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Sinner dopo il debutto a Miami: “Voglio migliorare ancora, anche nelle cose che già funzionano” (Video della partita e conferenza stampa)

21/03/2026 22:17 Nessun commento
Jannik Sinner nella foto
Jannik Sinner nella foto

Jannik Sinner continua a vincere, ma il suo discorso non cambia. Nemmeno dopo un debutto estremamente convincente al Miami Open 2026, chiuso in poco più di un’ora contro Damir Dzumhur. L’azzurro si è presentato in conferenza stampa con il suo solito approccio: niente trionfalismi, niente scorciatoie narrative, solo attenzione al lavoro, al processo e alla ricerca costante della miglior versione possibile di sé.
È una linea che può sembrare ripetitiva, ma è esattamente lì che si riconosce la filosofia del numero 2 del mondo. Anche dopo aver spazzato via i dubbi emersi a inizio stagione, Sinner continua a parlare come se tutto fosse ancora da costruire.

“La transizione è molto importante per me”
Tra i temi centrali della sua conferenza stampa c’è stato il lavoro che sta cercando di portare avanti per rendere il suo tennis ancora più completo. In particolare, Sinner ha insistito sul cosiddetto transition game, cioè la capacità di prendere campo, muoversi in avanti e gestire meglio la fase di passaggio da fondo alla rete.
“Per me questo gioco di transizione è molto importante, è un aspetto che voglio migliorare perché so che mi farà crescere molto come tennista”.
L’azzurro ha spiegato che il match con Dzumhur è andato bene proprio anche perché è riuscito a interpretarlo con aggressività fin dall’inizio: “Oggi, per esempio, le cose sono andate bene, ho cercato di essere aggressivo dall’inizio e sono riuscito a ottenere un paio di break che mi hanno aiutato a vincere l’incontro”.
Ma come sempre, anche dentro una prestazione convincente, Sinner non ha nascosto che ci siano ancora margini di miglioramento: “A volte le cose vanno così, ma ci sono stati anche momenti in cui ho commesso errori gravi”.
Alla fine, però, il bilancio del debutto resta più che positivo: “La cosa più importante qui era applicare gli aggiustamenti necessari rispetto al tempo di Indian Wells, quindi esco dal campo molto contento perché so che i primi turni di qualsiasi torneo non sono mai semplici”.

Come studia gli avversari
Molto interessante anche il passaggio in cui Sinner ha spiegato come prepara i match dal punto di vista tattico. Il lavoro di osservazione e analisi degli avversari, nel suo caso, è parte integrante della costruzione della partita.
“Cerco sempre di guardare qualche clip di alcune partite recenti dell’avversario, provo a capire come sviluppa il suo gioco e in quali aspetti potrebbe funzionare meglio di me”.
Parlando di Dzumhur, l’azzurro ha voluto sottolinearne la qualità tecnica: “Damir è un giocatore molto talentuoso, ha sempre una sensazione molto buona con la palla, quindi ho cercato di muoverlo un po’ per vedere come avrebbe risposto”.
E poi ancora: “Ha molto talento, questo è innegabile, quindi sono contento di come si è sviluppato tutto. Non è mai facile, ho avuto pochissimo tempo per adattarmi a queste condizioni, quindi vedremo ora cosa arriva”.

“Sono pronto a cambiare anche quello che già funziona”
Uno dei passaggi più forti della conferenza riguarda la sua disponibilità a rimettere mano anche ad aspetti del suo tennis che già oggi funzionano molto bene. È forse il segnale più chiaro di quanto Sinner sia ossessionato in senso positivo dal miglioramento.
“Non tutto è facile da cambiare, ma io sono uno molto determinato a tirare fuori la miglior versione di me stesso come giocatore di tennis, quindi sono pronto a cambiare un paio di cose, anche quelle in cui magari le cose stanno già andando bene”.
Per lui, la crescita non può limitarsi all’allenamento: deve essere trasferita anche in partita, altrimenti perde parte del suo valore.
“Credo che se cerchi di migliorare come giocatore, ma non sei capace di farlo anche mentre disputi le partite, allora forse perdi un po’ di tempo… o forse no”.
Poi il chiarimento, molto lucido, su un rischio che lui stesso conosce bene: “Non puoi perdere quel tempo, perché altrimenti finisci per perdere la tua identità”.
Ed è proprio qui che entra in gioco il ruolo del suo team: “Per fortuna ho una squadra dietro di me, una squadra molto onesta, che cerca di mettermi nella posizione di diventare il miglior giocatore possibile”.

Il record eguagliato a Djokovic? “Conta di più migliorare”
Con la vittoria su Dzumhur, Sinner ha raggiunto quota 24 set consecutivi vinti nei Masters 1000, eguagliando il record ATP di Novak Djokovic. Ma anche davanti a un dato così prestigioso, il suo approccio è rimasto fedele a se stesso.
“A volte il punteggio conta. Per me la cosa più importante è cercare di migliorare come giocatore. Cercare di mettermi nella posizione di giocare il maggior numero di partite possibile”.
Poi ha ribadito ancora una volta la sua filosofia competitiva: “Tratto sempre ogni avversario nello stesso modo. Cerco di migliorare in campo, di fare del mio meglio, di avere un grande atteggiamento e di provarci fino in fondo. I primi turni non sono mai facili. Sono molto felice”.
Anche parlando del valore dei punteggi, Sinner ha voluto ridimensionare l’apparenza di alcuni risultati: “Molte volte i punteggi mentono, non riflettono davvero quello che è stato il match”.
Per questo, ancora una volta, preferisce spostare l’attenzione sull’evoluzione del proprio gioco: “Preferisco concentrarmi sull’evoluzione come giocatore e sul mettermi in una situazione che mi permetta di giocare il maggior numero possibile di partite”.

L’elogio a Lilli Tagger
Nel corso della conferenza stampa, Sinner ha parlato anche di Lilli Tagger, giovane giocatrice austriaca, spendendo parole di grande apprezzamento.
“La conosco molto bene, è una giocatrice molto talentuosa, diversa da quello che siamo abituati a vedere nel circuito WTA. Le piace tantissimo giocare a tennis, è la sua passione, e questa è la cosa principale che deve avere un giocatore”.
Poi ha fatto anche un parallelo interessante con il proprio passato e con lo sci: “Conoscendo il suo background da giocatrice di hockey su ghiaccio, per me lo sci mi ha dato molto più mentalmente che in termini di equilibrio in campo, questo è secondario”.
E ha spiegato così la differenza tra le due discipline: “Mentalmente, per me sciare significava il rischio di farmi male, cosa che nel tennis non succede. Nel tennis, la cosa peggiore che ti può accadere è perdere la partita, è molto diverso”.
Infine, una riflessione sul momento che sta vivendo la giovane austriaca: “Ora Lilli è in quel processo di capire quale sia il suo stile di gioco, quale sia quello giusto, ma è ancora molto giovane”.

“Da qui a Roma sarà tutto un guadagno”
Tra i passaggi più rilevanti della conferenza c’è anche quello legato al ranking e alla gestione di questa parte di stagione. Sinner ha chiarito di non essere interessato a guardare troppo al passato o a farsi condizionare dai punti da difendere.
“Non sto vivendo nel passato, sono molto nel presente. La settimana scorsa ho avuto successo, quindi vengo qui con un sorriso e cercando di esprimere un buon tennis”.
Sa bene qual è la sua situazione, ma non vuole viverla come una pressione: “Conosco la mia situazione, so tutto quello che riguarda la difesa dei punti, quindi quello che arriverà sarà positivo, anche se dovessi perdere al primo turno, non importa”.
Il concetto è limpido: “Cerco di andare giorno per giorno, il processo per me è molto importante, il fatto di diventare un buon tennista”.
E anche dopo un titolo, la lista delle cose da migliorare resta aperta: “So quali sono le cose su cui devo lavorare, anche venendo da una vittoria in un torneo so che ci sono aspetti che devo migliorare”.
Da qui, la sua conclusione: “In ogni caso, tutto ciò che arriverà fino a Roma sarà un’aggiunta, sarà qualcosa di positivo, quindi il ranking sarà una conseguenza”.

Un Sinner sempre uguale, ed è proprio questo il punto
Alla fine, la conferenza stampa di Sinner ha confermato esattamente ciò che il campo mostra da tempo: il suo tennis cresce perché la sua mentalità non cambia mai. Vince, ma parla come se dovesse ancora costruire tutto. Ottiene record, ma continua a guardare i dettagli. Domina un match, ma si concentra sugli aggiustamenti.
Può sembrare monotono, forse. Ma è proprio questa apparente monotonia ad averlo portato fin qui. E finché il processo continuerà a produrre questo tipo di risultati, difficilmente Sinner sentirà il bisogno di cambiare narrazione.
Per lui, del resto, conta una cosa sola: diventare ogni giorno un giocatore migliore.



Francesco Paolo Villarico


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