Tommy Paul elogia Alcaraz: “Ti soffoca, non ti lascia tempo”
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L’avventura di Tommy Paul all’Open de Australia 2026 si è chiusa negli ottavi di finale contro un Carlos Alcaraz in versione dominante. Il numero 22 del ranking ATP ha lottato dall’inizio alla fine, riuscendo anche a strappare per primo il servizio allo spagnolo, ma alla distanza è emerso quel livello superiore che continua a distinguere il numero uno del mondo.
Nonostante la sconfitta, il tennis mostrato dall’americano a Melbourne lascia sensazioni incoraggianti. Tuttavia, davanti a un Alcaraz così solido, Paul ha avuto la chiara percezione di essere stato superato in ogni aspetto del gioco.
A raccontarlo è stato lui stesso in conferenza stampa, con parole lucide e senza alibi.
“Onestamente non so cosa abbia fatto la differenza oggi. Ha giocato meglio di me in tutti e tre i set. Non ho scuse, mi ha superato completamente”, ha ammesso l’americano. “La sensazione è che ti soffochi: non hai tempo, ti mette sempre pressione. Oggi mi ha esposto, soprattutto sulla diagonale di dritto”.
Paul ha spiegato come Alcaraz sia riuscito a leggere immediatamente i suoi punti deboli:
“La mia diagonale di dritto non ha funzionato e lui se n’è accorto subito. Cercavo quel tipo di scambio e lui lo faceva molto meglio di me. Aveva sempre il controllo dei pattern, mentre io facevo fatica a trovare i miei”.
Il momento chiave, secondo l’americano, è arrivato nel primo set:
“All’inizio stavo giocando meglio io. Poi sul 4-3, quando mi ha fatto il break, non ho messo nemmeno una prima di servizio. Da lì ho sentito che ha preso in mano la partita. Dopo il primo set ho avuto poche vere occasioni”.
A fare particolarmente male è stata la devastante diagonale mancina dello spagnolo:
“La sua risposta e il dritto incrociato sono stati durissimi da gestire. È stato quello a mettermi davvero in difficoltà”.
Nonostante tutto, Paul ha anche sottolineato l’aspetto più affascinante del giocare contro Alcaraz:
“Contro di lui sai che almeno ti divertirai. Ci sono scambi lunghi, il pubblico impazzisce, e anche noi giocatori lo sentiamo. Sono punti spettacolari. Quando giochi così, significa che stai provando a fare grande tennis”.
L’americano lascia Melbourne con fiducia rinnovata e obiettivi chiari:
“Voglio tornare in top 10, è lì che sento di appartenere. Ho ancora lavoro da fare, ma me ne vado abbastanza contento del mio stato fisico e del mio livello, soprattutto dopo un periodo in cui non avevo giocato molto”.
Per Tommy Paul, l’Open de Australia 2026 termina agli ottavi, ma con la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Per Carlos Alcaraz, invece, è stata un’altra dimostrazione di quanto sia difficile, oggi, riuscire anche solo a respirare quando lo spagnolo decide di alzare il ritmo.
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Tommy Paul

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Ti sbagli, Jannik lo tratta sempre coi guanti.
Questi simpatici americani tendono ad essere sempre molto ottimisti prima di incontrare i Monster-2: non siamo lontani e possiamo batterli!
Nelle conferenze ex-post, invece, si presentano con le orecchie da cocker 🙁
le hai prese da Carlos sai che stirata avresti preso da Jannik
secondo me ha fatto bene a lasciare Ferrero… io le ricordo bene le sue dichiarazioni stampa quando denigrava Alcaraz per il suo presunto scarso impegno negli allenamenti… Sinner lo avrebbe licenziato il giorno dopo
Tommy, nulla su cui recriminare.
Hai giocato contro il giocatore piú forte del mondo. Il numero uno. É “normale” sentire ció.
Se le hai prese da Carlos sai che stirata avresti preso da Jannik
Ci è voluto davvero un ottimo Alcaraz perché Paul ha giocato da top ten.
Continuando così l’americano può tornare a quelle posizioni.
A proposito di match divertenti ora aspettiamo Bublik
Ferrero è past tense. Basta continuare ad evocare i morti. Era un percorso esaurito. Nessuna elaborazione luttuosa per la sua ‘perdita’, basta fare chiacchere inutili. Alcaraz è quasi impossibile da fermare, se sta bene ed è in fiducia può fare quello che vuole, un tennis telecinetico. L’ottimo Paul mon ha niente da recriminare, il livello di alcaraz ora è superiore su tutto. A tratti fa davvero paura. Se sarà, spero JS possa arrivare integro alla finale, ne avrà bisogno.
La preparazione svolta probabilmente è sulla velocità e non sulla resistenza. Per andare subito al massimo ma gioco forza pagherà tra qualche mese appunto per l’averla basata sul pronti via. D’altronde l’ha dichiarato apertamente che il suo obbiettivo è vincere in Australia. Vediamo anche se al momento sembra incontenibile.
La preparazione svolta probabilmente è sulla velocità e non sulla resistenza. Per andare subito al massimo ma gioco forza pagherà tra qualche mese appunto per l’averla basata sul pronti via. D’altronde l’ha dichiarato apertamente che il suo obbiettivo è vincere in Australia. Vediamo anche se al momento sembra incontenibile.
Questo Alcaraz appare in grandissima forma fisica, come se la preparazione invernale fosse perfino andata “meglio” senza Ferrero!