Lo spagnolo è n.42 ATP ATP, Copertina

Jodar pronto alla sfida: “Al torneo di Madrid venivo da bambino, poi ho fatto da sparring. Non mi pongo obiettivi, tutto sta andando molto in fretta”

21/04/2026 12:45 6 commenti
Rafael Jodar
Rafael Jodar

Con Carlos Alcaraz mestamente assente per il noto problema al polso, tutta l’attenzione del pubblico e media spagnoli al Madrid Open sono per Rafael Jodar, 19enne in rampa di lancio con una prima parte di stagione eccellente che l’ha portato in pochi mesi alla 42esima posizione nel ranking, forte di un tennis solido, completo, concreto. Un tennista con pochissima esperienza al massimo livello ma un potenziale enorme, nel pieno di un importante processo di apprendimento che lo sta aiutando a capire le dinamiche e richieste del tour, ma anche se stesso. Con quel suo atteggiamento serio e composto, insolito per un teenager dei nostri tempi, Jodar si è presentato al media day nel torneo di casa con serenità e grande consapevolezza. È felicissimo del percorso fatto finora, sorpreso da quanto rapida sia stata la sua scalata, ma resta coi piedi per terra, pensando più al lavoro quotidiano e miglioramenti che a qualche obiettivo di tornei o ranking. Queste le risposte più interessanti forniti ai cronisti presenti a Madrid.

“Pressione nel giocare di fronte al pubblico di casa? Cerco di gestire la pressione come ho sempre fatto. Sono una persona tranquilla, dentro e fuori dal campo. So che ci saranno momenti in cui le cose non andranno bene come negli ultimi tornei, ed è proprio lì che si vede davvero la forza mentale. Sono situazioni che mi aiuteranno a crescere”.

Si presenta a Madrid in grande condizione: “Fisicamente sto molto bene. Sto giocando molte più partite rispetto a prima, ma arrivo con grande entusiasmo. Ho ancora qualche giorno di allenamento prima dell’esordio a Madrid e l’obiettivo è esprimere il miglior livello possibile quando scenderò in campo. È una soddisfazione enorme poter disputare questo torneo. Da piccolo venivo a vederlo da spettatore e anche due o tre anni fa ero qui come sparring. So che ci saranno tante persone che conosco sugli spalti: voglio fare il meglio possibile e soprattutto godermi l’esperienza”.

Chiedono se spera di giocare sul Centrale, il campo dedicato a Manolo Santana: “Dipende dall’organizzazione. Se giocherò sulla Manolo Santana cercherò di sfruttare al massimo l’occasione, ma lo stesso vale per qualsiasi altro campo. Il mio compito è adattarmi alle condizioni e rendere al meglio in ogni partita”.

“Non mi sono fissato obiettivi specifici. È il mio primo anno nel circuito completo, sono ancora giovane e sto scoprendo tante cose” continua Jodar. “Preferisco concentrarmi torneo dopo torneo, accumulare esperienza e dare il massimo ogni settimana. Sento di aver ancora enormi margini di crescita in tutte le aree del mio tennis. Per competere con i migliori al mondo bisogna essere giocatori completi e sapersi adattare a tutte le superfici. Voglio continuare a migliorare e mantenere continuità nei risultati”.

Nelle ultime settimane tuttavia è evidente una evoluzione: “Sapevo che stavamo lavorando bene, ma tutto è successo molto in fretta. Non posso dire che me lo aspettassi così. Sono molto soddisfatto dell’inizio della stagione sulla terra battuta: ho giocato tante partite e questo mi dà fiducia, anche se sono consapevole che Madrid presenta condizioni molto diverse e servirà adattarsi.  Vedere altri giovani ottenere risultati non mi mette pressione, anzi mi motiva. Non faccio paragoni né mi pongo obiettivi a lungo termine. So che, se il fisico regge, ho ancora tanti anni davanti nel circuito, quindi è fondamentale prendersi cura del proprio corpo e continuare a crescere anche sotto il profilo atletico.  Affronterò il torneo partita dopo partita. Il debutto è molto impegnativo e l’idea è giocare il primo incontro come se fosse una finale, dando tutto”.

Una mentalità di giocatore vero, serio e consapevole. Piedi per terra e obiettivi chiari. Rafael Jodar per alcuni è potenziale campione, per altri un po’ di di meno. Il suo gioco è interessante, anche se forse ha bisogno di ulteriori sviluppi per diventare più completo, inserendo maggiori variazioni e cambi di ritmo alla solidità e costanza di rendimento in scambio. L’impostazione generale è ottima, il fisico sembra sorreggere bene i suoi sforzi, ricordando che non ha nemmeno una stagione intera sulle gambe vissuta da “Pro” al massimo livello. Non resta che attenderlo a Madrid, e poi con grande curiosità sui campi veloci, dove il suo gioco sembra potenzialmente ancor più esplosivo e pericoloso.

Marco Mazzoni


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6 commenti

Silvy__89 (Guest) 21-04-2026 13:43

Mado questo con l’assenza di Alcaraz avrà tutti gli occhi puntati su di lui! Che stress

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Annie3 21-04-2026 13:27

Beh, che dire? Tutto giusto, saggio, costruttivo, realista…se giocherà con lo stesso equilibrio, pacatezza, lungimiranza e la giusta dose di “modesta ambizione” con cui si è raccontato e ha raccontato i suoi progetti, Jodar potrebbe davvero arrivare a risultati soddisfacenti

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Gian (Guest) 21-04-2026 13:24

@ Inox (#4597520)

L’ATP ha deciso di dare solo il 50% dei punti e dei premi in $
Come in F1 quando la gara la distanza percorsa è compresa tra il 25% e il 50% del totale previsto.

Ovviamente poi quando Alcaraz tornerà avrà un bonus del 10% in più sui punti che vincerà per i prossimi 20 tornei e il primo in classifica per tutto questo tempo ogni tanto dovrà andare in prigione senza passare dal via per 3 tornei.

Avevano preso in considerazione di fermare tutto ma non ho idea del perché poi non l’abbiano fatto.

Questo mi rende tristissimo perché preferisco quando chi c’è gioca e chi non c’è non gioca, tanto è una ruota che gira.

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+1: Inox
Ema80 (Guest) 21-04-2026 13:22

Che uomo! Cit

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Inox 21-04-2026 12:57

Scusate, ma valgono lo stesso come vittorie sti tornei senza Alcaraz?

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CannoniereKarlovic 21-04-2026 12:54

Jodar? Minimo 25 slam.

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