Un altro Piatti protagonista nel circuito: Rocco e la prima finale da “pro”, nel segno di papà

12/02/2026 11:43 1 commento
Rocco Piatti, classe 2004: ha giocato in Kuwait la sua prima finale in singolare fra i professionisti
Rocco Piatti, classe 2004: ha giocato in Kuwait la sua prima finale in singolare fra i professionisti

Le finali internazionali fra atleti del Piatti Tennis Center, ormai, non sono più una novità, perché il numero di talenti che vincono fra i professionisti cresce sempre di più. Ma quella di domenica nell’Itf di Zahra, in Kuwait, non è stata come le precedenti. Perché da una parte della rete c’era l’indiano Manas Dhamne, classe 2007 e vincitore del suo terzo titolo fra i grandi; dall’altra Rocco Piatti, classe 2004 e figlio di coach Riccardo, al miglior risultato di una carriera che sta prendendo una piega sempre più interessante. E poi perché in tribuna c’era proprio coach Piatti, al seguito dei due allievi nella trasferta in Medio Oriente. “La mia – racconta Rocco – è stata una grande settimana. Ho iniziato la stagione con tanta fiducia, sulla scia dei buoni risultati di fine 2025, e sono felice di aver raggiunto la mia prima finale”. Ci è riuscito partendo addirittura dalle qualificazioni, con sei vittorie, tante battaglie e un match-point cancellato ai quarti al tedesco Thurner. “La differenza? L’aiuto di papà. Lui sa leggere le partite alla perfezione e io sono stato bravo a cercare di ascoltarlo e a mettere in pratica i suoi suggerimenti. Non è sempre semplice farlo, ma mi conosce meglio di chiunque altro, dunque sa come reagisco nei momenti delicati e trova le parole giuste per motivarmi. Poter viaggiare con lui è una grande fortuna: lo faremo sempre di più, perché fa piacere a entrambi”.

Piatti junior si allena da sempre con papà, dunque il Tennis Center di Bordighera l’ha visto prima prendere forma nelle idee del tecnico comasco, poi nascere e diventare una delle realtà più chiacchierate al mondo. “Potermi allenare qua – dice ancora – è un’enorme fortuna. La qualità è altissima e ho avuto la possibilità di toccare con mano la quotidianità di tantissimi fenomeni. Crescere a fianco di alcuni di loro è stata una enorme motivazione, anche perché ho la conferma di come il lavoro proposto funzioni”. Con la finale in Kuwait, Rocco guadagnerà circa 500 posizioni nel ranking mondiale, portandosi intorno alla posizione numero 1.125 Atp. “Ma gli stimoli – precisa – non arrivano da una classifica migliore, ma da ciò che ho capito durante la settimana. Ora conosco meglio me e il mio tennis, so di essere sulla strada giusta e voglio rimanerci. Non significa che otterrò subito altri traguardi simili, ma che se riesco a fare le cose giuste e a mettermi spesso nella condizione di vincere, i risultati arrivano”.

E papà, che ne pensa? “L’ho visto felice e orgoglioso, così come mamma che era in Kuwait insieme a noi. Mi sarebbe piaciuto tanto essere io a regalare a papà il suo primo titolo Itf da allenatore”. Già, perché nella sua fenomenale carriera, coi suoi allievi coach Piatti aveva vinto Masters 1000, Atp 500 e 250, Challenger, ma mai un Itf (da presente in loco). Ce l’ha fatta a 67 anni con la firma di Dhamne, ma chissà che presto non possa fare il bis grazie al figlio. “Manas – dice ancora Rocco – è un talento straordinario e ha saputo gestire la finale meglio di me. Ma lavoro per fare in modo che un’occasione simile possa capitare di nuovo. Ho appena finito l’università (tre anni di sport management a Monte-Carlo, ndr), dunque avrò anche l’opportunità di giocare più tornei e più partite. Ora l’obiettivo è quello”. A papà, invece, da vincere nel ruolo di coach resta solo uno Slam. “Gli auguro con tutto me stesso che ce la possa fare. Il sogno è di regalarglielo io, ma, se non fosse così, vedo ottime possibilità con tanti dei giocatori che si allenano al Piatti Tennis Center. Papà se lo merita: sarebbe la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria”.


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1 commento

walden 12-02-2026 12:03

Per la cronaca, gioca per il Principato di Monaco…della Piatti Academy in questo periodo in India c’è anche Lorenzo Carboni, che ieri ha perso un match costellato di errori arbitrali a Chennai. L’India è uno dei paesi più tecnologicamente avanzati al mondo, pur senza essere al livello della Cina è comunque presente in molti settori indistriali con imprese fra le principali al mondo. Ciononostante, in un Ch125 sul cemento mette ancora dei simpatici ometti che non possono essere in grado di vedere una battuta scagliata a 200km/h o di più come quella di TA Gomez.

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