Sinner si racconta prima del Roland Garros: “La sconfitta con Alcaraz a Parigi uno dei momenti più difficili della mia carriera”
28 commenti
Jannik Sinner arriva al Roland Garros da grande favorito, forte di una stagione già entrata nella storia. Dopo aver completato la collezione dei Masters 1000 con il trionfo a Roma, il numero uno del mondo si presenta a Parigi con l’obiettivo di conquistare per la prima volta il major francese e completare anche il Career Grand Slam.
Ma proprio il Roland Garros rappresenta per Sinner anche una ferita ancora viva. Lo scorso anno, nella finale contro Carlos Alcaraz, l’azzurro arrivò ad avere tre match point nel quarto set, prima di cedere allo spagnolo in quella che lui stesso ha definito una delle sconfitte più dure della sua carriera.
In un’intervista a L’Equipe, Sinner ha raccontato quanto sia stato difficile digerire quel ko.
“È stato uno dei momenti più difficili della mia carriera. Mentirei se dicessi che è stato facile voltare pagina”, ha spiegato l’azzurro.
Sinner ha però sottolineato come quella delusione sia diventata anche una lezione preziosa: “Cerco sempre di superare rapidamente le cose, anche quando vinco. Ed è così che sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo. Ma da quella sconfitta a Parigi ho imparato lezioni molto importanti”.
Quelle lezioni, a giudicare dai risultati, hanno lasciato il segno. Un anno dopo, Sinner ha dominato la stagione sulla terra battuta, vincendo tutti i Masters 1000 disputati sul rosso e arrivando a Parigi con la possibilità di completare un’altra impresa storica.
Nell’intervista, il numero uno del mondo è tornato anche su un altro passaggio molto delicato della sua carriera: la squalifica di tre mesi legata al caso clostebol, scontata dopo il successo agli Australian Open 2025. Sinner ha spiegato che il periodo più complicato fu quello precedente alla sospensione, quando non poteva parlare liberamente della vicenda.
“La cosa più difficile sono stati i mesi prima della sospensione, perché non potevo parlarne con nessuno. Mi si vedeva molto triste in campo, e lo ero. Non mi sentivo libero”, ha raccontato.
Il campione italiano ha poi aggiunto che quella vicenda gli ha fatto capire molte cose anche sul piano personale: “Credo che nulla accada per caso. Sono convinto che tutto questo mi abbia reso una persona più forte. Mi sono reso conto di chi fossero i miei veri amici, e anche questo mi ha aiutato”.
Sinner ha ribadito anche la propria posizione sulla vicenda: “È stato un episodio difficile da superare, perché ho dovuto pagare le conseguenze di un errore che non era mio”. Poi la scelta di trasformare quel momento in qualcosa di positivo: “Una mattina mi sono svegliato con l’idea di convertire tutto in energia positiva. Ho passato tempo con la mia famiglia, poi sono tornato al lavoro, dedicando molte ore alla palestra”.
Il ritorno nel circuito, avvenuto a Roma, è stato vissuto come una liberazione: “Quando sono rientrato a Roma ero felice e sollevato. Volevo solo godermi il momento, ed è quello che ho fatto. Dopo ho giocato un tennis eccellente”.
Sinner ha parlato anche dell’etichetta di “robot” che spesso gli viene attribuita per la sua capacità di restare impassibile in campo. L’azzurro non la considera un’offesa.
“Ho l’immagine di un giocatore senza emozioni, ma è perché sono molto concentrato su quello che devo fare”, ha spiegato. “Questo non significa che a volte non abbia una tempesta nella testa. Semplicemente cerco di non mostrarlo ai miei avversari”.
Poi ha aggiunto: “Robot non mi sembra un termine peggiorativo. È così che funziono. Cerco sempre di essere il più preciso possibile, di eseguire il colpo giusto nel momento giusto, e questo richiede una condizione fisica e mentale molto alta”.
Alla base di questa mentalità c’è anche la sua educazione familiare. Sinner ha ricordato l’infanzia trascorsa con genitori molto impegnati nel lavoro al ristorante.
“Da bambino vedevo i miei genitori solo la sera e molto presto al mattino, perché lavoravano tutto il giorno. Dopo la scuola andavo a cena dai miei nonni e poi dovevo cambiarmi in fretta per andare ad allenarmi. Ho dovuto imparare molte cose da solo, e credo che questo mi abbia fatto maturare”.
Il numero uno del mondo ha poi spiegato quale insegnamento gli sia rimasto più impresso dai suoi genitori: “Qualunque cosa fosse successa al ristorante, per quanto difficile, tornavano sempre a casa con il sorriso. Era impossibile capire se avessero avuto una buona o una cattiva giornata. È la mentalità che cerco di avere oggi”.
Infine, una riflessione che racconta molto del suo modo di vivere: “Nel tennis ci sono giorni buoni e giorni cattivi. Ma quando esco dal campo torno a essere una persona normale e cerco di essere felice con quello che ho. Vivere il momento, senza guardare troppo al passato o al futuro, dando il meglio di me: questo è ciò che ho imparato dai miei genitori”.
Sinner arriva dunque a Parigi con un peso diverso rispetto al passato. Non solo da numero uno del mondo e grande favorito, ma anche da giocatore che ha saputo trasformare le proprie ferite in carburante. La finale persa con Alcaraz, la sospensione, le critiche e l’immagine del campione glaciale hanno costruito un atleta ancora più forte. Ora il Roland Garros gli offre l’occasione di chiudere il cerchio proprio nel luogo in cui, un anno fa, aveva vissuto una delle delusioni più dolorose della sua carriera.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Djokovic
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Muchova
è vero
Io credo che il jannik persona sia superiore al jannik tennista. Altre persone farebbero gli snob, gli spacconi, a differenza di tanti personaggi dello sport e non solo per lui la cosa più importante e l’essere NON l’avere e questo è merito soprattutto dei genitori che credo che siano delle persone fantastiche per aver in primis adottato il fratello di jannik, pensando di non poter avere figli e poi di averlo cresciuto con sani principi. Magari i giovani d’oggi fossero come jannik la nostra nazione di sicuro sarebbe una nazione migliore.
@ Di Passaggio (#4620418)
Lì è stato Jannik che avrebbe dovuto osare di più…
È successo che giocare a tennis è difficile. Contro Alcaraz è anche più difficile.
Sul match point no, ma sul 5-4 si però.
Stessa sensazione e incavolato di brutto pure, immaginarsi lui infatti.
Ah no scusa, intendevi il match point per Alcaraz
se parli di Parigi, non ha mai servito sul match point
Che Jannik se la potesse giocare alla pari con Carlos su qualunque superficie e viceversa io lo sostengo da oltre un anno a questa parte e a differenza di qualche sostenitore del Campione iberico che scrive in questo forum (in Spagna il 99%), ora non mi metto a fare lo spavaldo solo perchè tutto sta filando per il meglio a Jannik e non altrettanto a Carlos.
Nel tennis, come giustamente osserva Jannik, le cose possono cambiare molto rapidamente e, considerato che i ragazzi sono ancora relativamente giovani, solo il tempo potrà dirci chi tra i due offrirà elementi tali per pervenire a giudizi più precisi sui valori di ciascuno dei due, non affidandosi “esclusivamente” ai dati dei “Grandi Titoli”.
Infatti Jannik è un tennista che si è sempre positivamente distinto sin da quando, seppur a tarda età rispetto a tanti altri campioni, ha iniziato ad impugnare la racchetta tra le mani, ma il suo grande valore è emerso nella seconda metà del 2023, con un livello costantemente salito sino al 2026, salvo brevissimi rari intervalli.
Tra gli aspetti più interessanti che sono di buon auspicio per Jannik in prospettiva futura vi è poi quello che il ragazzo non ha MAI ripetuto gli stessi errori nel corso di detto arco temporale, proprio perchè trattasi di un Campione di razza purissima sia sotto l’aspetto tecnico che mentale di cui l’Italia ne è logicamente orgogliosa, eccezion facendo per muridi e castori come dice Walden 🙂
Ragazzi Imparate da Jannik!!
Ricorderò sempre la madre in lacrime che si copriva il viso mentre Jannik serviva sui match point….!!!
Mi sono Chiesto più volte cosa è successo a Jannik in quei maledetti 2 games a Parigi!!
Penso proprio! Sono stato male io figurarsi Lui!!
Quel giorno , anzi ormai era sera , mi sentii come frastornato e smarrito io che avevo solo guardato la partita in TV .
Ci misi un bel pò a riprendermi .
Figurarsi che forza d’animo deve aver avuto lui che l’ha vissuta e subita in prima persona …
Ho sempre detto che il 2022 fu un’anno più che buono, 75% di vittorie, tre quarti di finale slam e due nei mille condizionato da tanti ritiri e piccoli malesseri ed infortuni oltre che dal cambio dello staff. Ma l’Equipe non aveva tutti i torti perché dopo il 2021, in cui aveva vinto quattro tornei ed era entrato nei primi dieci, era atteso alla definitiva esplosione. Ed invece esplose Alcaraz e Sinner venne oscurato dall’exploit dello spagnolo. La delusione, era appunto dovuta alle altissime aspettative su Sinner che se ci pensi bene era un indiretto attestato di stima. Lo dico anche per quegli utenti che faticano a ricordare che fin dagli esordi, Jannik, era considerato, almeno fuori dall’Italia un predestinato ai massimi livelli e che non è “esploso” inaspettatamente nel 2023-2024.
Nella stessa intervista (fatta prima di Roma)
Quanto pensa di essere vicino alla versione migliore di se stesso ?
Sorride. “Non credo che si possa essere al 100% del proprio potenziale a 24 anni. Ambisco ad esserci tra qualche anno. »
E come sarebbe, allora, la versione migliore di Jannik Sinner?
«Un giocatore che serve molto bene. Aggressivo pur essendo in grado di leggere ogni situazione. Ma non ho il potere di prevedere il futuro. »
A fine 2022 il quotidiano sportivo transalpino bollò Sinner come la “grande delusione”, in una stagione in cui, peraltro chiudendo come 16esimo, oltre al cambio di team e nel gioco, dovette patire innumerevoli problemi fisici, che gli provocarono ritiri e prestazioni limitate. Adesso rimedia, con colpevole ritardo. Un po’ come succede ai muridi e castori che popolano questo forum….
No Jannik
Non dovevi cagare nemmeno di striscio questi rosikoni malvagi e maligni de L’Equipe, quelli che scrissero 3 anni fa che eri la delusione dell’anno
Redazione, che succede oggi?
.. e però c’è chi lo avversa, proprio un mondo di m…
Non avremo mai la riprova nel caso vincesse Parigi , come sarebbe andata se ci fosse stato Carlos.
Ma dalle statistiche su terra Jannik è superiore.
Spero davvero di vedere lo spagnolo competitivo nel 2027 per confrontare il livello.
Sono però molto scettico che Carlos possa ritornare a picchiare come ha fatto dal 2022 se il suo team non farà scelte coraggiose.
Jannik dimostra la sua unicità in ogni aspetto , anche sulla definizione “robot” che la leggo come circense riferita ad Alcaraz.
Lui ci vede sempre del buono .
Mah alla fine è stato un match dove i due hanno raggiunto vette di tennis di livello stellare con Alcaraz costretto a giocate impensabili per stare dietro a un punteggio che lo vedeva soccombere. Alla fine Sinner pur nella delusione ha tratto insegnamenti per evolvere il suo tennis e ciò ha fatto anche dopo la sconfitta degli US open. Penso che i due domineranno a lungo però Sinner rispetto ad Alcaraz è più difficile da battere per gli altri. Comunque staremo a vedere nella speranza che Alcaraz si riprenda per poterci nuovamente regalare duelli all’ultimo sangue come quello del Roland Garros 2025
Essere tennista top al giorno d’oggi è come una missione ….troppe emozioni ti prendono d’assalto per cui c’è bisogno di equilibrio altrimenti fai la fine di basilashvili , che ha un potenziale pazzesco, che tira ad una velocità mostruosa ma poi ti perde al primo turno di qualificazioni del roland garros .
Io invece ho pensato come penso abbia pensato lui. Tutti a dire che Alcaraz sulla terra è più forte, poi per tre ore l’ha preso a pallate. Era avanti due set e un break, il quarto set fino al match point lo aveva annichilito…. Quindi smaltita la delusione cocente gli è rimasta la certezza che poteva battere Alcaraz su qualsiasi superficie e a Wimbledon lo ha dimostrato.
Adesso addirittura penso che al RG potrebbe chiudere un cerchio. Avrebbe vinto tutto e non dovrebbe più dimostrare niente, iniziando a giocare con ancora meno pressione e per gli avversari potrebbe essere una pessima notizia.
L’infamia dell’ingiusta sospensione la sta “lavando” a furor di trofei,
novello Edmond Dantès. 😉
Beh, alcune considerazioni.. solo una persona con un livello direi unico di focalizzazione sul tennis come Sinner poteva giocare e vincere nel periodo di attesa della sentenza.. focalizzazione ed equilibrio uniti ad una competitività straordinaria l’hanno portato a non perdere mai la bussola nonostante, immagino, il tarlo continuo della paura d’essere sospeso per molto tempo.. tutto ciò l’ha reso quasi inscalfibile ora e ti credo, qualunque cosa possa succedere sul campo è niente rispetto a quello che ha dovuto passare emotivamente nei mesi d’incertezza.. poi, sull’aggettivo robotico.. Jannik lo interpreta in un modo.. ottimo, dal suo punto di vista, ma per me diventa sminuente se inteso, come molti suoi detrattori fanno, come tennis monotono, monocorde e limitato.. in ogni caso, siamo di fronte ad un tennista/uomo con un livello di maturità, rapportato all’età, che in confronto i coetanei (o quasi) colleghi si sognano e questo in campo lo aiuta a far la differenza
Ed è riuscito a resettare tutto e a rifarsi in un solo mese. La dice lunga su come mentalmente sia uno dei più forti di sempre. Chiunque altro dopo una sconfitta del genere non si sarebbe più ripreso… Io stesso dopo quella sconfitta temevo che ci sarebbe voluto un sacco di tempo per scrollarsela di dosso… Da quella volta non dubito più di Jannik nemmeno se dovesse perdere 10 volte di fila al primo turno.