In conferenza stampa – Novak Djokovic eterno: “Questa vittoria vale quasi come uno Slam” (Video)
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Non esistono più aggettivi per descrivere Novak Djokovic. A 38 anni il campione serbo ha firmato un’altra impresa leggendaria, superando Jannik Sinner – due volte campione in carica agli Australian Open – al termine di una semifinale epica durata oltre quattro ore. Una dimostrazione di sacrificio, lucidità e passione assoluta per il tennis, che lo proietta ancora una volta nella finale del torneo che più di ogni altro ha segnato la sua carriera.
Il successo per 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4 è stato una vera montagna russa emotiva. Un match che avrebbe potuto vincere chiunque, ma che Djokovic è riuscito a portare lentamente sul proprio terreno grazie a un servizio straordinario, a una strategia perfettamente eseguita e a una gestione mentale da fuoriclasse assoluto. Domenica affronterà Carlos Alcaraz con l’obiettivo di conquistare l’undicesimo Australian Open e il 25° titolo Slam della carriera.
Al termine della battaglia, Novak ha raccontato le sue sensazioni in conferenza stampa.
“Una delle vittorie più importanti della mia carriera”
«Onestamente non direi che sia la più grande di sempre, ma senza dubbio è una delle migliori degli ultimi anni», ha spiegato Djokovic.
«Per le circostanze, per il momento del torneo e per l’avversario. Affrontare Sinner in semifinale, qui a Melbourne, dove ha vinto le ultime due edizioni ed è stato probabilmente il miglior giocatore del mondo insieme a Carlos… non si può chiedere molto di più».
Una vittoria che per peso specifico e difficoltà entra di diritto tra le più significative della sua storia recente.
L’obiettivo stagionale: brillare negli Slam
Djokovic ha poi raccontato come questo successo rappresenti la realizzazione concreta dei suoi obiettivi di inizio stagione.
«Quando ho iniziato la preparazione mi sono chiesto cosa potessi ancora aspettarmi da me stesso. Non è sempre facile motivarsi dopo tanti anni. Ma sapevo che volevo giocare il mio miglior tennis negli Slam, e immaginavo partite contro Jannik e Carlos nelle fasi finali».
«Per questo mi sento fortunato ad aver già vissuto tutto questo nel primo Slam dell’anno. È una grande vittoria. Sono orgoglioso, felice e anche sollevato, perché è stato un match durissimo dal punto di vista fisico».
Nessun pensiero alla finale: “Ora devo solo recuperare”
Alla domanda sulla finale contro Carlos Alcaraz, Djokovic è stato molto chiaro.
«Non so nemmeno come mi sentirò domani. Sono quasi le tre del mattino. Non posso fare previsioni. Sicuramente non mi allenerò: userò ogni ora possibile per recuperare e spero di arrivare alla finale un po’ più fresco».
A 38 anni, la gestione delle energie diventa fondamentale.
Dalla fatica con Musetti alla perfezione contro Sinner
Djokovic ha anche voluto sottolineare la capacità di reagire dopo una prestazione opaca nel turno precedente.
«So bene di cosa sono capace. In carriera mi è capitato tante volte di non sentirmi al meglio in alcuni match Slam e di dover trovare il modo di vincere comunque».
«Con Musetti non avevo giocato bene e ho avuto anche la fortuna del suo ritiro. Due giorni dopo, però, sapevo perfettamente cosa mi aspettava. Sono sceso in campo con grande chiarezza, con una strategia precisa e un piano ben definito».
«Una cosa è immaginare come vuoi giocare, un’altra è riuscire a farlo davvero contro uno come Sinner. Per questo sono davvero felice di aver vissuto una notte come questa».
“Una delle migliori partite dell’ultimo decennio”
Il giudizio finale di Djokovic è netto.
«La considero senza dubbio una delle mie migliori prestazioni degli ultimi anni, e probabilmente una delle migliori dell’ultimo decennio».
Parole che spiegano il valore attribuito dal serbo a questo successo.
La finale con Alcaraz: “C’è sempre la storia in gioco”
Infine, Novak ha guardato con rispetto e ambizione alla sfida decisiva contro Carlos Alcaraz.
«Ogni volta che giochiamo c’è sempre qualcosa di storico in palio, per me e per lui. Una finale Slam ha un peso enorme, ma la preparazione è la stessa di sempre».
«L’anno scorso qui l’ho battuto in un match durissimo. Vedremo quanto saremo freschi entrambi. Lui è molto più giovane, biologicamente per lui sarà più facile recuperare».
E poi la frase che racchiude tutto il senso della sua carriera: «Io gioco ancora a tennis in modo competitivo per arrivare a queste partite. Sono qui, in finale di uno Slam. Non posso lamentarmi di nulla. Questa vittoria, per me, vale quasi quanto vincere un Grand Slam».
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Novak Djokovic

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Ora Djokovic si merita di vincere se sta bene il suo 25esimo slam. Forza Djokovic.
Il mondo degli invasati Sinneriani, forse.
Quello che esultava ai crampi di Carlos sperando si ritirasse cosí che Sinner avrebbe (forse) avuto vita piú facile in finale.
Per fortuna, il MONDO, é altro da questo squallore!
Non sapete perdere…
Vediamo se il grande Nole riuscirà a completare l’opera, non ha mai battuto il piccolo titano in una finale slam. Domenica career slam per lo spagnoletto o scarpette col numerino 25 per il serbo?
Ho sempre sostenuto che alcune vittorie possano avere un peso specifico diverso rispetto ad altre e per questo sono stato spesso attaccato dai tifosi di Djokovic ed ecco che è lui in prima persona a darmi ragione con le sue parole. Anche per me questa vittoria vale più di alcuni Slam conquistati da Nole
Non sono un tifoso di Sinner ma davvero lo si puo’ additare per qualcosa se ha perso con uno che battagliava (e spesso vinceva) con Federer e Nadal ed ha vinto piu’ dibtutti da quando questo sport esiste ? Dai siamo seri , ha perso (credo per l’ultima volta) contro uno dei piu’ grandi di questo sport, ci puo’ stare
E no, caro Nole, ora devi battere Alcaraz in finale, tutto il mondo tiferà per te
Dice così perché sa che la finale non la vince contro il nr.1 del mondo.
Nonno Nole (gigantesco come la Nole Antonelliana) avanza, mentre i pischelli (Musetti, Alcaraz stamattina e Sinner giorni fa) accusano crampi e dolori. Ciò significa che il tennis di prima era molto meno usurante rispetto a quello odierno, dunque urge più che mai, a meno che non si voglia trasformare il tennis in discipline come il sollevamento pesi, abbandonare i 5 set e giocare ovunque al meglio dei 3, per salvaguardare la salute dei tennisti.
In più, aggiungo che l’infortunio di Musetti, alla luce del risultato di stamattina, grida ancora più vendetta, a testimonianza che già oggi Lorenzo è più forte di Sinner, e sarebbe stato il primo mattone nella costruzione di ciò che dico da tempo, ovvero che Musetti a fine anno sarà davanti a Jannik.