Ana Ivanovic: “Non ne ho mai parlato, ma ho sofferto di attacchi di panico molto intensi”
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Il tennis è una disciplina tremenda dal punto di vista mentale. La durezza della competizione, la vita con la valigia in mano e la necessità di fare risultato sottopone gli atleti a stress notevoli e non tutti riescono sempre a mediare e reggere a questi carichi, tanto che molti nella propria carriera attraversano fasi di difficoltà o vere e proprie crisi. Tra questi anche Ana Ivanovic, ex campionessa a Roland Garros nel 2008 e n.1 WTA. La tennista, ritiratasi nel 2016 a soli 29 anni, è stata ospite del programma Championship Failure, dove ha raccontato la sua vita dopo il tennis e ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua carriera, aprendosi per la prima volta su un periodo per lei molto complicato.
“La sensazione di giocare sui campi centrali e nelle finali dei tornei è qualcosa di incomparabile” racconta Ana. “Non è stato facile lasciare il tennis, perché fin da quando avevo cinque anni era la mia passione: mi piaceva tantissimo ed ero molto brava. Però ho sentito che era arrivato il momento giusto per fermarmi. Non mi pento della mia decisione e sono felice di dove sono oggi”.
Molti ripensando alla sua carriera affermano che avrebbe potuto vincere di più. Nei suoi anni migliori la concorrenza era molto importante e forse la serba non è mai riuscita a completarsi sino in fondo dal punto di vista tecnico, ma ha sofferto anche infortuni importanti. “Non ho potuto partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino a causa di un problema alla mano destra e quello è stato il momento più difficile della mia carriera. Ho rinunciato, da numero uno del mondo, a un appuntamento così speciale in cui rappresenti il tuo Paese. Sono volata a Sydney per cercare di recuperare e riuscire a giocare, ma non ce l’ho fatta”.
Nonostante fosse riuscita a tornare ai vertici del tennis mondiale nel 2015, Ivanovic ha deciso di appendere la racchetta al chiodo un anno più tardi, spiegando le ragioni della sua scelta. “Il mio ritiro era qualcosa che si stava costruendo da tempo. Ricordo che quando avevo 20 anni dicevo già che non mi vedevo giocare fino a 40 anni. Il tennis non mi è mai piaciuto fino a quel punto, perché desideravo fare anche altre cose nella mia vita. Nel 2015 avevo iniziato benissimo la stagione e, all’Open d’Australia, due o tre giorni prima dell’inizio del torneo, uscendo dal bagno ho dato un calcio alla porta e mi sono rotta il mignolo del piede. Ho giocato con degli antidolorifici, ma non ci sono riuscita: il dolore si è poi esteso al ginocchio e questo mi ha prosciugata mentalmente. A quel punto ho capito che probabilmente non sarei più tornata ai massimi livelli”.
L’ex numero uno del mondo ha poi raccontato anche il lato più delicato degli ultimi anni della sua carriera, rivelando le difficoltà psicologiche affrontate prima di scendere in campo. “Ho passato molto tempo a combattere contro me stessa per il fatto di essere al centro dell’attenzione. Negli ultimi anni ho sofferto di attacchi di panico molto forti quando entravo in campo. Non ne avevo mai parlato, ma ho avuto attacchi di panico molto intensi. La gente si chiedeva cosa mi stesse succedendo durante alcune partite, perché improvvisamente crollassi, ma in realtà ero in preda al panico e non riuscivo più ad andare avanti. Avevo paura di scendere in campo il giorno successivo davanti al pubblico”.
Le parole di Ivanovic aprono la porta su quanto possa costare rincorrere i più grandi traguardi nel tennis Pro. Dietro ai trofei, vittorie e sconfitte, può esserci anche una battaglia personale molto difficile da affrontare lontano dai riflettori.
Marco Mazzoni
TAG: Ana Ivanovic

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Mamma mia viene a me l’attacco di panico pensandoci troppo a te
Anche a me sarebbe capitato un… “assalto di panico”
se me la fossi trovata di fronte… 😉
Lei si che era una modella…non certe mezze inglesi