Draper cambia il servizio e rivela di aver adottato corde in budello naturale: “Non cercavo più potenza, solo un aiuto al mio braccio dopo l’infortunio”
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Jack Draper conferma di aver modificato la posizione di partenza del suo servizio e anche aver adottato le corde in budello naturale per cercare di migliorare la condizione del suo braccio, reduce da un lungo infortunio e difficile recupero. Dopo molti mesi di assenza dalla competizione, il britannico è rientrato prima a Doha e ora è in gara ad Indian Wells, dove ha passato il primo turno contro Bautista Agut. Vista la lunga assenza, il suo tennis è finito sotto la lente di ingrandimento dei tecnici ed analisti che seguono il tour, tra cui l’ex Pro Chris Eubanks con il quale Jack ha intrattenuto una breve conversazione nello studio di Tennis Channel in merito al proprio tennis nel giorno “off” dopo la vittoria sullo spagnolo.
“Gran parte del cambiamento nel mio gioco è nata dalla riflessione sul mio infortunio”, ha raccontato Draper. “Negli ultimi anni ho avuto diversi problemi al braccio. L’ultimo è stato particolarmente complesso e molto lungo da recuperare, quindi ho dovuto prendere alcune decisioni per favorire la guarigione. Questa è stata una di quelle”.
Il nuovo movimento prevede una stance al servizio di tipo “platform”, al posto della precedente “pinpoint”: significa che Jack in passato nel suo movimento di servizio avvicinava il piede posteriore a quello avanzato di appoggio, per conferire più dinamismo e spinta del peso del corpo verso l’alto per l’impatto alla palla. Con la posizione platform invece i due piedi restano distanti, conferendo una base di appoggio superiore e un miglior equilibrio. La nuova impostazione che quindi privilegia stabilità piuttosto che la massimizzazione della potenza, un cambiamento suggerito dal suo allenatore Jamie Delgado, ex coach di Andy Murray. Draper ha inoltre deciso di passare all’utilizzo di corde in budello naturale nella racchetta.
“Non si trattava di ottenere più potenza o più rotazione. Non ne avevo affatto bisogno”, ha spiegato. “Ero in una fase dell’infortunio in cui dovevo fare tutto il possibile per aiutare il mio braccio a recuperare e tornare al livello necessario”. Eubanks infatti ha poi spiegato nella conversazione come l’indice di velocità e rotazione delle palle impattate da Draper siano ai vertici del tour, colpi veloci e come si dice in gergo “pesanti”, frutto di impatti rapidi e muscolarmente consistenti. Un tennis di forza che sicuramente ha inciso a lungo andare sulla tenuta fisica del suo braccio. Da qua la scelta di adottare qualche accorgimento per prevenire ulteriori fastidi.
Quando si va a toccare un colpo così particolare come il servizio è abbastanza scontato che il rendimento ne possa risentire. Infatti Draper nel suo incontro di esordio a Indian Wells ha messo in campo solo il 57% di prime palle, ma con un rendimento altissimo, l’88% dei punti vinti. Un cambiamento che necessita di tempo: “Credo che l’unica cosa che richieda ancora un po’ di tempo sia la continuità, soprattutto in partita”, ha spiegato Draper. “Allenarsi è diverso. In realtà penso di essermi allenato molto bene per parecchio tempo. Credo che più tempo passo in campo e meglio sia”.
Draper torna in campo nella serata di lunedì contro Cerundolo, tennista potente, non sempre costante nel rendimento ma assai aggressivo quando trova la giornata giusta, anche dalla risposta. Sarà un nuovo buon test per il nuovo servizio di Draper.
Marco Mazzoni
TAG: Jack Draper, Masters 1000 Indian Wells 2026

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