Toni Nadal punge Carlos Alcaraz per essersi dimenticato di Ferrero dopo la vittoria agli Australian Open
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Toni Nadal ha criticato Carlos Alcaraz per non aver menzionato il suo ex allenatore Juan Carlos Ferrero dopo il trionfo agli Australian Open 2026, settimo Slam in carriera che ha permesso al giovane talento di Murcia di completare il poker di successi Major (diventando il più giovane a riuscirci). Alcaraz è arrivato in Australia per la prima volta senza il suo storico coach, colui che per primo ha fiutato il talento di questo ragazzo e l’ha plasmato con lavoro e sapienza, portandolo in cima alla vetta del tennis. Un cambio repentino, drastico e nemmeno consumato “bene”, tanto che molti opinionisti ed ex giocatori temevano che l’impatto per questa rottura potesse pesare sul rendimento di Carlos. Lui non se n’è curato, tutto il team ha tirato dritto e l’ha fatto sostanzialmente senza cambiare niente delle routine di allenamento e condotta generale. Uno strappo duro, soprattutto tra l’allenatore e il papà di Carlos, ma alla fine non ha pesato affatto sul rendimento in campo: Alcaraz ha iniziato il torneo da n.1 e l’ha concluso con una splendida vittoria, arrivata grazie ad una finale di qualità ed una semifinale vinta soffrendo, quasi sconfitto da Zverev e dai crampi. Felicissimo Carlos dopo la vittoria, ma non è passato inosservato il totale silenzio sul suo storico coach, lasciato da soli due mesi, e anzi nelle parole del neo campione c’è un pizzico di rivalsa contro tutti coloro che hanno parlato della sua situazione e criticato la sua scelta.
Infatti durante la cerimonia di premiazione alla Rod Laver Arena, Alcaraz ha fatto riferimento al clamore mediatico legato all’addio a Ferrero nel momento in cui ha ringraziato il suo team. “Abbiamo vissuto montagne russe di emozioni e abbiamo attraversato tutto questo senza ascoltare ciò che si diceva prima di arrivare in Australia”, ha dichiarato il 22enne. “Ci siamo limitati a fare il lavoro giusto… Mi hanno spinto ogni giorno a fare le cose nel modo corretto, quindi posso solo dire che sono davvero grato a tutti quelli che sono nel mio angolo in questo momento”. Poche parole, ma è chiarissimo quindi il riferimento all’unico assente nel team, JC Ferrero, che non rientra tra i ringraziamenti post vittoria.
In conferenza stampa, ad Alcaraz è stato chiesto se avesse avuto una motivazione extra nel dimostrare di poter vincere un primo Slam senza Ferrero. “No, onestamente no. Non ascolto le persone che hanno dubbi”, ha risposto lo spagnolo. “Sono venuto qui solo per giocare per me stesso e per il mio team. Sappiamo quanto abbiamo lavorato duramente per arrivare pronti a questo torneo. È l’unica cosa a cui pensavo in queste settimane. Ora che ce l’ho fatta, sono semplicemente felice di aver dimostrato che si sbagliavano“. Altra stoccata ai tanti che, anche in Spagna, hanno scritto fiumi di parole criticando la scelta di Carlos di lasciare Ferrero.
Toni Nadal — che ha allenato il nipote Rafael Nadal portandolo a 16 dei suoi 22 titoli del Grande Slam — non ha gradito il tenore delle parole di Alcaraz, l’essersi dimenticato così in fretta di colui che l’ha raccolto bambino e formato. Un addio così recente, con un passato davvero importante alle spalle, che a detta dello zio più famoso del tennis avrebbe meritato ben altra riconoscenza, anche pubblicamente. “Va benissimo elogiare il tuo allenatore attuale, ma bisogna ricordarsi anche di quello precedente”, ha dichiarato Toni Nadal ai microfoni di Onda Cero. “Non so come sia finito il rapporto con Ferrero, ma quando sento certe parole mi dispiace. Sono sicuro che Samuel Lopez abbia fatto un ottimo lavoro in questi due mesi, ma non si può dimenticare il lavoro di Ferrero negli anni. Non mi sarebbe piaciuto se, appena Rafa si fosse separato da me, avesse detto cose simili su Carlos Moya”.
C’è poco da fare: Alcaraz continua a vincere, diventando sempre più forte e più leader del tennis mondiale, ma l’eco della rottura con Ferrero in qualche modo continua. Carlos tuttavia tira dritto, non se ne cura affatto e il suo obiettivo è chiaro: zittire anche gli ultimi critici. A suon di successi.
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, Marco Mazzoni, Toni Nadal

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Credo non ci sia da scandalizzarsi.Si volta pagina e siccome è una dichiarazione post torneo,e non un’autobiografia,si resta sul presente.
Poi,ed è vero,questo è un mondo non dico ingrato,non sappiamo cosa c’è dietro,ma che davvero non si volta indietro.Bergelin,mentore/allenatore/padre putativo ecc. di Borg diceva che quando lo svedese decise di tornare nel circuito (e lì uno psicologo era davvero utile) non ebbe nessuna chiamata e,anzi,non aveva più ricevuto neppure una telefonata da Bjorn in tutti quegli anni nonostante avesse sopportato fissazioni, problemi extra campo,avverse condiviso viaggi e stanze d’albergo passando notti a saltare sui telai per abbassare la tensione ed avere il setup consono al suo pupillo.
A volte credo che alcuni atleti che hanno vissuto una particolare realtà fin da piccoli,chiusi in certe consuetudini manchino di un pizzico di sensibilità umana.
McEnroe,che con Fleming vinse tutto,lo affrontò in un singolare (forse Wimbledon) trattandolo malissimo,come se davanti avesse Connors.
Fatico a comprendere tutto questo ma va così.
Più che altro é strano( o meglio, non lo è per niente..)che tutti quelli che hanno spesso parlato d’ingratitudine di Sinner nei confronti di Piatti per non averlo mai menzionato nelle vittorie, tacciano di fronte allo stesso atteggiamento di Alcaraz, quando si dice la malafede
Che omino
Alcaraz ha fatto gli stessi allenamenti che aveva con Ferrero, attualmente è logico non vedere cambiamenti in lui, ma il tennis si evolve vedremo più avanti se continuerà a crescere senza Ferrero