Santopadre esalta Sinner dopo Indian Wells: “Dopo una sconfitta diventa ancora più pericoloso”. Le condizioni di Sonego: stop per il polso, ma il recupero procede
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L’immagine di Jannik Sinner con il trofeo di Indian Wells tra le mani ha restituito serenità a chi aveva iniziato a nutrire qualche dubbio sul suo avvio di stagione. Ma non tutti, in realtà, erano preoccupati. Vincenzo Santopadre, uno dei tecnici più stimati del tennis italiano, aveva le idee molto chiare: per lui il ritorno al successo del numero uno azzurro era soltanto una questione di tempo.
L’ex allenatore che ha accompagnato Matteo Berrettini ai vertici del circuito, oggi impegnato al fianco di Lorenzo Sonego, ha commentato il momento di Sinner in un’intervista concessa a Fanpage, soffermandosi non solo sul titolo conquistato in California, ma anche sul modo in cui Jannik riesce a reagire alle sconfitte.
“Non mi ha sorpreso: Jannik sa sempre come reagire”
Santopadre ha spiegato di non essere rimasto sorpreso dal primo titolo stagionale conquistato da Sinner. Secondo il tecnico italiano, uno dei grandi punti di forza dell’altoatesino è proprio la capacità di assorbire una battuta d’arresto e trasformarla in un’opportunità di crescita.
Il concetto espresso è molto chiaro: Sinner non si lascia condizionare dalle sconfitte, anzi spesso riesce a rielaborarle in maniera lucida e a presentarsi ancora più pronto all’appuntamento successivo. Per Santopadre, è una caratteristica ricorrente del suo tennis e del suo approccio mentale.
Durante la finale di Indian Wells, il coach ha raccontato di aver pensato che Jannik avesse quasi tratto beneficio dalla sconfitta di Carlos Alcaraz. Non perché Sinner non sappia affrontare lo spagnolo, ma perché quel risultato gli avrebbe permesso di entrare in campo con idee più chiare e con la consapevolezza di cosa aspettarsi.
Secondo Santopadre, nella finale Jannik ha giocato con intensità altissima, riuscendo a interpretare il match senza aspettare che si riproponessero scenari già visti in passato. Una lettura che sottolinea ancora una volta la maturità tattica e mentale del campione azzurro.
Il peso della sconfitta di Alcaraz e i meriti di Sinner
Nell’analisi di Santopadre, una parte del contesto che ha favorito Sinner è legata anche a quanto accaduto ad Alcaraz il giorno precedente. Il tecnico sostiene che Jannik abbia osservato bene ciò che era successo allo spagnolo e sia stato bravo ad adattarsi rapidamente alle condizioni, muovendosi in anticipo e sfruttando i passaggi a vuoto di alcuni rivali come Djokovic e Mensik.
La sintesi del suo pensiero è netta: Sinner trova spesso il modo di trarre vantaggio anche da una sconfitta. Per questo, avverte Santopadre, non bisogna mai allarmarsi troppo quando perde. Non significa gioire per uno stop, naturalmente, ma semmai comprendere che proprio dopo una battuta d’arresto Jannik può diventare ancora più pericoloso.
È un’osservazione molto interessante, perché racconta la dimensione ormai raggiunta dal tennista italiano: un giocatore che non vive la sconfitta come una frattura, ma come parte di un percorso di crescita continua.
Su Alcaraz: “Sembrava imbattibile, ma prima o poi doveva succedere”
Santopadre si è soffermato anche sulla sconfitta di Carlos Alcaraz in semifinale, ammettendo di essere rimasto sorpreso soprattutto perché lo spagnolo, fino a quel momento, dava l’impressione di essere praticamente imbattibile. Allo stesso tempo, però, ha sottolineato come fosse inevitabile che prima o poi quel momento arrivasse.
Il tecnico ha voluto riconoscere molti meriti a Daniil Medvedev, spiegando che il russo ha finalmente capito quale strada deve percorrere per battere giocatori del calibro di Sinner e Alcaraz: prendersi più rischi, osare maggiormente su ogni punto e cercare con convinzione la vittoria.
A suo giudizio, Medvedev ha disputato una partita di altissimo livello sul piano tecnico e mentale, mostrando un atteggiamento molto più aggressivo e raccogliendo così segnali preziosi per il prosieguo della stagione. Santopadre ha anche osservato come, inevitabilmente, quando perde Alcaraz la notizia faccia più rumore rispetto a quando vince, ma che questo faccia parte del gioco quando si affronta un avversario capace di esprimersi a livelli così alti.
Le condizioni di Sonego: stop per il polso, ma il recupero procede
Nell’intervista non è mancato anche un aggiornamento su Lorenzo Sonego, attualmente seguito proprio da Santopadre. Il torinese non compete dagli Australian Open, dove era uscito al secondo turno nel derby contro Lorenzo Musetti, e da allora è stato costretto a fermarsi a causa di un problema al polso.
Il tecnico ha spiegato che al momento il lavoro non può ancora essere troppo intenso, proprio perché Sonego non è ancora guarito completamente. Il giocatore si sta allenando, ma non a pieno regime, e questo limita inevitabilmente sia la qualità sia la quantità del lavoro programmabile.
Nonostante ciò, Santopadre ha trasmesso una moderata fiducia. Le sensazioni, infatti, sono positive e il recupero sembra procedere nella direzione giusta, anche se il percorso si sta rivelando complicato. La difficoltà, ha sottolineato, è resa ancora più pesante dal fatto che Sonego ami profondamente la competizione e che, fino ad ora, non avesse mai dovuto fare davvero i conti con un infortunio di questo tipo.
Sinner, un campione che cresce anche nelle sconfitte
Le parole di Santopadre restituiscono un ritratto molto interessante di Jannik Sinner. Non solo un campione capace di vincere i tornei più importanti, ma anche un giocatore che ha imparato a usare le sconfitte come carburante per migliorarsi.
È forse proprio questo uno dei segnali più forti lanciati da Indian Wells: Sinner non ha semplicemente vinto un altro titolo, ma ha confermato di avere una struttura mentale da fuoriclasse assoluto. E quando anche figure autorevoli del tennis italiano insistono su questo aspetto, il messaggio diventa ancora più chiaro.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Vincenzo Santopadre

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