Arnaldi: “Ritirarmi dalla mia prima semifinale Slam è qualcosa che non auguro a nessuno”
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La fine che nessuno si aspettava. Matteo Arnaldi è stato costretto al ritiro prima della semifinale del Roland Garros a causa di un virus gastrointestinale. Un duro colpo per il ligure che stava vivendo il miglior torneo della carriera e che si apprestava a disputare la sua prima semifinale Slam. Prima di lasciare la sala stampa, Arnaldi ha ricevuto il commosso omaggio di Flavio Cobolli, amico di una vita e avversario mancato in quella che sarebbe stata una semifinale tutta italiana.
Domanda: Matteo, raccontaci cosa è successo nelle ultime ore. Nonostante due settimane straordinarie qui a Parigi, sei stato costretto al ritiro.
Matteo Arnaldi: È difficile essere qui. Non è quello che volevo fare. Ieri sera ho iniziato a non sentirmi molto bene. Fino a ieri stavo bene, ero venuto qui ad allenarmi, avevo fatto tutto quello che dovevo fare e mi sentivo bene. Poi ho cenato e ho iniziato ad avere qualche problema allo stomaco. Ho pensato semplicemente di non aver digerito bene. Ma all’una di notte mi sono svegliato e ho iniziato a vomitare e non stavo bene per niente. Ho provato a dormire ma non ci sono riuscito. Alle sei o alle sette del mattino ho vomitato di nuovo e questa volta è stato piuttosto pesante. Abbiamo chiamato il medico in camera, è venuto e mi ha dato qualcosa. Speravo fosse soltanto qualcosa legato alla cena, ma durante tutta la giornata non sono riuscito a mangiare. Ogni volta che provavo a bere o a fare qualcosa dovevo tornare in bagno. È dura perché per come stava andando il torneo e per tutte le ore passate in campo mi sentivo davvero bene. Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale Slam è qualcosa che non auguri a nessuno. Ho provato a prepararmi e a restare qui il più possibile per vedere se riuscivo comunque a scendere in campo, però ogni volta che mi alzavo avevo giramenti di testa e non stavo bene. Sono abbastanza sicuro che se provassi a mangiare di nuovo starei male ancora. Questa era la decisione giusta da prendere.
Domanda: Pensi che si tratti di un virus oppure di qualcosa che hai mangiato?
Matteo Arnaldi: Non ne ho idea. Ad essere sincero penso sia un virus perché avevo molto freddo e credo di aver avuto anche la febbre durante la giornata. Non lo so davvero. So soltanto che non riesco a muovermi, non riesco a mangiare e non riesco a bere. Non c’era alcun modo per poter giocare. Mi dispiace per tutti quelli che avevano comprato il biglietto e per tutti gli italiani che erano venuti a vederci. Sono felice per Flavio che giocherà la finale, ma allo stesso tempo mi dispiace perché non siamo riusciti a giocare questa partita. È difficile essere qui.

Anche Flavio Cobolli, presente, ha voluto rivolgere alcune parole all’amico.
Flavio Cobolli: Intanto volevo ringraziarti per quello che hai fatto in queste due settimane. Sei stato di ispirazione per tutti noi e hai lottato per tante ore in campo dimostrando il tuo vero valore. Sapevamo tutti la posizione che avevi prima di questo torneo, data da un infortunio che tutti conosciamo, e io non ho mai dubitato delle tue qualità e delle cose buone che hai fatto per tutti noi e per te stesso in questi anni. Devi essere solo fiero di quello che stai facendo e di come lo stai facendo. Sei un esempio per me, per come fai le cose. Cerco anch’io di imitarti soprattutto fuori dal campo. In campo vado per la mia strada, però fuori dal campo sei esattamente l’esempio di un atleta e di un professionista eccellente. Ti auguro il meglio. Mi dispiace per come è andata oggi e sono sicuro che avremmo fatto una grande battaglia, come siamo abituati a fare io e te. Sono sicuro che ci saranno altre occasioni.
Domanda: Matteo, a cosa imputi quello che è successo? Ti era mai capitata una cosa simile?
Matteo Arnaldi: Medicinali non ne ho presi assolutamente. Sono andato a cena come tutti gli altri giorni pre-match e sinceramente non abbiamo ancora capito da cosa sia derivato tutto questo. Mi era successa una cosa simile ad Acapulco l’anno scorso, però davvero non ho idea di cosa sia stato. Sicuramente ero un po’ stanco perché ho giocato tanto, ma come ho detto prima stavo bene. Ieri mi sono allenato un’ora e quarantacinque minuti, tutto stava andando secondo i piani. Poi da ieri sera è successo qualcosa che ancora non abbiamo capito e che continua tutt’oggi. Per questo non credo sia stato soltanto il cibo, altrimenti non sarebbe andata avanti così a lungo. Sta continuando durante tutta la giornata e quindi credo che ci sia qualcosa di diverso.
Domanda: Quando hai deciso definitivamente di non giocare?
Matteo Arnaldi: Sono arrivato fino all’ultimo momento. Ho visto Flavio negli spogliatoi alle sei, proprio quando stava per iniziare la prima partita, e lì ho capito che era impossibile per me giocare. Fino a quel momento stavo cercando qualsiasi soluzione possibile per provare a scendere in campo. Poi abbiamo deciso di non giocare perché non aveva senso né per me, visto che avrei rischiato infortuni per come ero disidratato e per quanto poco avevo mangiato, né per lui e né per il pubblico. Non sarebbe stata una bella partita.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Enrico Milani, Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi, Roland Garros 2026

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Lasciando stare X (nota fogna per disagiati), si leggono cose anche nei commenti su you tube che fanno sospettare che il virus della cretinite abbia colpito in maniera pandemica.
Ma come si fa solo a pensare che uno alla prima semifinale Slam si ritiri per favorire il connazionale.
Buona fortuna Matteo, mi hai regalato le due partite più emozionanti di questo torneo.
Lui magari adesso no; noi invece si. Tempo un anno e potremo vedere quattro semifinalisti italiani in un grande slam.
Auguri di pronta guarigione. È un leone, e presto lo rivedremo ruggire.
Un occasione cosí probabilmente non gli capiterá piú, ma onore a Matteo Arnaldi e al coraggio e alla grinta dimostrate in queste due settimane: un leone azzurro a Parigi.
Bravo. Molto bravo.
Hai detto tutto con una sola parola: rispetto.
Rispetto per un leone italiano.
No
L’ ha detto benissimo.
Con un virus di questo tipo, non ti muovi, non mangi, non bevi
Ma almeno leggerlo l’articolo… ha avuto vomito non diarrea.
Rispetto.
Solo rispetto ci vuole per un atleta che ha portato così in alto i colori italiani in questo torneo.
Grazie Matteo.
Mi sa che un’occasione così non la rivede neanche col binocolo…
Ma come crede di aver avuto la febbre?
In tutta Parigi non c’è nessuno che gli passa un termometro? 😀
A parte questo è sempre brutto quando c’è un ritiro
Bhe, non è proprio così semplice. Infezioni intestinali con vomito e diarrea ci vogliono almeno 8- 10 giorni per tornare come prima. Auguri Matteo
Bhe, non è proprio così semplice. Infezioni intestinali con vomito e diarrea ci vogliono almeno 8- 10 giorni per tornare come prima. Auguri Matteo
Peccato, però deve essere orgoglioso di questo torneo, recuperi incredibili, partite che sembravano indirizzate verso l’avversario alla fine vinte.
Se riuscirà a giocare senza dolore si toglierà tante altre soddisfazioni e chissà cosa potrà succedere. Forza Matteo!
Come non sa che cosa ha avuto? E il medico che ha detto? “crede” di aver avuto la febbre? Boh. Fuori da questo sito, su altri forum e social, è un profluvio di accuse che potete ben immaginare.
L’Imodium è una mano santa quando si va in sciolta….poi Enterogermina è torni pulito come un poppante