Indian Wells 2026 va in archivio con una presenza di pubblico da record (quasi come a Wimbledon)
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L’edizione 2026 del Masters 1000 di Indian Wells va in archivio con il primo italiano nella storia come campione nel maschile e anche un record impressionante di pubblico. Nonostante il caldo a dir poco opprimente vissuto nella Coachella Valley nell’arco dei 12 giorni del torneo (più quelli dedicati alle qualificazioni) il bellissimo impianto californiano è stato preso d’assalto da un numero enorme di spettatori. Secondo i dati riportati dal torneo, 526mila sono stati gli spettatori complessivi, una cifra davvero ragguardevole se per esempio è confrontata con quella di Wimbledon 2025, che ha fatto registrare un totale di 548.770 presenze. Superiore l’affluenza di pubblico all’ultima edizione di Roland Garros, torneo dello Slam che si disputa su 15 giorni di gare più le qualificazioni; nel 2025 ha fatto registrare 687mila spettatori.
Per dare un termine di paragone ad un torneo di pari categoria a Indian Wells, secondo i dati di Milano Finanza lo scorso anno agli Internazionali BNL d’Italia furono 392mila gli spettatori presenti nell’arco dell’intero torneo, un numero inferiore rispetto a quello registrato in California ma molto importante e in grande crescita. Per arrivare a cifre con un zero in più è necessario andare a Melbourne e New York, i due eventi con più pubblico in assoluto. Infatti l’edizione 2025 di US Open fece registrare 1.144.562 di spettatori complessivi (numeri USTA), con 905.255 per i soli giorni dei main draw, mentre gli Australian Open hanno segnato il record assoluto nello scorso gennaio, quando furono addirittura 1.368.043 le presenze, includendo la ricca Opening Week, con qualificazioni e diversi altri eventi, tra cui interessanti esibizioni tra i big e il tanto discusso “One Point Slam”.
“Cerchiamo ogni anno di alzare l’asticella e fare qualcosa di nuovo per migliorarci” ha affermato Tommy Haas, ex n.2 al mondo e da anni direttore del torneo californiano. “Fa piacere vedere che altri tornei, come per esempio quello di Cincinnati, sono venuti da noi più volte, hanno osservato quello che facciamo e hanno seguito il nostro esempio migliorando moltissimo il loro evento. Vedere come tutti gli altri tornei stiano crescendo di qualità ci spinge a fare sempre di più e farlo meglio. Diventa una bella competizione tra di noi, fa bene a tutti. Lo sport si evolve, c’è sempre più attenzione a ogni aspetto e anche l’impatto economico cresce di anno in anno. Questo ci porta a pensare dopo ogni edizione cosa possiamo fare ancora per dare qualcosa in più e crescere. Dobbiamo sempre avere un occhio al futuro e per esempio abbiamo lavorato per migliorare il ground e quest’anno ci sono stati i primi riscontri positivi, ma non abbiamo fatto terminato. Possiamo assolutamente incrementare la qualità dei campi di allenamento, le palestre e anche l’area di ristorazione. Siamo davvero felici di come ogni persona coinvolta nell’evento e nello staff stia dando del proprio meglio, il nostro è un grande lavoro di squadra”.
Mario Cecchi
TAG: Masters 1000 Indian Wells 2026

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Ah…ma solo a noi gli spalti sembravano semivuoti in quasi tutti gli incontri? Abbiamo una concezione diversa di grande successo di pubblico ahah!
Idem.
Sembra la stessa storia de “i dati dell’organizzazione” e “i dati della questura”
Ma se addirittura pensavano di cambiare il sistema biglietti perché ne erano rimasti troppi invenduti…boh, l’unico quasi pienone l’ho visto col solito Novak, per il resto tanti posti vuoti soprattutto nel centrale
Può essere che guardino ai biglietti venduti invece che agli effettivi spettatori?
Stesso mio dubbio
Non per mettere in dubbio la notizia, ma come si spiega il fatto che gli spalti fossero riempiti per meno della metà anche quando giocavano Alcaraz e Sinner. Anche a Wimbledon è stato così?