L'australiano inizia alla grande il 2023 Copertina, Generica

Popyrin: “La vittoria contro Auger-Aliassime è la mia più importante. Con Malisse sto migliorando molto”

02/01/2023 17:30 7 commenti
Alexei Popyrin (foto AAP)
Alexei Popyrin (foto AAP)

L’ATP 250 di Adelaide 1 si è aperto con due upset notevoli: out Rune e Auger-Aliassime. Esattamente i due tennisti che, insieme a Djokovic, avevano chiuso alla grande la scorsa stagione, arrivando al proprio best ranking e vincendo titoli importanti. Il 2003 danese, dopo essersi detto pronto a lottare per il titolo degli Australian Open, nel suo primo match ufficiale del 2023 è caduto in tre set per mano del nipponico Nishioka, uno che non si dà mai per vinto e che “devi battere”. Il canadese invece ha ceduto in due set al tennista locale Alexei Popyrin. Il classe ’99 di Sydney era atteso da tempo a risultati di rilievo, dotato di un servizio importante e di un diritto che può fare molto male da ogni posizione del campo. Nel 2022 invece ha disputato una stagione negativa, crollato dal n.61 di inizio anno all’attuale n.120. Anche qualche problema fisico, ma nessuna vera evoluzione tecnico-tattica e troppi primi turni nei tornei importanti. Per questo la sua vittoria sul canadese è stata una vera sorpresa.

Intervistato dalla stampa locale dopo la vittoria, Alexei si è detto stremato per il grande caldo, ma anche estremamente soddisfatto per il suo livello di gioco e per il percorso intrapreso insieme al nuovo coach Xavier Malisse, belga di grande talento arrivato in semifinale a Wimbledon nel 2022. Per l’australiano, Malisse lo sta come re-inventando.

“Il mio miglior risultato? Direi di si” afferma Popyrin. “Felix è uno dei giocatori che nella parte finale della scorsa stagione è stato più competitivo, quindi se valuto la classifica del rivale e la mia prestazione, è probabilmente una delle migliori vittorie della mia carriera”.

Il 23enne “aussie” aveva strappato un posto nel main draw grazie ad una dura vittoria un tre set contro Wu Yibing nell’ultimo turno di qualificazione, terminando il match con qualche problema fisico. Per questo non si aspettava di esser così competitivo contro Felix. “Mi ero allenato duramente per la partita, ma ieri è stato davvero molto caldo. Abbiamo giocato per due ore e mezza sotto il sole, c’erano 36 gradi”, confessa Popyrin. “Sono uscito dal campo molto stanco e il polpaccio ha iniziato ad avere un po’ di crampi. Oggi ho sentito un po’ di spasmi al polpaccio, ma sono riuscito a gestire la situazione”. L’ennesima conferma di quanto siano dure le condizioni dell’estate australiana, tanto che esser molto resistenti sul piano fisico sarà determinante per tutti i giocatori nelle prossime settimane.

Interessante da questo punto di vista il pensiero di Alexei sull’impatto dei match molto duri: “Dal punto di vista fisico no, non ha aiutato, ma dal punto di vista tattico e della gestione della partita, un incontro duro mi ha sicuramente aiutato molto. Ha aiutato a calmare i nervi. L’allenamento che riesci a trarre dalla partita non fa mai male, è quello di cui hai bisogno per metterti al ritmo giusto”.

L’impatto di Malisse, suo nuovo allenatore, è notevole: “Xavier è stato decisivo. In un certo senso è come se mi stesse davvero insegnando di nuovo a giocare a tennis, in un modo più calmo. Dopo l’anno negativo che ho vissuto, questa è davvero una grande vittoria ma… sono sincero, è qualcosa che mi aspetto assolutamente di poter fare. Credo di essere in grado di battere questi giocatori, mi alleno duramente per giocare queste partite contro i migliori, con le mie chance per farcela”.

Vedremo se la “cura” Malisse continuerà a sortire questi effetti positivi su Popyrin. Se il lavoro insieme al belga conferisce al tennis di Alexei una maggior stabilità e serenità nella gestione del punto, l’australiano potrebbe riguadagnare molte posizioni in classifica e tornare un tennista interessante.

Marco Mazzoni


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7 commenti

Alessandro6.9 02-01-2023 23:19

Questo ragazzo ha giocato una gran partita. Mi auguro mantenga continuità. Per quanto ha dimostrato di mettere in campo oggi è parso un tennista solido e un attaccante di primissimo livello.
I punti a rete sono stati tanti e con un gioco di notevole pressione ha stressato la difesa di Aliassime.
Tennista veramente migliorato e pronto per una grandissima crescita.
Occhio al suo torneo e al suo gioco, può essere una mina vagante

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IlCera (Guest) 02-01-2023 18:47

Scritto da Giampi

Scritto da Stefano
Già fuori Aliassime e Rune. Sulla carta unico ostacolo serio tra Jannik e la finale è Rublev.
Sulla carta.
Sul campo è tutta un’altra storia.

Ecco Kokkinasis sarà un test piuttosto duro. Avrei preferito Cressy…

Gran servizio e gioco completo, ma sul ritmo Jannik dovrebbe avere la maglio ed anche abbastanza nettamente. Se si gioca su tre quattro colpi invece…..

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IlCera (Guest) 02-01-2023 18:46

Malisse è un bravissimo allenatore.
Aveva tirato su, ed anche parecchio il Sudaafricano Harris, che peraltro non so bene che fine abbia fatto.
Certo che Popyrin, altro predestinato non realizzato (per il momento), non poteva proprio trovare di meglio.

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+1: Marcus91
Giampi 02-01-2023 17:13

Scritto da Stefano
Già fuori Aliassime e Rune. Sulla carta unico ostacolo serio tra Jannik e la finale è Rublev.
Sulla carta.
Sul campo è tutta un’altra storia.

Ecco Kokkinasis sarà un test piuttosto duro. Avrei preferito Cressy…

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Oh, Reilly? (Guest) 02-01-2023 17:10

Come diceva il suo storico coach alla domanda chi avesse avuto più talento ma meno disciplina fra quelli passati dall’Accademia Bollettieri: “Malisse!”.
Su Popyrin direi che erano anni che veniva frenato e franato da Mouratoglou, ha passato 3 anni circa a ridosso della top100 a guardare tutti gli altri passargli avanti. L’anno scorso stava capitando qualcosa di simile con Draper e con Musetti, anche se lì il problema erano gli incontri nei Challenger, la mancanza di opportunità di crescita, invece con l’australiano (il cui padre tra l’altro finanziò anche il torneino di Mouratoglou, ricordate il “Verrazzano Open” a Nice-Anthipolis di qualche anno fa? Proprio quello) il problema riguardava soprattutto il suo potenziale di crescita non riconosciuto e sotto-stimolato. Mi verrebbe da dire che anche Tsitsipas è cresciuto tennisticamente molto di più da quando non è al 100% con Mouratoglou, prendendo Philippousis come coach, però in quel caso, il greco è stato aiutato molto nella crescita, d’altra parte il super-coach non poteva passare sopra la bandiera greca che condividono.

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Stefano (Guest) 02-01-2023 16:29

Già fuori Aliassime e Rune. Sulla carta unico ostacolo serio tra Jannik e la finale è Rublev.
Sulla carta.
Sul campo è tutta un’altra storia.

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Shapovalissimevolmente (Guest) 02-01-2023 16:27

Malisse, un altro che dava del tu alla pallina e del noi alla racchetta. Questi sono gli allenatori che vorrei in una scuola tennis; mica quell’ orda scialba e indistinta di pallettari aka pressatori da fondocampo che hanno caratterizzato il tennis negli ultimi 25anni.

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