Rune e il suo team ancora bloccati a Doha. La madre Aneke: “Non osiamo uscire dall’hotel, sono caduti resti di missili qua vicino”
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Mentre la maggior parte giocatori (in particolare quelli di vertice) sono riusciti a lasciare Dubai e sbarcare a Indian Wells, la situazione di Holger Rune e di tutto il suo team non è affatto tranquilla, ancora bloccati a Doha con il conflitto scoppiato in Medio Oriente in pieno svolgimento, tra allarmi che suonano e missili intercettati nelle vicinanze. Una situazione estremamente tesa, come ha raccontato Aneke Rune, madre del tennista danese, costretta a permanere insieme al figlio e ai membri dello staff all’interno dell’hotel che li ospita, senza la certezza di quando potranno lasciare la città e fare rientro a casa. “Ho lavorato tutto il giorno al computer dopo che ci hanno fatto interrompere l’allenamento a causa di un bombardamento massiccio” dichiara Aneke Rune al media danese BT. “Ho inviato alcune email e ho ascoltato ciò che è stato detto dopo la conferenza stampa di oggi. Non si vedeva tanta violenza qui da giorni”.
La madre di Holger sta cercando di trovare una via di fuga da Doha, con la situazione nell’area aggravatasi a tal punto da non consentire nemmeno una breve uscita dall’hotel visto che i bombardamenti sono imprevedibili e che si sono moltiplicati rispetto all’avvio delle ostilità in Iran. “Holger ha continuato la sua riabilitazione direttamente in hotel, perché non osavamo uscire per andare ad Aspetar (dove c’è un ospedale), visto che nelle vicinanze erano caduti resti di missili. Siamo fortunati che il personale medico venga qui a lavorare con lui. In qualche modo ci si abitua. Avevamo avuto la sensazione che la situazione si fosse un po’ calmata e abbiamo continuato con la nostra routine, sperando che l’aeroporto riaprisse presto. Poi tornano i dubbi: se la situazione dovesse peggiorare, sarebbe meglio provare a spostarci verso i Paesi vicini per tentare di uscire? O questa opzione è più rischiosa rispetto ad aspettare la riapertura dell’aeroporto? Ci sono azioni in tutto il Medio Oriente: qual è davvero la scelta più sicura?”.
Aneke sta lavorando alacremente a un piano per lasciare Doha: “Sono abituata a organizzare viaggi, quindi ho in mente una possibile via d’uscita. La questione principale è capire cosa sia più sicuro. Le società di sicurezza che abbiamo consultato consigliano di restare qui. Ma è difficile restare quando non sai mai quando arriverà un nuovo attacco, quanto sarà violento e quanto vicino potrà cadere. In qualche modo questa situazione ti colpisce inevitabilmente”.
Il conflitto non sembra destinato a risolversi nelle prossime ore, quindi la situazione di Rune resta estremamente precaria. Un momento drammatico per tutto il mondo, con il fiato sospeso in attesa dei prossimi sviluppi, e ancora moltissime persone che lavoravano nell’area bloccate in attesa di una via di fuga sicura.
Mario Cecchi
TAG: Aneke Rune, guerra in medio oriente, Holger Rune

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Assolutamente niente contro il tuo quartiere. Io vivo in Citta Studi e ho scelto il primo quartiere popolare di Milano che mi è venuto in mente per poterlo raffrontare a Dubai.
Medvedev, Rublev e Khachanov stavano a Dubai,negli EAU; Rune a Doha in Qatar.
Vendetta dei poveri? Fra un po’ vai a fare il pieno di benzina e vedrai…
Hai qualcosa contro Quarto Oggiaro dove per altro vivo e si vive meglio rispetto ad altre zone come il Duomo o Porta Garibaldi???
à la guerre comme à la guerre…
Loro hanno preso armi e bagagli e in qualche modo son partiti. Rune, che probabilmente non aveva tutta ‘sta fretta, è rimasto lì… Tutta queata storia (dei tennisti in medio oriente) non è che un piccolo dettaglio insignificante nel contesto generale di ciò che sta accadendo, ma ci fornisce la solita buona lezione da tenere a mente: every man for himself, pensate a voi stessi che le dinamiche reali (chi è davvero il nemico? Chi fa la guerra a chi?) non le conosce nessuno… Silone docet.
(insomma… quasi nessuno)
So che mi massacrerete, ma sinceramente non comprendo che ci faceva Rune a Doha visto che non giocava..
Questo ragazzo assomiglia un po’ al fu giovane Morten Harket.
Ma com’è che tutti gli altri tennisti son ripartiti dopo il torneo e lui sta ancora là?
@ Grigor Dimitrov (#4570644)
Purtroppo la ricaduta negativa delle mire imperialistiche di Trump, se è forte sulle zone dei “ricconi” (e posso dirti, Rune troverà sicuramente il modo di venire fuori da questa “impasse”)è ancora più pesante sui “poveracci” che in prospettiva vedono aggravarsi una situazione economica non certo brillante, con tutti i pericoli pendenti di uno stato di guerra e di complesse alleanze di cui stiamo vedendo le rischiose implicazioni…ciò detto, arrivano notizie da New York di un netto calo di turismo e aumento del costo della vita negli Usa, e gli imprenditori anche italiani attivi in zona giudicano demenziale questa iniziativa bellica trumpiana: per arrivare agli Indians, l’impressione è che i campi principali, e quindi più costosi, siano, almeno in questi primi turni, praticamente vuoti, più affollati i campi “low cost”…da cui il ridimensionamento dei premi per i tennisti partecipanti
Cosa pensassero gli europei in quegli anni non lo sappiamo… ma una cosa la sappiamo con certezza, i loro atleti nel frattempo non andarono in Germania a disputare tornei di tennis, campionati mondiali di calcio ecc.
Sì è una seccatura…
ma… se medvedev, rublev e Khachanov fossero stati alloggiati nello stesso hotel… sarebbero ancora li?
Sembra la vendetta dei poveri Cristi (europei) sui ricconi. Sei più tranquillo nella tua catapecchia a Quarto Oggiaro (Milano) che il privilegiato, ricco sfondato, a Dubai in riabilitazione. Forse la prossima volta la riabilitazione la farà in Danimarca, e lui e mammina saranno meno impauriti (sempre che quel pazzone di Trump non lanci i suoi marines alla conquista della Groenlandia!). Alle volte mi chiedo ma è realta o fiction? E chissà se la stessa cosa hanno pensato gli europei negli anni 40 quando Hitler conquistava uno stato dopo l’altro mentre gli altri assistevano inermi alle sue conquiste.+