Errani e Vavassori, il bis a Parigi è realtà: “Sta diventando una bella abitudine, ma non diamo mai per scontato vincere uno Slam” (Video partita)
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Sara Errani e Andrea Vavassori hanno scritto un’altra pagina splendida del tennis italiano, conquistando il titolo del doppio misto al Roland Garros. Gli azzurri hanno superato in finale Gabriela Dabrowski ed Evan King con il punteggio di 4-6 6-3 10-4, completando una rimonta di grande carattere dopo un avvio complicatissimo.
In conferenza stampa, Vavassori ha raccontato tutta la soddisfazione per un successo che conferma la solidità di una coppia ormai diventata un riferimento assoluto nella specialità.
“Sta iniziando a diventare una bella abitudine, onestamente”, ha detto sorridendo il torinese. “Non diamo mai per scontato vincere un Grande Slam. Siamo molto felici, e vincere qui due anni di fila è qualcosa di incredibile. Amiamo questo torneo”.
Per Errani e Vavassori è un altro trionfo pesante, ma Andrea non ha voluto stilare una classifica tra i titoli conquistati insieme.
“È difficile fare una graduatoria, perché ognuno è stato speciale. Il primo US Open mi ha lasciato grandi ricordi, poi il primo qui, poi il secondo US Open con un formato diverso e tanti giocatori di singolare: anche quello è stato molto importante per noi”.
Poi Vavassori ha già lanciato lo sguardo verso il prossimo obiettivo: l’erba.
“Proveremo a fare del nostro meglio anche nella stagione sull’erba. È l’unica finale che mi manca, quindi ho detto a Sara che dobbiamo andare avanti anche a Wimbledon”.
La forza della coppia, però, non nasce soltanto dalla qualità tecnica. Errani ha spiegato che il segreto sta anche nel rapporto personale, nella complicità e nella voglia comune di preparare ogni partita nel dettaglio.
“Siamo entrambi molto competitivi. Siamo buoni amici, davvero tanto, anche fuori dal campo. Abbiamo molte cose simili”, ha raccontato Sara.
Poi ha aggiunto:
“Amiamo il tennis, amiamo studiare le partite, parlare di tattica. Non so se le altre coppie lo facciano così tanto, ma penso che noi stiamo facendo un grande lavoro”.
Errani ha sottolineato anche un altro aspetto fondamentale: il divertimento non toglie nulla alla ferocia agonistica.
“Ci divertiamo molto a giocare, ma amiamo anche vincere. Andiamo in campo e diamo tutto, ogni punto. Penso che poi questo si veda”.
Vavassori ha usato un’immagine molto forte per descrivere lo spirito con cui lui e Sara affrontano le partite.
“In questo torneo ci siamo sempre detti che siamo leoni, quindi dovevamo mostrarlo”.
Ed è proprio quello che è accaduto in finale. Gli azzurri sono partiti sotto 0-4, in difficoltà anche per condizioni diverse da quelle del riscaldamento.
“Oggi eravamo sotto 4-0. Era molto importante restare nel match, provare qualcosa di diverso. Anche il vento era molto difficile: avevamo fatto il riscaldamento con il tetto chiuso e poi abbiamo iniziato la partita con il tetto aperto. Era completamente diverso”, ha spiegato Vavassori.
La coppia italiana ha dovuto adattarsi rapidamente. Andrea ha rivelato anche un dettaglio tattico sul servizio.
“Oggi abbiamo servito meglio: io con il vento e Sara controvento. Di solito facciamo il contrario. Abbiamo trovato un modo per rientrare, ed è stato molto importante per il secondo set riuscire a tornare dentro già nel primo”.
Nel match tie-break, poi, la partenza è stata decisiva.
“Abbiamo iniziato benissimo. Sara ha fatto un grande punto sul primo punto, siamo andati subito 3-0 in pochi secondi ed è stato molto importante”.
In conferenza si è parlato anche del momento straordinario del tennis italiano. Errani ha provato a spiegare il successo azzurro senza cercare formule magiche.
“Non ci sono segreti. Penso che siamo un gruppo di persone che amano il tennis e che tutti aiutano gli altri. Forse questa può essere la chiave”.
Per Sara, il clima che si respira nei tornei è un elemento importante.
“In questo momento il tennis italiano sta andando benissimo. È bello essere un grande gruppo. Nei tornei ci divertiamo insieme, ci sosteniamo a vicenda. È fantastico”.
Vavassori ha allargato il discorso, sottolineando il valore dei rapporti umani e il lavoro svolto dal sistema italiano negli ultimi anni.
“Le relazioni umane sono molto importanti nel nostro sport. Viaggiamo spesso negli stessi tornei, ci vediamo, a volte ceniamo insieme e condividiamo qualcosa anche fuori dal campo. Per noi è molto importante”.
Il torinese ha poi evidenziato il ruolo della Federazione e di alcune scelte strutturali, a partire dalla televisione.
“La Federazione ha fatto un lavoro incredibile. È stato molto importante creare un canale televisivo solo sul tennis, SuperTennis, che tante persone potevano guardare senza pagare. È stata una chiave per il nostro Paese”.
Altro punto decisivo: la quantità di tornei organizzati in Italia.
“Abbiamo sempre tanti tornei, Challenger, e questo dà molte possibilità ai giovani di giocare senza dover investire tanti soldi per andare fuori dall’Italia”.
Vavassori ha poi spiegato come, secondo lui, il sistema sia migliorato rispetto al passato. Da giovane era stato due anni a Tirrenia, ma oggi vede un modello più efficace, basato sulla collaborazione tra Federazione, coach privati e famiglie.
“In passato il sistema non era ideale, perché prendevano i ragazzi quando erano molto giovani. Ora è molto meglio: la Federazione collabora con i team, così i ragazzi restano a casa con il loro allenatore, quello che ha messo loro la racchetta in mano”.
Secondo Vavassori, questo permette una crescita più equilibrata.
“Si crea un percorso insieme. La Federazione mette allenatori con esperienza ad aiutare il coach principale. Questa è la chiave, perché non devi andare via dalla famiglia. I valori umani sono molto importanti per un ragazzo, così come la scuola, che aiuta anche lo sviluppo della mente quando si è giovani”.
La vittoria di Errani e Vavassori è dunque molto più di un titolo. È il simbolo di una coppia che funziona per tecnica, amicizia, fame agonistica e intelligenza tattica. Ma è anche il riflesso di un movimento italiano che continua a raccogliere risultati in ogni specialità.
Sara e Andrea non danno nulla per scontato. Continuano a studiare, a divertirsi, a lottare su ogni punto. E a vincere. A Parigi, ancora una volta, il doppio misto parla italiano.
Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Andrea Vavassori, Roland Garros, Roland Garros 2026, Sara Errani

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