Musetti si racconta al Financial Times: “È stato un anno duro, ma voglio giocare fino a quasi 40 anni. Sinner leader del movimento italiano”
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Lorenzo Musetti ha raccontato al Financial Times il momento più complicato della propria carriera, parlando degli infortuni, della crescita del tennis italiano, del suo stile “vintage” e della trasformazione personale vissuta con la nascita dei due figli.
Il 24enne di Carrara, arrivato fino alla quinta posizione mondiale e semifinalista a Wimbledon e al Roland Garros, è fermo dagli Internazionali d’Italia a causa di un problema al quadricipite. L’infortunio lo ha costretto a rinunciare prima al Roland Garros e al Queen’s e successivamente anche a Wimbledon.
“È stato un anno difficile, soprattutto dopo l’Australia, quando sentivo di essere davvero al massimo”, ha ammesso Musetti. Più del dolore, delle terapie e delle visite specialistiche, la difficoltà maggiore è stata accettare di non poter competere.
Sinner leader del movimento italiano
Musetti ha dedicato parole importanti anche a Jannik Sinner, definendolo il leader non soltanto della squadra azzurra, ma dell’intero tennis italiano. Ha però ricordato anche il ruolo avuto in precedenza da Fabio Fognini e Matteo Berrettini.
Secondo il carrarino, Fognini ha preparato il terreno, mentre la finale raggiunta da Berrettini a Wimbledon nel 2021 ha aperto agli italiani le porte dei grandi tornei. I loro risultati hanno aumentato l’interesse e gli investimenti nel tennis, permettendo alla nuova generazione di coltivare ambizioni sempre maggiori. “Sono molto felice di fare parte di questo gruppo”, ha dichiarato.
Federer come modello e il fascino del tennis “vintage”
Il rovescio a una mano e la varietà delle soluzioni rendono il gioco di Musetti diverso da quello della maggior parte dei suoi avversari. Patrick McEnroe lo ha definito uno dei rovesci più belli ed efficaci dell’epoca attuale, sottolineando la capacità dell’italiano di adattarsi a ogni superficie.
Il modello di Musetti resta Roger Federer: “È stato il mio idolo e penso che sia il più grande di sempre, senza alcun dubbio dal punto di vista estetico”. L’azzurro riconosce che il tennis moderno è diventato molto più rapido, ma considera il proprio stile ricco di variazioni un vantaggio capace di togliere certezze agli avversari.
Eleganza e personalità hanno attirato anche importanti marchi internazionali. Dopo la collaborazione con Rolex, Musetti è diventato testimonial di Asics e ambasciatore di Bottega Veneta. Una dimensione costruita non soltanto sui risultati, ma anche sull’autenticità, sull’identità e sul comportamento.
La famiglia e il desiderio di una lunga carriera
Musetti ha ricordato di aver ricevuto la prima racchetta dal padre quando aveva quattro anni. Quello che doveva essere un semplice passatempo estivo si è trasformato prima nella sua più grande passione e poi nella sua professione, anche se continua a non considerare il tennis soltanto un lavoro.
La nascita dei figli Ludovico e Leandro, avuti con la compagna Veronica, ha invece cambiato profondamente la sua vita: “È stata una vera trasformazione, il passaggio dall’essere ragazzo al diventare uomo”.
Adesso la priorità è recuperare completamente, con l’obiettivo di rientrare per lo US Open. Musetti guarda comunque oltre il momento difficile e spera di prolungare la propria carriera seguendo l’esempio di Novak Djokovic: “Vorrei continuare a giocare fino alla fine dei trent’anni”.
Il periodo trascorso lontano dai tornei gli ha insegnato soprattutto il valore dell’equilibrio psicofisico. Per Musetti, recuperare significa avere pazienza, resistere alle difficoltà e trovare ogni volta il coraggio di ricominciare.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Italiani, Lorenzo Musetti

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Forza Muso! Uno dei pochi in grado di rendere il tennis più bello.
A parte Federer, Nadal e Diokovic dopo i 30 anni la maggior parte dei giocatori hanno superato il loro prime, basta guardare il best ranking. Con il tennis attuale, dove si infortunano quando hanno appena 20 anni, le carriere saranno ancora più brevi..
A Roger assomiglia veramente poco.
Off topic:
Scusate ma Alcaratz si allena seriamente o no ?
Oh madonna, ancora con sta Australia??
Ma basta, sono passati 6 mesi, deve guardare avanti, basta rimuginare sul passato! Forza!
E questa e’ una dura verità.
Si dimentica la semifinale di Cecchinato a Parigi nel 2018 (dopo aver battuto Nole).
Giocando un mese all’ anno a 40 anni ci arrivi di sicuro
Meno chiacchere e ca…te e licenziamenti di tecnici esperti, più vittorie di tornei (a partire dai 250) dato che non vinci da oltre 3 anni.
Speriamo possa rientrare presto e, soprattutto, bene.
Forza!
Con il suo tipo di gioco, piacevole da vedere ma troppo dispendioso, non arriva ai 35..
per me stavolta è stato troppo ottimista
Vabbè che il Vernacoliere ha chiuso ma passare direttamente al Financial Times mi sembra un passo azzardato…
Dopo Roger mi ha convinto lui a continuare a seguire questo sport, dopo Muso chi ci sarà?