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Roma, le big WTA si dividono sul possibile boicottaggio Slam: Swiatek prudente, Sabalenka e Gauff aprono allo scontro

05/05/2026 19:14 3 commenti
Aryna Sabalenka nella foto - Foto Getty Images
Aryna Sabalenka nella foto - Foto Getty Images

Il WTA 1000 di Roma 2026 si apre con un tema che va ben oltre il campo. Alla vigilia del torneo, le conferenze stampa delle grandi protagoniste del circuito femminile hanno acceso il dibattito sul rapporto tra giocatrici e Slam, in particolare sul tema del prize money e della redistribuzione dei ricavi. Iga Swiatek, Aryna Sabalenka, Coco Gauff ed Elena Rybakina hanno affrontato l’argomento con sfumature diverse, mentre Mirra Andreeva ha preferito restare concentrata esclusivamente sul percorso sportivo.

Swiatek torna a Roma dopo Madrid: “Mi sono ripresa subito, ma è stato un tempismo sfortunato”
Iga Swiatek si presenta al Foro Italico con sensazioni positive, dopo un torneo di Madrid condizionato da un malessere fisico. La polacca, più volte campionessa a Roma, ha raccontato senza giri di parole le difficoltà vissute in Spagna.
“Il mio torneo di Madrid è stato duro. È stato davvero, letteralmente, schifoso. Il giorno prima della partita ero completamente fuori fase, e anche il giorno del match non stavo bene, non avevo energia. Il giorno dopo è andata un po’ meglio, ma non penso che sarei stata in grado di giocare normalmente”, ha spiegato Swiatek.
La guarigione, però, è stata rapida: “In due giorni stavo già bene. Mi sono ripresa. Ho avuto un po’ di tempo per restare lì e non viaggiare, perché non penso sia sicuro viaggiare quando sei così fragile. Poi sono arrivata qui e sono riuscita ad allenarmi subito al 100%”.
Swiatek ha poi parlato del rapporto con Roma: “Sono felice di essere tornata. Amo essere qui. Questi sono onestamente i tornei più emozionanti per me, anche per il tempo che passo fuori dal campo. Mi sto semplicemente godendo la vita”.
Swiatek sul prize money: “Vogliamo una quota più equa dei ricavi”
Sul tema economico, la polacca ha scelto una linea ferma ma prudente. “Penso che siamo stati abbastanza ragionevoli nella nostra proposta e nella richiesta di una quota equa dei ricavi. L’aumento del prize money non è esattamente ciò che volevamo, perché la percentuale dei ricavi sta diminuendo”, ha dichiarato.
Swiatek ha insistito soprattutto sulla necessità di dialogo: “La cosa più importante è avere una comunicazione corretta e discussioni con gli organi di governo, in modo da avere spazio per parlare e magari negoziare. Spero che prima del Roland Garros ci sia l’opportunità di avere questi incontri”.
Sul boicottaggio, però, l’ex numero uno ha frenato: “Boicottare un torneo è una situazione un po’ estrema. Non so come potrebbe funzionare. Per ora non ho sentito nulla”.

Sabalenka più dura: “A un certo punto boicotteremo, sarà l’unico modo”
Di tono diverso Aryna Sabalenka, arrivata a Roma dopo la delusione di Madrid. La bielorussa non ha nascosto la propria posizione: “Sento che lo show siamo noi. Senza di noi non ci sarebbe il torneo e non ci sarebbe intrattenimento. Penso che meritiamo sicuramente una percentuale maggiore”.
Poi l’apertura netta al possibile boicottaggio: “Penso che a un certo punto lo boicotteremo, sì. Credo che sarà l’unico modo per lottare per i nostri diritti”.
Sabalenka ha comunque provato a voltare pagina dopo Madrid: “È stata una grande partita. Ho avuto opportunità, ma non ho nulla da rimpiangere. Ho fatto del mio meglio. Ci siamo allenati sulle cose che non hanno funzionato a Madrid e spero di essere più preparata per Roma”.
Interrogata sugli alti e bassi frequenti nel tennis femminile, ha spiegato: “Il livello è alto. Se perdi la concentrazione per un game, il set è andato. Non è facile restare concentrate dall’inizio alla fine. E poi, essendo donne, con gli ormoni che cambiano, puoi passare da una parte all’altra molto rapidamente”.

Gauff appoggia l’idea: “Se ci muoviamo tutte insieme, sì”
Anche Coco Gauff si è mostrata favorevole all’idea di un’azione collettiva forte, prendendo esempio da altri sport. “Onestamente sono abbastanza d’accordo. Guardando a ciò che ha ottenuto la WNBA, penso che per fare progressi enormi serva un’unione. Dobbiamo diventare in qualche modo sindacalizzate”, ha detto la statunitense.
Sull’ipotesi concreta di boicottare uno Slam, Gauff ha chiarito: “Se tutti si muovessero insieme e collaborassero, sì, lo vedrei al 100%. Non riguarda me, riguarda il futuro del nostro sport e anche le giocatrici attuali che non ricevono gli stessi benefici delle top player”.
La finalista dello scorso anno a Roma ha spiegato anche il senso della battaglia: “Quando guardi le giocatrici tra il numero 50 e il 200, e vedi quanto guadagnano gli Slam, è triste che le 200 migliori tenniste vivano praticamente paycheck to paycheck, mentre in altri sport non è nemmeno una discussione. Voglio lasciare questo sport migliore di come l’ho trovato”.

Rybakina: “Se la maggioranza boicotta, io ci sto”
Elena Rybakina ha scelto una posizione intermedia. La kazaka non è direttamente coinvolta nelle discussioni, ma non si tirerebbe indietro davanti a una scelta comune: “È una domanda difficile, perché in passato ci sono state tante situazioni in cui le giocatrici avrebbero potuto unirsi e boicottare, ma non è mai successo. Se la maggioranza dice che boicottiamo e non giochiamo, allora certo, io ci sto”.
Rybakina ha però allargato il discorso: “Il miglioramento di cui abbiamo bisogno non riguarda solo gli Slam e non riguarda solo l’aumento del prize money. Molte persone non sanno che ci sono tasse molto alte. Anche se guadagni più prize money, poi dai tutto alle tasse”.
Sul piano sportivo, la kazaka ha sottolineato le differenze tra Madrid e Roma: “La differenza è grande. Qui la palla non vola così tanto. Il campo è un po’ morbido e le palle diventano più pesanti. Devi essere sempre dietro la palla e colpire con tutto il corpo”.

Andreeva pensa solo al campo: “Ora Madrid è il passato”
Mirra Andreeva, reduce da due finali a Madrid tra singolare e doppio, ha scelto di non entrare nel tema del prize money. “Non direi di avere così tanta esperienza per parlare di tutto questo. Per ora il mio focus non è sul prize money, ma sul giocare tornei, mettere tutto il mio lavoro e la mia concentrazione nel vincere più partite possibili”.
La giovane russa ha preferito concentrarsi sulla transizione verso Roma: “Madrid è ormai nel passato. Dobbiamo dimenticare quello che è successo lì e mettere tutta l’attenzione su Roma”.
Sulle condizioni, ha aggiunto: “A Madrid la palla volava, rimbalzava alta, mi piaceva molto. Qui è diverso, le condizioni sono più pesanti e la palla non vola tanto. Bisogna essere intelligenti e adattare il proprio gioco”.

Roma parte tra campo e politica sportiva
Il Foro Italico si prepara dunque a vivere due settimane di grande tennis, ma anche di discussioni decisive per il futuro del circuito. Swiatek chiede dialogo, Sabalenka invoca una possibile linea dura, Gauff spinge per un’azione collettiva, Rybakina si dice pronta se ci sarà unità, mentre Andreeva resta focalizzata solo sul campo.
Una cosa è chiara: il tema del rapporto tra Slam e giocatrici non è più laterale. Roma potrebbe diventare non solo il palcoscenico di grandi battaglie sportive, ma anche una tappa importante nella costruzione di una nuova consapevolezza collettiva nel tennis femminile.



Francesco Paolo Villarico


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3 commenti

Pier no guest 05-05-2026 19:58

E ancora non è uscita la notizia del possibile boicottaggio agli US Open dei tennisti cattolici…

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JannikUberAlles 05-05-2026 19:53

Scritto da Taxi Driver
Si può vivere pure senza le urla belluine della bielorussa e il suo anello da un milione di dollari….quindi boicottasse pure, l’asse terrestre continuerà a ruotare

Premesso che l’asse terrestre NON RUOTA ma semmai TRASLA…

…il valore dei “diritti TV” delle partite senza i top-20 si ridurrebbe più del 60% e gli organizzatori perderebbero una valanga di soldi.

Poi se a te (come altri che ritengono che senza i migliori il tennis sia più interessanti) piacciono i giocatori meno bravi…

…puoi seguire felicemente i circuiti ITF e Challenger 😉

Buon divertimento!! 🙂

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Taxi Driver 05-05-2026 19:40

Si può vivere pure senza le urla belluine della bielorussa e il suo anello da un milione di dollari….quindi boicottasse pure, l’asse terrestre continuerà a ruotare

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