Stefano Cobolli: “A Dallas Flavio si è allenato con qualità e ha iniziato a ritrovarsi. Campione? Per diventarlo serve più continuità di risultati”
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Stefano Cobolli è felice per il grande successo di Flavio all’ATP 500 di Acapulco e per gli ultimi 12 mesi segnati da ottimi risultati, ma il padre-coach resta coi piedi per terra affermando che prima di chiamare il figlio “campione” sia necessario arrivare a una superiore continuità di risultati, con meno sconfitte e vittorie ancor più significative. Papà Cobolli sottolinea la naturale qualità di agonista del figlio, bravissimo fin da piccolo nel chiudere le partite e giocare bene i momenti importanti, senza mai attendere l’errore dell’avversario, e come già nel torneo di Dallas sia scattata la molla che ha permesso a Flavio di ripartire dopo un inizio di 2026 non positivo. Il padre e coach dell’attuale n.15 ATP ha parlato al programma Tennis Talk su SuperTennis mentre era in attesa con Flavio di volare dal Messico ad Indian Wells. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate da coach Stefano nel corso del collegamento.
“Dopo i primi risultati negativi di Flavio, ho riflettuto e ho trovato una motivazione valida. Ne ho parlato con lui e l’ho tranquillizzato. Poi ha trovato una bella reazione. A Dallas io non c’ero, ma mi è stato riferito da Alberto Cammarata che aveva iniziato a fare degli allenamenti di grande qualità, anche oltre il tempo preventivato sul programma di allenamento, il tutto per ritrovare buone sensazioni. Quando Flavio arriva a questo, i risultati arrivano, magari non subito come vittorie ma come il gioco”.
La settimana ad Acapulco è stata esaltante per Cobolli: “Ha iniziato con due partite un po’ ‘sporche’, due tennisti con classifica inferiore ma con le condizioni di caldo umido non è mai facile. Flavio ha giocato bene i punti importanti e questo mi ha fatto ben sperare per il resto del torneo. Nel primo match non ha giocato affatto bene, ma nei tiebreak invece è riuscito ad alzare il livello e raggiungere il suo tennis, questo mi ha fatto capire che il tennis era tornato rispetto alle ultime uscite. È stato un crescendo, ottima partita contro Wu, mentre semifinale e finale ha giocato partite eccellenti, tra le migliori outdoor sul veloce“.
“E bello rivivere le immagini della finale. Sul 4-2 del secondo set pensavo che ce l’avesse fatta. Poi il tennis ti riporta sempre coi piedi per terra. Quando non ha concretizzato le palle break, anche per meriti dell’avversario, ecco che ripensi alla regola del tennis, ossia che quando non fai il secondo break, il game dopo è davvero difficile. Lì ho avuto un po’ di timore, ma proprio in quella fase è stato bravissimo nel tirare fuori quell’istinto killer che è in lui. È migliorato tanto nell’accettare un contro break subito di quel tipo e riuscire a riprendere a giocare bene. Questo lo porterà a vincere tante partite”.
Stefano riflette sul presente e futuro del figlio, il suo essere agonista, il processo di crescita che può portarlo a diventare un campione. Proprio sul significato della parola “campione” così parla papà Stefano: “Flavio un vincente lo è sempre stato, e lo è stato fin da giovane. Aveva altre lacune, ma è sempre stato freddo, sapeva chiudere tante partite e vincere tornei. Essere campione? Resto della mia opinione: i campioni reali, quelli che restano nella storia, sono altri. Campioni si può diventare, non sappiamo se Flavio potrà diventarlo. Ha una classifica incredibile, ma ritengo il campione un giocatore che riesce ad avere una continuità di risultati superiore alla sua. Ha avuto un anno solare incredibile: ha vinto Amburgo, Bucarest, quarti a Wimbledon, la Coppa Davis e ora un 500 sul cemento ad Acapulco, parliamo di 12 mesi di livello assoluto. Ma ancora c’è da fare molto sulla continuità di risultati e anche su certe sconfitte che continua a subire. I campioni queste battute d’arresto non le hanno. Il lavoro che va fatto ora è capire come mai arrivano certi tipi di sconfitte e sul trovare una continuità di risultati superiore. Se vincerà tornei ancor più importanti, con una maggior continuità di risultati e con meno sconfitte, allora si potrà inizia a parlare di lui come un vero campione”.
Marco Mazzoni
TAG: Flavio Cobolli, Stefano Cobolli

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Scusi, ancora una picola precisione
E impossibile per uno TOP TEN.
Ma RUNE ha vinto BERCY 2022 da no 18 con 5 Vittorie contro Top 10.
…..
Al massimo 3 partite contro Top 10.
I quatri tornei Slam sono supervisionati dalla ITF (per esempio WIMBLEDON 2022 con i punti non contegiatti dal ATP).
CLASSIFICA LIVE 3/3/2026 e punti da scartare : Indian Wells a inizio ROMA .
10 BUBLIK 3325: -395 PUNTI
11 MEDVEDEV 2970 : -700 PUNTI
12 RUUD 2625 : -1310 PUNTI
13 MENSIK 2610: -1250 PUNTI
14 COBOLLI 2480 :-370 PUNTI
15 KACHANOV 2410:-450 PUNTI
16 RUBLEV 2400: -210 PUNTI
17FOKINA 2150:-580 PUNTI
18 DARDERI 2050:-474 PUNTI
19 CERUNDOLO 1980:-1050 PUNTI
CLASSIFICA ATP 03 03 2025
COBOLLI NO 40
1295 PUNTI
CLASSIFICA ATP 02-03-2026
COBOLLI NO 15
2480 PUNTI
E le ATP FINALS 1500.Il solo torneo ATP della stagione a 1500 PUNTI .
1500 punti = 5 Vittorie contro 5 TOP 10.
è impossibile di vincere 1 Masters 1000 incontrando 5 Top10.
Al massimo sono 3 partite .
Possiamo chiamarlo campione o ancora no – Musetti di sé stesso disse che non lo è ma sta cercando di diventarlo, dipende da dove si mette la soglia della definizione e in fondo conta poco – ma comunque dobbiamo avere fiducia in Cobolli perché il padre coach lo allena secondo le metodologie più moderne a disposizione.
https://www.youtube.com/watch?v=xLRI2H7oiK0
😉 😛
PS: Il discorso sul campione è serio ma volevo mettere il link del video sul tubo perché è curioso e interessante.
Caro Mauro chi vince Slam è un Fuoriclasse e si contano sulle dita della mano, poi ci sono una ventina di Campioni che possono vincere 250 500 e anche 1000 raramente ma può capitare.
@ no Sinner no Party (#4569782)
Perché dalla maggioranza è considerato argentino, perche i tornei vinti e gli avversari battuti sono di seconda/terza fascia (l’ elo ranking mente di rado e Darderi è 50 circa). E poi è volgarotto.
@ MAURO (#4569810)
Verissimo speriamo ci arrivi
X il momento Cobolli e’ un ottimo giocatore, ma non ancora un campione, anche se dovesse entrare in top ten.
Un CAMPIONE deve vincere cose importanti e nello sport che seguiamo le cose importanti sono gli SLAM ed i 1000.
Cobolli senior pare molto bravo, mi piace molto quanto scritto sopra. Speriamo sia capace pure di lasciarlo andare quando il buon Flavio avrà bisogno di un supporto superiore.
Nel circuito ci sono 3 campioni z ce giustamente occupano le prime 3 posizioni.
Quando (a breve) non ci sarà più il serbo almeno una decina di giocatori possono ambire alla terza posizione mondiale.
Musetti è uno dei favoriti, Cobolli ancora non ce lo vedo ma la top ten si, quella la può raggiungere
Flavio è già un Campione è N.15 e nei prossimi 2 mesi ha quasi nulla da difendere, in pratica un’autostrada verso la TOP TEN, e se uno in TOP TEN non è un Campione parliamo di chiacchiere da bar. Poi se il padre non lo vuole esaltare per farlo rimanere umile è un altro discorso e fa’ benissimo perché nessuno lo conosce come lui.
Chissà perché la citazione per Darderi non ci scappa mai, eppure è il giocatore ATP più vincente su terra dal 2024, addirittura con 5 (CINQUE) titoli!
Complimenti a papà Stefano, all’ intero team ed ovviamente a Flavio per una crescita importante, graduale che sta dando dei risultati eccezionali. Essere n.15 al mondo è davvero una grande cosa.
Poi le possibilità di migliorare ci sono ancora e noi tutti ci speriamo ma godiamoci questo momento di Flavio e si tutti gli altri ragazzi italiani, con a capo Jannik e Lorenzo Musetti.
Concordo con il papà, Flavio deve cominciare a fare risultati nei tornei che contano… per ora ha i quarti a Wimbledon, comunque tanto, ma a livello mille non ricordo exploit… già a Indian Wells può far bene, nei primi turni ha praticamente gli stessi avversari di Acapulco, che già ha battuto