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Da Indian Wells: La conferenza stampa di Novak Djokovic “elogia Kovacevic e riflette sul “tennis IQ”: “Conta trovare sempre una soluzione” (Video)

10/03/2026 00:26 Nessun commento
Novak Djokovic classe 1987, n.3 del mondo - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987, n.3 del mondo - Foto Getty Images

Novak Djokovic ha superato Aleksandar Kovacevic al termine di una battaglia chiusa 6-4 1-6 6-4, ma nella conferenza stampa successiva al match il serbo ha parlato non soltanto della difficoltà della sfida, bensì anche di temi più ampi, come l’evoluzione del tennis femminile e il significato di quel concetto spesso citato nel circuito: il “tennis IQ”.

Djokovic su Kovacevic: “Ha servito in modo incredibile”
Il primo pensiero del serbo è andato proprio al livello mostrato dal suo avversario, capace di metterlo in seria difficoltà fino agli ultimi punti del match. Djokovic ha speso parole molto importanti per Kovacevic, sottolineando anche il legame personale e culturale che li unisce.
“Non siamo in tanti. È bello vedere Aleks, che mi piace davvero come persona e con cui vado molto d’accordo, e che ha origini serbe, come tutta la sua famiglia.”
Djokovic ha raccontato di conoscere bene il suo tennis, anche grazie agli allenamenti condivisi nel circuito, ma di essere rimasto particolarmente colpito dalla qualità mostrata al servizio:
“Ho visto alcuni highlights delle sue partite in questo torneo e mi era sembrato che sentisse molto bene la palla. Colpiva davvero benissimo. Oggi, sinceramente, non ricordo di aver affrontato qualcuno che non fosse così alto, cioè di buona statura ma non altissimo, capace di servire così bene e di trovare quelle zone nel box. È stato davvero incredibile.”
Il serbo ha ammesso di non aver avuto il miglior feeling possibile in risposta, ma ha anche insistito sui meriti dell’americano: “Forse oggi non sentivo benissimo il ritmo in risposta, ma lui mi ha reso la vita davvero difficile. Mi ha fatto ace ovunque, ha ottenuto tantissimi punti gratuiti. Non riuscivo praticamente a leggere il servizio. È proprio quello che gli ho detto a rete: oggi ha avuto una prestazione straordinaria al servizio.”
Secondo Djokovic, Kovacevic sta chiaramente andando nella direzione giusta: “Mi è sempre piaciuto il suo modo di giocare. Il rovescio a una mano è così raro oggi. È molto talentuoso, colpisce benissimo la palla. Credo che negli ultimi anni gli sia mancata un po’ di continuità, commetteva troppi errori non forzati. Penso che abbia ridotto molto questo aspetto e, da quello che vedo, qualsiasi cosa stiano facendo con il suo team sta funzionando.”
Infine, Djokovic ha sottolineato quanto la partita sia rimasta in equilibrio fino all’ultimo: “Aveva ottenuto grandi vittorie in questa settimana e oggi, sinceramente, la partita poteva andare da entrambe le parti fino agli ultimi punti. In quell’ultimo game del terzo set ha mancato qualche prima, mi ha lasciato qualche occasione sulla seconda e io ne ho approfittato. Più o meno è andata così. Fino alla fine era davvero imprevedibile capire chi avrebbe vinto.”

Il giudizio sul tennis femminile: “È lo sport femminile globale di maggior successo”
Nel corso della conferenza, Djokovic è stato interrogato anche sul tema dell’uguaglianza tra tennis maschile e femminile, soprattutto in termini di calendario e prize money. Il serbo ha scelto una risposta netta, sottolineando il ruolo centrale avuto dal tennis femminile nello sport mondiale.
“Non è una questione di quello che penso io, è un dato di fatto. Il tennis femminile è di gran lunga lo sport femminile globale di maggior successo e anche uno dei più pagati, quindi è bello vedere tutto questo.”
Djokovic ha poi aggiunto:“Ne sono felice e orgoglioso. Penso che sia in una buona posizione.”

“Tennis IQ? È trovare una via, una soluzione”
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza è arrivato quando Djokovic ha parlato del cosiddetto tennis IQ, concetto spesso utilizzato per descrivere la capacità di leggere e interpretare il gioco ad alto livello.
Il serbo ne ha dato una definizione molto personale, ma estremamente chiara:
“Per dirla in modo semplice, è trovare una via. Trovare un modo per uscirne, trovare una soluzione. Credo che il tennis IQ possa essere descritto in tanti modi.”
Per Djokovic, uno degli elementi centrali è la capacità di adattamento: “Io do molto valore all’adattabilità. Essere in grado di avere un gioco completo… e il tennis IQ che si vede in partita, secondo me, dipende molto anche da quello che fai prima di arrivare al match ufficiale.”
Il 24 volte campione Slam ha spiegato che, nella sua visione, il tennis IQ non riguarda soltanto l’intelligenza tattica durante lo scambio, ma nasce da un approccio complessivo alla professione:
“Conta quanto seriamente affronti la tua vita quotidiana, se tutto ruota attorno al tennis, se alimenti una mentalità orientata al miglioramento continuo, senza limitarti a fare affidamento solo sui tuoi punti di forza sperando che i tuoi limiti non vengano esposti.”
Djokovic ha allargato ancora di più il discorso, parlando di un lavoro complesso e multidisciplinare:
“Credo che sia un approccio diligente, olistico e multidisciplinare a definire alla fine il tennis IQ. Quando hai tanti colpi nel tuo arsenale, in campo ti senti più a tuo agio nel trovare soluzioni.”
E proprio la capacità di trovare alternative nei momenti di difficoltà, secondo il serbo, è uno degli aspetti che separano i grandi giocatori dagli altri: “Quando incontri un muro mentale, quando non sei soddisfatto dell’esecuzione del tuo piano A o del tuo piano B, allora devi avere un piano C, D, E, F, qualsiasi cosa. Devi adattarti a ogni giocatore, a ogni superficie, a ogni condizione.”
Infine, Djokovic ha ricordato che, al massimo livello, tutto questo richiede anni di lavoro e sviluppo: “È molto più facile dirlo che farlo, e ci vogliono anni di sviluppo. Alcuni giocatori sono naturalmente più dotati di altri e quando li vedi in campo magari hanno un tennis IQ più alto, che li tira fuori dai guai. Ma quello di cui parlo io è la continuità, la capacità di costruire una carriera lunga e di successo.”

Un Djokovic ancora lucido dentro e fuori dal campo
Anche dopo una partita durissima, Djokovic ha mostrato la sua consueta lucidità nell’analizzare il match e nel riflettere su temi più ampi del gioco. Da una parte l’elogio sincero a Kovacevic, capace di trascinarlo in una battaglia vera. Dall’altra una visione molto chiara di ciò che serve per restare al vertice: adattamento, disciplina, completezza e capacità di trovare sempre una via d’uscita.
Ed è forse proprio questo, più di tutto, che continua a distinguere Djokovic anche a 38 anni: non solo il livello tecnico, ma la profondità con cui continua a leggere il tennis.



Francesco Paolo Villarico


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