Roland Garros, Paolini fuori tra le lacrime: “Non è facile giocare quando si ha un problema fisico” (Video partita)
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Si chiude con grande amarezza il Roland Garros 2026 di Jasmine Paolini. La numero uno d’Italia saluta Parigi dopo una partita condizionata in modo evidente da un problema alla caviglia sinistra, che le ha impedito di esprimere il suo miglior tennis e che, con il passare dei game, ha finito per pesare sempre di più.
La delusione è emersa in maniera chiarissima anche in conferenza stampa, dove Paolini si è presentata visibilmente provata. Dopo la prima domanda, l’azzurra non è riuscita a trattenere le lacrime ed è uscita dalla sala stampa. La conferenza è stata interrotta per alcuni minuti, prima del suo ritorno davanti ai giornalisti.
“Da Roma sto faticando con questo piede”, ha spiegato Jasmine, fermandosi per l’emozione. “Sicuramente non sono al 100%, il piede dà fastidio, altrimenti non avrei preso le decisioni che ho preso anche con il doppio. Difficile da accettare, fa male, poi potevo giocar meglio, al di là del piede. Ma non è facile giocare quando si ha un problema fisico”.
Il problema fisico ha accompagnato l’azzurra nelle ultime settimane e ha inciso anche sulla gestione del doppio. Paolini aveva già dovuto prendere decisioni complicate per provare ad arrivare a Parigi nelle migliori condizioni possibili, ma il tempo non è bastato.
Alla domanda sugli accertamenti e sulle possibili soluzioni, Jasmine ha confermato che il riposo resta la strada principale: “Il riposo è l’opzione migliore, ho preso più tempo possibile per essere qua come meglio potessi, ma non ho potuto allenarmi 10 giorni in maniera continuativa”.
Poi ha aggiunto: “Spero sia rimasta abbastanza uguale la situazione dopo queste due partite. Difficile essere positivi in questo momento, ma senza risposte non si può dire nulla”.
Parole che raccontano tutta l’incertezza del momento. Paolini non ha voluto cercare alibi, ma è evidente che la condizione fisica abbia limitato movimenti, spinta e capacità di restare dentro gli scambi nei momenti decisivi. Il calo tra la fine del secondo set e il terzo è stato il riflesso di una situazione sempre più difficile da gestire.
Molto toccante anche il passaggio sulla difficoltà di mostrarsi vulnerabili davanti ai media in un momento così delicato. “Non è facile essere qui adesso, ma non c’è da vergognarsi. La cosa è normale, vuol dire che ci tengo, ma capita”, ha detto Paolini.
La toscana ha poi aggiunto: “Ovvio che siamo più esposti ma devo anche accettarlo, è chiaro che sia così”.
Jasmine ha ricostruito anche l’origine del problema, spiegando che a Roma non aveva avvertito fastidi prima della partita con Mertens. “A Roma stavo bene, non avevo fastidio. Poi dopo la partita con Mertens ho chiesto di farmi sbloccare la caviglia, e il fisio non c’è riuscito, non essendo quello il problema”.
Da quel momento la situazione è cambiata: “Dopo il match ho iniziato a sentire fastidio, prima niente. Il primo turno di doppio è stato tosto, mi sono dovuta cancellare cercando di recuperare per qua, ed è stato difficile”.
La frase finale fotografa meglio di tutte lo stato d’animo dell’azzurra: “Tosta parlare di tennis in questo momento”.
Per Paolini resta una sconfitta difficile da digerire, soprattutto perché arrivata in uno Slam e in una fase della stagione in cui avrebbe voluto competere al massimo. Il Roland Garros finisce con lacrime, dolore e tanti interrogativi, ma anche con la consapevolezza di aver provato fino all’ultimo a esserci.
Ora la priorità sarà capire l’esatta evoluzione del problema alla caviglia e recuperare nel modo più corretto. La stagione è ancora lunga, ma in questo momento Paolini ha bisogno soprattutto di ritrovare salute, serenità e continuità negli allenamenti. Perché il tennis può aspettare: prima viene il corpo.
dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Jasmine Paolini, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Quindi ti fa male il piede e giochi? strano che nessuno glielo chieda….chissà a che servono ste conferenze stampa con questi “giornalisti”
Mi sembra proprio che stia ripercorrendo il percorso delle sua mentore Errani : in età avanzata e con doti fisiche e tecniche non certo di grande livello , grazie alla strenua volontà e alle capacità tattiche di Lozano e Furlan sono riuscite per un periodo per me sorprendentemente lungo a entrare in top ten per poi rientrare progressivamente nei ranghi…
Mi sembra proprio che stia ripercorrendo il percorso delle sua mentore Errani : in età avanzata e con doti fisiche e tecniche non certo di grande livello , grazie alla strenua volontà e alle capacità tattiche di Lozano e Furlan sono riuscite per un periodo per me sorprendentemente lungo a entrare in top ten per poi rientrare progressivamente nei ranghi…
Forza Jasmine!