Ruud cerca il rilancio a Roma: “Condizioni molto lente, devo essere preciso con il dritto”
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Casper Ruud arriva agli Internazionali d’Italia 2026 con la consapevolezza di dover alzare il livello in una fase cruciale della stagione. La terra battuta è storicamente il terreno più favorevole al norvegese, e il Foro Italico rappresenta una grande occasione per ritrovare continuità e fiducia dopo settimane non sempre lineari.
Due volte semifinalista a Roma, Ruud conosce bene le insidie del torneo capitolino, ma anche il valore che un buon risultato potrebbe avere in vista dei prossimi appuntamenti sulla terra, con Roland Garros sullo sfondo. Il passaggio da Madrid al Foro Italico, però, impone un adattamento immediato: l’altura spagnola lascia spazio a condizioni molto più lente e pesanti.
Lo stesso norvegese ha spiegato così le sensazioni avute nei primi giorni romani: “Si nota molto che le condizioni sono molto lente perché veniamo da giocare a Madrid, dove tutto va più veloce. È fondamentale per me essere preciso con il dritto e allenarmi bene in questi giorni per prendere fiducia. La cosa più importante è restare sano in vista delle prossime settimane”.
Parole che fotografano bene il momento di Ruud, chiamato a costruire il suo torneo partendo dalle basi del proprio tennis: solidità, pazienza nello scambio e soprattutto incisività con il dritto, colpo con cui può fare la differenza sulla terra. A Roma serviranno lucidità e tenuta fisica, perché le condizioni lente possono allungare gli scambi e rendere ogni partita una battaglia.
Per Ruud, il Masters 1000 capitolino può diventare il punto di svolta della sua primavera. Il norvegese sa di avere il tennis per spingersi lontano al Foro Italico, ma dovrà ritrovare fin da subito quelle certezze che in passato lo hanno reso uno dei giocatori più affidabili del circuito sul rosso.
Marco Rossi
TAG: Casper Ruud, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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gli H2H con Jannik dicono 4-0 ed è uno di quei casi che a fine carriera dirà X-0, perfino negli anni migliori di Ruud Jannik ha sempre vinto
(forse fortunato a non averlo incontrato all’inizio su terra a dire il vero ma l’anno scorso a Roma fu 6-0 6-1 ed era fresco campione di Madrid)
Anche per Ruud tutti i treni sono ormai passati, non ritornerà mai più in top-10
Nel momento in cui abbiamo rivelazioni marzulliane dei giocatori ben venga quella, opportunamente “terra-terra” di Ruud che almeno parla dei campi,della superficie che va gestita diversamente.
Opinione mia trattasi di un giocatore che ha reso tanto,14 titoli non sono pochi,due finali slam su terra e hard,n.2 del mondo…insomma non ruba l’occhio ma trattasi di giocatore consistente.
Si in parte ai ragione, ho solo risposto ad Adriano che ha usato la parola altissimo livello come un livello che non raggiungerà mai più. Detto questo Ruud ha tutto il mio rispetto, bravo ragazzo e ottimo campione….Domanda sopra la parola altissimo livello che parola usi, io conosco bassissimo, basso, medio, alto e altissimo, non mi risulta che aveva raggiunto il livello di Sinner e Alcaraz, scusami ho risposto solo a te perchè JannikUberAlles non merita neanche una risposta, si è intromesso solo per il gusto di discriminare
secondo nel ranking non è altissimo livello?
Dire che Ruud “non è mai stato ad altissimi livelli” mi pare inesatto prima ancora che ingeneroso…
…oppure lo stai paragonando a te stesso?
Ad un certo punto della sua carriera (2022) è stato #2 e si è giocato il PRIMO POSTO ATP nella finale USO (persa con Alcaraz, non con un qualsiasi Carneade).
In pillole:
– 14 titoli
– oltre 28 milioni di premi
– 2 F al Roland Garros
– 1 F a USO
– 1 F alle Finals
In sostanza hai perso una buonissima occasione per stare zitto!
Ruud ha 27anni, dire che ha fatto il suo tempo mi sembra esagerato, altissimi livelli non lo è mai stato.
Le condizioni lente in astratto dovrebbero favorire il suo gioco più di quelle veloci e meno controllabili di Madrid.
Forse parla così perché l’anno scorso a Madrid vinse il titolo (in assenza dei due maggiorenti del circuito poteva vincerlo chiunque) e a Roma beccò una tramvata storica
Ruud ormai ha fatto il suo tempo: ad altissimi livelli non è più presentabile nemmeno sulla terra rossa.