Lorenzo Musetti riparte da Miami, Alcaraz mantiene la promessa del tatuaggio e Gilbert incorona Sinner “È una miscela tra Agassi e Djokovic”
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Il Miami Open 2026 si apre con tanti spunti interessanti, dentro e fuori dal campo. Tra il secondo torneo di Lorenzo Musetti dopo l’infortunio, la curiosa promessa mantenuta da Carlos Alcaraz e il paragone importante riservato a Jannik Sinner da una voce autorevole come Brad Gilbert, il torneo della Florida si prepara a vivere giorni ricchi di attenzione.
Musetti: “Miami è il posto ideale per ritrovare la forma”
Una delle notizie più attese riguarda il ritorno di Lorenzo Musetti, tornato in campo a Indian Wells dopo il problema fisico accusato nei quarti di finale degli Australian Open, quando era avanti di due set contro Novak Djokovic prima di essere costretto al ritiro.
Il debutto nel torneo californiano non è andato come sperava l’azzurro, uscito subito al primo turno, ma il toscano guarda ora con fiducia al Miami Open, dove spera di trovare sensazioni migliori e, soprattutto, continuità.
Intervistato da Sky Sport prima del suo esordio contro un giocatore proveniente dalle qualificazioni, Musetti ha spiegato con chiarezza il momento che sta vivendo: per lui, la priorità non è soltanto il risultato immediato, ma il recupero della miglior condizione possibile.
Le sue parole trasmettono una sensazione precisa: Miami rappresenta per lui una grande opportunità per ritrovare ritmo e brillantezza. Dopo settimane complicate, il torneo in Florida può diventare il contesto giusto per rimettere partite nelle gambe e riprendere fiducia.
Personalmente, è proprio questo l’aspetto più interessante del momento di Musetti. Più ancora del tabellone o del risultato secco del primo match, conterà capire che tipo di segnali saprà dare sul piano fisico e mentale. Se riuscirà a stare bene e a ritrovare fluidità, il suo tennis può tornare rapidamente competitivo.
Alcaraz e il tatuaggio-promessa dopo l’Australian Open
Nel frattempo, Carlos Alcaraz ha sfruttato la sua permanenza in California per mantenere una promessa ormai diventata una sorta di tradizione personale.
Lo spagnolo aveva infatti annunciato che, in caso di successo agli Australian Open, si sarebbe tatuato un canguro. Una promessa curiosa, ma perfettamente in linea con quanto già fatto in passato: Alcaraz aveva infatti scelto di ricordare i suoi trionfi con tatuaggi simbolici legati ai tornei vinti, come la Torre Eiffel per il Roland Garros, una fragola per Wimbledon e la Statua della Libertà con il Ponte di Brooklyn per lo US Open.
A confermare tutto è stato lo stesso Alcaraz, che ha pubblicato sui social una foto mentre era impegnato durante il processo del tatuaggio. Per il momento, però, non è ancora stata mostrata un’immagine del disegno definitivo.
È un dettaglio leggero, certo, ma racconta bene anche il lato spontaneo e genuino di Carlos, uno dei motivi per cui riesce così facilmente a conquistare il pubblico.

Brad Gilbert su Sinner: “È una miscela tra Agassi e Djokovic”
A rendere ancora più interessante il dibattito intorno al tennis maschile è arrivata poi una frase destinata a far parlare. A pronunciarla è stato Brad Gilbert, una delle figure più rispettate del tennis statunitense e internazionale.
Ex giocatore e soprattutto storico allenatore di Andre Agassi, Gilbert è intervenuto a Tennis Channel e ha espresso un giudizio fortissimo su Jannik Sinner, definendolo di fatto una fusione perfetta tra Novak Djokovic e lo stesso Agassi.
Il concetto espresso da Gilbert è tanto semplice quanto potente: secondo lui, mettendo Agassi e Djokovic “in un frullatore”, il risultato sarebbe proprio Sinner.
È un’immagine forte, ma non casuale. Da Agassi, Jannik sembra ereditare la pulizia nei colpi, la capacità di prendere la palla presto e di comandare da fondo. Da Djokovic, invece, richiama la solidità, la qualità negli spostamenti e quella sensazione di controllo costante dello scambio che oggi lo rende uno dei giocatori più completi del circuito.
Personalmente, è un paragone che colpisce ma che ha una sua logica. Forse ogni confronto con due leggende rischia di essere ingombrante, ma è indubbio che Sinner stia raggiungendo una dimensione tecnica che lo rende sempre più difficile da etichettare con un solo riferimento. La sua forza, probabilmente, sta proprio lì: assomiglia ai grandi, ma continua ad avere una fisionomia tennistica tutta sua.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Brad Gilbert, Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Lorenzo Musetti

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Beh, sapendo che Cahill a fine stagione saluta saranno in tanti a proporsi, credo.
Al momento al fianco di Vagnozzi non riesco a immaginare nessuno, ma la stagione è ancora lunga…
Visto che Gilbert ha allenato Agassi, magari ha qualche idea di quello che dice…
@ francesco9696 (#4576149)
Certo se tu guardi solamente i numeri è così se invece guardi gli incontri disputati le cose stanno diversamente
Beh Djokovic non si può mica definire un attaccante da fondo…
Djokovic ha vinto molto su terra rossa, mentre Sinner togliendo il 250 di Umago, ha sempre deluso.
Vedo molto di Djokovic in Sinner.
Il paragone con Agassi non mi pare ci azzecchi più di tanto. Che poi abbiano avuto lo stesso allenatore non cambia il concetto.
Diciamo che è molto amico di Cahill..a me piacerebbe per aggiungere un po’ di tennis “sporco” al gioco di Sinner..
La Fragola mi fa pensare che Carlos non conosca nient’altro dell’Inghilterra
Non è che Gilbert si sta candidando?
@ Inox (#4576119)
Capisco la tua ironia, ma conoscendo Jannik, probabilmente il galletto invece di tatuarselo se lo mangerebbe piastrato con un filo d’olio e dopo a letto presto con sveglia puntata alle 6:00 pronto per riprendere gli allenamenti
Quindi se uno si fa un tatuaggio, il massimo del conformismo della modernità, è una persona spontanea e genuina..invece la notizia su Gilbert è vecchia almeno di un anno e oggi, visto come serve Sinner, dovrebbe aggiungere nel frullatore anche Sampras.. vabbè forse è troppo diciamo Fritz..
Jannik ha promesso che se vince RG si farà tatuare un galletto 😀