Alcaraz domina il ranking, ma la Spagna arranca: solo quattro top 100 dopo 38 anni
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Un super campione epocale come Carlos Alcaraz brilla talmente da accecare, con un tennis eccezionale per qualità, divertimento ed efficacia, ma nemmeno tanta “luce” riesce a nascondere le ombre di un movimento spagnolo tutt’altro in forma a livello generale. Infatti se andiamo a vedere il nuovo ranking ATP successivo alla conclusione del torneo di Indian Wells troviamo il murciano saldamente sul trono con ben 13.550 punti, un bel margine di sicurezza su di un Jannik Sinner vittorioso in California e quindi in risalita, ma solo altri 3 tennisti spagnoli tra i primi 100 ATP: Alejandro Davidovich Fokina (n.17), Jaume Munar (n.35) e Roberto Bautista Agut (n.88). Una discreta “povertà” numerica rispetto ad un movimento che da lustri è non solo fortissimo con punte come Nadal, Ferrero, Ferrer, Moya, Corretja e ovviamente Alcaraz solo citarne alcuni, ma anche assai nutrito di tennisti di buonissimo livello. La conferma viene dall’autorevole media nazionale Marca: una situazione simile, ossia solo 4 top 100 ATP, non si verificava dalla settimana del 3 ottobre 1988. In quell’occasione, i quattro spagnoli presenti nella top 100 erano Emilio Sanchez (n.22), Jordi Arrese (n.36), Sergio Casal (n.58) e Fernando Luna (n.64). La settimana successiva, il 10 ottobre, si aggiunse anche Javier Sanchez, che entrò al numero 95 del ranking e portò a 5 il numero degli spagnoli tra i primi cento in classifica.
Il movimento spagnolo al maschile decollò negli anni ’90 con la straordinaria covata di talenti inaugurata da Bruguera e che da lì a poco avrebbe visto l’ascesa di nuovi campioni come Costa, Moya, Mantilla e molti altri, fino a quella successiva con JC Ferrero e da lì a poco Rafa Nadal, Ferrer, Lopez e tantissimi altri. Una serie di ondate pazzesche, con la Spagna a dominare il panorama internazionale e creare una scuola studiata a tutti. Adesso il panorama è cambiato, e se Carlos Alcaraz è un “ragazzino” classe 2003, Munar e soprattutto Bautista sono ormai tennisti maturi o prossimi al ritiro. Si aspettano nuove leve, Jodar e Landaluce i più promettenti.
È possibile che a breve il numero di spagnoli tra i primi 100 aumenti: Carlos Taberner è n.104, e soprattutto il giovane Rafa Jodar occupa la posizione 109, quindi un suo balzo in avanti è una possibilità più che concreta, sia in assoluto che come tempi probabilmente brevi. La opportunità per il giovane iberico si presenta da subito, al Masters 1000 di Miami, dove Jodar debutta nelle qualificazioni contro l’indiano Manas Dhamne (giovane promessa che si allena all’Accademia di Riccardo Piatti).
In Spagna si sorride per le grandissime vittorie di Alcaraz ma si guarda anche con un filo di invida all’eccellente momento del tennis italiano, che questo 16 marzo 2026 conta per la prima volta ben 4 azzurri nei primi 20: Jannik Sinner (2), Lorenzo Musetti (5), Flavio Cobolli (14) e Luciano Darderi (18), è lo stesso media Marca a sottolinearlo. L’Italia conta sette giocatori nella top 100 (Arnaldi è scivolato al n.101), mentre il primato appartiene agli Stati Uniti con 17 rappresentanti, dal n.7 di Taylor Fritz al n.96 di Kypson. La Francia occupa la seconda posizione in questa speciale classifica con 10 tennisti nei primi cento del ranking ATP.
Marco Mazzoni
TAG: Alejandro Davidovich Fokina, Jaume Munar, Marco Mazzoni, Rafa Jodar, Ranking ATP, Spagna, tennisti spagnoli

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Credo che Fils in un momento di tregua dai problemi fisici possa salire molto e forse vincere tornei importanti, ma la schiena glielo permetterà?
L’unico futuribile per la Francia si chiama Moïse Kouamé, però aspettiamolo quando avrà davanti Sinner e Alcaraz.
Gli USA hanno 3 ottimi giocatori: Fritz, Shelton e ora anche Tien, con Michelsen che non sembra voler diventare quel giocatore che da giovanissimo sembrava una grande promessa. Da questi nomi può uscire uno che in un Master o in uno Slam superi entrambi gli alieni? Non credo proprio.
E se si pensa al bacino di utenza statunitense è davvero incredibile che non esca un fenomeno per gli Slam da oltre 20 anni.
Al momento gli unici tre Paesi che possono sperare (al momento flebilmente sperare) di spezzare il duopolio Italia-Spagna negli Slam sono Repubblica Ceca (grande scuola e tradizione) con Mensik, Brasile con Fonseca se migliora ancora e Danimarca se Rune torna quello di prima con la testa a posto.
Parlo di un 2005, un 2006 e un 2003, tutti con grossi margini di miglioramento, che si parli di tecnica o di testa.
Io mi godo i 4 Top20 tutti Under25 e tutti con margini di miglioramento nel gioco.
La Spagna a brevissimo avrà anche Jodar nei 100 e in tempi meno brevi, ma sicuri, anche Landaluce. Potranno issarsi nella TopTen?
Jodar forse e probabile, Landaluce non credo.
Hanno Alcaraz, credo che statunitensi e francesi baratterebbero i 17 e i 10 Top100 per un Alcaraz, quindi alla Spagna può bastare lui in attesa di tempi migliori per un risultato di gruppo.
I francesi hanno poco da stare allegri:
– Fils, il migliore per talento, ha problemi alla schiena che sembrano essere “strutturali”
– Atmane, 2002 al #53, non sembra avere le doti per salire molto, sarà già difficile entrare in top-30
– Perricard, 2003 al #59, non ha il fisico del tennista e può ottenere qualche buon risultato, ma occasionalmente
– Roger, 2001 al #69, dove può arrivare? In top-50?
– Cazaux, 2002 al #73, farà pure fatica ad entrare in top-50
– tutti gli altri sono del secolo scorso!
Van Assche, 2004 al #106, si può considerare una SPERANZA?
Non credo 😉
Io sono già contento così: tutto il resto sarà in più
Però a livello assoluto hanno avuto la fortuna di trovare immediatamente il sostituto di Nadal, forse la loro scuola non è più la migliore, ora siamo noi quelli da ammirare e da “copiare”…Ma d’altronde la storia ci insegna che si va a cicli: c’è stata la grande scuola svedese che ha sfornato tanti campioni eccelsi, quella americana, ma anche quella russa e quella australiana; ora è il nostro turno e speriamo di sfornare tanti campioni per un lungo periodo.
lo sanno loro come fare: fateci vedere l’ ennesima trasformazione ABNORME da laboratorio al fratellino di pneomatico 2.
Li prendono in eta’ adolescenziale e dai 15/16 in poi si trasformano come per magia a livello osseo e muscolare (poi ci si occupa del sangue).
TUTTO NATURALMENTE
Pizzico d’invidia della stampa spagnola? Direi più livore, “poracci”
Dove sono i fans di Landaluce? 😀 sbaglio o ce n’erano tanti qui? 😀
Post ad personam. 🙂