Kouamé “non vince”, i media francesi si interrogano. Il pericolo delle troppe aspettative
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17 anni compiuti lo scorso marzo, un fisico “bestiale” e un potenziale sterminato, inclusa una testa niente male per un ragazzo alle prime armi. Moise Kouamé ha fatto irruzione nel grande tennis mostrando sprazzi di un gioco che potrebbe portarlo, anche piuttosto in fretta, nei massimi appuntamenti in pianta stabile. Ma, come sempre con i giovani talenti, è necessario dargli il tempo per vivere sulla propria pelle esperienze, buone e cattive, per permettergli di maturare, trovare consapevolezza e migliorare il gioco di pari passo con fisico e tattica. C’è un aspetto maligno in tutto questo roseo programma: il peso delle aspettative, soprattutto quelle imposte dai media (e social media) quando un campione nazionale manca e si punta fortissimo sull’ascesa del nuovo prodigio. Forse è quello che sta vivendo nelle ultime settimane il parigino, con risultati non buoni e la stampa francese che inizia a parlare di “problemi” o sconfitte non “in linea con il talento”. Basta fare un giro sulle testate nazionali e siti web specializzati per vederne alcune. Ne parla per esempio la sezione sportiva di RMC, con un articolo che da un lato sottolinea come Moise abbia sofferto di fastidi al gomito dalla fine di maggio e quindi la sua condizione non fosse al meglio, ma anche sottolinea le ultime sconfitte, assai nette per quello mostrato a Roland Garros.
“L’ascesa del talento francese sta attraversando una fase di turbolenza” si legge. “Numero 318 ATP prima dello Slam parigino, il nativo di Sarcelles ha compiuto un notevole balzo in classifica, salendo fino alla posizione n.213 del ranking mondiale e guadagnando grande visibilità. Un exploit che gli è valso anche alcune wild card nei tornei ATP 250. (…) È stato necessario attendere oltre un mese per rivedere il giovane francese in un match ufficiale. Il suo rientro è avvenuto a inizio luglio nel Challenger di Braunschweig, in Germania, ma le cose non sono andate come sperato: eliminazione al primo turno in due set contro il tedesco Max Hans Rehberg, allora numero 339 del mondo. Una settimana più tardi è arrivata un’altra sconfitta, questa volta nell’ATP 250 di Bastad, in Svezia. Il livello dell’avversario era però decisamente più elevato: Kouamé si è arreso ancora in due set, 6-4 6-2, al portoghese Nuno Borges, numero 49 ATP. Nella notte tra martedì e mercoledì è arrivato un nuovo stop al primo turno dell’ATP 250 di Los Cabos, in Messico. Un match a senso unico, vinto 6-1 6-4 dall’australiano Edward Winter, lucky loser e numero 391 del ranking mondiale, che ha così conquistato il primo successo della sua carriera nel circuito maggiore. Resta da capire se il francese stia ancora pagando le conseguenze dell’infortunio al gomito oppure se stia semplicemente faticando ad assorbire l’impatto emotivo e mediatico della sua straordinaria cavalcata al Roland Garros”. Questo è un estratto di un commento, ma ce ne sono diversi di questo tenore e sottolineano una certa difficoltà in questa fase dopo gli ottimi risultati.
Moise aveva parlato recentemente affermando di pensare solo al miglioramento e non ai risultati a breve, fermo sulla mentalità di approcciare ogni match con la massima determinazione: “Affronto ogni partita come se fosse l’ultima. Non importa dove si giochi. Resto concentrato su me stesso. Che ci siano 10.000 spettatori o soltanto cinque, per me non cambia nulla”. Una buona attitudine, pensare a se stesso e nient’altro, cercando di allontanare gli eccessi dell’attenzione su di lui.
Alla fine la realtà è forse banale: Kouamé è un ragazzo dal vero potenziale, ma come è normale che sia necessita di tempo e partite per migliorare, capire le dinamiche del gioco contro la varietà degli avversari e in contesti assai diversi (e per lui del tutto nuovi). Normalissimo che possa vivere dei momenti “no”, periodi di scarsa forma e fiducia. È certo che il suo team, guidato dall’esperienza di Richard Gasquet, stia lavorando intensamente in cambiamenti tecnici e tattici (di sicuro sul diritto), quindi affrontare partite contro gente assai più esperta dovendo testare anche novità nella meccanica esecutiva rende il tutto ancora più complesso. La pazienza e la chiarezza degli obiettivi, necessariamente a lungo termine, rendono le eventuali sconfitte di Kouamé normali e assolutamente salutari. Un’eccessiva attenzione della stampa e social alle sconfitte non è il miglior modo per accompagnare la crescita di un giovane talento. Ma la nostra è un’epoca in cui si vive di corsa, non c’è voglia di attendere e solo lo straordinario è considerato come positivo. Pessimo per uno sport come il tennis, dove le variabili da gestire sono così tante che la fretta è sempre la peggior compagna di viaggio…
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Moise Kouame

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Mamma mia è giovanissimo! Come si fa a criticarlo, a dire che non mantiene le aspettative di un ragazzo di 17 anni! Lasciamo ai loro vaniloqui i perditempo che su questo sito davano per futuro dominatore dell’universo qualunque giovane buono purché non italiano, è gente che fa perdere tempo a tutti perché poi si reagisce eccetera. In questo caso però le possibilità che diventi fortissimo ci sono davvero ma alla sua età come si fa a dire con certezza quanto?
Bisogna dare il tempo ai giovani di migliorare, non c’è niente che possa sostituire ore e ore di allenamento, partite giocate contro gente più forte, esperienze da fare.
Ma tutto il mondo è paese, da noi ci sono già quelli che recitano il de profundis per la carriera di Federico Cinà* ogni volta che perde come dicevano anni fa che Musetti sarebbe al massimo diventato un giocatore da challenger persino dopo che era entrato nei primi cento. E meno te ne intendi più sei assertivo, mai un dubbio, non dici mai vediamo, forse, potrebbe essere…
* Credo che il francese abbia potenzialità superiori rispetto a Federico ma da qui a sentenziare che il nostro giocatore non combinerà mai nulla ce ne corre.
@ MarcoP (#4660551)
se invece son cachi.. 😆
@ enzolab (#4660555)
Dai 25 anni in su vecchi…
In realtà nell’articolo non si parla di uno dei possibili motivi della “delusione” ( che poi il ragazzo è giovanissimo e diamogli tempo): ovvero i troll di Livetennis che ogni volta che prevedono giocatori pluri vincitori slam e numeri uno bruciano letteralmente il nominato.
😆
@ Detuqueridapresencia (#4660560)
Ma Detu non può essere il Vero enzo secondo me è uno che si spaccia altrimenti davvero siamo da Ricovero.
Parlare di aspettative mancate per 3 sconfitte di un 17enne che ha già fatto vedere di avere grandi capacità è un vero abominio. Ormai dietro alla tastiera, che ci sia un provocatore come quelli di livetennis o un giornalista, ognuno si sente in diritto di giudicare aspramente chi non conosce. Un conto è criticare un aspetto tecnico o mentale o di attitudine, un conto è sostanzialmente dire che sta deludendo e non rispetta le aspettative. Lui fa bene a tapparsi le orecchie e pensare solo a se stesso. Il tempo è galantuomo.
Parole in libertà: la dose giornaliera di tasti battuti a casagghiu è il pasto che accompagna la dose giornaliera di vino.
Ha appena fatto un gran Roland Garros a 17 anni.
Oggigiorno c’é questa tendenza a rimettere in discussione le capacità di un tennista in ogni torneo. Non esiste proprio, a meno che non sei o lotti per il numero uno del mondo, tutti fanno alcuni tornei benissimo e in altri vanno fuori male al primo turno. A maggior ragione un 17enne
C’è troppa vecchiume in giro, e una grande voglia di volti nuovi. I vecchi (dai 25 in sù) si conoscono tutti, si sono incotnrati cento volte e i risultati delle partite sono scontati al 90%. Questo è un male, il pubblico diserta. enzo
Diamogli tempo.
Se son rose, fioriranno.
I francesi riusciranno anche questa volta a bruciare un’altra grande promessa…
Media (e social media) campano con facili sensazionalismi perchè questo devono fare per attirare l’attenzione del pubblico infatti appena un giovane giocatore inbrocca 1 o 2 partite partono i titoloni, i paragoni con altri tennisti e come sempre scrivono che è disceso tra noi poveri mortali il futuro n. 1 del mondo. Bah! ogni altro commento è superfluo.
Fisco bestiale? Mazzoni cita Lo Fiasco. O magari è lui, Lo Fiasco.
Si scherza eh
Cristosanto, signori FederalAntonio, ma diamogli tempo a sto ragazzo!!!
Non c’è voglia di attendere perché i francesi sono affamati di successi ed arrivano da svariati anni di vacche magrissime in termini di tornei importanti vinti nonostante Monfils, Tsonga, Gasquet