Jannik Sinner troppo forte e “tosto” per Ben Shelton. L’azzurro sfiderà Djokovic in semifinale all’Australian Open
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Troppo solido, troppo consistente, banalmente… troppo forte. Jannik Sinner ancora una volta si dimostra nettamente superiore a Ben Shelton nei quarti di finale dell’Australian Open 2026: l’azzurro vince per 6-3 6-4 6-4 e centra la semifinale per il terzo anno consecutivo, dove trova Novak Djokovic, salvato dall’infortunio di Musetti quando era sotto di due set contro l’azzurro. È la nona semifinale Slam, e nona vittoria di fila vs. Shelton senza perdere nemmeno un set, per Sinner che in campo ha controllato i tempi di gioco e gli spazi sul campo con una combinazione di sicurezza ed efficienza magistrali. Non ha dato nemmeno l’impressione di spingere a tutta per l’intero incontro Jannik, davvero superiore soprattutto nelle scelte di gioco e in risposta, colpo con il quale ha messo enorme pressione all’avversario depotenziando, anzi disinnescando, l’arma tecnica che sostiene il tennis dell’americano e lo rende per molti avversari incontenibile. Ben c’ha provato e, oggettivamente, non ha giocato un match malvagio, cercando di variare tanto per non crollare nello scambio di ritmo, dove Jannik è tre (o più) tacche più forte e consistente; tuttavia la selezione dei colpi l’ha penalizzato per una scarsa duttilità e mancanza di visione. Ok tagliare col rovescio in back, venire a rete il più possibile, sparare una bordata a chiudere pur di non palleggiare molto, ma questi colpi “diversi” per essere efficaci contro un super campione di Jannik devono essere imbastiti con un ritmo diverso, non in modo casuale ma selezionati per cogliere il rivale in difficoltà in rapporto alla sua posizione sul campo e colpo giocato. Invece Shelton ha cambiato tutto di continuo e questo non ha funzionato perché Sinner è stato accorto, pronto nel trovare la miglior contromossa e governare i ritmi di gioco.
Non ha nemmeno servito così bene Sinner (sotto al 50% di prime in campo nel primo set), poi anche la battuta ha preso ritmo e tutto è diventato ancor più semplice, tanto che una volta andato in vantaggio di un break nel secondo set è stato evidente come Jannik abbia calato l’intensità nella spinta, con meno forcing brutale e più colpi tesi a far sbagliare l’altro. Si è temuto un calo fisico (anche per un momento nel quale dall’angolo è stata detta – forse – la parola “fisio”) ma in realtà il finale del match ha dimostrato che è stata una scelta consapevole: Sinner ha sentito margine e ha deciso di non forzare troppo, imbastendo scambi perfetti a spostare l’avversario e portarlo all’errore. O anche venire avanti a prendersi il punto dopo una solida e calibrata apertura di campo, come dimostra l’ottimo dato di fine partita con 20 punti di volo su 24 discese a rete. Un Sinner di un’efficienza monumentale, assai più forte di Shelton. Se si volesse racchiudere in una sola parola la prestazione e vittoria di Jannik, sceglierei Consistente.
Jannik ha iniziato la partita discretamente, accorto ma pronto a scattare come una molla in risposta. 10 partite, di cui 9 – le ultime – di fila vinte certificano che l’azzurro legge bene le traiettorie di servizio dell’americano, e questa è già una sentenza a suo favore. Tante volte approcciando una partita Sinner vs. Shelton, abbiamo notato come nel percorso che ha portato Ben a questa sfida i suoi numeri al servizio fossero impressionanti. Poi, com’è come non è, contro Sinner la prima palla si inceppa a tratti, con la seconda ricava di meno, tutto crolla e perde. Beh, non è affatto un caso. È la risposta di Jannik, la pressione che impone con il suo gioco, a far vacillare il rendimento della prima e seconda palla di Ben. Shelton sa benissimo che deve prendersi il massimo del rischio, altrimenti… no match. Questo lo porta generalmente ad esagerare nella spinta, ma… finisce come il toro che vede rosso e va a sbattare malamente. Oggi sulla Rod Laver Arena Shelton ha provato qualcosa di diverso: meno velocità assoluta e tantissimi tagli per non dare riferimenti e ritmo. Una tattica ineccepibile, che qualcosa ha anche fruttato, ma non abbastanza perchè Jannik appunto legge bene, si butta con un equilibrio mostruoso in risposta e trova una combinazione di profondità e controllo da n.1. Contro una risposta così efficace tutto il castello di carte di Shelton crolla miseramente. E variare tanto abbassando altrettanto la velocità non ha funzionato proprio perché Sinner è stato sufficientemente lucido e reattivo da intuire, scattare e controllare.
Tantissime risposte del pusterese non hanno fatto sobbalzare sulla sedia, ma sono state palle consistenti, profondi, difficile da rigiocare. Hanno costruito, palla dopo palla, il vantaggio che poi Jannik ha capitalizzato imbastando con grande anticipo un forcing a spostare l’avversario e coglierlo nell’angolo scoperto. Molto bene il contro piede di Sinner e il lungo linea, poche volte a velocità massime ma assai preciso. Ben poi è un grandissimo atleta ma corre di forza, con appoggi consistenti ma “pesanti”, ci mette sempre un po’ a rimettersi in modo dopo aver colpito e regalare questo tempo ad uno che anticipa tanto come Sinner equivale a perdere.
Un gran bel Jannik, in buona condizione fisica – almeno così è apparso in campo – e centrato con i colpi. Altra vittoria in tre set e via in semifinale, dove c’è di nuovo “Lui”, Mr. Recordman Djokovic. È sempre una sfida affascinante, ma il “Nole” visto oggi contro Musetti forse è un po’ poco per arginare la consistente spinta e gestione di Jannik.
Marco Mazzoni
La cronaca
Jannik inizia l’incontro al servizio, sbagliando un diritto cross. Ovvio che la tattica sia martellare il rovescio dell’americano. Si riscatta infatti nel secondo punto, insistendo sulla destra di Ben. C’è vento, lo vede anche dalle quattro prime palle out di fila e la stecca col diritto che porta lo score sul 30 pari. Non così sciolto in quest’avvio Jannik, fin troppo cauto col diritto subisce l’aggressivo di Shelton, 30-40 e palla break. Ecco finalmente una prima di servizio ottima di Sinner, al T, Shelton è sorpreso. Ottimo l’attacco accorto col diritto e smash senza esagerare, idem nel punto successivo, bene sulla smorzata (pessima) di Ben. 1-0 Sinner. Gran schema di Shelton sul 15 pari: rallenta col back di rovescio, non così lungo, Sinner rigioca una palla intermedia e Ben tira un rovescio lungo linea perfetto. Altrettanto bello il passante di Jannik nel punto successivo, dopo una volée non definitiva del rivale. Partita interessante sul piano tattico in quest’avvio, non si va solo di forza, tutt’altro, oltre alla battuta di Ben. Tanti back di rovescio dell’americano, ma se non lo gioca abbastanza lungo… son dolori. 14 punti per vincere il game, 1 pari. Fiammata in risposta di Ben sul 40-30, grande impatto col diritto e lungo linea spettacolare, applausi e nuovo game ai vantaggi. Per questo Jannik insiste col servizio sul rovescio del nativo di Atlanta, lo slide da destra funziona. Ma l’azzurro è al 44% di prime palle in gioco. Pochissime. (2-1). Il match avanza con ondate di qualità, con giocate ottime dei due nel quarto game (incluso una magia di tocco di Jannik nel passante). 15-30. Bellissimo come Sinner avanza nel campo, con due contro piedi destabilizza la difesa di Shelton e si prende con un diritto vincente, molto calibrato, sul 15-40. Poche prime palle di Ben nel game… Male però Jannik sulla prima PB, errore col diritto banale (primo punto vinto da BS sulla seconda palla); servizio e diritto di Ben sulla seconda, eccellente la curva esterna col servizio. IMPRESSIONANTE come Sinner poi si butta in risposta, aggancia la palla e la rimanda tra i piedi dell’avversario, quindi guadagna spazio col diritto e affonda. Viaggiava tanto la palla di Jan, c’è la terza palla break. Ancora col servizio Shelton si salva. Ma ancora la risposta di Sinner punisce il S&V troppo rischioso di Shelton. PB #4. Stavolta c’è la seconda di battuta, si scambia, Sinner fa correre l’avversario aprendo l’angolo col diritto e alla fine una difesa di Ben non passa la rete. BREAK Sinner, 3-1. Jannik consolida il vantaggio con un turno di servizio impeccabile, chiuso con il primo Ace del match, una pallata esterna. 4-1 in 31 minuti. Evidente il cambio di marcia dell’azzurro nel quarto game, con una serie di risposte e giocate da difesa ad attacco da n.1. Interessante la statistica nel nono game: Sinner 8 punti su 8 a rete, Shelton 4 su 8, indica l’enorme differenza di qualità nei passanti (e risposte) tra i due. Ben sembra aver accusato il colpo, guarda smarrito il suo angolo e va sotto alla pressione tecnica e psicologica del rivale. Un doppio fallo lo condanna al 15-40, due chance per il doppio allungo. Si salva col servizio, incluso il primo Ace del match. È sempre in difficoltà Ben nello scambio, non gioca sufficientemente lungo ed è troppo facile per Jannik anticipare e cogliere l’angolo scoperto. Shelton annulla una terza palla break nel game con una bordata a 215 km/h. 4-2. Impietrito papà Bryan sulla smorzata di Jannik che “punisce” Ben, troppo lontano dalla riga di fondo l’americano in difesa, lascia troppo spazio negli angoli e Sinner entra con comoda sicurezza. Poi sul 30-0 arriva un fulmine di rovescio cross di Jannik, esecuzione magistrale, angolo impossibile e bellissimo. 5-2 Sinner, nonostante il 42% di prime palle in gioco. Ormai ogni scambio è una tortura, Sinner anticipa e si prende tutto, la difesa di Shelton è pesante, corta, inefficace. 15-30 con un diritto lungo linea ottima di Jannik. Ben si prende punti solo di servizio, ma niente può in risposta. Il martellamento di Sinner diventa impressionante sul 30-0, con tre diritti uno più potente e profondo dell’altro. Il set si chiude 6-3, con il secondo Ace. Domina Jan, nonostante le sole 13 prime palle in gioco su 28. Shelton inefficace.
Shelton riparte alla battuta nel secondo set e scivola sotto 0-30, poi la battuta riprende ritmo e vince 4 punti di fila, urlando un “C’Mon” sull’Ace che gli vale il primo punto. Bel livello di gioco nel secondo game, con anche Shelton pronto ad attaccare (bellissimo un rovescio lungo linea vincente). Sull’1 pari torna in cattedra la risposta di Sinner, con la prima palla dell’americano meno continua. Jannik si prende il centro del campo e vola 0-30. Ben lotta, si butta avanti con coraggio ma il game va ai vantaggi e Shelton sbaglia malamente un diritto, cercando troppa forza si di una palla carica di spin. Palla break! Seconda di servizio… si scambia, anche piuttosto al centro con Sinner accorto a giocare carico e profondo ma senza rischio, ci pensa Ben a tirare un brutto diritto in rete, secondo grave errore di fila che gli costa il BREAK. 2-1 Sinner, ha come si dice in gergo “tirato su il muro”. Shelton non crolla moralmente, anzi, rilancia. Resta aggressivo in risposta, Sinner è meno profondo in un paio di scambi e l’americano si prende una bella palla del contro break gestendo bene il palleggio e attaccando col diritto. 30-40. Pessima però la scelta in risposta di Ben: su di una seconda palla, tira un diritto colpendo la palla troppo bassa e da molto lontano, la sua traiettoria non passa la rete. Chance conquistata a fatica, e gettata alle ortiche. Ha un filo calato l’intensità nella spinta Sinner, sbaglia un raro rovescio in scambio e c’è una seconda palla break. Stavolta è un diritto “pesante” di Sinner, bello profondo, a provocare l’errore di diritto dell’americano. Resta troppo cauto l’azzurro, ora palleggia al centro e carico, ma non anticipa e non apre l’angolo com prima e Shelton ha il tempo per tirare forte e prendersi una terza PB. Stavolta è il servizio a salvare Jannik. Regge l’azzurro, 3-1. Dopo i fuochi d’artificio, il set scorre sui game di servizio, con la battuta unica grande ancora di salvezza per Ben nei momenti delicati (come il 40 pari sul 4-2). Anche la prima palla di Sinner ha preso ritmo, nel secondo set siamo sul 62% in campo, con una % di trasformazione prossima all’ottanta. Sul 5-3 Ben commette un brutto doppio fallo sullo 0-30 (la prima uscita di tre metri). Con coraggio si butta a rete e tocca una stop volley perfetta, da applausi, ma che rischio. Poche prime in gioco però, tanto che rischia addirittura un Ace con la seconda, e gli va bene. Grazie a tre Ace, lo score è 5-4. Sinner serve per il secondo set. Inizia male, doppio fallo con pessimo lancio di palla. Poi un Ace esterno, traiettoria che proprio Ben non legge. Attenzione: Jannik si porta la mano al volto un errore banale, problemi? Dall’angolo sembrano dirgli “chiama il fisio”, ma non arriva. Con pazienza Jannik imbastisce lo scambio, sposta Ben e arriva a Set Point sul 40-30. Con una risposta di rovescio out, ecco il 6-4 Sinner. Jannik torna lentamente sulla propria panchina.
Terzo set, Shelton to serve. Un buon game per l’americano dopo un eccellente passant di Sinner sul primo punto (1-0). Sembra efficiente Jannik nel primo turno di battuta, pronto anche ad avanzare e giocare il diritto al volo. Con un Ace (il quinto) è 1 pari. Sul 2 pari Jannik, come nei set precedenti, mette le marce alte in risposta. Clamoroso come aggancia la palla sul 15 pari, trovando controllo e profondità. Ancor più bella quella sulla seconda palla nel punto successivo, la traiettoria è nei piedi del rivale, gli dà il tempo per l’affondo successivo col rovescio lungo linea. Perfetto. 15-40, prime palle break del set. Shelton cancella la prima chance aggredendo col diritto su di una traiettoria un po’ più corta e centrale dell’azzurro, 30-40; non bene Jannik qua, non trova una buona posizione col corpo e impatta male di rovescio, rarità per lui. Bellissima la difesa della rete di Ben, prima volée molto profonda e poi una seconda vincente. Pure Cahill, sportivamente, applaude. Impennata di qualità di Shelton, buona smorzata e con 4 punti di fila si porta 3-2. Accorto Jannik nei suoi turni, smista il gioco con sapienza e senza esagerare, forse anche con filo di energia in meno rispetto alle prime fasi. Serve bene Shelton nel terzo parziale, con l’ace n.8 si porta 4-3 (83% di prime palle in gioco nel parziale per Ben). Jannik sembra entrato in modalità “gestione” nel terzo set, gioca accorto, spinge ma non rischia molto, cerca più l’errore dell’avversario che il vincente, e la prima di servizio ha preso buon ritmo (tre su quattro in gioco). 4 pari con una volée in spinta precisa. 18 volate vincente per Sinner su 22 discese a rete. Nono game, suona l’allarme in casa Shelton. Con troppa foga di sfondare e spaccare tutto, Ben sbaglia due diritti e si ritrova sotto 0-30. Sinner impatta una risposta di diritto quasi sulla riga e poi rigioca un rovescio molto preciso. Shelton ci casca, prova a centrare l’angolo scoperto ma sbaglia. 0-40, tre palle break che profumano di semifinale. Sul 15-40 arriva un doppio fallo mortale. BREAK, 5-4, Sinner serve per il match, e lo fa bene. Gioca sciolto, sicuro, varia la prima palla e controlla l’ultimo game del match, pure con un’attacco splendido e volée che gli vale il MP. Finisce al secondo,
(8) B. Shelton
vs (2) J. Sinner 
TAG: Australian Open 2026, Ben Shelton, Jannik Sinner, Marco Mazzoni

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@ Murakami (#4553454)
D’accordo con quello che dici, ma in questo periodo non vedo sul piano fisico quella baldanza che Jannik mostra quando sta veramente bene.
eccellente la risposta la legge particolarmente bene quella di ben, solido nello scambio, col rovescio di ben che è un bancomat, anche se non sbaglia subito dopo due scambi perde anche il dritto (tutto vero ma bisogna tirarci sul rovescio e impedirgli di girarsi), il servizio insomma, proprio deficitario nel primo set, è molto ondivago ancora, e lo sa, sicuramente domani doppia sessione di servizi
Il problema di Shelton con Sinner è che, pur essendo uno straordinario battitore, il suo servizio esalta la risposta dell’altoatesino.
E questo mi sembra un problema bello grosso ed oggi, come in precedenti incontri, si è visto.. Il povero Ben con Sinner ne esce depotenziato della sua arma migliore e sembra molto meno forte di quello che in realtà è.
Detto questo a mio parere un Sinner in crescita, ma non ancora al top.
Molto centrato tecnicamente sia nei due colpi da fondo che nelle transizioni a rete e impeccabile nelle scelte e, più in generale, nella gestione mentale del match.
Come detto fenomenale in risposta ma mi è sembrato leggermente meno efficace al servizio rispetto ai precedenti incontri.
Anche sulla condizione fisica a sensazione qualche dubbio, soprattutto sulla tenuta alla distanza, mi rimane.
Insomma ci sono ancora margini di crescita per gli ultimi due match.
La mia sensazione è che se Jannik riesce a mettere a punto tutti i pezzi del suo tennis e a crescere ancora atleticamente, batterlo diventa difficile per tutti, Alcaraz compreso.
Mettiamoci comodi e vediamo che succede.
@ Onurb (#4553372)
Io non riesco a immaginare Sinner Musetti una partita dura in Australia, su terra battuta si invece.
@ Andy.Fi (#4553402)
No, tutt’altro, è forte come un torello, però ha la mano pesante, rozza, di chi lavora con il martello pneumatico enzo
@ Alberto (#4553375)
Torna a nanna ad ascoltare le fiabe della nonna
Perché “consistente” e non “solido”? Siamo in Piazza Caduti di Google Translator……
Un punteggio ancora più severo di 3 set a zero?
Un piccolo problemino a fine secondo set, forse un piccolo giramento di testa (vagnozzi gli ha detto di chiamare il fisio ma lui non l’ha fatto) per il resto mi sembra un Sinner ancora in fase di recupero dalla partita di venerdì. Manca ancora un po’ di brillantezza ma con altri due giorni, e speriamo altri 4, dovrebbe presentarsi in buone condizioni agli ultimi due incontri.
@ enzo (#4553377)
ammesso che vinca ,perchè lo spagnolo non è detto che strapazzi zverev,o cmq se vince bisogna vedere quanto dovrà stare in campo!!!!!
Sul piano fisico nessuna difficoltà per Sinner che ha gestito benissimo la partita e ha vinto senza sprecare troppe energie
Continua a migliorare, del resto l’aveva detto…
Troppo Jannik per Shelton. Ora con Djokovic, come da due anni ormai, è favorito. Ti vogliamo ancora in finale Jannik, forza!
Ci sono 5 giorni per portarla al top…
Continuo a pensare che Sinner vinca le partite, quasi tutte, nella modalità del miglior djokovic. Massimo risultato con “minimo” sforzo, totale controllo della partita, livello che si alza in funzione del momento in cui serve.
…e cosi’ furono 22 i set persi consecutivamente da Shelton…
Fossi negli avversari di Nole, visti gli ultimi due turni, mi toccherei tutto ciò che si può toccare!
Sei serio?
Altrimenti..guarda un altro sport
Che bellezza leggere quest’articolo di Marco, all’uscita da una riunione di lavoro full immersion: ho potuto sbirciare sul telefono solo sino alla fine del primo set.
Com’è stata la partita sul piano fisico? Qualcosa l’articolo dice, e sono rassicurato; chi l’ha vista ha qualche dettaglio in più?
In generale ti do ragione ma devo dire che Djokovic bon Sinner ha pochissime chances di vittoria
Non so, quello che so è che Shelton ha giocato il suo miglior match con Sinner. Molto migliorato con il rovescio, meno falloso con il diritto, più regolare nello scambio e più efficace a rete. Anche mentalmente è migliorato. Nel terzo set non ha sciolto ma ha servito con il 79% e ci ha sempre creduto..partita sontuosa di Sinner in ogni fase di gioco.
@ enzo (#4553377)
Grande Enzo……..una domanda, ma non ti sembra un po gracilino Shelton per giocare a tennis ?
esattamente come ha fatto in altre situazioni in cui lo ha battuto, semplice.
Forza Jan
meno due!
La fortuna ( chiamiamola così, mettere Jannik a cuocere a 40 gradi) sembra cambiare. Ancora il Benzinaio è lontano dal 100% di forma, ma altri 2 giorni sono un passettino in più. Se starà ancora meglio la semifinale più difficile l’avrà lo spagnolo e magari se la giocheranno alla pari in finale. Epico Jannik
@ Aquila. (#4553334)E dai! Ma allora non imparate mai la lezione , le partita vanno tutte considerate soprattutto se dall’altra parte c’è Djokovic, sicuramente è in un momento fotunato e poi non potrà mai giocare peggio di oggi, quindi attenzione…
… esattamente, è da una vita che dico che il meglio di Jannik non ancora si è visto. Ma si vedrà!
Oggi Jannik non ha avuto neppure bisogno di impegnarsi al massimo, ma gli è bastata la sua strategia sopraffina sul campo di battaglia, un pò come quella del periodo fulgido di Bonaparte.
E alla fine della battaglia quello veramente cotto era l’avversario 🙂
I proclami di Ben e la solita museruola di Jannik, venerdì arriva il serbo e il benzinaio dal diesel userà la super 🙂
Per una concomitanza di fattori favorevoli sono riuscito a vedere quasi tutto l’incontro. Shelton è stato quasi sempre in estrema difficoltà nel vincere i propri game di battuta. Non è stato sconfitto da un Sinner in stato di grazia altrimenti il punteggio sarebbe stato molto severo: dimostrazione, ancora una volta di più, dell’enorme differenza fra lui e quasi tutti gli altri competitori. Più vedo le partite di Jannik e più ho l’impressione di assistere all’incontro fra un atleta adulto e tanti adolescenti più o meno invecchiati. Includo fra questi anche Nole e Carlos. Da sempre sono convinto che il Sinner migliore sia di là da venire. E’ un vero unicum nel panorama tennistico attuale non solo per capacità tecniche ma anche per saggezza tennistica. Chapeau.
Ps. mi pare che alla fine il dritto di Jannik sia stato superiore a quello proclamato da Shelton. I proclami non servono ad altro, pare, che a rendere più vaniloquenti le affermazioni di questi eterni ragazzoni.
Eh ma shelton è migliorato , adesso sì che se la gioca
Secondo me deve migliorare ancora tanto in tanti aspetti del gioco, servizio e condizione atletica in primis. Spagnolo favorito.
E adesso Djiokovic! Non sarebbe male fare un pò di VuDu con lo spillone prima della partita, visto come stanno andando le cose al serbo! Shelton è un buon giocatore ma ha il braccio grezzo. E uscito a testa bassa meditabondo. Forse ha creduto sul serio di poter battere Sinner. Jannik può perdere solo con Alcaraz e…..con i guai fisici. enzo
shelton mi ricorda tanto tsonga: ottimo dritto, ottimo servizio, meno forte a rete ma più agile e, soprattutto, due rovesci totalmente inaffidabili!
Clicca qui per visualizzarlo.
Oggi c’erano 21 gradi..ma al terzo set sinner sembrava sull’orlo del collasso…ma come farà a battere Alcatraz col fisico gracile che ha???
Dante parole!
La disgrazia di musetti è indirettamente una fortuna per sinner…..con musetti in semifinale sarebbe stata molto dura,sia perché è comunque un derby ,sia soprattutto perché musetti era in forma top e l avrebbe fatto tribulare non poco…..con il djokovic di questi tempi x sinner sarà poco più di un allenamento…..mentre potrebbe essere piu lunga e difficile la semifinale di alcaraz contro zverev….quindi dispiace tantissimo per musetti ma x sinner è meglio….è la verità dura e cruda….dovrebbe giocare come seconda semifinale in serata sinner
Hahahahaha grande.
Che non sia al meglio sul piano atletico si vede, ma è proprio lì che il Campione si dimostra tale, sapemdo gestirsi ed adattando quello che ha all’avversario, avendo anche una visione di gioco nettamente superiore. E, in barba ai tanti untori che hanno sproloquiato inviperiti sulla “fortuna” di Jannik nel match contro Spizirri, dico che anche lì si è vista la stoffa del Campione vero, perchè è riuscito a raccogliere le ridotte forze (docute ai crampi) e ribaltare la situazione. Non so se un altro al suo posto ci sarebbe riuscito.
SINNERATOR, SINNERSATIONAL…non ci sono altre parole per descrivere la performance del dolomitico. Sensazionale come abbia brekkato uno che fa del servizio la sua arma piu’ letale, e che ha servito il 76% di prime. Terzo set, 4-4, 0-30, prima di Ben ad uscire, ACE con il 99% dei giocatori, Sinner la uncina, la ributta di la’ vicino alla baseline, inizia uno scambio che sinner vince. La sintesi della partita: serve vs return!!! VAMOSSS
A me spiace anche per Ben, è un tipo positivo, ma per battere Sinner non ne ha.
Avanti il prossimo
Ho l’impressione che Sinner abbia giocato con il freno tirato e sfruttato quest’incontro come l’occasione per un buon allenamento, risparmiando così energie.
Sinner Oggi era a risparmio energetico perché tanto non c’era troppo bisogno di spingere contro Shelton
Ma gli incompetenti dicono che sta male
@ JannikUberAlles (#4553346)
E probabilmente oggi Sinner era al 70-80% della sua migliore condizione atletica!
e anche oggi l’americano tra urletti e pugnetti alla fine esce piagnucolando a testa bassa…alla prossima…
quando un italiano con i capelli rossi e l’accento un po’ crucco incontra un altro tennista, l’altro tennista è (quasi sempre) un tennista sconfitto
Ci sarebbe da chiedersi CHI è il grande servitore…
…in una giornata non proprio “brillante” ecco che Sinner ha prodotto il 59% di prime che hanno reso punti al 78%.
Shelton ha giocato con il 69% di prime che hanno reso solo il 69%.
Poi la resa sulle seconde è davvero impressionante: 65 (Jannik) vs 41%.
Altro dato da segnalare: 33/16 (W/UE) vs 31/34 per Ben.
Insomma, un’altra categoria! 😉
Dubbi? Ah, forse le interviste del bimbone americano che preannunciava che questa volta era migliorato, forse i soliti noti che lo avevano visto giocare come un diavolo (con gli altri)……….. Spero per lui non subisca qualche trauma pseudo infantile……(Leggasi Medvedev, Fritz, De Minaur…..)
L’idea di vedere di nuovo Shelton in conferenza stampa con le lacrime agli occhi, come a Wimbledon, mi turba. Spengo tutto.
Adesso vediamo la finale, la semifinale non la considero. Non ho visto un Sinner al top, ma sempre lucido nelle scelte..…Unico appunto, Sinner purtroppo ha un servizio costruito e sarà sempre altalenante, deve tenerlo sempre molto allenato, altrimenti lo perde facilmente, mentre il servizio di Shelton è più naturale, come quello di Alcaraz
Grandeeee Jannik, bella prova, fantastica in risposta, in pieno controllo nel palleggio e quando ha deciso di fare il break decisivo se l’è preso con lucidità, senza forzare, bravissimo tatticamente! Per Shelton, ennesima mazzata, 9 match contro Jannik senza vincere un set, penso una cosa umiliantissima.. oggi, come a Wimbledon, uscito arrabbiato e delusissimo, si è accorto che deve mangiarne ancora di “polenta” prima di competere con il rosso.. ora sotto con Novak, vai Jan!!
Quando un grande servitore incontra un grande risponditore , il grande servitore è un uomo morto.