Chi è il GOAT? I giovani delle Next Gen ATP Finals si dividono tra Nadal, Federer e Djokovic
81 commenti
Il dibattito sul GOAT del tennis sembra destinato a non avere mai una fine. Con Roger Federer e Rafael Nadal ormai ritirati e Novak Djokovic avviato verso gli ultimi capitoli della sua carriera, il panorama appare però sempre più definito e offre nuove prospettive di analisi. A dare il loro punto di vista, questa volta, sono stati i protagonisti delle Next Gen ATP Finals, chiamati a esprimersi su chi considerino il più grande di tutti i tempi.
Le opinioni si sono divise in modo piuttosto netto. I due spagnoli Rafael Jódar e Martín Landaluce non hanno avuto dubbi, scegliendo Nadal come miglior tennista della storia, probabilmente anche per un legame emotivo e culturale con il campione maiorchino.
Scelte diverse, invece, per Alexander Blockx e Nicolai Budkov Kjær, che hanno indicato Federer come riferimento assoluto per eleganza, talento e influenza sul gioco moderno.
Il fronte pro-Djokovic è risultato altrettanto solido: Dino Prizmic, Justin Engel e Nishesh Basavareddy hanno scelto il serbo, premiando soprattutto i numeri, la continuità e la longevità ai massimi livelli. Più prudente Learner Tien, che ha preferito non esporsi, evitando di indicare un nome preciso in un confronto così complesso.
Meno divisioni, invece, quando lo sguardo si sposta sul presente e sul futuro del circuito. Tra i giocatori attuali, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner hanno raccolto la grande maggioranza delle preferenze, confermandosi come i punti di riferimento della nuova generazione. Un segnale chiaro: se il passato continua ad alimentare discussioni infinite, il futuro del tennis sembra già avere due volti ben definiti.
Marco Rossi
TAG: Curiosità

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Fritz
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Bencic
Svitolina
Vabbè, se vogliamo paragonare Hewitt e Safin a Rafa e Nole, mi arrendo.
@ Mauriz70 (#4537714)
Come, non hai mai sentito parlare del Surface Slam?
È quello che si vince anche in due anni consecutivi su quattro superfici diverse…
Fu istituito nel 1988, anno in cui l’ Australiano Open abbandonò l’ erba per il duro…
Il termine fu coniato durante la pandemia COVID da una “famosissima” tifosa del tennista Djokovic, la quale, frustrata per il misero fallimento del serbo nel tentativo di aggiudicarsi il tradizionale Grande Slam, nella notte del 12 settembre 2021 non riuscendo a dormire per il grande dolore provato difronte alla debacle dell’ eterno aspirante GOAT, decise di inventarsi il Surface Slam per riuscire a sopravvivere al trauma che la stava annientando nello spirito e nella psiche…
Ovviamente ogni riferimento a fatti o personaggi realmente esistiti è puramente casuale…
@ Detuqueridapresencia (#4537345)
OVVIAMENTE condivido…
Ma sai che mi era sfuggito…
Sarà che sto invecchiando davvero, perché avrei dovuto immaginarlo, si sa che sei un intenditore con la I maiuscola…
Chiedo venia e ti auguro Buone Feste…
@ Raul Ramirez (#4537341)
Sui primi due sono d’ accordo…
Ma a parti invertite…
Ineccepibile
Il GOAT è chi ha vinto più Slam, tiè e porta a ca’.
Guarda che Hewitt e Safin hanno posto fine alla carriera di Sampras e valevano molto, ma molto, ma molto di più di Kyrgios, Berrettini, Anderson, Ruud e compagnia.
Nadal 2011 non era al top della forma, mentre lo era il Djokovic 2013, dominato da Rafa anche sul cemento. Ricordiamo che Nadal conduce 2-1 anche nelle finali del più importante torneo del mondo su hardcourt (Us Open) nonché 11-7 nei confronti diretti Slam, che fanno di lui il più forte tennista mai esistito nel tennis al meglio dei 5 set.
L’atletismo del Nadal giovane e prima dei gravi infortuni (2005-2009), Djokovic, in qualunque versione, se lo sogna
Talmente tanto eccezionale che la Dunlop mise in commercio,con serie limitata,una Max 200G denominata Golden Grand Slam dedicata proprio a Stefy. Splendido fodero,cuoio nero,incordata con corde nere e filamenti dorati. Un gioiello.
A coniare il termine e il significato di Grande Slam fu ,mi pare intorno agli anni 30 ,un giornalista che prese spunto dal gioco del Bridge. In sostanza l’impresa compiuta da Nole non presenta grandi differenze rispetto a quella dell’australiano se non il fatto che all’epoca si parlasse chiaramente di “anno solare”. La stagione tennistica degli Slam già allora iniziava in Australia e terminava negli USA. La differenza è quindi che Nole ha vinto le 4 competizioni a cavallo di 2 stagioni. Quello che resta sono gli almanacchi ufficiali e le fonti di informazione (Wikipedia). E su quelli,non discuto se a torto o a ragione, il nome di Djokovic non compare. Riguardo al discorso ,ma in campo femminile, Steffi Graf vinse nello stesso anno solare ,mi pare 88, i 4 Slam più il titolo olimpico. Questa si fu impresa eccezionale senza se e senza ma
Tu non stai bene.
@ Mauriz70 (#4537491)
Ma finché nessuno raggiunge questo traguardo (perché nessuno ha ancora fatto il Grande Slam su TUTTE le superfici e quindi nella moderna organizzazione non equiparabile alla precedente) ovviamente il più meritevole è quello che ha giocato l’ultima partita utile, non certo chi non ci si è avvicinato, e che comunque ha vinto il Piccolo Slam, che ha la sostanza del Grande comprendendo tutti gli Slam continuativi semplicemente in ordine diverso (aspetto ancora le motivazioni di chi sostiene che ci sono differenze , boh)
Potrà anche essere così ma quando Djokovic vincerà un altro Slam, battendo sia Sinner che Alcaraz, dimostrerà che nessuno più di lui merita di essere considerato il GOAT, sperando che qualcuno non si inventi che Alcaraz era destabilizzato dalla rottura con Ferrero e Sinner era in una giornata storta
A titolo informativo Pete Sampras viene considerato da molti il più forte giocatore su erba mai visto,chiudendo di fatto le aspirazioni prima di Edberg e poi di Becker.Ha dominato a Wimbledon vincendo per 7 volte esibendo il miglior servizio/dritto mai visto perché prima e seconda, soprattutto nei momenti critici,erano implacabili e se gli davi la palla sul dritto nè Courier ne Agassi (che erano fortissimi sul drive) riuscivano a tenerlo.
Se non si ricorda un giocatore così due sono i motivi: se n’è andato senza clamore e la memoria storica,ma non solo nello sport,per noi italiani è piuttosto labile.
@ Taxi Driver (#4537289)
Addirittura Sampras? Ma se Novak ha superato sia Rafa che Roger, figurati un Sampras che davvero, non so se solo per motivi tecnici o anche caratteriali, ha lasciato un’impronta non così significativa nella storia del tennis, tanto che adesso viene citato raramente…almeno Borg ha avuto una vita avventurosa e una carriera breve ma intensa, anche se ha quantificato in proporzione: anche lui, comunque, dietro a Djokovic (vincitore di TUTTI i trofei almeno 3 volte, fatti non parole, quelli che contano nello sport), Nadal, Federer..
@ La bocca della verità (#4537291)
Infatti tutti adesso giocano col rovescio a una mano! Ma che assurdità dici? Federer rivoluzionario? De che? C’è un abisso tra il tennis di Roger, elegante ma rimasto come un bel quadretto/ricordo appeso al muro, e quello davvero innovativo di Novak che ha dimostrando come “andando al sodo”, velocizzando i tempi, valorizzando la difesa anche acrobatica, sacrificando le leziosita’ all’essenzialita’ e alla sostanza, con un tennis magari meno bello ma più efficace, vinceva più dei colleghi big, battendoli nei testa a testa anche su terra per non parlare del cemento ed erba…insomma, il tennis che sta giocando Sinner e compagnia, Federer ormai perdeva nettamente anche con un Hurkacz e con chi comunque attuava il tennis “duro e potente” che è quello utilizzato dalle attuali e, magari anche più fisico e pressante, sara’ utilizzato dalle future generazioni
Difficile confrontare giocatori di epoche differenti. Quelli che ho citato io hanno potuto confrontarsi ad armi pari e come ho detto Djokovic difficilmente prevaleva quando Federer e Nadal erano al top, così come difficilmente prevarrebbe contro Sinner e Alcaraz al massimo della condizione. Quando Medvedev lo stracciò agli US Open ad esempio, secondo me quello non era il miglior Djokovic, in quanto troppo pressato dalla possibilità di entrare nella storia completando il Grande Slam. Il merito di Djokovic è stato quello di essere il più costante e non è poco ma non basta per eleggerlo a GOAT. Qualcuno ha scritto che Djokovic è l’ Ivan Lendl del terzo millennio e io sono d’ accordo. Un grande campione ma troppo “ordinario” rispetto ad altri fuoriclasse assoluti per essere il più degno rappresentante di questo sport
Tutti loro perdono dal miglior Borg, quindi che facciamo?
Borg è il più forte? Come lo dimostriamo?
Io conosco un certo Artur Ashe. Non sto dicendo che Laver non sia stato un campione assoluto. Oggigiorno, ognuno dei nomi che hai fatto stenterebbe a portare a casa uno o due game con i campioni di oggi. Questo nessuno lo contesta. Inoltre, poter giocare 3 Slam su 4 sulla superficie preferita è un indubbio vantaggio. Infine, Nole ha vinto 4 Slam di seguito, anche se non nello stesso anno solare. E lo ha fatto vincendo su tre superfici diverse. Non si chiama GS ma gli somiglia molto. Sono d’accordo che l’impresa di Laver è impressionante.
Il miglior Djokovic perde contro il miglior Federer, il miglior Djokovic perde contro il miglior Nadal, il miglior Djokovic perde contro il miglior Alcaraz, il miglior Djokovic perde contro il miglior Sinner, il miglior Djokovic perde persino contro il miglior Wawrinka. Con simili premesse come si potrebbe mai considerarlo il GOAT? È stato semplicemente il giocatore più costante ma non il più grande. Inoltre ha vinto moltissimi Slam in Australia e nessuno può negare che gli Australian Open siano il Major meno significativo
Io ,come credo anche tu e quasi tutti coloro che scrivono, non l’ho mai visto dal vivo. Però se conosci la storia del tennis avrai sentito parlare di Tony Roche, Ken Rosewall, Arthur Asher,John Newcombe..Rod Laver ha vinto contro questi signori. Ogni epoca ha avuto i suoi campioni e vincere era complicato allora come ai tempi nostri. Resta il fatto che dal 1969 nessuno tra gli uomini, sia mai riuscito a vincere i 4 Slam nell’anno solare. Poi ovviamente possiamo raccontarci le cose come più ci piace ma arrivare vicini ad un traguardo non conta nulla se poi non lo raggiungi
Dimentichi Connors e Nastase. Comunque il carisma non basta a vincere le partite.
Regnato. Dannato correttore.
Quando il tennis era al massimo livello? Roger ha regnato dal 2003 al 2006 praticamente senza avversari, salvo un Agassi al tramonto. Ma che dici?
Puttanata. Roger ha regnano dal 2003 al 2006. Praticamente senza concorrenza perché Rafa e Nole erano Junior. Nole senza avversari? Berdych, Wawrinka, Del Potro, Murray, Ferrer, Raonic, Isner, Anderson, Berrettini, Cilic, Nishikori, oltre allo stesso Rafa, s’intende.
che essere molto più basso.
Si ma all’epoca di Rod Laver il numero dei praticanti era di molto inferiore. Ergo, il livello della concorrenza non poteva che ess
Sampras non ha mai perso con Andrea Stoppini. Agassi si.
I veri campioni sono quelli che trovano il modo di adattarsi e vincere su tutte le superfici. Non solo su quelle preferite. Nadal non ha mai voluto o potuto sviluppare un tennis efficace in condizioni indoor. Può non piacere ma è così. Non è un caso che fra i titoli che gli mancano ci siano ATP FINALS e Bercy. A Federer, per contro, mancano Roma e Montecarlo. E deve ringraziare Soderling se non gli manca anche Parigi. L’unico a cui non manca nulla indovinate chi è.
Il GOAT è una cosa soggettiva, che va oltre i risultati sportivi per me è Federer ma non nettamente, ma si può “ragionevolmente” stabilire chi sia stato il più forte sul campo della sua era, e in quella dei Big 3 nel complesso il nome non può che essere Djokovic, con buona pace di chi come me tifava spudoratamente Roger.
Nello specifico si potrebbero fare tante altre valutazioni, più forte su una superficie, più forte negli scontri diretti e altre cose.
Uno di quelli che io considerei per “Goat” è Agassi per esempio e mai Sampras, perchè prescinde almeno in parte dai risultati a mio parere.
Io sono d’accordo con te quando scrivi che la matematica e i numeri non mentono. Ho sempre sostenuto che Nole sia il più forte giocatore dell’era moderna del tennis, il più vincente,ergo il più forte in assoluto. Ma la matematica deve però valere sempre e per tutti. Un solo uomo ha compiuto l’impresa di vincere i 4 Slam nell’anno solare. Il significato di Grande Slam non l’ho inventato io oggi e neanche tu. La matematica e i numeri dicono che solo Rod Laver nella storia è riuscito a conquistarlo. Aggiungo che 50 anni fa, pur giocando su 2 sole superfici gli atleti non godevano delle tecnologie e dei vantaggi di oggi dove tutto è curato nei minimi dettagli e ogni top player è una squadra e una vera e propria Società per azioni seguita da un team di professionisti che permette loro di giocare in una bolla e pensare esclusivamente al campo.
Si, ma nel tennis non esistono giurie tecniche.
Perdonami va bene tutto, ma Federer non ha cambiato in nessun aspetto il modo di giocare a tennis, l’impatto di Federer sul gioco è praticamente NULLO, forse ti confondi con Agassi.
Ahhhh quando nei numeri Federer era sopra mi ricordo i ragionamenti dei tifosi, tutti ad invocarli e a precisarli… Adesso si ragiona su qualità estetiche e o di presunta legacy, il che la dice lunga…
Mentre per Nadal, insomma, niente di più: è sempre stato secondo nelle gerarchie, certamente il primo sulla terra rossa (che però è una delle superfici su cui si gioca e non l’unica).
Meglio parlare di Laver tanto è vecchio e pochissimi possono dire ancora di averlo visto giocare…
ps: aggiungo molto fastidiosa la patente di cosa deve fare Djokovic per dimostrare ancora qualcosa che periodicamente viene messa in palio: prima superare i 22 slam di Nadal, poi almeno raggiungere i 24 della Court, poi vincere l’oro olimpico, poi i 100 titoli, ogni volta non basta mai, ora c’è chi dice i 103 titoli di Federer o vincere il 25esimo slam ma attenzione battendo sia Alcaraz che Sinner (non uno ma entrambi necessariamente, se dovesse succedere con uno dei due che avesse perso da altri giocatori ahiahiahi).
E’ invece da ammirare che un grande campione che ha vinto letteralmente tutto si stia mettendo in gioco per la parte finale della carriera anche accettando di non essere più dominante come un tempo
@ il capitano (#4537300)
Perfetto, Capitano! Quindi, visto che solo la matematica NON è un’opinione, il Goat internazionalmente riconosciuto è il grande Novak, il resto sono opinioni senza peso e non dimostrate da nulla…quanto a Rafa che vinceva su tutte le superfici, Capitano, ma che stai a dire? Non ha mai vinto Finals, AO (solo i secondi) nel 2022 perché erano stati preclusi a Novak…ma poi, vi ostinate inutilmente e senza credibilità: Novak ha vinto almeno 3 volte tutti i tornei dei Big Titles, ma di che stiamo a discutere…non c’è storia, è un campione unico per tutto e, soprattutto, per le sue celebri vittorie su tutte le superfici, e sai a cosa mi riferisco
@ Tony_NYC (#4537374)
Beh, perché Rafa è troppo “specializzato”!! Non è colpa di nessuno se sul veloce rendeva molto meno, forse anche per sue fragilità fisiche, ma purtroppo per lui anche la solidità del corpo è un requisito fondamentale nel tennis, senza il quale sei condannato ad essere soggetto a infortuni, ed è comunque un limite che gli ha impedito di eccellere…mentre Novak non ha avuto particolari problemi su alcuna superficie, eccellendo su cemento ed erba ma battendo 2 volte Rafa al RG vinto 3 volte e plurime vittorie 1000 su terra…e se non gli fosse stato impedito di giocare AO, dove ha finito per vincere 10 volte, e espulso immeritatamente a New York, i dati oggettivi fanno ragionevolmente pensare che almeno il 25esimo famoso Slam a Melbourne l’avrebbe già conquistato nel fatidico 2022
@ Mauriz70 (#4537381)
Perché stranamente? Se ti riferisci a Laver, l’ha fatto perché i 4 Slam si giocavano 1 su terra e 3 su erba…il Grande Slam attuale comprende 3 superfici, che notoriamente presentano difficoltà diverse, non a caso Rafa ha vinto i 2/3 su terra, Roger, a fatica e in assenza di Rafa, 1 su terra, Novak record di almeno 3 volte tutti gli Slam, oltre al record del numero totale, a confermare della sua versatilità su tutte le superfici…non a caso ha il record delle partite Slam vinte consecutivamente nello stesso anno, gli mancava l’ultima ma l’emozione di compiere un’impresa mai realizzata l’ha condizionato…e aspetto ancora che qualcuno mi spieghi la differenza abissale tra vincere Wimbledon, Usopen, AO e RG di seguito e vincere AO, RG, Wimbledon e Usopen di seguito, io non la vedo proprio ma se qualcuno invece la individua sarei curiosa di conoscerla…e comunque, come ho più volte affermato, i giovani preferiscono Novak, 3 sono per lui, 2 per Roger e Rafa…anche questa leggenda metropolitana tanto sbandierata del Novak meno carismatico si conferma velleitaria ma priva di fondamento
Un solo uomo al mondo da quando esiste il tennis è riuscito nell’impresa di compiere il Grande Slam. Poi ovviamente c’è chi racconta che erano altri tempi, che si giocava solo su due superfici, addirittura che farlo a cavallo di due stagioni è la stessa cosa. Però stranamente un solo uomo ci è riuscito, qualcun altro lo ha solo sfiorato,altri non ci sono mai neppure andati vicino.
Ancora ‘ste graduatorie… marò, non se ne può più, del gioco a chi ce l’ha più grande, ma davvero.
Ricordiamoci che Nadal ha saltato ben 16 tornei dello slam per infortuni, cioè 4 anni di Slam!!! Eppure è arrivato a 22.
Non sono daccordo, rispetto la tua analisi ma per me Djokovic é stato ed é tuttora un ponte tra 2 epoche, l’unico capace di resistere e dare un paio di legnte ai 2 nuovi mostri
E poi ha elevato la risposta ad attacco.
Se parliamo di contributo e impatto sul gioco non possiamo non citare Andre Agassi,forse piú di tutti.
Appena visto tutti i tennisti di tutto il mondo a copiare l’anticipo esasperato e gli schiaffi al volo
blockquote>Scritto da Million Dollar 1 Point Slam
Difficile stabilire all’ unanimità chi sia il GOAT ma è abbastanza facile dedurre che non si tratti di Djokovic che pure dovrebbe essere il più accreditato dalla “fredda dittatura dei numeri”.
Pur riconoscendo i suoi risultati straordinari in termini statistici, è doveroso ridimensionarne l’impatto complessivo nella storia del tennis, distinguendo tra quantità di successi e reale influenza sullo sport. I record, per quanto impressionanti, non esauriscono il significato storico di un campione, che si misura anche nella capacità di trasformare il gioco, di lasciare un’eredità tecnica, culturale e simbolica duratura.
Djokovic si è inserito in un’epoca già definita e dominata da figure iconiche come Roger Federer e Rafael Nadal. Federer ha ridefinito l’estetica e l’eleganza del gioco moderno, mentre Nadal ha portato a livelli mai visti l’intensità fisica e mentale sulla terra battuta. Djokovic, al contrario, ha costruito il proprio successo soprattutto sull’efficienza, sulla solidità difensiva e su una straordinaria capacità di adattamento agli avversari, più che su un’innovazione stilistica o tecnica realmente rivoluzionaria.
Inoltre, il suo dominio statistico è maturato in un contesto caratterizzato da una concorrenza ridotta a causa di avversari in età avanzata o infortunati o ancora troppo giovani. L’allungamento delle carriere, il calendario più omogeneo e l’evoluzione delle superfici hanno favorito la continuità di rendimento, permettendo a Djokovic di accumulare titoli e record in modo sistematico, ma non necessariamente più significativo sul piano storico.
Anche dal punto di vista dell’impatto simbolico e popolare, Djokovic non ha mai raggiunto l’universalità dei suoi principali rivali. Federer e Nadal sono diventati icone globali, capaci di trascendere il tennis e di attrarre nuovi appassionati allo sport. Djokovic, pur amatissimo da una piccola parte del pubblico, è rimasto una figura più divisiva, meno centrale nell’immaginario collettivo e nel racconto epico del tennis moderno.
In conclusione, Novak Djokovic è senza dubbio uno dei più grandi vincitori della storia del tennis, ma il suo contributo va letto più come il perfezionamento di un sistema già esistente che come una forza realmente trasformativa. Ridimensionarne l’impatto non significa negarne la grandezza, bensì collocarla in una prospettiva storica più ampia, in cui i numeri non sono l’unico parametro per definire la vera eredità di un campione
N
Non sono daccordo, rispetto la tua analisi ma per me Djokovic é stato ed é tuttora un ponte tra 2 epoche, l’unico capace di resistere e dare un paio di legnte ai 2 nuovi mostri
E poi ha elevato la risposta ad attacco.
Se parliamo di contributo e impatto sul gioco non possiamo non citare Andre Agassi,forse piú di tutti.
Appena visto tutti i tennisti di tutto il mondo a copiare l’anticipo esasperato e gli schiaffi al volo
blockquote>Scritto da Million Dollar 1 Point Slam
Difficile stabilire all’ unanimità chi sia il GOAT ma è abbastanza facile dedurre che non si tratti di Djokovic che pure dovrebbe essere il più accreditato dalla “fredda dittatura dei numeri”.
Pur riconoscendo i suoi risultati straordinari in termini statistici, è doveroso ridimensionarne l’impatto complessivo nella storia del tennis, distinguendo tra quantità di successi e reale influenza sullo sport. I record, per quanto impressionanti, non esauriscono il significato storico di un campione, che si misura anche nella capacità di trasformare il gioco, di lasciare un’eredità tecnica, culturale e simbolica duratura.
Djokovic si è inserito in un’epoca già definita e dominata da figure iconiche come Roger Federer e Rafael Nadal. Federer ha ridefinito l’estetica e l’eleganza del gioco moderno, mentre Nadal ha portato a livelli mai visti l’intensità fisica e mentale sulla terra battuta. Djokovic, al contrario, ha costruito il proprio successo soprattutto sull’efficienza, sulla solidità difensiva e su una straordinaria capacità di adattamento agli avversari, più che su un’innovazione stilistica o tecnica realmente rivoluzionaria.
Inoltre, il suo dominio statistico è maturato in un contesto caratterizzato da una concorrenza ridotta a causa di avversari in età avanzata o infortunati o ancora troppo giovani. L’allungamento delle carriere, il calendario più omogeneo e l’evoluzione delle superfici hanno favorito la continuità di rendimento, permettendo a Djokovic di accumulare titoli e record in modo sistematico, ma non necessariamente più significativo sul piano storico.
Anche dal punto di vista dell’impatto simbolico e popolare, Djokovic non ha mai raggiunto l’universalità dei suoi principali rivali. Federer e Nadal sono diventati icone globali, capaci di trascendere il tennis e di attrarre nuovi appassionati allo sport. Djokovic, pur amatissimo da una piccola parte del pubblico, è rimasto una figura più divisiva, meno centrale nell’immaginario collettivo e nel racconto epico del tennis moderno.
In conclusione, Novak Djokovic è senza dubbio uno dei più grandi vincitori della storia del tennis, ma il suo contributo va letto più come il perfezionamento di un sistema già esistente che come una forza realmente trasformativa. Ridimensionarne l’impatto non significa negarne la grandezza, bensì collocarla in una prospettiva storica più ampia, in cui i numeri non sono l’unico parametro per definire la vera eredità di un campione
N
Non sono daccordo, rispetto la tua analisi ma per me Djokovic é stato ed é tuttora un ponte tra 2 epoche, l’unico capace di resistere e dare un paio di legnte ai 2 nuovi mostri
E poi ha elevato la risposta ad attacco.
Se parliamo di contributo e impatto sul gioco non possiamo non citare Andre Agassi,forse piú di tutti.
Appena visto tutti i tennisti di tutto il mondo a copiare l’anticipo esasperato e gli schiaffi al volo
blockquote>Scritto da Million Dollar 1 Point Slam
Difficile stabilire all’ unanimità chi sia il GOAT ma è abbastanza facile dedurre che non si tratti di Djokovic che pure dovrebbe essere il più accreditato dalla “fredda dittatura dei numeri”.
Pur riconoscendo i suoi risultati straordinari in termini statistici, è doveroso ridimensionarne l’impatto complessivo nella storia del tennis, distinguendo tra quantità di successi e reale influenza sullo sport. I record, per quanto impressionanti, non esauriscono il significato storico di un campione, che si misura anche nella capacità di trasformare il gioco, di lasciare un’eredità tecnica, culturale e simbolica duratura.
Djokovic si è inserito in un’epoca già definita e dominata da figure iconiche come Roger Federer e Rafael Nadal. Federer ha ridefinito l’estetica e l’eleganza del gioco moderno, mentre Nadal ha portato a livelli mai visti l’intensità fisica e mentale sulla terra battuta. Djokovic, al contrario, ha costruito il proprio successo soprattutto sull’efficienza, sulla solidità difensiva e su una straordinaria capacità di adattamento agli avversari, più che su un’innovazione stilistica o tecnica realmente rivoluzionaria.
Inoltre, il suo dominio statistico è maturato in un contesto caratterizzato da una concorrenza ridotta a causa di avversari in età avanzata o infortunati o ancora troppo giovani. L’allungamento delle carriere, il calendario più omogeneo e l’evoluzione delle superfici hanno favorito la continuità di rendimento, permettendo a Djokovic di accumulare titoli e record in modo sistematico, ma non necessariamente più significativo sul piano storico.
Anche dal punto di vista dell’impatto simbolico e popolare, Djokovic non ha mai raggiunto l’universalità dei suoi principali rivali. Federer e Nadal sono diventati icone globali, capaci di trascendere il tennis e di attrarre nuovi appassionati allo sport. Djokovic, pur amatissimo da una piccola parte del pubblico, è rimasto una figura più divisiva, meno centrale nell’immaginario collettivo e nel racconto epico del tennis moderno.
In conclusione, Novak Djokovic è senza dubbio uno dei più grandi vincitori della storia del tennis, ma il suo contributo va letto più come il perfezionamento di un sistema già esistente che come una forza realmente trasformativa. Ridimensionarne l’impatto non significa negarne la grandezza, bensì collocarla in una prospettiva storica più ampia, in cui i numeri non sono l’unico parametro per definire la vera eredità di un campione
N
Qualità del gioco espresso : 10 a 0 per Roger…
È indubbiamente innegabile che se si dovesse decidere oggi chi sia il GOAT, il nome di Djokovic farebbe molta fatica a spodestare quelli di Federer e Nadal nella mente della maggior parte dei tifosi e degli addetti ai lavori. Djokovic però dimostrerà a tutti di essere il vero numero 1 vincendo almeno un altro Slam e battendo sia Jannik Sinner che Carlos Alcaraz. A quel punto sono curioso di vedere cosa si inventeranno i professoroni come Hendrix per negare che Djokovic meriti di essere definito il GOAT
Classifica migliori chitarristi della storia:
1)Eric Clapton
2)Jimmy Page
3)Eddie Van Halen
4)Keith Richards
5)Carlos Santana
6)Chuck Berry
7)Fausto Leali
8)Fausto Papetti
9)Drupi
10)Alex Britti
11)Franco dei Califfi
12)Franco Gatti dei Ricchi e Poveri
13)Jimi Hendrix
Djokovic potrebbe pure tramutare l’acqua in vino ma tanto voi direste sempre le stesse cose. Djokovic ha bastonato Nadal e Federer di continuo, pure nel 2011 quando Nadal era al top della forma e Federer aveva 30 anni mica 50.
Capitano mi starai mica diventando doroteo? 😆
Per me Rod Laver è stato il più grande
Comunque il gioco è facile facile…se si guarda ai numeri senza aver mai visto un incontro di Tennis il nome Djokovic è da preferire. Se invece un potenziale elettore ha frequentato i campi da Tennis…lo Svizzero di Basile è un Uomo solo al comando con parecchio distacco dal secondo (Laver) e dai terzi (Rafa e Nole a pari merito) e dal quarto (Pete a cui non perdono la mancanza di voglia di voler provare a vincere sul Rosso parigino). Seguono Borg, Connors, Lendl, Emerson e McEnroe, Becker ed Edberg a pari merito
E comunque NADAL , con le sue caratteristiche, non era certo un top a livello indoor, se paragonato a FEDERER e DJOKOVIC.
E X lo stesso motivo nemmeno FEDERER era un top su terra se usiamo come termine di paragone NADAL. Infatti l’ unico RG lo ha vinto quando NADAL era stato eliminato prematuramente da Soderling.
Un Rod Laver tra il Re e Pete l’avrebbe resa quasi perfetta. Complimenti.
Un Rod Laver tra il Re e Pete l’avrebbe resa quasi perfetta. Complimenti.
X bischerate?
Infatti anche quest’anno gli appassionati hanno deciso che il più amato è Jannik perché viviamo in una realtà parallela.
Comunque le regole si possono cambiare.
US OPEN e l’ AO si giocavano su superfici diverse rispetto ad ora e sono passate su cemento.
Mi sembrerebbe che ci sia un certo disequilibrio fra tornei importanti che si giocano su cemento rispetto a terra ed erba.
Il Goat è chi ha fatto il GS, nessuno lo ha fatto e nessuno di loro può esserlo.
Quindi diventa un parametro soggettivo.
Il Noto penso di essere io.
Gli SLAM, così come la stagione sono suddivise su 3 superfici.
Quindi una finale che mette insieme i migliori 8 dell’ anno non vedo perché debba essere giocata solo su una tipologia di superficie.
NADAL un 1000 indoor lo ha vinto.
Non ha mai vinto alle finali X il motivo che ho sempre detto. Un conto e’ giocare sulla superficie in cui rendi peggio contro un numero 30; un altro e’ giocare contro FEDERER DJOKOVIC ed altri che prediligono giocare indoor.
Suggerirei al Noto … di alternare anche gli slam, un anno per superficie…ma come si fa a scrivere una simile idiozia, le Final si giocano indoor perchè da sempre è così, il RG su terra, W su erba e gli altri due da decenni sul cemento: se uno non riesce a vincere un torneo indoor in tutta la sua carriera è perchè, evidentemente, era troppo scarso per quel tipo di superficie…
Difficile stabilire all’ unanimità chi sia il GOAT ma è abbastanza facile dedurre che non si tratti di Djokovic che pure dovrebbe essere il più accreditato dalla “fredda dittatura dei numeri”.
Pur riconoscendo i suoi risultati straordinari in termini statistici, è doveroso ridimensionarne l’impatto complessivo nella storia del tennis, distinguendo tra quantità di successi e reale influenza sullo sport. I record, per quanto impressionanti, non esauriscono il significato storico di un campione, che si misura anche nella capacità di trasformare il gioco, di lasciare un’eredità tecnica, culturale e simbolica duratura.
Djokovic si è inserito in un’epoca già definita e dominata da figure iconiche come Roger Federer e Rafael Nadal. Federer ha ridefinito l’estetica e l’eleganza del gioco moderno, mentre Nadal ha portato a livelli mai visti l’intensità fisica e mentale sulla terra battuta. Djokovic, al contrario, ha costruito il proprio successo soprattutto sull’efficienza, sulla solidità difensiva e su una straordinaria capacità di adattamento agli avversari, più che su un’innovazione stilistica o tecnica realmente rivoluzionaria.
Inoltre, il suo dominio statistico è maturato in un contesto caratterizzato da una concorrenza ridotta a causa di avversari in età avanzata o infortunati o ancora troppo giovani. L’allungamento delle carriere, il calendario più omogeneo e l’evoluzione delle superfici hanno favorito la continuità di rendimento, permettendo a Djokovic di accumulare titoli e record in modo sistematico, ma non necessariamente più significativo sul piano storico.
Anche dal punto di vista dell’impatto simbolico e popolare, Djokovic non ha mai raggiunto l’universalità dei suoi principali rivali. Federer e Nadal sono diventati icone globali, capaci di trascendere il tennis e di attrarre nuovi appassionati allo sport. Djokovic, pur amatissimo da una piccola parte del pubblico, è rimasto una figura più divisiva, meno centrale nell’immaginario collettivo e nel racconto epico del tennis moderno.
In conclusione, Novak Djokovic è senza dubbio uno dei più grandi vincitori della storia del tennis, ma il suo contributo va letto più come il perfezionamento di un sistema già esistente che come una forza realmente trasformativa. Ridimensionarne l’impatto non significa negarne la grandezza, bensì collocarla in una prospettiva storica più ampia, in cui i numeri non sono l’unico parametro per definire la vera eredità di un campione
D’ accordissimo, capitano
Per il futuro vedrei naturalmente
il nostro super fuoriclasse
JANNIK SINNER
Come accendere il pranzo di Natale senza parlare di politica e di vaccini: ma Crujiff e Di Stefano erano davvero dietro Pelé e Maradona? Gli slam in più di Nole sono sufficienti per metterlo al primo posto? E soprattutto: Bearzot che non portò Beccalossi e Pruzzo ai mondiali,non avesse passato il girone di Vigo,sarebbe stato definito “El vecio mona”?
Occhio che il torrone duro può essere un’arma micidiale.
Federer ed Alcaraz hanno quel quid in piú, quello che sempre e da sempre porta almeno il 70%del pubblico a tifare per te.
Si chiama estro. Classe. O, semplicemente X factor.
Per la precisione sulle 5 volte che il mondiale si e’ svolto in Sudamerica, 4 volte su 5 hanno vinto squadre di quel continente;
Nelle 11 volte in cui il mondiale si e’ svolto in n Europa, 10 volte hanno vinto squadre europee.
Nelle 3 volte in cui si e’ disputato fra Messico (2 volte) e Stati Uniti( 1 volta) quindi continente comunque americano, hanno sempre vinto le squadre sudamericane.
Facendo un esempio sul calcio, se giocassero sempre i mondiali in territorio sudamericano, e mai in Europa o altri continenti, vedremo che nell’ albo d’ oro ci sarebbero quasi solo nazioni sudamericane, con qualche intromissione europea. E se si disputassero solamente i mondiali in Europa, vedremo un albo d’ oro quasi esclusivamente europeo con qualche eccezione sudamericana.
Il 6 a 0 nelle ATP Finals certamente depone a favore di FEDERER, ma come tu saprai si gioca sempre indoor e su superfici rapide.
Se solo questo torneo si fosse disputato a superfici alternate, in base agli SLAM, quindi 2 anni su cemento ed uno su terra, (su erba sarebbe dura organizzare) direi che il 6 a 0 non sarebbe stato tale.
ma proprio no! anzi, federer ha rappresentato nel tennis l’ultimo estremo tentativo di un tennista dai gesti bianchi di imporsi nel tennis moderno, che ha come riferimenti non certo lo svizzero ma, piuttosto, tennisti come agassi. è agassi ad aver rivoluzionato il tennis moderno, non federer. federer ha cercato di far convivere la modernità con il passato, e c’è riuscito. ma ce l’ha fatta solo perché era federer. dimitrov per esempio in questo ha fallito. e l’erede naturale di agassi è proprio djokovic, che ha migliorato il tennis dell’americano aggiungendovi l’atleticità estrema, maturata imitando, almeno in parte, nadal e anzi superandolo in questo aspetto. nadal è forse quello che più di tutti ha rivoluzionato il gioco del tennis, ma l’ha fatto in maniera tale che riuscire a imitarlo è un’impresa decisamente ostica, se non impossibile. come a dire, è possibile pensare a versioni moderne di djoko e federer, basti pensare ad alcaraz e a dimitrov, ma versioni tali di nadal sono pressoché impossibile da immaginare.
Io tiferó con tutte le mie forze il primo giovane che, in risposta alla domanda “chi é il GOAT? “, alzerà gli occhi al cielo, ripeterà tre volte la domanda storpiandola con voce nasale e in falsetto crescente, inoltre mimerà il gesto della masturbazione maschile mentre si alza ed abbandona l’intervista
Cantami o diva degli anni 2003-2006 in cui Federer ha vinto quasi la metà dei suoi slam e in cui non c’erano Nadal e Djokovic ma Philippousis e Nalbandian.
La redazione di LT ha capito perfettamente che ,per animare il dibattito e il massimo seguito ai propri articoli, è sufficiente scrivere di djokovic o,peggio ancora, della storia del goat….io me ne sto alla larga e lascio spazio ai vari rosiconi fedalini pieni di rabbia e fegato gonfio….ah ah ah che ridere…tornerò a scrivere quando inizieranno i primi tornei 2026….buone feste a tutti e buon 2026
Ancora con sta’ storia…?!
Per la matematica il Goat è il grande Nole, per il tennis è Re Roger, per le più prestigiose vittorie su tutte le superfici è Rafa Nadal. 😉
Che si ricomincia ???
Ecco una classifica (inevitabilmente soggettiva) dei tennisti più carismatici della storia, considerando personalità, presenza scenica, rapporto col pubblico e impatto culturale, non solo i risultati:
1. Roger Federer
Eleganza impareggiabile, talento puro, rispetto universale. Amato anche dagli avversari: un’icona globale che va al di là del tennis
2. John McEnroe
Genio e sregolatezza.Talento naturale e polemiche indimenticabili. Ogni sua partita era uno spettacolo imprevedibile
3. Rafael Nadal
Carisma eccezionale. Intensità unica, rituali iconici, spirito da gladiatore e combattività: ha conquistato il pubblico con i valori più che con le parole
4. Björn Borg
Il “tennista glaciale”. Misterioso, imperturbabile. Negli anni ’70 era una rockstar più che un atleta
5. Andre Agassi
Il Kid di Las Vegas. Carattere ribelle, look rivoluzionario, storia personale incredibile. Ha portato il tennis nella cultura pop degli anni ’90. L’Andy Warhol della racchetta
6. Novak Djokovic
Comportamento divisivo ma potentissimo. Teatralità, ironia, resilienza estrema e capacità di trasformare i fischi del pubblico in energia
@ La bocca della verità (#4537291)
E meno male che lo capisci tu cosa è il tennis.
La bocca della verità ha scritto la dura verità.
Ed Annie e soci…..muti.
Invito a leggere “Federer come esperienza religiosa” del compianto DF Wallace e “Il genio, il pirata, il ribelle” di Carlo Magnani…
Al momento Federer e Nadal sono senz’ altro più meritevoli del titolo di GOAT rispetto a Djokovic per i motivi che tutti conosciamo. Va detto però che se Nole dovesse vincere un altro Slam battendo sia Sinner che Alcaraz, quello Slam da solo, varrebbe sicuramente più dei tanti, troppi titoli conquistati mentre Roger e Rafa erano seduti sul divano. Più dell’ 80% tra intenditori e appassionati di tennis non lo reputa il GOAT ma con un’ altra impresa leggendaria al suo attivo l’ ago della bilancia prenderebbe a favore di Djokovic
Chiamare Djokovic GOAT solo perché ha vinto un numero esiguo di Slam in più, significa non aver capito bene cos’è il tennis. Federer e Nadal hanno fatto la storia quando il tennis era al massimo livello, non quando i rivali erano a fine carriera o peggio ancora infortunati. Federer ha cambiato il modo di giocare e di interpretare questo sport: senza di lui, il tennis moderno semplicemente non esisterebbe così com’è. Nadal ha costruito un dominio talmente totale al Roland Garros da sembrare fuori dalle leggi dello sport, battendo chiunque nel suo prime.
Djokovic è stato un incredibile raccoglitore di record, ma non un rivoluzionario. Ha vinto tanto quando Federer e Nadal erano logorati dagli anni e dagli infortuni, e non è mai diventato un’icona globale: rispettato, sì; amato e simbolico, no.
Il GOAT non è un Excel con le statistiche. È chi ha cambiato lo sport. Federer e Nadal lo hanno fatto. Djokovic no
Ma ancora c’è dubbio su chi sia l’unico e vero GOAT? L’unico dubbio è su chi sia il vice GOAT fra Rafa e Roger.
SLAM: 22-20 per Rafa
MASTER 1000: 36-28 per Rafa
Settimane al numero 1: 310-209 per Roger
ATP Finals: 6-0 Roger
Scontri Diretti: 24-16 per Rafa
Anni terminati al numero 1: 5-5
Direi che per pochissimo Rafa la spunta.
Federer
Sampras
Nadal
Djokovic
Borg
Beh direi che LANDALUCE e JODAR abbiano individuato il vero GOAT, che in proporzione ha ottenuto più titoli considerando il fatto che solo un terzo di circuito si disputa sulla superficie a lui maggiormente adatta, rispetto ai 2/3 della stagione che si disputano su superfici maggiormente favorevoli a DJOKOVIC e FEDERER.