Il brasiliano era campione in carica dell'Argentina Open ATP, Copertina

Fonseca deluso per la sconfitta a Buenos Aires: “Sono mancati convinzione e fiducia. Ogni percorso ha i suoi tempi, non mi piacciono i confronti”

12/02/2026 09:49 6 commenti
Joao Fonseca
Joao Fonseca

Ha lottato, ma non è bastato perché i colpi sembrano un po’ “spuntati” rispetto alle giornate migliori e l’energia e convinzione sono alquanto altalenanti. È cocente la delusione di Joao Fonseca dopo la sconfitta sofferta all’esordio del 250 di Buenos Aires, torneo che l’anno scorso il brasiliano aveva vinto impressionando per colpi e potenza. Tabilo non era affatto un avversario comodo, il braccio del cileno è il classico spauracchio che, nella giornata “giusta” può diventare un incubo per tutti, ma è indubbio che il teenager di Rio stia vivendo un momento per niente facile, vittima di seri problemi alla schiena e forse anche qualche dubbio insinuato nella sua testa che non gli permette di giocare liberamente e scatenare la potenza devastante del suo tennis. Fonseca nel 2026 ha giocato solo due partite, all’Australian Open battuto da Spizzirri e ieri vs. Tabilo a Buenos Aires. Difficile trovare condizione e ritmo con un’attività così diradata per i problemi fisici, ma forse anche il peso dell’enormi aspettative su di lui inizia a gravare ed è un compagno di viaggio assai scomodo.

Nonostante il momento non felice, Fonseca si è presentato in conferenza stampa al club di Baires piuttosto sereno, consapevole che i risultati torneranno appena la condizione generale migliorerà. Tuttavia per un ragazzo così competitivo la sconfitta immediata da campione in carica resta un boccone assai amaro da mandare giù… “Dal punto di vista fisico mi sono sentito molto bene, ero al 100%, anche se il risultato non è stato quello che speravo” racconta Fonseca alla stampa. “Me ne vado un po’ frustrato, dispiaciuto, avevo grande voglia di vincere… ma non si possono portare a casa tutte le partite. È una sconfitta pesante, però devo restare positivo. L’obiettivo è continuare a fare le scelte giuste e lavorare duro: i risultati arriveranno”.

La pressione del campione in carica ha avuto un peso? “Se dicessi di no, mentirei. Sì, un po’ di pressione in più c’era, mi sono sentito teso fin dai primi game. Ho provato ad alzare l’intensità, a caricarmi, anche cercando energia dal pubblico, ma oggi non ha funzionato. Sono mancati convinzione e fiducia. Ci lavoreremo: mi sto allenando bene e credo che il 2026 sarà un grande anno. Ora testa a Rio, dove sono certo che le cose andranno meglio”.

 

In Argentina si parla moltissimo della scarsa considerazione dell’ATP per la gira sudamericana e di come potrebbe venire ancor più affossata dal nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita tra due anni. Joao parla con cautela… “È solo il mio secondo anno nel circuito ATP. Ho sentito molti colleghi parlare dei possibili cambiamenti futuri, come il Masters 1000 in Arabia Saudita. Personalmente adoro giocare qui in Sudamerica: per noi è una parte di stagione fondamentale, soprattutto sulla terra battuta. Sono ancora giovane nel Tour, non so come evolverà il calendario. Per ora ogni torneo è un’opportunità straordinaria. Con più esperienza, potrò esprimere un’opinione più completa”.

Fonseca è focalizzato su dove migliorare il proprio tennis: “Stiamo lavorando molto sugli aspetti tecnici, in particolare servizio e risposta, che a questo livello fanno la differenza. Tutti hanno standard altissimi in entrambe le fasi. Ci concentriamo anche sullo schema servizio e poi colpo molto aggressivo, essenziale su qualsiasi superficie. C’è tanto margine di crescita sotto il profilo mentale e fisico, ed è uno stimolo: significa che possiamo ancora alzare il livello, pur partendo già da una base solida”.

Gestione delle aspettative, non facile quando sei considerato un “predestinato”… “Le aspettative fanno parte del gioco. C’è chi mi paragona a Kuerten, ad Alcaraz o a Sinner, ma io sto scrivendo la mia storia. Vincere a Buenos Aires l’anno scorso non garantiva nulla per questa edizione, ad ogni torneo si riparte da zero. Essere n. 24 del mondo non significa diventare automaticamente n. 1. Ogni percorso ha i suoi tempi. Posso solo continuare a lavorare, rafforzando mentalità, tecnica e condizione. Ho un team eccellente che mi sostiene nella crescita, come atleta e come persona. Le comparazioni non mi piacciono, ma so che esisteranno sempre: devo essere pronto a gestirle. A volte pesano, a volte generano tensione, ma in genere riesco a conviverci”, conclude Fonseca.

Parole franche, serene, che non celano la delusione ma anche confermano la sua ambizione. Forse l’aspetto più interessante nel pensiero di Joao dopo una sconfitta bruciante è la consapevolezza dei propri mezzi abbinata alla pazienza necessaria a migliorare. La fretta di arrivare non mai la strada maestra verso il successo. La prossima settimana sarà torcida vera a Rio, a casa sua. Vedremo come Fonseca giocherà e affronterà la pressione di fronte al proprio pubblico.

Marco Mazzoni


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6 commenti

Aquila. 12-02-2026 12:29

Troppe aspettative su questo ragazzo che sicuramente non gli fanno e faranno bene, attualmente lui si vede in un futuro un big 3, credo che la sua carriera sarà a rischio se non impara ha tenere i piedi per terra

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Peter (Guest) 12-02-2026 12:15

Le sconfitte ti insegnano sempre qualcosa

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Pier no guest 12-02-2026 11:12

Il ragazzo ha notevoli qualità,non siamo noi su LT a sostenerlo o meno male tecnici competenti.
Perdere con Tabilo al terzo certo non è scandaloso (Djokovic docet) ma c’è da chiedersi quanto il ragazzo abbia l’impermeabilità per non farsi travolgere dalle pressioni e le delusioni che ora forse sono più del previsto.
Joao compirà 20 anni ad agosto e sta preparando una carriera importante di 10/15 anni in cui l’aspetto fisico sarà determinante visti i ritmi odierni e che andranno ad aumentare di sicuro.
L’anno scorso fu eccezionale in Argentina,ora ne ha pagato un po’ l’aspettativa di conferma.
A me non piace chi di fronte ad un talento sembra godere dei suoi inciampi perché lo spettacolo lo forniscono questi protagonisti e meglio giocano meglio è per tutti.

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+1: Il GUEst, Aquila., Massi
walden 12-02-2026 10:55

Alla sua età Sinner stava per entrare in top10 (con 6 mesi di stop, non lo dimentichiamo, e con molti che gli erano davanti, legittimamente, con i punti salvati dall’anno prima), Alcaraz ancora meglio, per questo non gli piacciono i confronti. Ma è lui che li privica con dichiarazioni roboanti. Sia più sobrio, e ne guadagnerà.

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Silvy__89 (Guest) 12-02-2026 10:34

Ad oggi tanto clamore ingiustificato, tutto sto carnevale di Rio per uno che ha ancora tutto da dimostrare non lo capisco proprio!

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+1: Scolaretto, Aquila.
JannikUberAlles 12-02-2026 09:56

Molto clamore mediatico (forse troppo!) per un ragazzo che ha ancora “tutto” da dimostrare e che sicuramente presenta delle ottime qualità ma che…

…non troverà certo una strada in discesa per entrare in top-10, figurarsi in top-3!!!

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+1: Scolaretto, Aquila.