti. Un segnale che, secondo Piatti, cambia la prospettiva sul suo futuro a breve e medio termine.
In un’intervista concessa a L’Équipe, Piatti ha ricordato il legame con entrambi i protagonisti della semifinale di Melbourne:
«La cosa curiosa è che ho lavorato con entrambi a un’età simile: Djokovic aveva 18-19 anni, Sinner dai 13 ai 20. Con tutti e due mi sono concentrato su tecnica, tattica e preparazione fisica e mentale».
Parlando della sfida vinta dal serbo, Piatti ha individuato nell’esperienza il fattore decisivo:
«Quella semifinale è stata soprattutto una vittoria basata sull’esperienza. Jannik ha avuto le sue opportunità, Novak ha giocato molto bene, ma credo che Sinner abbia ancora bisogno di partite di questo livello. Ha comunque tanti anni davanti per fare esperienza e ottenere grandi risultati».
Piatti si è soffermato anche sulla preparazione di Djokovic, ritenuta uno degli aspetti chiave del suo Australian Open:
«Ha iniziato a prepararsi per questo torneo già dal primo dicembre. Sa che alla sua età ha bisogno di lavorare ancora di più, semplicemente perché è più grande. In finale si è visto che l’unico vero problema era la condizione fisica».
Secondo l’allenatore italiano, la motivazione del serbo resta intatta:
«Ama questo sport e vuole essere molto competitivo. Dopo questo torneo lo rispetto ancora di più. Mi sorprende che abbia perso la finale, ma semplicemente perché Alcaraz in quel momento era il giocatore migliore».
Guardando ai prossimi Slam, Piatti vede prospettive diverse a seconda delle superfici:
«Roland Garros sarà necessariamente più complicato per lui, ma non dobbiamo dimenticarlo se si presenta un’opportunità a Wimbledon».
Il messaggio finale è chiaro e diretto anche per i rivali più giovani: «Dopo questo Australian Open, Novak è tornato. È il più ossessionato dal suo tennis. Se riuscirà a restare sano e a prepararsi bene, potrà avere un’altra occasione. Jannik e Carlos farebbero bene a stare attenti».
Un avvertimento che suona come un promemoria: Djokovic, nonostante l’età e le difficoltà fisiche, resta un fattore centrale nella lotta ai grandi titoli.
Marco Rossi
TAG: Riccardo Piatti

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Fritz
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Bencic
Svitolina
Adesso va a finire che anche Piatti non ci capisce niente e straparla.
@ Pippolivetennis (#4558494)
Capirai fra un po’!…
Opzione 1
Basta con questa memoria corta! Mi sono stancato di sentire parlare solo di Big Three come se il tennis fosse nato nel 2000.
Volete parlare del migliore? Parliamo di Rod Laver. L’unico ad aver vinto il Grande Slam solare per DUE volte. E lo ha fatto su superfici diverse, con racchette di legno, e nonostante gli abbiano scippato 5 anni di carriera nel suo picco massimo perché era “troppo bravo” per i dilettanti.
Senza quegli anni di stop forzato, i record di oggi sarebbero solo polvere. Studiate la storia prima di aprire bocca. Il vero Re è solo uno: The Rocket.
Opzione 2
Domanda per i “fenomeni” delle statistiche moderne: quanti Grande Slam (quelli veri, tutti e 4 nello stesso anno) hanno vinto i vostri idoli? Ve lo dico io: ZERO. ♂️
Rod Laver l’ha fatto nel 1962. Poi è tornato nel 1969 e l’ha rifatto. Due volte il calendario perfetto. Se non capite la portata di questa impresa, non state seguendo lo sport, state seguendo il marketing.
Non si può paragonare nessuno a chi ha dominato la propria epoca in modo così totale da non lasciare nemmeno le briciole. Fate pace con la realtà: Laver è il metro di paragone.
Opzione 3
È frustrante vedere come il talento puro e l’impresa leggendaria vengano ignorati solo perché non c’erano i social media a documentarli.
Rod Laver non ha solo vinto tutto; lo ha fatto con un’umiltà e una classe che oggi ci sogniamo. È l’unico giocatore che ogni leggenda moderna, da Federer a Nadal, guarda con soggezione. Se i tuoi idoli dicono che LUI è il migliore, chi sei tu per dire il contrario?
Smettetela di mancare di rispetto a chi ha costruito questo sport. Il miglior tennista di sempre parla australiano e ha vinto tutto quello che c’era da vincere, due volte. Punto.
Ok, basta con l’ ironia!!!
@ Diridero (#4558492)
Ma con chi ce l’hai?
Ma io mi sforzo sempre nell’essere equilibrato nei miei commenti anche se a volte sono portato a fare da contrappeso ai commenti poco equilibrati degli altri.
Opzione 1
Ma esattamente, cosa deve fare di più quest’uomo per avere il rispetto che merita?
Smettetela di nascondervi dietro il “gioco elegante” o la “simpatia”. Il tennis è uno sport, e nello sport contano i fatti. Nole ha polverizzato ogni record: Slam, settimane al n. 1, scontri diretti, Masters 1000. Tutto.
Negare che sia il GOAT non è più una questione di gusti, è malafede pura. Accettate la realtà: la storia l’ha scritta lui, che vi piaccia o no.
Opzione 2
Dovete spiegarmi una cosa: se i numeri non bastano più a decretare il migliore, allora perché teniamo il punteggio?
Potete preferire lo stile di chiunque, ma la matematica non è un’opinione. Djokovic non ha solo vinto, ha dominato l’era più difficile di sempre contro gli avversari più forti di sempre.
Continuate pure a guardare i poster, io guardo la bacheca. Saluti dal Re.
Opzione 3
Sono stanco di sentire scuse. “Eh ma Federer è la classe”, “Eh ma Nadal è la grinta”… e Djokovic? Djokovic è quello che li ha battuti entrambi, a casa loro, ripetutamente.
È incredibile come il mondo del tennis faccia finta di non vedere l’ovvio solo perché Nole non è il “personaggio” che volevate voi. Ha vinto contro tutto e tutti: pubblico contro, stampa contro, record da abbattere.
Essere il migliore di sempre non è un concorso di popolarità. È merito. E il merito di Novak è fuori discussione. Fatevene una ragione.
Un piccolo consiglio: Se vuoi rendere il post ancora più “pesante”, potresti aggiungere una tabella veloce con i titoli vinti o il bilancio dei testa a testa (H2H) contro Nadal e Federer. Niente fa arrabbiare gli “haters” quanto la verità dei numeri!
Meno male che mi piace Laver!!!
Un bel post che servirebbe ad illuminare l’oscurità di qualcuno…
@ antoniov (#4558483)
Finalmente un commento equilibrato.
Condivido sia il pensiero di Piatti che degli utenti.
Faccio solo una considerazione: a 39 anni nè Sinner nè Acaraz saranno mai lontamente cosi’ competitivi ( sempre che giochino ancora).
Troppo logorante il loro tennis
C’è un fondo di verità nei primi tre post di questo topic.
Più o meno riposato, più o meno fortunato … ecc. ecc. … si può dire tutto quello che si vuole, ma occorre riconoscere che Djokovic ha sorpreso tutti nello Slam australiano da poco conclusosi, me compreso.
Non è molto rilevante inneggiarlo pensando a quello che era 10 o 15 anni fa perché il tennista serbo andando avanti negli anni è migliorato raggiungendo il suo apice di efficienza tennistica a ben 36 anni, per come scientificamente dimostrato e chi segue questo forum dovrebbe averne acquisito anche la fonte.
Contrariamente a quanto qualche “buon pensante” potrebbe dedurre da ciò che scrivo, trattasi di un eccezionale esempio di longevità atletica che rende onore a Djokovic e non altrettanto a quei suoi sostenitori che non da oggi, ma ormai “da qualche anno a questa parte” sottolineano che Djokovic non valga minimamente ciò che è stato in passato.
Quanto precede a quasi 39 lo si può anche accettare, ma a 36 proprio no (tenuto anche conto che nel gioco del tennis si è tutto velocizzato) !
E credo abbia ragione Piatti quando sostiene che il vecchio Djokovic debba ancora restare un sorvegliato speciale per tutti, nessuno escluso.
Djokovic sfrutta il nulla assoluto che cè dietro i primi due e la botta di chulo contro Musetti dove stava prendendo una scoppola micidiale.
Due turni saltati quindi.
Sinner in Australia stava fisicamente a pezzi, già contro uno sconosciuto si è salvato per la chiusura del tetto.
In finale è durato un set, poi il murciano senza neanche troppo impegno lo ha scherzato nei successivi set.
Il tempo sportivo ha il limite x tutti, lo ha avuto x Phelps, Bolt, Jordan, Nadal, Federer ed ora pure x il serbo. Non cè scampo
Penso che sia abbastanza prematuro dire che Djokovic sia “tornato”, pure l’anno scorso sconfisse Alcaraz agli AO, poi negli altri Slam non vinse nemmeno un set contro lui e Sinner. Ha sicuramente avuto dei vantaggi dal walkover agli ottavi con Mensik e dal ritiro di Musetti avanti 2-0 ai quarti, difficilmente si ripeterà una simile congiunzione astrale. Ciò non toglie che sia il terzo favorito negli Slam dopo Alcaraz e Sinner, ma batterli entrambi in successione è quantomeno improbabile. Vediamo come andrà al Roland Garros e soprattutto a Wimbledon.
E’ tornato? In realtà non se ne è mai andato. Ma se Sinner avvesse giacato al livello dello scorso anno Djokovic si sarebbe fermato in semifinale come lo scorso anno….e gli è andata bene perchè se musetti non si fosse fatto male, si sarebbe probabilmente fermato ai quarti di finale.
@ Aquila. (#4558472)
Sono d’accordo, è stata una partita sul filo di lana, anzi i numeri dicono che sinner ha dominato e solo il fatto dinon aver convertito oltre 15 pb ha determinato la sconfitta. Un djokovic appena più stanco (e non dimentichiamo che sarebbe dovuto già uscire contro Musetti!!) avrebbe perso in 3-4 set
Su certi argomenti sono d’accordo con Piatti, ma su australian open no….Djokovic è un grandissimo campione ma l’età non può cancellarla è arrivato in semifinale grazie a due ritiri, altrimenti adesso avremmo altri commenti e critiche su di lui, contro Sinner è stato due volte fortunato la prima di incontrarlo perfettamente riposato la seconda Sinner non in forma atletica ma soprattutto mentale