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Bryan Shelton racconta la sfida di allenare Ben: “A volte la sua aggressività si trasforma in autosabotaggio”

23/07/2026 11:17 20 commenti
Ben Shelton nella foto - Foto Getty Images
Ben Shelton nella foto - Foto Getty Images

Ben Shelton sta attraversando una fase decisiva della propria crescita. Lo statunitense ha già dimostrato di possedere le qualità necessarie per competere ai vertici e l’ottava posizione mondiale conferma la sua progressione. Per avvicinarsi realmente a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, però, dovrà imparare a gestire meglio le proprie armi.

Servizio, potenza e aggressività permettono a Shelton di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. In alcuni momenti, tuttavia, la ricerca esasperata del colpo vincente lo porta a perdere equilibrio e lucidità. Un limite del quale è pienamente consapevole suo padre e allenatore, Bryan Shelton.

“Ben qualche volta supera il limite”

Intervenuto nel podcast dell’ex tennista Caroline Garcia, Bryan ha spiegato quale sia la principale difficoltà nel lavoro con il figlio: “La sfida, per un allenatore, è lavorare con un ragazzo come Ben, che è molto aggressivo. A volte supera quel limite, si autosabota e finisce per non raggiungere nemmeno il secondo o il terzo turno di un torneo”.

L’obiettivo non è ridurre l’aggressività del giocatore, che resta una delle sue qualità più importanti, ma insegnargli a riconoscere quando accelerare e quando costruire il punto con maggiore pazienza. È proprio la gestione di questi momenti a separare spesso Shelton dai migliori giocatori del circuito.

Il difficile equilibrio tra padre e allenatore

Bryan aveva già seguito Ben durante il percorso universitario. Dopo circa sei mesi trascorsi nel circuito professionistico, fu lo stesso giocatore a chiedergli di accompagnarlo a tempo pieno. Da quel momento, i due hanno dovuto imparare a distinguere il rapporto familiare da quello professionale.

“È difficile trovare un equilibrio tra questi ruoli”, ha riconosciuto Bryan. “Sono il padre di un ragazzo ancora giovane, che sta crescendo e scoprendo la vita, ma allo stesso tempo sono il suo allenatore. Per me significa essere paziente e capire in quale condizione mentale ed emotiva si trovi”.

L’ex tennista cerca di riconoscere i momenti nei quali Ben vuole parlare del proprio gioco e quelli in cui preferisce staccare: “Quando vuole affrontare argomenti legati al tennis lo percepisco, ma capisco anche quando non vuole farlo. Cerco di rispettare entrambe le situazioni ed è questo che rende sano il nostro rapporto”.

“Il risultato non è tutto”

Bryan Shelton vuole inoltre impedire che la pressione del circuito faccia perdere al figlio il piacere di giocare: “Voglio che capisca che il tennis è un gioco e che dovrebbe divertirsi il più possibile. Quando mi vede godermi questa esperienza, sia dopo una vittoria sia dopo una sconfitta, deve ricordarsi che non esiste soltanto il risultato”.

La competitività rimane fondamentale, ma secondo il tecnico il successo deve essere una conseguenza del lavoro e non trasformarsi nell’unico metro di giudizio: “Siamo competitivi, ma nella vita c’è molto altro. In qualche modo, i risultati dovrebbero arrivare di conseguenza”.

La fiducia cambia durante la stagione

Un altro elemento centrale è la gestione della fiducia, una condizione che, secondo Bryan, può cambiare rapidamente anche per i primi cento giocatori del mondo.

“Ci sono periodi nei quali tutto funziona naturalmente. I giocatori avvertono una fiducia interiore e iniziano a riconoscere la formula del successo. Non hanno neppure bisogno di parlarne, perché entrano in una condizione di flusso”, ha spiegato.

In altri momenti, invece, emergono dubbi e pensieri negativi: “Cominciano a chiedersi se siano davvero così forti o se abbiano avuto fortuna, anche quando occupano una posizione elevata in classifica. Sono sensazioni che tutti abbiamo sperimentato da giocatori”.

Il consiglio agli altri genitori-allenatori

Bryan ha infine rivolto un suggerimento ai genitori che allenano i propri figli. Il suo metodo consiste nel porre domande invece di offrire continuamente risposte già pronte.

“Cerco sempre di fare domande. È un modo per insegnare ai figli a pensare, risolvere problemi e trovare autonomamente delle soluzioni. Se continuiamo a dire loro cosa fare e come farlo meglio, il percorso diventa nostro e non più loro”.

La crescita di Ben Shelton passerà dunque anche dalla capacità di trovare personalmente il giusto equilibrio tra istinto e controllo. Il talento necessario per sfidare Sinner e Alcaraz esiste già: il passo successivo sarà imparare a utilizzarlo con maggiore lucidità nei momenti decisivi.



Francesco Paolo Villarico


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20 commenti. Lasciane uno!

Taxi Driver 23-07-2026 19:36

Scritto da Pier no guest

Scritto da Taxi Driver

Scritto da Gianni
Segnatevi questa amanti degli yankee: shelton e anisimova non vinceranno mai uno slam.

La Asiminova dopo quel 6/0 6/0 da una indemoniata Swiatek sui Santi Verdi Inglesi mi sembra sia andata a picco….scoppola micidiale in mondovisione e davanti ai Reali, paragonabile a Graf Novotna del preistorico

Graf Zvereva….la Novotna dopo la sconfitta in recupero di Londra riusci a vincere Wimbledon comunque nel 1998

Grazie Boss!
Vero ho sbagliato!
Daje

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Pier no guest 23-07-2026 16:27

Scritto da Taxi Driver

Scritto da Gianni
Segnatevi questa amanti degli yankee: shelton e anisimova non vinceranno mai uno slam.

La Asiminova dopo quel 6/0 6/0 da una indemoniata Swiatek sui Santi Verdi Inglesi mi sembra sia andata a picco….scoppola micidiale in mondovisione e davanti ai Reali, paragonabile a Graf Novotna del preistorico

Graf Zvereva….la Novotna dopo la sconfitta in recupero di Londra riusci a vincere Wimbledon comunque nel 1998

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+1: Taxi Driver
Pier no guest 23-07-2026 16:03

Scritto da Gianni
Segnatevi questa amanti degli yankee: shelton e anisimova non vinceranno mai uno slam.

Se guardi solo chi vince gli slam ti sei perso Leconte,Mecir, Rios,Forget,Dolgopolov,Ancic, Nalbaldian…robetta

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+1: Rovescio al tramonto
Taxi Driver 23-07-2026 15:36

Scritto da Gianni
Segnatevi questa amanti degli yankee: shelton e anisimova non vinceranno mai uno slam.

La Asiminova dopo quel 6/0 6/0 da una indemoniata Swiatek sui Santi Verdi Inglesi mi sembra sia andata a picco….scoppola micidiale in mondovisione e davanti ai Reali, paragonabile a Graf Novotna del preistorico

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Gianni (Guest) 23-07-2026 15:25

Segnatevi questa amanti degli yankee: shelton e anisimova non vinceranno mai uno slam.

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+1: Taxi Driver
Betafasan 23-07-2026 15:23

Trovare lucidità nei momenti importanti è la dote più difficile da trovare tra ottimi tennisti!

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Giampi 23-07-2026 15:14

Scritto da Rovescio al tramonto

Scritto da Meera

Scritto da Taxi Driver
Shelton come Fritz, Aliassime, Rublev, Medvedev deMinaur, Musetti, Sverev, Djokovic e compagnia cantante, per sperare di poter conquistare un GS o un 1000 debbono augurarsi che il rosso decida di non iscriversi al torneo.
Sennò 0 possibilità, il cannibale gioca un altro sport rispetto a questi

Zverev il suo lo ha vinto.
1) Sinner non è invincibile anche se l’Italia lo crede.
2) Alcaraz che spiana Sinner regolarmente dove lo metti?
3) Per gli altri ormai è tardi forse (ma mai dire mai), ma si sta affacciando tutta una nuova generazione di campioni che daranno filo da torcere, presto finirà il “vado in finale Slam senza incontrare TDS”. Se pensate che Sinner giocherà e vincerà a campo vuoto fino a 37 anni siete fuori strada (e poi, davvero hanno valore vittorie ottenute in un epoca così debole?)

Per me, Sinner e Alcaraz non staranno a correre dietro ad una pallina a 37 anni, avranno trovato di meglio da fare, questa è la mia opinione.

Che poi sarebbe la normalità vs l’eccezione dei big 3..in più sia Alcaraz che Sinner sembrano avere anche altri interessi e non ce li vedo a sbattersi e a trascinarsi come la trimurti..

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+1: Taxi Driver
Rovescio al tramonto 23-07-2026 14:50

Scritto da Meera

Scritto da Taxi Driver
Shelton come Fritz, Aliassime, Rublev, Medvedev deMinaur, Musetti, Sverev, Djokovic e compagnia cantante, per sperare di poter conquistare un GS o un 1000 debbono augurarsi che il rosso decida di non iscriversi al torneo.
Sennò 0 possibilità, il cannibale gioca un altro sport rispetto a questi

Zverev il suo lo ha vinto.
1) Sinner non è invincibile anche se l’Italia lo crede.
2) Alcaraz che spiana Sinner regolarmente dove lo metti?
3) Per gli altri ormai è tardi forse (ma mai dire mai), ma si sta affacciando tutta una nuova generazione di campioni che daranno filo da torcere, presto finirà il “vado in finale Slam senza incontrare TDS”. Se pensate che Sinner giocherà e vincerà a campo vuoto fino a 37 anni siete fuori strada (e poi, davvero hanno valore vittorie ottenute in un epoca così debole?)

Per me, Sinner e Alcaraz non staranno a correre dietro ad una pallina a 37 anni, avranno trovato di meglio da fare, questa è la mia opinione.

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+1: Taxi Driver
Rovescio al tramonto 23-07-2026 14:47

Ben a me piace come personaggio, a differenza di altri, mi sembra più genuinamente sopra le righe, più che spocchioso.
Ed ha un motore tipo V8 biturbo, non é magari raffinato e gradevole acusticamente come un V12 aspirato top, ma é tanta roba.
Purtroppo, a volte va fuori giri.

12
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Giampi 23-07-2026 14:11

Scritto da zedarioz
@ Pier no guest (#4657658)
Ciao, da te che sei così tecnico non mi aspettavo il commento sulla Giorgi. Nessuno le ha mai chiesto di diventare conservativa (a parte i commentatori da divano), sarebbe stato un suicidio, non è nelle sue corde
Stante il fatto che non si può tirare un vincente ad ogni colpo e lei spesso se lo dimenticava, però dal punto di vista tecnico non ha mai curato le sue lacune (il lancio di palla “lunare” sul servizio, la totale assenza dello slice, il rovescio sempre e solo piatto, il dritto quasi…).
Vagnozzi ha detto a Sinner di tirare piano? Gli ha spiegato e fatto capire che se tira sempre piatto e sempre alla stessa velocità, aiuta gli avversari (il famoso commento di Nole a Cahill “non cambia angoli, non cambia rotazioni, non mi sposta avanti e dietro”). Gli ha dato gli strumenti, attraverso l’allenamento, per saper cambiare velocità e rotazioni, e questo lo ha fatto diventare un giocatore devastante. Ma ci vuole la volontà e la capacità di Sinner di mettersi in gioco per migliorare.
Nessuno dirà mai a Shelton di diventare Ruud, però se non cura certe lacune, diventa difficile. Quando gioca con Sinner viene sistematicamente inchiodato sul rovescio e da lì non esce mai vincitore. Se poi aggiungi che anche sulle seconde di Sinner fa una fatica bestiale in risposta, capisci che se non colma ste lacune (ed è difficilissimo) può solo sperare in una moria di teste di serie per poter vincere slam. Adesso c’è anche Zverev che è diventato equivalente tra dritto e rovescio e lo stesso Fritz è superiore a Shelton sul lato debole. Idem Draper. E in prospettiva anche Jodar e Fonseca….

A parte i limite tecnici la mia impressione è che questi giocatori “soffrano” lo scambio e il palleggio magari perché consapevoli proprio dei limiti tecnici e quindi cercano di abbreviare lo scambio perché capiscono che più si allunga più calano le possibilità di fare il punto. Oppure, ma non in senso oppositivo ma integrativo, perdono progressivamente di concentrazione, di forza mentale a stare lì sul pezzo. La palla scotta e ti vuoi liberare dello scambio. Io ero così da giovane e lo sono ancora, so fare un po’ tutto ma cerco sempre di abbreviare lo scambio, un po’ per natura perché mi piace il gioco creativo fatto di serve & volley, attacchi in controtempo, back di attacco lungolinea massima aggressività in risposta ma anche perché se palleggio, dopo un po’ vado in ansia e non reggo mentalmente lo scambio, anzi con i pallettari che alzano pallonetto strategici mi deprimo e mi avvilisco..quindi gli highlights sono i miei ma perdo le partite con giocatori solidi che non cercano le righe…

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Pier no guest 23-07-2026 13:32

@ zedarioz (#4657686)

La mia “critica” è rivolta proprio a chi da casa osserva e consiglia. Ci sono vari livelli nel tennis per essere conservativi,in giocatori come Shelton,la Giorgi ma un tempo Blake o Gonzalez sarebbe già tanto cogliere il momento di adottare una fase interlocutoria nello scambio. Camila non ne aveva (ne avrà?),Ben ci prova ma il rovescio in back è troppo scavato e si alza. Sono errori o atteggiamenti tattici non consoni ma intendo dire che che se ci provassero non è detto che ne trarrebbero dei vantaggi. Io ho sempre pensato che se la Giorgi avesse avuto un altro tecnico magari vinceva e si esaltava oppure,vincente o no,potevi comunque ritirarsi prima perché magari non si divertiva più. Difatti ,se sciocca non era, perché ostinarsi a picchiare ogni palla anche con margini di rischio altissimi? Perché se lo sentiva,era il suo modo d’essere oltre che di giocare.
Ben è così,lavora perché sa che può fare meglio ed ottenere soddisfazioni,ma come da giocatore di college adora il serve/drive, la palla più forte ed arrotata di tutti, è quella la sua missione.
Quelli che citi partono tutti da una base tecnica più completa,si tratta di affinare qualcosa che c’è mentre Shelton a destra,ma anche nella sensibilità di dritto,manca di tecnica di base.

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zedarioz 23-07-2026 13:01

@ Pier no guest (#4657658)

Ciao, da te che sei così tecnico non mi aspettavo il commento sulla Giorgi. Nessuno le ha mai chiesto di diventare conservativa (a parte i commentatori da divano), sarebbe stato un suicidio, non è nelle sue corde
Stante il fatto che non si può tirare un vincente ad ogni colpo e lei spesso se lo dimenticava, però dal punto di vista tecnico non ha mai curato le sue lacune (il lancio di palla “lunare” sul servizio, la totale assenza dello slice, il rovescio sempre e solo piatto, il dritto quasi…).
Vagnozzi ha detto a Sinner di tirare piano? Gli ha spiegato e fatto capire che se tira sempre piatto e sempre alla stessa velocità, aiuta gli avversari (il famoso commento di Nole a Cahill “non cambia angoli, non cambia rotazioni, non mi sposta avanti e dietro”). Gli ha dato gli strumenti, attraverso l’allenamento, per saper cambiare velocità e rotazioni, e questo lo ha fatto diventare un giocatore devastante. Ma ci vuole la volontà e la capacità di Sinner di mettersi in gioco per migliorare.
Nessuno dirà mai a Shelton di diventare Ruud, però se non cura certe lacune, diventa difficile. Quando gioca con Sinner viene sistematicamente inchiodato sul rovescio e da lì non esce mai vincitore. Se poi aggiungi che anche sulle seconde di Sinner fa una fatica bestiale in risposta, capisci che se non colma ste lacune (ed è difficilissimo) può solo sperare in una moria di teste di serie per poter vincere slam. Adesso c’è anche Zverev che è diventato equivalente tra dritto e rovescio e lo stesso Fritz è superiore a Shelton sul lato debole. Idem Draper. E in prospettiva anche Jodar e Fonseca….

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zedarioz 23-07-2026 12:37

Scritto da Di Passaggio
@ Meera (#4657633)
Regolarmente? Tra tutti gli incontri valevoli per qualcosa, giocati dai due senza ritiri, stanno 10 a 9 per Alcaraz. Questo non è “regolarmente”.

E’ un troll provocatore ma è scarso. Quando vogliono provocare dicono falsità ma lui oltre al “regolarmente” (Sinner ha vinto 3 delle ultime 6 finali giocate contro Carlos), ha scritto “spianato”, quando sappiamo bene che Sinner spesso vince nettamente, mentre Alcaraz ha salvato match point multipli in partite vinte contro Sinner.
Non rispondete ai provocatori…..

8
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+1: Lory99
Alex77 (Guest) 23-07-2026 11:56

Mah, a me pare che uno dei problemi di Shelton siano le soluzioni totalmente errate che fa in molti frangenti di gioco dove sparacchia un po’ a caso sbagliando e forzando sempre il colpo.. da questo lato deve crescere ancora molto anche se non è più proprio più un “pischello” alle prime armi

7
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Pier no guest 23-07-2026 11:44

L’intervista è piacevole soprattutto quando dice che ai ragazzi vanno poste domande e non date subito le risposte.
Noi spesso spieghiamo cosa il giocatore dovrebbe fare,quale atteggiamento avere,come rispondere in campo e fuori e tutto ciò senza sapere una cippa di lui,dei suoi pregressi,delle sue aspirazioni,del suo stato d’animo.Non sappiamo cosa vede.
Oggi stavo conversando con un amico agonista che ha provato le due nuove Wilson: i parametri danno dei dati ma lui ha sensazioni diverse. Dovrei dirgli cos’è meglio? Sulla base di che,dei dati diagnostici?
Dire che Ben dovrebbe diventare più conservativo siamo sicuri sia produttivo? Certo,il lato destro più solido sarebbe meglio, e non ci vuole un esperto per dirlo,ma se poi per curare questo aspetto perdesse in aggressività? E se perdesse l’entusiasmo? Lui gioca in un modo suo, certamente migliorabile,ma esprime sé stesso ed è giusto che continui a farlo. È come per la Giorgia: tutti a dire che doveva diventare conservativa ma siamo certi che avrebbe mantenuto la stessa dedizione? Lo stesso entusiasmo in allenamento? Sono equilibri molto delicati e personali.

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+1: Yannick mon amour, Lory99
Di Passaggio 23-07-2026 11:26

@ Meera (#4657633)

Regolarmente? Tra tutti gli incontri valevoli per qualcosa, giocati dai due senza ritiri, stanno 10 a 9 per Alcaraz. Questo non è “regolarmente”.

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Mauriz70 23-07-2026 11:05

Capita spesso, ci sono esempi celebri tutt’ora in attività, che per andare a colmare lacune tecniche su uno o più colpi considerati “deboli” si ottenga il risultato di regredire in quelli che invece sono i colpi naturali, in questo caso servizio e dritto. Non è il caso di Shelton mi pare. Da diverso tempo si è stabilito nei top 10 e il rovescio in particolare mi pare sia progredito rispetto ai primi anni aumentando e migliorando controllo e variazioni ( il back lo gioca meglio e lo usa più spesso rispetto ai primi anni nel tour ). Opinione mia , per quanto uno possa migliorare in quelle che tecnicamente sono le zone di gioco lacunose, alla fine risulta più redditizio mantenere e ,se possibile, migliorare ulteriormente i colpi naturali che già sono da top player. Nelle giornate di luna buona con servizio e dritto può dare filo da torcere a chiunque, Sinner e Alcaraz compresi. Sull’atteggiamento in campo lo vedo quasi sempre sorridente, positivo e mai rassegnato anche quando il match si mette male,segno che il ragazzo sta maturando rapidamente. È un 2002, forse non sarà mai un numero 1 al mondo,ma le potenzialità per vincere uno Slam le ha tutte.

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+1: Taxi Driver, Rovescio al tramonto
Meera (Guest) 23-07-2026 10:20

Scritto da Taxi Driver
Shelton come Fritz, Aliassime, Rublev, Medvedev deMinaur, Musetti, Sverev, Djokovic e compagnia cantante, per sperare di poter conquistare un GS o un 1000 debbono augurarsi che il rosso decida di non iscriversi al torneo.
Sennò 0 possibilità, il cannibale gioca un altro sport rispetto a questi

Zverev il suo lo ha vinto.
1) Sinner non è invincibile anche se l’Italia lo crede.
2) Alcaraz che spiana Sinner regolarmente dove lo metti?
3) Per gli altri ormai è tardi forse (ma mai dire mai), ma si sta affacciando tutta una nuova generazione di campioni che daranno filo da torcere, presto finirà il “vado in finale Slam senza incontrare TDS”. Se pensate che Sinner giocherà e vincerà a campo vuoto fino a 37 anni siete fuori strada (e poi, davvero hanno valore vittorie ottenute in un epoca così debole?)

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+1: Taxi Driver
Zedarioz (Guest) 23-07-2026 09:47

Parole piene di buon senso. Il problema di Shelton e degli altri seguiti dai genitori bravi (lui, Cobolli, molto meglio di Petros tsitsipas) è che magari hanno lacune tecniche e dovrebbero farsi affiancare d a un coach prettamente tecnico, un Vagnozzi per intenderci. Il problema di Shelton non è la troppa aggressività, ma il rendimento di risposta e rovescio che sono proprio di un livello troppo inferiore al servizio e al dritto che sono devastanti. E anche tatt8camente fa fatica ad evolversi. Sentire un’altra voce gli farebbe bene. Il livello è già alto, ma con questi mega difetti più di così farà fatica ad andare.

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Taxi Driver 23-07-2026 09:27

Shelton come Fritz, Aliassime, Rublev, Medvedev deMinaur, Musetti, Sverev, Djokovic e compagnia cantante, per sperare di poter conquistare un GS o un 1000 debbono augurarsi che il rosso decida di non iscriversi al torneo.
Sennò 0 possibilità, il cannibale gioca un altro sport rispetto a questi

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+1: Squalo_Bianco97