Valentin Vacherot, una storia fuori dagli schemi
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Il percorso professionale di Valentin Vacherot sembra sfidare ogni logica tradizionale del tennis moderno. Dopo l’impresa che lo ha portato sotto i riflettori a Shanghai nella passata stagione, il monegasco sta vivendo una fase della carriera che gli sta permettendo di testare davvero i propri limiti. E quanto mostrato in questo Australian Open 2026 lascia intendere che non si tratti affatto di un fuoco di paglia.
A 27 anni, Vacherot ha fatto il suo esordio assoluto in un torneo del Grande Slam, evento già di per sé raro. Ancora più singolare è il fatto che lo abbia fatto da testa di serie e, soprattutto, con una vittoria, superando in tre set l’americano Martin Damm e guadagnandosi l’accesso al secondo turno, dove lo attende l’australiano Rinky Hijikata.
“Posso perdere con chiunque, ma sento di poter battere tutti”
Dopo il successo all’esordio, Vacherot ha mostrato grande lucidità in conferenza stampa, alternando realismo e fiducia nei propri mezzi:
“Sono consapevole che posso essere battuto da chiunque, perché non ho ancora l’esperienza per gestire il ruolo di favorito a questo livello. Allo stesso tempo, però, sento che il mio tennis è cresciuto tantissimo e che oggi posso competere con tutti”.
Parole che fotografano perfettamente la fase di transizione che sta vivendo il monegasco: ancora in costruzione sotto il profilo dell’esperienza, ma ormai solido sul piano tecnico.
Una crescita costante e una nuova consapevolezza
Molti addetti ai lavori si aspettavano un inevitabile calo dopo l’exploit asiatico della scorsa stagione. Invece, Vacherot sembra aver trasformato quell’occasione in un vero punto di svolta.
“Imparo ogni giorno moltissimo. Anche nelle partite perse quest’anno ho avuto la sensazione di giocare a un livello nettamente superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La mia media di rendimento è cresciuta tanto”.
Entrare stabilmente tra i primi 35 giocatori del mondo rappresenta per lui una nuova dimensione, da esplorare con curiosità più che con pressione:
“Sono entusiasta di scoprire cosa significhi davvero stare a questi livelli e credo di poter continuare a migliorare”.
La forza della maturità
Il lungo percorso vissuto lontano dai riflettori — tra Challenger, tentativi falliti e stagioni di sopravvivenza — potrebbe oggi rivelarsi la sua arma migliore. La maturità acquisita negli anni difficili sembra consentirgli di affrontare questa improvvisa ascesa con equilibrio emotivo e grande serenità.
Se il suo rendimento tecnico e mentale resterà su questi standard, Valentin Vacherot potrebbe diventare una delle storie più interessanti di questo Australian Open 2026, confermando che, nel tennis, non esiste un’unica strada per arrivare in alto.
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Il mistero del nostro cervello: non credo che il gioco di Vacherot sia cambiato molto, sicuramente è cambiata la sua mentalità da perdente a “posso farcela”. E i risultati si vedono. La maggior parte dei tennisti che gioca con i top parte pensando che non vincerà mai con loro ed è ciò che succede…il cervello la più grande invenzione della natura!
Per la redazione. Negli slam i set sono almeno tre.