La riflessione di Rune: “Nel tennis di oggi l’unica vera originalità è la personalità”
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È iniziato il count down per il rientro di Holger Rune sul tour dopo il terribile infortunio al tendine d’Achille e un lunghissimo stop iniziato lo scorso ottobre. Il danese infatti dovrebbe essere al via nell’ATP 500 di Amburgo nella settimana che precede il Roland Garros, a meno di contrattempi dell’ultimo minuto. Nei mesi passati in palestra per la fisioterapia, Holger ha rilasciato varie interviste, spesso interessanti visto che il suo punto di vista è diverso dalla maggior parte dei giocatori, è uno di quelli che non si tira indietro quando c’è da esprimere un parere anche scomodo. È il caso dell’intervista rilasciata al The Free Press Journal, nella quale afferma che oggi il tennis è troppo uniformato a livello di gioco, tanto che la vera e forse unica differenza tra i giocatori sta nella personalità. Una evoluzione che a suo dire è più una involuzione.
“Oggi gran parte del tennis si basa su tattica e sviluppo guidati dai dati, quindi l’unica vera originalità resta la personalità e ciò che portiamo in campo, oltre alla capacità di trasmettere emozioni a chi ci guarda” afferma Rune. Per questo nel corso delle partite cerca sempre di comunicare qualcosa e di essere in contatto col pubblico, nel bene o nel male. “Voglio offrire al pubblico qualcosa di speciale quando gioco. Voglio che le persone provino le stesse emozioni che si vivono guardando un grande film: possiamo piangere, essere istintivi, vincere insieme. Non si tratta solo di seguire la palla, ma di vivere un’esperienza emotiva completa. Questo richiede una forte presenza emotiva da parte mia in campo. Rafael Nadal era un maestro in questo” afferma il danese.
Rune non nasconde le proprie ambizioni: “Voglio essere ricordato come il primo danese a vincere tutti i tornei dello Slam: è nella mia lista di obiettivi. Credo di aver già contribuito a far crescere l’interesse per il tennis maschile in Danimarca e a vedere più bambini avvicinarsi a questo sport”.
Infine, Rune ha reso omaggio ai mitici Big Three, riconoscendone l’influenza sulla sua crescita: “Ho iniziato tifando Nadal, poi Federer e infine Djokovic. Roger Federer e Novak Djokovic, insieme a Nadal, restano per me una fonte d’ispirazione costante. Guardo spesso le loro partite e continuo a rimanerne colpito: sono molto diversi tra loro e da ciascuno si può imparare tantissimo” conclude Rune.
Mario Cecchi
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“Giocano tutti uguale e io non vinco così” ueh ueh… Bene, rinuciasse lui a questa conformità e giocasse a cazzo di cane per intrattenere le folle, dopotutto è uno spettacolo per loro, mica un lavoro per chi gioca.
Abbasso questi pagliacci e viva gente come Sinner e Rybakina
@ Fragole e Sangue (#4609012)
Ne prendiamo nota e andiamo avanti. Noi non lo riteniamo “più o meno simpatico” e come personaggio pubblico, se ogni volta che apre bocca la spara grossa, lo deve accettare
@ Annie3 (#4608628)
Quello è un problema del pubblico che si sta “americanizzando”, convinto di dover essere sempre il focus e di star sempre assistendo a uno spettacolo da circo, che vuole la bolgia e la “pacchianata”, ed è una tendenza che va attivamente combattuta, non incoraggiata come fanno i “format alternativi crien centered” che cercano di promuovere in America
Se per “personalità” intende lui… brivido. Questo dice di essere maturato ma a me sembra sempre un maranza pilotato dalla mamma
Holger è una persona, ancora un ragazzo, con le sue caratteristiche, in un contesto che chiede moltissimo da tutti i punti di vista come il tennis ad altissimo livello. Ha la totale libertà di esprimersi come vuole, e penso che faccia bene a lui come ad altri poterlo fare, rimanendo più o meno simpatico ma, al contempo, rimanendo se stesso. Ciò vale anche per Sinner che per tutti gli altri giocatori ed altre giocatrici. Non mi piacciono i leoni da tastiera supponenti ed i loro giudizi negativi.
Mi ricorda Balotelli, rimasto fermo con la testa a 18 anni quando faceva i numeri, talmente ottuso da essere convinto di poter vincere il pallone d’oro fino alla fine della carriera, che poi è finita pure indegnamente nella perpetua (per quell’anno) panchina del Genoa
Ovvietà oltre l’indecente
Mah, credo che ognuno metta in campo quello che “ha”, a livello di tennis, e quello che “è”, a livello di personalità e carattere, che piaccia o non piaccia…Holger è sempre stato di temperamento irrequieto, nervosetto e non ha mai rinnegato queste sue caratteristiche, riuscendo comunque a far parlare di sé, a divertire qualcuno, anche utenti famosi di LT…e il suo tennis comunque ha trovato nella sua vivacità un congruo supporto, arrivando a risultati lodevoli in relazione all’età e collocandosi presto nel novero dei papabili per un futuro brillante: purtroppo il fisico probabilmente ha risentito di questo suo eccesso di generosità nella prestazione, vediamo come rientrerà e come questa esperienza l’avrà temprato tennisticamente e mentalmente…è ovvio che adesso, con l’avvento di Sinner così composto in campo e così vincente, anche quelli che non avevano celato simpatie per Holger lo stanno rinnegando vedendo nelle sue parole un velato riferimento alla rigida compostezza di Jannik, ma rimane il fatto che il pubblico in generale, con biglietti sempre più cari, non disdegna un po’ di vivacità e coinvolgimento anche da parte del tennista…Sinner garantisce un livello ottimale di prestazione, che per diventare spettacolo esaltante e coinvolgimento emotivo ha però bisogno di un pari o molto vicino livello di prestazione: ecco, speriamo che un Holger “risanato” possa già dar vita, col più riservato Jannik, a scontri combattuti e appassionanti che, proprio nel contrasto di stili e temperamenti, ricreino le attese e la suspense del tennis post Alcaraz
Mi piacciono i messaggi letti: tutti vanno nella mia stessa direzione che è opposta a quella di Rune, che confonde la personalità con la presunzione
La personalità è una caratteristica che distingue gli sportivi dalla notte dei tempi.
Tra le righe sembra voler dire:”…siccome non sto giocando, non sto vincendo, non sto mantenendo le aspettative, almeno sono originale perché ho una forte personalità..”
Ecco, un consiglio Holgee, se parli meno mi rimani un tennista con una forte personalità, con grandi potenzialità ma che deve fare tanto per rimettersi in corsa.
La storia dei 4 Slam tienila sottotraccia.
Se parli troppo e li vinci fai un figurone, se non ne vinci nemmeno uno fai comunque un figurone, ma di m….
L’averlo pensato a 19 anni dopo la vittoria di Parigi sarebbe stato ammissibile per un giovincello chiacchierone. Dirlo ora e’ solo da sbruffone, inizi a vincerne uno di slam, poi ne riparliamo.
Pensi piuttosto agli “originali comò” da cui dovrà difendersi quando si ritroverà eventualmente col Nostro dall’altra parte della rete.
A me sembra solo egocentrico. Vuol essere sempre al centro dell’attenzione. Al centro dei pensieri di Sinner c’è il tennis e come giocarlo sempre meglio, al centro dei pensieri di Rune c’è sè stesso e come far parlare sempre più di sè.
Ma quanto chiacchera questo? Vogliamo i fatti in campo…sono anni che parla, parla, parla!
Parole Parole Parole
Purtroppo il ragazzo confonde personalità con istrionismo…Sinner ha personalità in campo, senza essere istrione, Alcaraz è istrione (ultimamente un po’ meno, peraltro) ed ha personalità, Rune è istrione e non ha personalità….
Caro Rune,
sei solo chiacchiere e distintivo! (cit.)
@ Dr Ivo (#4608486)
Ma infatti , il discorso di rune in sé non fa una piega . Dipende però da quali metodi si usano . Tiefoe che fa il buffone a Vienna avrà anche fatto divertire il pubblico, ma ha snaturato il senso di quello che stava facendo ( per fare un esempio )
Magari sarà cambiato, o per lo meno si sarà fatto più furbo, ma per Holger connettersi col pubblico significava metterla in caciara per disorientare l’avversario. Lo faceva per divertire il pubblico? Al challenger di Biella cinque anni fa non c’era quasi nessuno a guardare negli spalti, eppure lui gridava “forza frocio!” all’avversario, chissà, forse voleva connettersi con quest’ultimo