Henman consiglia Shelton: “Ha giocato benissimo di volo, deve attaccare Sinner il più possibile”
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Mission Impossible per Ben Shelton nei quarti degli AO26? Forse. Per questo Tim Henman consiglia all’americano di attaccare la rete appena possibile, visto l’eccellente rendimento dei colpi di volo mostrato finora da Ben agli Australian Open e la forza di Sinner da fondo campo, così da massimizzare i propri punti di forza e coprire le debolezze “scappando avanti”. Questo il piano tattico che Henman consiglia a Shelton per affrontare l’italiano nei quarti di finale di Melbourne (match in programma mercoledì mattina, ore 9 italiane), in quella che sarà la rivincita della semifinale 2025, stavolta match di quarti di finale. Henman, ex numero uno britannico, durante la sua carriera è stato famoso per l’eccellente gioco di volo, in particolare per l’efficacia del serve & volley, stile di gioco “classico” ancora in voga ai suoi tempi seppur sempre più soverchiato dalla potenza dei colpitori da fondo campo e dai nuovi materiali che, soprattutto in risposta, hanno migliorato terribilmente il controllo di palla e reso il seguire a rete la battuta assai rischioso. Osservando Ben Shelton lunedì nella bella rimonta e vittoria su Ruud, l’ex tennista inglese ha suggerito che Shelton dovrebbe adottare uno stile di gioco simile e ancor più offensivo nella sua prossima partita contro Sinner.
Intervistato da TNT Sport, alla domanda se il gioco di Shelton sia abbastanza solido per mettere in difficoltà Sinner, Henman così ha risposto: “Credo di sì. Guardando semplicemente le statistiche, Shelton ha vinto 28 punti su 29 a rete. Un rendimento eccezionale affrontando uno come Ruud. Penso che Ben contro Sinner dovrà concentrarsi per produrre una delle sue migliori giornate al servizio, ma non solo. Attaccare la rete il più possibile può funzionare. Con Ruud hanno giocato oltre 200 punti e Shelton è sceso a rete nel 13% dei casi, praticamente uno scambio su dieci. Secondo me quella percentuale potrebbe salire almeno al 20-25%. Gli servirà a spezzare il ritmo”.
L’analisi di Henman è pratica e obiettiva: sembra molto improbabile che Shelton riesca a tenere testa a Sinner in un match fatto di prolungati scambi da fondo campo. Di conseguenza, l’americano deve prendersi rischi, tenere in mano l’iniziativa, ma farlo cercando di sfondare Jannik dalla riga di fondo è percentualmente più rischioso rispetto al variare le soluzioni e avanzare sul net.
Interpellato sul suo eccellente rendimento a rete nella conferenza stampa post-match, Shelton ha dichiarato: “Penso di aver costruito molte giocate oggi e di aver eseguito colpi che in passato avrei sbagliato. Volée che qualche tempo fa avrei mancato. In questo momento mi sento molto sicuro a rete. Credo di prendere ottime decisioni, quindi non ho bisogno di forzare troppo. Vengo a rete sui servizi giusti, sui colpi giusti, scelgo bene i momenti, ed è per questo che sto vincendo tanti punti. Riesco ad avvicinarmi molto alla rete, a sfruttare l’attacco quando l’avversario è piuttosto lontano dalla linea di fondo e quindi toccare bene la volée corta quando serve. Direi che le mie scelte di gioco a rete sono state ottime”.
Il piano suggerito da Henman è un buon esempio di tennis percentuale e potrebbe funzionare sulla carta. Metterlo in pratica in partita contro la “potenza di fuoco” di Jannik da fondo campo, sfidando la risposta possente del n.2 al mondo e anche i suoi passanti sarà assai più complicato. Vedremo se Ben affronterà la partita all’arma bianca, con attacchi senza compromessi, o cercherà di calibrare meglio i momenti per l’attacco e la discesa a rete. Shelton è indubbiamente migliorato nella gestione della partita e dei momenti, tuttavia resta un enorme punto interrogativo: riuscirà a coprire la relativa debolezza del suo rovescio contro il diritto cross (e anche rovescio lungo linea) di Jannik? L’azzurro in queste due soluzioni è fortissimo, riesce a generare potenza, rotazione, profondità, e spesso con l’accelerazione bimane improvvisa spezza il ritmo e coglie l’angolo scoperto. Se Sinner sarà in ottima condizione atletica, Shelton dovrà giocare un match tatticamente sopraffino per andare sopra alla consistenza e qualità dell’italiano. I precedenti del resto parlano chiaro: 8 a 1 per Sinner, con l’unica vittoria a favore dell’americano riportata a Shanghai 2023, nel loro primissimo incontro. Poi Ben non ha più vinto un set, nemmeno agli Australian Open 2025 e poi a Wimbledon.
Marco Mazzoni
TAG: Ben Shelton, Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Tim Henman

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Guardando la partita tra l’irriducibile De Minaur e Alcaraz si capisce perché un ottimo giocatore come l’australiano pur giocando al massimo delle sue possibilità: atletico-fisiche, dell’applicazione e di qualsiasi altra cosa possa mettere in campo, non potrà mai vincere contro Alcaraz se questo gioca almeno ad un buon livello delle sue possibilità. La differenza di potenza, oltre che di tecnica sui colpi, da sola basta a mettere una barriera invalicabile tra i due: ecco sulle partite tra Shelton e Sinner, pur avendo l’americano più potenza nei colpi, ho sempre avuto la stessa impressione cioè, per quanto l’americano si impegni al massimo, la differenza tecnica tra i due alla lunga viene sempre fuori.
Ecco! Volevo scriverlo io…
diciamo che giocare di volo contro ruud è un po’ piu semplice che contro sinner….
E che dovrebbe dire? Ma è ovvio che deve giocare pesantemente a rete e sperare che gli restino in campo abbastanza colpi, se giocano a mazzate da fondocampo prende 6-2 periodico, una partita di soli servizi si arriva al tie break e contro Sinner quasi certo non la spunterebbe, mettersi sulle diagonali col suo Rovescio non può.
Attaccherà la rete appena possibile, è un piano rischioso ma sensato.
Henman ha ragione. Nel palleggio Sinner è avvantaggiato. Shelton non deve dargli ritmo.
Non è il passante il problema, è il tempo per la transizione che è ridotto,un po’ come attaccare Lendl e non Wilander.
Non è tifo contro Sinner,se affronti un “mostro” cerchi di capire cosa può fare lo sfavorito,mica dai consigli al n.1.
Hemman non ha torto,certo non può suggerire a Ben di giocarsela da fondo mettendola sulla potenza né può consigliargli di rallentare,variare e metterla sulla resistenza (è Shelton non Musetti) quindi deve sfruttare le qualità che ha.
Manca qualcosa …ah sì: l’elmetto.
Sinner ci va a nozze con i passanti sui malcapitati che vanno sottorete, ma è vero che Shelton non ha speranze da fondocampo, tanto vale fare un assalto all’arma bianca
Shelton l’anno scorso ha dato fastidio Jannik il primo set, quest’anno non lo vedo fare neanche quello, ha giocato troppo poco ultimamente
Se sei convinto tu Tim…
Off the recrods, ma che ti ha fatto Jannik, perchè ti é così antipatico?
henman dimentica un piccolo particolare..
il passante di rovescio di Ruud è una mozzarella, quello di Sinner è granitico