Bellucci: “Ho scelto di essere aggressivo. Non volevo giocare per non perdere”
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Una vittoria cercata, voluta e costruita con coraggio. Mattia Bellucci, numero 80 del mondo, firma una delle migliori prestazioni della sua carriera superando in tre set l’argentino Tomas Martin Etcheverry, numero 26 del ranking ATP. Una partita di altissimo livello per il mancino di Busto Arsizio, capace di mettere a segno 45 vincenti e di imporre il proprio tennis aggressivo contro uno degli specialisti della terra battuta.
In conferenza stampa Bellucci appare soddisfatto soprattutto dell’atteggiamento mostrato in campo, della scelta di continuare ad attaccare anche nei momenti difficili del match.
“All’inizio della partita il dritto non entrava praticamente mai, però sono rimasto lì. Qualche tempo fa probabilmente non l’avrei fatto così. Però l’ho fatto perché ho sposato una politica: quella di essere aggressivo, di andare a colpire la palla. Quando fai una cosa di questo tipo sei consapevole che si possano commettere degli errori. Sapevo di aver fatto errori di colpo, che sono errori che accetto molto più facilmente rispetto agli errori di scelta o alle palle in cui si rallenta e ci si tira indietro. Quello che ho cercato di non fare mai è stato proprio tirarmi indietro. Ci sono stati momenti in cui la partita scottava parecchio ed è stato complicato farlo, però so di aver fatto questo sforzo con tutte le mie forze per essere coerente e concentrarmi su qualcosa che non fosse il risultato”.
Alla domanda sulla preparazione tattica del match contro Etcheverry, Bellucci spiega come l’obiettivo fosse soprattutto evitare di subire il gioco dell’argentino.
“In realtà non l’abbiamo preparata in maniera molto diversa da tante altre. Mi sono state date delle indicazioni e io ho cercato di andarla a vincere. Ho cercato di evitare di pensare a non perderla, perché so che quando lui ha la possibilità di comandare, specialmente su questa superficie, è estremamente pericoloso. Lasciarlo comandare voleva dire anche allungare tantissimo gli scambi ed entrare nel suo terreno. Io invece ho cercato di esprimermi al meglio e so che queste sono caratteristiche che mi rappresentano. Sono contento di aver vinto in questo modo”.
Tra i dati più impressionanti della partita ci sono le discese a rete, la percentuale di prime di servizio e i tanti vincenti messi a segno. Ma Bellucci individua con chiarezza gli aspetti che lo soddisfano maggiormente.
“La cosa per cui sono più contento è il diritto, perché è un po’ più una sorpresa anche per me. Sul servizio stiamo facendo sempre piccole modifiche per essere più performanti, però è un colpo che conosco abbastanza bene. Direi il dritto e le discese a rete, perché tante volte non ho sfruttato abbastanza questa mia caratteristica. Forse in passato sono stato anche un po’ troppo passivo e quindi andare a prendersi i punti a rete diventava impossibile. Il dritto e il modo in cui ho giocato al volo sono le cose che mi rendono più felice”.
Determinante anche il sostegno del pubblico romano, che ha accompagnato Bellucci per tutta la durata del match.
“Il pubblico ha avuto un ruolo determinante. Forse proprio per questa scelta di andare a prendermi tanti punti e di essere aggressivo si è creato tanto coinvolgimento. Io ho coinvolto loro e loro hanno coinvolto me. Sono contentissimo di poter giocare un’altra partita davanti a questo pubblico”.
Sul servizio, Bellucci conferma di considerarlo uno dei punti di forza del suo tennis, nonostante un fisico meno imponente rispetto a tanti altri giocatori del circuito.
“Non penso che gli avversari mi sottovalutino al servizio. Oggi nel tennis le caratteristiche dei giocatori si conoscono bene o male tutte. Poi ci sono giorni in cui servi meglio e altri in cui magari un colpo funziona meno. Però credo che il servizio sia un mio punto di forza importante nonostante l’altezza. Non si gioca più senza conoscere l’avversario, quindi penso sappiano bene cosa faccio meglio e cosa faccio peggio”.
Interessante anche la riflessione finale sul proprio percorso di crescita e sulla possibilità di compiere il definitivo salto di qualità verso la top-50 o addirittura la top-30.
“Uno o due anni fa ti avrei risposto di sì senza particolari dubbi, però oggi so di dover tenere alta l’attenzione. Tante volte queste buone prestazioni sono state motivo di appagamento e non voglio che succeda ancora. La settimana scorsa a Cagliari avevo giocato un’ottima partita contro Sonego e poi, dopo essere stato avanti di due break nel match successivo, il puzzle si è un po’ smontato. Quindi non voglio cantare vittoria troppo presto. Sono però contento del livello espresso. So che è un mattoncino in più e credo che questa settimana sia importante perché c’è stato uno switch. Sono stato particolarmente aggressivo sia in partita sia negli allenamenti, cercando di farlo con più continuità e consapevolezza. Questa è una parola chiave importante in questo momento della mia carriera, anche se ce ne sono state tante altre che mi hanno aiutato a crescere. Mi auguro che anche questa abbia lo stesso ruolo. Però non voglio illudermi pensando di aver trovato la chiave definitiva. So che manca ancora tanto”.
Dal nostro inviato a Roma, Enrico Milani
TAG: Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026, Mattia Bellucci

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Bravo Mattia, ottima partita. Quando è in giornata sono convinto che se la può giocare con tantissimi, quasi tutti