Cemento, terra battuta, quale superficie prefertita? La splendida risposta di Sinner
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La bella vittoria conquistata ad Indian Wells ha restituito pienamente sorriso e fiducia a Jannik Sinner, e anche ai suoi milioni di tifosi, non del tutto sereni dopo un inizio di 2026 del campione di Sesto Pusteria buono ma non al livello delle partenze “razzo” delle due stagioni precedenti, segnate dal titolo agli Australian Open. Con una condizione atletica in crescendo e colpi progressivamente più incisivi, l’altoatesino ha concluso le due settimane in California con un successo molto importante, il primo del nuovo anno, che lo riavvicina in classifica all’attuale leader Carlos Alcaraz. Il titolo a Indian Wells ha completato una sorta di Grande Slam in carriera per Sinner nei maggiori tornei su campi in sintetico: Australian Open, US Open, i 6 Masters 1000 (Indian Wells, Miami, Open del Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi indoor) e le ATP Finals, vinte nelle ultime due edizioni a Torino. Jannik è diventato il più giovane a riuscirci e riflettendo di questo negli studi di Tennis Channel in quel di Indian Wells, la sua risposta sulle varie superfici è tanto semplice quanto significativa.
“I campi in duro sono la mia superficie preferita” afferma Sinner negli studi del network statunitense. L’intervistatore lo interrompe affermando, “Ma ti piace anche la terra battuta!“. E Jannik risponde di getto: “A me piace giocare a tennis! In generale!” con una gran risata di tutti i presenti nello studio. Continua poi l’azzurro, spiegando meglio il concetto: “Ho cambiato un po’ la mia mentalità un paio d’anni fa. Ho cercato di muovere diversamente il mio gioco e come mi sentivo in campo, il tutto per cercare di farmi meno problemi possibili ed essere molto rilassato. Alla fine questo è uno sport molto mentale e cerco di essere molto calmo. Anche oggi (nella finale di Indian Wells, ndr) lo sono stato nei momenti importanti e questo mi aiuta moltissimo”.
Una riflessione che potrebbe essere banale, ma che in realtà non lo è affatto. Il tennis è uno sport molto difficile, mentale, è necessario affrontare non solo i problemi posti dagli avversari ma anche quelli che ciascun giocatore più crearsi da solo per la tensione, l’ansia, il non gestire in modo sereno il contesto e le condizioni di gioco. Più volte Jannik ha affermato in altre interviste: “Non posso cambiare il campo su cui sto giocando, o le palle, o il vento quando c’è. Posso però cambiare la mia mentalità e come reagisco a tutto questo, trovando il modo per giocare il mio miglior tennis e non farmi condizionare da quello che non si può controllare”. È la spiegazione di una mentalità vincente, quella che ha portato Sinner al n.1 del mondo e trionfare i tutti più grandi appuntamenti.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Masters 1000 Indian Wells 2026

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A sentire tutti quelli che lo seguono dal Challenger di Bergamo, quello deve essere stato l’evento sportivo più seguito nella storia.
Comunicazione di servizio, Patrick 25 e Francesco 9696 sono troll, haters, scemi del villaggio e nelle migliori delle ipotesi taxisti…
Vieni a vedere chi sono i provocatori cara Annie ma fatemi il piacere
@ francesco9696 (#4576198)
Tre mesi per prepararsi ma ci sei o ci fai? Alla faccia degli espertoni di questo Blog
Lo seguo dal Challenger di Bergamo, a memoria ricordo che ha vinto solo un 250 a Umago contro Alcaraz su terra rossa.
L’ anno scorso ha avuto tre mesi per prepararsi in vista di Roma e Parigi ma ha perso due finali
Chiama Iga che ti dà una mano…
Figurati…alla Diadora pagano poco, mica bastano i quattrini presi in Arabia Saudita
Cavolo grazie!!! Non lo sapevamo … 😀 😉
mi piacerebbe che Sinner abbandonasse Nike e come sponsor scegliesse Diadora, tennista italiano chiama marchio italiano