Fils si unisce a Medvedev: “Queste palline non sono normali per il nostro livello”
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Le polemiche sulle palline del torneo di Rotterdam continuano ad animare il circuito ATP. Dopo le dichiarazioni al vetriolo di Daniil Medvedev, anche Arthur Fils si è unito alle critiche, lamentando le condizioni di gioco dopo la sua eliminazione al primo turno per mano di Alex de Minaur.
Il giovane francese, tra i talenti più promettenti del circuito, non ha usato mezzi termini per descrivere le sensazioni avute in campo con le Head Tour XT, le stesse finite nel mirino di Medvedev. “Quando giochi a livello professionistico, contro avversari molto forti, vedere le palline diventare più grandi e più lente dopo due giochi è insolito. Non so chi sia responsabile, ma devono fare meglio. Non è normale giocare con queste palline al nostro livello”, ha dichiarato con tono deciso.
Le sue parole si aggiungono a quelle del russo, che nei giorni scorsi aveva espresso tutto il proprio disappunto durante e dopo la sconfitta, arrivando a utilizzare espressioni colorite per descrivere le caratteristiche delle palline. Un malcontento che, a quanto pare, non riguarda solo un singolo giocatore.
Il tema delle palline è ormai ricorrente nel circuito, con diversi tennisti che negli ultimi anni hanno denunciato cambiamenti frequenti tra un torneo e l’altro, spesso con effetti negativi sul gioco e, in alcuni casi, anche sul fisico. La presa di posizione di Fils conferma come la questione resti aperta e sentita tra i professionisti, soprattutto nei tornei indoor dove le condizioni dovrebbero teoricamente essere più uniformi e prevedibili.
Resta da vedere se l’organizzazione del torneo o la stessa ATP interverranno con una risposta ufficiale, ma intanto il fronte dei giocatori scontenti sembra allargarsi. Un segnale chiaro: la questione delle palline continua a essere un tema caldo nel tennis moderno.
Marco Rossi
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Con quella capigliatura non riesco a prendere sul serio quello che dice
😀
Boh, a me sembra solo un pretesto… negli anni settanta e ottanta in tutti i tornei le palline erano diverse eppure non ho mai sentito Borg o McEnroe lamentarsi, come oggi con Sinner e Alcaraz che vincono sempre a prescindere da palline, superficie, e quant’altro…
Tema sempre attuale. Le palline da torneo ,non le “nostre”, non piacciono a nessuno ma alcuni fanno più rimostranze di altri,vuoi per la ricerca di un alibi,vuoi perché colpendo meno preciso il colpo si penalizza di più,vuoi per il modo di giocare perché più sei un “liftatore pesante” più usuri il feltro soprattutto se sei uno da scambi lunghi.Per dire Ferrer contro Nadal le avrebbero sbriciolate , Pericard e Hurkacz meno perché sarebbero state poco sulle corde e meno ancora sul terreno.
Vogliono rallentare, incrementare gli scambi e fare punto è dura benché fior di colpitori e telai+corde performanti. Il principio è quello della palla di spugna.
Risultato? Infortuni perché si colpisce molto,colpi spettacolari e i top sono top ovunque.
Piace?
Attribuire le proprie sconfitte alle palline è molto un alibi: la realtà è che alcuni tennisti sono scaduti di livello e non riescono ad accettarlo!
Migliorano in tutti i modi i materiali delle racchette per tirare sempre più forte facendo sempre meno fatica, poi però peggiorano pesantemente le palline
Poveretti, non potendo godere dei propri successi, godono degli insuccessi altrui….
Fils era (lo è ancora?) la grande speranza del tennis francese ma, dopo le interessanti “premesse” della stagione scorsa, il ragazzo si è eclissato per problemi fisici che non sembrano facili da superare…
…in bocca al lupo!
Intanto i media transalpini si sono “goduti” la vittoria di Djokovic (addirittura in prima pagina sui principali giornali) su Sinner come se Nole fosse francese…
…forse perché la “mancata-promessa” italiana non l’hanno mai completamente digerita!
Le palle post covid fanno cagare.punto!.
lo sanno tutti.
Fanno degli scambi che mi sembrano i bambini con le mid.
qualche marca ci ha fatto qualcosa.
Tante altre si sono tenuti i margini.
I tennisti dovrebbero rifiutarsi di giocare.
Questo sta addirittura cambiando il modo di giocare.
Se ad ogni torneo o campionato di calcio cambiasse la specificità dei palloni,come potrebbero reagire i calciatori?
La difficoltà del decadimento delle palline è uguale per tutti, sono più penalizzati i più forti e talentuosi perchè non riescono ad esprimere sempre il loro potenziale, perciò semmai dovrebbe essere il contrario Alcaraz e Sinner più penalizzati
Se la pallina dopo due game diventa più lenta come può favorire Sinner che è uno di quelli che tira più forte? Semmai favorisce un contrattaccante da fondo.
Invece di alzare un po’ la rete a passo con i tempi stanno facendo altro per fare si che il tennis non diventi ping pong,dal rallentare tutti i campi,compresa l’erba alle palline,forse è più facile e meno indolore.
Non è facile dire ad un giocatore che da qui in avanti la rete sarà più alta di 3 cm… quando da bambini in 25 anni hanno giocato sempre con certe misure,che hanno la loro rilevanza.
Fino a quando vincevano ne l’uno né l’altro parlavano delle palle. Sarà un caso? Comunque, perché nessuno fa nulla per affrontare il problema? Almeno per togliere alibi a chi prima tirava fuori le palle e adesso tira fuori le palline.
Medvedev ( ma non solo lui) ha fatto capire che questo favorisce Sinner e Alcaraz. È davvero così?